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Nuovo “gigante” solare per la Cina

solare_cineseDa un lato è uno dei Paesi più inquinanti al mondo, dall’altro è quello che, forse più di ogni altro, sta investendo nella produzione da rinnovabili. Sto parlando della Cina, che ha annunciato un nuovo “faraonico” progetto solare: sei milioni di moduli fotovoltaici per una potenza totale di ben 2 GW, che ricopriranno 4.607 ettari di terra desertica nel nord del Paese.

Una volta portato a termine, il Ningxia solar project sarà senza dubbio l’impianto solare più grande del mondo con una generazione di 2,73 miliardi di kilowattora di elettricità l’anno. Per realizzarlo serviranno oltre 2 miliardi di dollari che saranno forniti dalla China Minsheng New Energy Investment, divenuta in pochissimo tempo il maggior gruppo di investimento privato del Paese.

 

 

[foto da greenstyle.it]

Rinnovabili in crescita grazie a eolico e solare

solare-ed-eolicoContinua in tutto il mondo la crescita delle rinnovabili, trainata soprattutto da eolico e solare. È quanto emerge dall’ultimo World Energy Council report, che sottolinea come negli ultimi dieci anni l’energia solare sia cresciuta del 50%, in particolar modo nelle aree più rurali e sottosviluppate. Non solo, perché anche Stati storicamente produttori di petrolio come l’Arabia Saudita hanno iniziato a puntare sulle FER.

Ad aver accelerato in modo decisivo la crescita delle green energies anche l’accordo COP21 di Parigi, che imposto alle nazioni di ridurre le emissioni e sviluppare tecnologie alternative.

Al di là dei governi, anche grandi aziende come la General Motors hanno virato decisamente verso le rinnovabili: come affermato dal CEO Mary Barra, la casa automobilistica americana ha fatto sapere di voler puntare – entro il 2050 – a rendere al 100% alimentate da energia rinnovabile tutte le sue 350 sedi sperse nel mondo.

 

[foto da greenstyle.it]

Cile: rinnovabili al 70% entro il 2050

cileProdurre il 70% della propria energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050. Questo l’obiettivo del Cile, che per realizzarlo dovrebbe attrarre numerosi investimenti da parte di compagnie straniere. Da sottolineare come il territorio cileno favorisca una simile politica energetica, soprattutto grazie al deserto di Atacama – che rappresenta una vera e propria risorsa per impianti fotovoltaici – e agli oltre seimila chilometri di coste pronti a ospitare diversi impianti eolici, sia onshore che offshore.

C’è da dire che negli ultimi anni il Paese  è già passato dall’1 all’11% nella produzione da rinnovabili, e non è poco se consideriamo che riesce ad aggiungere circa 600MW ogni anno.

Non a caso, nel 2012 sono stati investiti ben 9,2 miliardi di dollari e il 2014 ha portato in Cile 3,4 miliardi di dollari in progetti che hanno interessato per lo più il solare.

 

[foto da greenbiz.it]

Boom del fotovoltaico, nuova legge per il Cile

cileTroppo sole, si sa, può far male. Lo sa bene il Cile, dove il boom del fotovoltaico è stato talmente dirompente da costringere il governo a varare una nuova legge. Nel nord del paese, infatti, si produce così tanta energia solare da doverla regalare: certamente una buona notizia per i cittadini, ma molto meno per i proprietari degli impianti.
La radice del problema risiede in una infrastruttura di distribuzione elettrica decisamente inadeguata e per questo il Congresso cileno ha approvato una nuova legge in base alla quale sarà istituito un nuovo sistema di interconnessione che collegherà le due principali reti di trasmissione elettrica, la SIC (Sistema Interconectado Central) e la SING (Sistema Interconectado del Norte Grande).

Così facendo, sarà possibile portare l’elettricità dalle zone dove se ne produce di più a quelle con minore disponibilità ma in cui la domanda è maggiore.

“L’obiettivo principale del disegno di legge  – ha dichiarato il ministro delle risorse Victor Osorio – è garantire che la trasmissione favorisca lo sviluppo di un mercato competitivo, facilitando il trasporto di energia da fonti pulite ai centri di consumo, e contribuendo ad abbassare i prezzi dell’energia per le famiglie e le imprese”.

