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Gran Bretagna e Ue, due strade verso il low carbon

low-carbon-hives-2Sarà una delle tante conseguenze della Brexit, ma Unione europea e Gran Bretagna imboccano due strade molto diverse per l’abbattimento delle emissioni. A Bruxelles, la Commissione europea sta per presentare una nuova proposta di direttiva sull’efficienza energetica che prevede l’aumento del target previsto per il 2030, portandolo dall’attuale 27% a un più impegnativo 30%.

A darne notizia è la Reuters, secondo cui l’iniziativa potrebbe contare sul supporto di un vasto movimento d’opinione. A Londra, invece,è stato approvato in via definitiva il progetto per la costruzione di un nuovo impianto nucleare. A quanto si apprende, saranno investiti 18 miliardi di sterline per realizzare due reattori da 1,6 GW di potenza installata, che secondo i piani inizieranno a funzionare nel 2015 e copriranno il 7% circa dei consumi elettrici inglesi.

Ciò che stupisce maggiormente è il prezzo che sarà pagato per l’energia prodotta: n 92,50 sterline/MWh per 35 anni, sui 60 previsti di vita utile, che rappresenta più o meno il doppio dell’attuale costo dell’elettricità all’ingrosso in Gran Bretagna.

 

[foto da lowcarbon.com]

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Firenze, dalla Ue 400 milioni per sostenere la sostenibilità

florenceUn finanziamento di ben 400 milioni di euro per realizzare un ‘masterplan’ di progetti ecosostenibili e ‘smart-oriented’ per il tessuto urbano ed extraurbano.

È quello erogato dall’Unione europea al Comune di Firenze, e inserito nell’ambito dell’iniziativa STEEP (SystemsThinking for comprehensive city Efficient Energy Planning), al quale il Comune di Firenze partecipa insieme ad Ataf nell’ambito del programma quadro “Smart city – Energy 2012 Strategic Sustainable planning and screening of the city plans”.

Il progetto è finalizzato alla redazione di un piano energetico di best practice capace di trasformarsi nel modello digitale di riferimento adatto a qualunque realtà urbana. Il tutto, sviluppato grazie alla tecnologia open-source ICT  in grado di considerare tutti i sistemi e le infrastrutture che presentano un significativo consumo energetico all’interno di un ambiente urbano.

Una volta completato, il modello fiorentino consentir di calcolare i flussi energetici necessari a realizzare ogni genere di intervento legato alla città, individuando al contempo le misure più efficaci per migliorarne le prestazioni in termini di efficienza.

Si tratta di un’importante passo avanti nella costruzione di nuove smart city, considerate uno degli asset fondamentali per costruire un futuro più sostenibile e, al tempo stesso, per contribuire al rilancio economico del Paese.

 

[foto da tripadvisor.it]

Mobilità sostenibile, la Ue carica le BATTERIE

rapporto_EuromobilityFavorire e promuovere la cultura della mobilità sostenibile, creando una rete europea di rifornimento in grado di soddisfare ogni tipi di auto a basso impatto ambientale

È l’obiettivo di BATTERIE, progetto della Unione europea che unisce 14 partner provenienti anche da Gran Bretagna, Irlanda, Spagna e Portogallo. L’iniziativa, in particolare, si focalizza sulla possibile integrazione di biocarburanti e idrogeno con le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici nelle reti internazionali di trasporto intermodale ferroviario, stradale, marittimo e aereo.

Obiettivo finale dei promotori di BATTERIE, la costituzione di progetti pilota per testare tecnologie e nuovi combustibili. Al termine del prossimo anno, saranno comunicati i risultati dell’iniziativa così da diffondere le buone pratiche portate avanti e favorire la conoscenza e la diffusione dei mezzi alternativi di trasporto.

Previsto, infine, anche un sistema web per suggerire al guidatore il modo più conveniente di spostarsi attraverso la rete di distruzione che interessa il progetto.

 

[foto da greenme.it]

Enabling Electricity, energia pulita e per tutti

Ancora oggi, oltre 1 miliardo e 300 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’elettricità. Un dato impressionante, che non può non avere evidenti conseguenze sia dal punto di vista economico che da quello dello sviluppo sociale.

 

Non a caso, quello che sta per concludersi è stato dichiarato dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon Anno dell’Energia sostenibile per tutti.

 

Colmare il cosiddetto ‘energy divide’ tra il nord e il sud del mondo è infatti uno dei grandi temi da affrontare nel prossimo futuro, garantendo a chi ne ha bisogno non soltanto l’accesso all’elettricità, ma anche che questa sia prodotta da fonti rinnovabili.

 

Proprio in quest’ottica, martedì scorso è stato presentato al Parlamento europeo il programma Enabling Electricity sviluppato da Enel.

 

Un’iniziativa che si basa di tre macro aree di intervento: facilitare l’accesso all’energia elettrica attraverso nuove tecnologie, rimuovere le barriere economiche all’accesso all’elettricità e investire in capacity building, mettendo a disposizione delle popolazioni disagiate l’esperienza dell’azienda.

 

 

Tra le tante azioni nate dal progetto, la partnership tra Enel Green Power e il Barefoot College, l’organizzazione fondata in India da Bunker Roy che insegna a donne analfabete come installare, manutenere e riparare i pannelli fotovoltaici. Una volta terminata la formazione, queste donne ritornano nei propri villaggi come vere e proprie “ingegneri solari” in grado di portare energia pulita all’intera comunità.

