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Tunisia, entro il 2030 il 30% di rinnovabili

20090702 - CARBONIA (CA) - ENV - IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA 1 MW A CARBONIA. E' stato inaugurato questa mattina  a Carbonia (CA) un impianto fotovoltaico da 1 mega watt ad inseguitori solari realizzato dalla Unendo Energia, si tratta di un impianto installato all'interno di una discarica attiva per il trattamento dei rifiuti. ANSA / GIUSEPPE UNGARI

Produrre il 30% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030. È quanto previsto dal il nuovo piano energetico fissati dal governo di Tunisi, che per raggiungere l’ambizioso traguardo sembra voler puntare soprattutto sul solare.
A quanto si apprende, oltre alla produzione di energia pulita il Paese punta a creare nuovi posti di lavoro nell’ambito della green economy e in tal senso il Consiglio dei ministri ha evidenziato la necessità di approvare quanto prima la nuova legge in materia di produzione e vendita di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Intanto, il 20 maggio scorso, il Gruppo Enel e l’ente elettrico tunisino Steg hanno firmato a un accordo di collaborazione per rafforzare la presenza italiana in Tunisia e sostenere l’economia del Paese in questa fase di transizione sociale e politica.

[foto da ansa.it]

A Long Island il più grande parco eolico offshore degli USA

offshoreSorgerà a largo di Long Island, nello Stato di New York, e sarà la più grande wind farm offshore degli USA. L’impianto, costituito da 15 turbine da 90 Mw, sarà situato nel mare a est di Montauk a circa 30 miglia dalla costa.

A quanto si apprende, si tratta del primo passo verso la costruzione di centinaia di impianti eolici nell’Oceano Atlantico, che renderebbero gli States tra Paesi più all’avanguardia in questa tecnologia.

L’eolico non è infatti il “pezzo forte” degli USA, che in questo campo seguono Europa e altri Paesi anche a causa di normative troppo stringenti e delle lobby che ancora difendono i combustibili fossili.

Ma, come detto, il Bureau of Ocean Energy Management, infine, ha spiegato che altri progetti simili sono in via di sviluppo nelle acque di Block Island e Rhode Island.

 

[foto da greenme.ii]

Boom del fotovoltaico, nuova legge per il Cile

cileTroppo sole, si sa, può far male. Lo sa bene il Cile, dove il boom del fotovoltaico è stato talmente dirompente da costringere il governo a varare una nuova legge. Nel nord del paese, infatti, si produce così tanta energia solare da doverla regalare: certamente una buona notizia per i cittadini, ma molto meno per i proprietari degli impianti.
La radice del problema risiede in una infrastruttura di distribuzione elettrica decisamente inadeguata e per questo il Congresso cileno ha approvato una nuova legge in base alla quale sarà istituito un nuovo sistema di interconnessione che collegherà le due principali reti di trasmissione elettrica, la SIC (Sistema Interconectado Central) e la SING (Sistema Interconectado del Norte Grande).

Così facendo, sarà possibile portare l’elettricità dalle zone dove se ne produce di più a quelle con minore disponibilità ma in cui la domanda è maggiore.

“L’obiettivo principale del disegno di legge  – ha dichiarato il ministro delle risorse Victor Osorio – è garantire che la trasmissione favorisca lo sviluppo di un mercato competitivo, facilitando il trasporto di energia da fonti pulite ai centri di consumo, e contribuendo ad abbassare i prezzi dell’energia per le famiglie e le imprese”.

 

[foto da soniatoni.it]

India, in arrivo un miliardo di dollari per il solare

india solareStando a quanto annunciato dall’agenzia Press Trust of India, la Banca Mondiale ha deliberato lo stanziamento di un miliardo di dollari per sviluppare il solare in India. Se la notizia fosse confermata, rappresenterebbe l’impegno finanziario più importante mai assunto dalla World Bank con un singolo paese nel campo delle rinnovabili.