 

[foto da soniatoni.it]

India, in arrivo un miliardo di dollari per il solare

india solareStando a quanto annunciato dall’agenzia Press Trust of India, la Banca Mondiale ha deliberato lo stanziamento di un miliardo di dollari per sviluppare il solare in India. Se la notizia fosse confermata, rappresenterebbe l’impegno finanziario più importante mai assunto dalla World Bank con un singolo paese nel campo delle rinnovabili.

A quanto sembra, la settimana scorsa il presidente della Banca, Jim Yong Kim, ha incontrato il premier indiano Narendra Modi dando nulla osta al finanziamento. In particolare, l’obiettivo dell’operazione è quello di incoraggiare le installazioni di pannelli sui tetti, le infrastrutture per i parchi solari, lo sviluppo di nuove tecnologie solari ed ibride e le linee di trasmissione per gli stati ricchi in energia solare.

Nel corso della sua visita indiana, Jim Yong Kim ha inoltre firmato un accordo con l’Alleanza solare internazionale (Isa), per incentivare l’uso dell’energia solare in tutto il mondo. Dal quel che ne se sa, entro il 2030 saranno investiti mille miliardi di dollari.

 

[foto da focus.it]

Entro 14 anni, il fotovoltaico potrebbe dare il 13% dell’energia mondiale

torre-solare-in-spagnaMentre oggi rappresenta fornisce più del 2% dell’energia elettrica mondiale, nel giro di 14 anni il fotovoltaico potrebbe raggiungere il 13%. Ad affermarlo il report dell’IRENA Letting in the Light: How Solar Photovoltaics Will Revolutionize the Electricity System, secondo cui l’industria mondiale del solare potrebbe raggiungere tra i 1.760 e 2.500 GW di potenza entro il 2030, rispetto ai 227 GW di oggi, soprattutto grazie al continuo calo dei prezzi.

“Recenti analisi ritengono che la riduzione dei costi per il solare e continuerà nel futuro, con ulteriori cali fino al 59 per cento nei prossimi dieci anni“, ha commentato  Adnan Z. Amin, direttore generale di IRENA. “Questa rapporto mostra che tali riduzioni, in combinazione con altri fattori abilitanti, possono creare una drammatica espansione dell’energia solare a livello globale. La transizione delle energie rinnovabili è ben avviata, e il solare può giocare un ruolo centrale”.

In questo contesto, e vista la costante crescita di domanda energetica da parte dei Paesi in via di Sviluppo, fornire energia sostenibile diventa essenziale.

Secondo l’IRENA, il raggiungimento di una quota del 13 per cento di energia elettrica solare entro il 2030 richiederà in media aumenti di capacità annuale di oltre il doppio per i prossimi 14 anni.

 

[foto da ideegreen.it]

Usa, ecco la prima città “solare” al 100%

solar usaUna città da 50mila abitanti, completamente alimentata dall’energia solare. Il futuro è più vicino di quanto sembri, almeno per gli Stati Uniti.

Le prime case di Babcock Ranch, questo il nome della nuova città che sta nascendo nel Sud-Ovest della Florida, saranno infatti consegnate ai proprietari entro il 2017. A costruirle la Kitson&Partners, una delle principali agenzie immobiliari della Florida, il cui CEO Syd Kitson ha dichiarato “Babcock Ranch sarà un esempio delle città del futuro, capace di offrire ai residenti un equilibrio unico tra infrastrutture tecnologicamente avanzate e servizi, con un accesso immediato a un ricco ambiente naturale e a un vero senso di comunità”.

A Babcock Ranch, sui tetti di ogni edificio sia pubblico che privato saranno installati moduli fotovoltaici che, oltre che per le abitazioni, produrranno energia green anche per il sistema di illuminazione pubblica. Per quanto riguarda la mobilità, sulle strade dell’avveniristica città potranno circolare solo auto elettriche o ibride.

 

 

[foto da usasolarelectric.com]