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Solar Impulse 2, l’aereo solare pronto alla tappa oceanica

photoSi è conclusa con successo la sesta tappa di Solar Impluse 2, l’aereo alimentato a energia solare che sta compiendo il giro del mondo.

Si è trattato di una tappa interamente “made in China”, di circa 1400 chilometri, dalla città di Chongqing a quella di Nanchino. La partenza è stata più volte ritardata causa maltempo, e così il pilota Bertrand Piccard e il suo team hanno colto l’occasione per partecipare a conferenze ed eventi di sensibilizzazione sull’uso delle energie rinnovabili.

Il velivolo, alimentato da più di 17.000 pannelli fotovoltaici ,è dunque alla metà dell’opera, visto che sono previste 12 tappe per completare la circumnavigazione del globo anche se in termini di chilometri ne sono stati percorsi circa il 20% dei 35mila totali.

Ora, per Piccard e il suo copilota André Borschberg, inizia la parte più impegnativa visto che dovranno sorvolare l’Oceano Pacifico facendo tappa alle Hawaii prima di raggiungere gli Stati Uniti. Poi, in programma l’attraversamento dell’Atlantico per approdare in Europa prima di tornare ad Abu Dhabi, da dove era partito lo scorso 9 marzo.

[foto da youtube.com]

Napoli, ecco il pontile delle rinnovabili

Pontile-535x300Si chiama “Freedom Power” l’avveniristico pontile per imbarcazioni da diporto che si autoalimenta grazie alle rinnovabili. Presentato nell’ambito di Energy Med, rappresenta un’innovazione capace di contribuire in maniera determinante alla sostenibilità dei porti turistici.

Il ”pontile galleggiante modulare e generatore polivalente di energia da fonte rinnovabile integrato” (questo il suo nome per intero) è stato sviluppato per sfruttare le correnti fluviali e marine, il moto ondoso e le maree, oltre naturalmente l’energia eolica e solare grazie a una serie di modifiche apportate dai suoi costruttori.

Non solo, perché “Freedom Power” è anche un’infrastruttura che favorisce la mobilità sostenibile, visto che è in grado di rifornire i veicoli elettrici e quelli ad aria compressa grazie alle colonnine posizionate sul pontile.

 

Non a caso, si è classificato al 3° posto della categoria ”Mobilità Sostenibile” del Concorso di Idee Internazionali promosso da Mare Vivo.

 

[foto da gsd.it]

Solar Sharing, un fenomeno in crescita

ss_enr_sharing_img9_1312216107350_engCresce in tutto il mondo il fenomeno della condivisione dell’energia solare. Dopo avervi raccontato del primo network italiano, ora vi parlo del Massachusetts, dove i cittadini che hanno un tetto adatto possono installare gratuitamente i pannelli fotovoltaici per condividerne l’energia con tutta la comunità.

Il sistema è stato lanciato dalla società Yeloha, per promuovere la condivisione del solare tra i singoli cittadini attraverso un mercato “peer to peer”. Un’iniziativa che trasforma i consumatori in ‘host’ e in ‘partner’. I primi, che ospitano i pannelli installati gratuitamente, hanno anche diritto a ricevere una parte dell’elettricità generata in cambio della sua condivisione mentre i secondi la acquistano “con una notevole riduzione dei costi delle bollette elettriche per tutti”.

Il progetto ha recentemente ottenuto 3 milioni e mezzo di dollari di fondi statali e l’obiettivo è di estendere l’iniziativa anche fuori del Massachusetts.

“La nostra missione – ha dichiarato Amit Rosner, ad e co-fondatore di Yeloha – è quella di creare e accelerare la condivisione dell’economia e dell’energia solare. Abbiamo visto l’impatto straordinario di connessioni collaborative in molti settori come quello del trasporto, ora la forza della condivisione sarà diretta verso l’energia solare”.

 

[foto da aadnc.aadnc.gc.ca]

Ecco Solar Bike, la bici elettrica con i pannelli solari

940349_orig.jpg.662x0_q70_crop-scaleArriva dalla Danimarca, si chiama Solar Bike e possiamo tranquillamente considerarlo il non plus ultra della mobilità sostenibile su due ruote.

Si tratta infatti di una bicicletta elettrica con i pannelli solari montati sui raggi delle ruote, insomma il massimo della ecosostenibilità.

Costruita da tale Jesper Frausig, Solar Bike ha una scatola metallica a forma di siluro montata sul tubo obliquo del telaio dove è installata la batteria, un motorino elettrico nel movimento centrale dei pedali mentre i cerchi delle due ruote sono coperti da pannelli solari.

In pratica, quando la bici è ferma le cellule solari ricaricano la batteria, mentre in movimento i pannelli danno l’energia necessaria ad alimentare il motorino elettrico. Solar Bike vanta un’autonomia di circa 70 chilometri e può raggiungere una velocità di 50 km/h.