 

[foto da bcasa.it]

Eolico europeo, 100 di questi GigaWatt

Un traguardo importante, una ‘cifra tonda’ che lascia ben sperare per il futuro. L’European Wind Energy Association (EWEA) ha infatti annunciato che l’Unione Europea ha raggiunto i 100 GW di capacità eolica istallata sul territorio comunitario.

Un risultato frutto dell’impegno e dello sviluppo tecnologico registrati negli ultimi vent’anni, che hanno permesso al vecchio continente di produrre dal vento una quantità di energia pari a quella di 39 centrali nucleari, in grado di soddisfare il fabbisogno di circa 57 milioni di famiglie.

Christian Kjaer, CEO dell’EWEA, ha commentato: “Bisognerebbe bruciare 72 milioni di tonnellate di carbone ogni anno nelle centrali elettriche tradizionale per ottenere lo stesso corrispettivo energetico che l’Europa produce grazie al vento. Il trasporto di questa quantità di carbone sui treni richiederebbe ben 750.000 vagoni, per una lunghezza complessiva di 11.500 chilometri – la distanza da Bruxelles a Buenos Aires”.

Ora, il prossimo obiettivo è quello di aggiungere altri 90 GW di eolico alla rete elettrica. Un traguardo che potrebbe essere tagliato in 13 anni: “Nonostante si stia sfruttando solo una piccola parte delle vaste risorse eoliche europee, l’energia del vento sta avendo un notevole impatto sulla sicurezza energetica comunitaria e sull’ambiente, supportandoci nella creazione di posti di lavoro verdi e sull’esportazione tecnologica”, ha concluso Kjaer.

[foto da 100ambiente.it]

Europa, continuano a diminuire le emissioni di CO2

Meno 2,5%. Questo il confortante dato emesso dall’Agenzia Europea dell’Ambiente in relazione alle emissioni inquinanti prodotte nel vecchio continente. Una cifra che si riferisce alla quantità di CO2 emessa nell’atmosfera nel 2011 in confronto a quella registrata nel 1990.

Sono stati i 15 Stati membri dell’Ue a ottenere i migliori risultati, grazie a un impegno comune che ha prodotto un abbassamento del 3,5% tra il 2010 e il 2011.

Sulla base di questi dati la AEA ha affermato quindi che rispetto al 1990 le emissioni di gas serra sono state ridotte in totale del 17,5%  mentre gli “UE 15” si trovano, al momento, al di sotto dei livelli stabiliti dal Protocollo di Kyoto del 14,5%.

Secondo gli esperti, tra le principali cause che hanno determinato il calo in oggetto c’è senz’altro un inverno particolarmente mite, almeno a livello europeo, che ha prodotto un abbassamento della richiesta  per il riscaldamento domestico e, di conseguenza,  un utilizzo inferiore, rispetto agli anni precedenti, di gas naturale. Al contempo, è continuata la crescita del livello di produzione energetica da fonte rinnovabile.

Il settore economico non coperto dall’Emission Trading Scheme ha ottenuto invece una riduzione del 3,1% delle emissioni con la consapevolezza però che i vantaggi ambientali maggiori stanno derivando dall’attenzione delle famiglie e dal settore servizi, che ha migliorato le proprie performance energetiche. Anche il settore trasporti ha contribuito alla riduzione del rilascio di inquinanti: per il quarto anno consecutivo ha migliorato i propri standard abbassando l’impatto dell’1,8%.

 

[foto da ecoblog.it]

 

 

 

Rinnovabili e carbone pulito: dall’Ue 1,5 miliardi

Circa 1 miliardo e mezzo di euro per finanziare due o tre progetti sulla CCS e una quindicina sulle energie rinnovabili selezionati tra le proposte che verranno presentate dagli stati membri. Bruxelles continua dunque la propria politica energetica, confermando il ruolo di primo piano rivestito da rinnovabili e carbone pulito. La nuova tranche di finanziamenti si inserisce all’interno del programma NER300, su cui sta attualmente lavorando la Commissione UE.

Tra i possibili beneficiari dei finanziamenti destinati ai progetti di CCS anche alcuni candidati italiani. Primo tra tutti l’impianto Enel di Porto Tolle, che da pochi giorni ha visto il riavvio dell’iter autorizzativo per la conversione a carbone della centrale e dove è prevista la prima applicazione della CCS in Italia su scala industriale, che segue quella dell’impianto pilota di Brindisi. Anche se, nel frattempo, il Gruppo Enel è comunque attivo a esportare la tecnologia CCS “made in Italy” in Paesi come Cina e Corea del Sud.

I soldi necessari all’operazione provengono dal programma di aste di carbonio comunitario e l’importo esatto del finanziamento dipenderà da quanto verrà raccolto attraverso la vendita di 200 milioni di permessi di carbonio. La BEI ha raccolto fino ad oggi circa 1,1 miliardi di euro dalle vendite delle quote emissive, ma il crollo dei prezzi del carbonio ha costretto le autorità a rivedere al ribasso le proprie previsioni, rendendo i calcoli meno certi.

 

[foto da bellona.org]