A quanto sembra, la settimana scorsa il presidente della Banca, Jim Yong Kim, ha incontrato il premier indiano Narendra Modi dando nulla osta al finanziamento. In particolare, l’obiettivo dell’operazione è quello di incoraggiare le installazioni di pannelli sui tetti, le infrastrutture per i parchi solari, lo sviluppo di nuove tecnologie solari ed ibride e le linee di trasmissione per gli stati ricchi in energia solare.

Nel corso della sua visita indiana, Jim Yong Kim ha inoltre firmato un accordo con l’Alleanza solare internazionale (Isa), per incentivare l’uso dell’energia solare in tutto il mondo. Dal quel che ne se sa, entro il 2030 saranno investiti mille miliardi di dollari.

 

[foto da focus.it]

USA, Messico e Canada: entro il 2025 l’energia pulita sarà al 50%

Itaipu Dam Hydroelectric project. Brazil.

Raggiungere il 50% di energia pulita entro il 2050. È l’ambizioso l’obiettivo che USA, Messico e Canada hanno annunciato al termine del vertice trilaterale di Ottawa, a cui hanno preso parte il presidente Usa Barack Obama, il primo ministro canadese Justin Trudeau e il presidente messicano Enrique Pena Nieto.

Al momento, la produzione da energie pulite dei tre paesi è di circa il 37%: a fare gli sforzi maggiori dovranno essere gli Stati Uniti, fermi al 30% (e di cui quasi il 20% proviene dal nucleare).

Anche il Messico, che si era già impegnato a raggiungere il 35% entro il 2024 e che oggi è ancora sotto il 20%, dovrà accelerare notevolmente se vuole rispettare il nuovo target. I tre paesi hanno raggiunto anche un accordo per quanto riguarda la riduzione tra il 40% e il 45% delle emissioni di metano. L’unico a essere già in linea con i nuovi obiettivi fissati dal vertice è il Canada, che già oggi produce l’81% della sua elettricità da idroelettrico, solare, eolico e nucleare.

 

[foto da greenpeace.it]

Entro il 2030 un terzo dell’energia verrà dalle rinnovabili

03_rinnovabiliEntro 15 anni, le rinnovabili copriranno oltre il 30% del fabbisogno mondiale di energia. Ad affermarlo è un recente report redatto dall’associazione no-profit Business for Social Responsibility, che ha effettuato una stima in base a quanto concordato durante la COP21 di Parigi.

Si tratta dell’ulteriore conferma di come le FER si stiano sempre più affermando sullo scenario mondiale, anche se le fossili saranno ancora le fonti più utilizzate nel medio periodo.

Ad oggi, le rinnovabili rappresentano il 24% della produzione elettrica mondiale. Una cifra che testimonia come le politiche messe in atto da alcuni anni stiano iniziando a dare i primi frutti anche in termini di business: secondo la ricerca di Business for Social Responsibility , le rinnovabili rappresentano un’opportunità da oltre 13 trilioni di dollari.

 

[foto da lifegate.it]

Cina, l’eolico potrebbe dare il 25% dell’energia

17th September 2005 Nan'ao, Guangdong, CHINA Dan Nan wind farm in Nan'ao. Guangdong Province has one of the best wind resources in China and is already home to several industrial scale wind farms. Massive investment in Wind power will help China overcome its reliance on climate destroying fossil fuel power and solve its energy supply problem. (c) Greenpeace/Xuan Canxiong

Il futuro energetico della Cona sembra essere scritto nel vento. Secondo i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), entro il 2030 l’eolico potrebbe infatti soddisfare il 26% della domanda energetica nazionale al fronte del 3% del 2015.

Per gli scienziati del Mit, l’elemento determinante sarà il posizionamento dei nuovi parchi, che non dovranno necessariamente sorgere nelle aree più ventose ma in quelle dove è più facile integrare la nuova produzione nella rete elettrica esistente.

Per la Cina potrebbe essere una svolta, visto che nel vertice di Parigi aveva sottoscritto l’impegno di generare il 20% della sua elettricità da fonti verdi entro il 2030 e, alle condizioni attuali, il traguardo sembra piuttosto lontano.

Ma certo, se gli studiosi del Mit avessero ragione, le cose potrebbero cambiare in fretta.
[foto da ideegreen.it]