Non solo, perché anche dal punto di vista del design rappresenta un modello davvero riuscito.

Ora, non ci resta che attenderne la commercializzazione per vederla presto anche in Italia.

 

[foto da treehugger.com]

Obama, dal fotovoltaico 75mila posti di lavoro

President Obama Visits Largest Photovoltaic Plant In U.S. In NevadaContinuano a crescere i “green jobs” negli Stati Uniti. Se nell’ultimo anno l’industria del solare ha creato 31mila nuovi posti di lavoro, il Dipartimento dell’energia sta lanciando una nuova iniziativa dedicata alla formazione di 75mila cittadini americani da impiegare nel settore.

Lo ha annunciato lo stesso presidente Obama durante una tavola rotonda alla Hill Air Force Base, affermando che l’industria del solare “sta creando posti di lavoro ad una velocità 10 volte maggiore rispetto al resto dell’economia. Si tratta di lavori ben pagati che stanno aiutando le persone ad entrare nella classe media”.

La Casa Bianca ha rivisto quindi i propri obiettivi per il 2020, che inizialmente prevedevano a creazione di 50mila nuovi posti di lavoro “solari”. Nei progetti di Washington ce n’è uno esplicitamente dedicato ai veterani dell’esercito, chiamato Solar Ready Vets Program, che si occuperà di formare il personale militare in 10 basi sparse per il Paese.

“Oggi più del 30 per cento della forza lavoro federale è composta da veterani – ha dichiarato Obama – e questa nuova iniziativa consentirà loro di e le competenze necessarie per ottenere lavori ben retribuiti nel settore solare”.

[foto da breakingenergy.com]

Texas, 100% di rinnovabili per Georgetown

energie-rinnovabili-polonia-kisielice-autosufficienza-energetica-1-640x455Nello Stato americano del petrolio per eccellenza, c’è una città che entro due anni sarà completamente “carbon free”.

Sto parlando di Georgetown, cittadina texana di 54mila abitanti, che ha concluso un accordo con SunEdison, per la fornitura di energia solare lungo un arco di 25 anni.

Saranno sole e vento le fonti da cui trarre il 100% dell’energia: un impianto fotovoltaico da 150 MW e un parco eolico da 144 MW che permetteranno di avere sufficiente per alimentare 24 mila abitazioni.

L’utility locale ha dichiarato di aver scelto eolico e fotovoltaico perché più economici, più affidabili, e inoltre rappresentano un mix ideale per il clima texano.

«La Georgetown Utility Services non è obbligata ad acquistare energie rinnovabili – ha spiegato il direttore generale Jimm Briggs – Lo abbiamo fatto perché consente di risparmiare sul costo dell’energia elettrica e ridurre l’utilizzo di acqua. Questo accordo rende la Georgetown Utility Services una delle più grandi aziende municipalizzate della nazione 100% rinnovabili».

Non solo, perché secondo le stime durante la costruzione degli impianti saranno creati 800 posti di lavoro.

[foto da nonsprecare.it]

Brasile, quando il fotovoltaico è al servizio dell’idroelettrico

20120829023913_BeloMonteDam615x390Da oggi le dighe del Brasile hanno un alleato in più: il fotovoltaico. Per limitare un eccessivo ricorso alle centrali idroelettriche, infatti, il Governo è pronto a varare un programma di “solarizzazione” dei grandi bacini idroelettrici nazionali.

Stando a quanto affermato da Eduardo Braga, ministro delle Miniere e dell’Energia al Rio Times, entro i prossimi 4 mesi il progetto si dovrebbe concretizzare sulla falsa riga di quanto avvenuto in India dove si sta la costruzione della centrale fotovoltaica più grande mai istallata su una diga.

Tornando al Brasile, il paese ad oggi soddisfa il 70% delle sue necessità elettriche attraverso le centrali idroelettriche, Ma le “mega centrali” stanno mettendo sempre più a repentaglio la tutela della biodiversità, per non parlare dei diritti delle popolazioni che vivono nelle foreste. Se a tutto ciò si somma la crisi idrica che sta affliggendo il Brasile, ecco spiegata la svolta voluta dal governo centrale.

“Stiamo inserendo l’innovazione tecnologica, un maggior numero di linee di trasmissione, e stiamo diversificando la nostra fonte di generazione di energia, introducendo l’energia solare in modo più vigoroso”, ha spiegato il ministro Braga. Secondo quanto rivelato dal politico brasiliano, la nuova tecnologia sarà caratterizzato da pannelli solari galleggianti ed utilizzerà le linee di trasmissione già esistenti. Il primo a sperimentarla sarà l’impianto di Balbina Hydroelectric Reservoir.

 

[foto da zeroemission.eu]