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Eolico, nasce la Digital Wind Farm

11326451_644728692325389_1353304422_nL’eolico diventa 2.0 con il progetto Digital Wind Farm lanciato da General Electric. Si tratta di una sorta di ecosistema eolico dinamico, dove ogni turbina è collegata alla rete dell’”Industral Internet”: un termine coniato da GE che rappresenta l’integrazione di una macchina complessa con una rete di sensori e un software.

Grazie a questo sistema, un parco eolico potrebbe aumentare la produzione di energia fino al 20%, con conseguenti vantaggi economici per l’intero settore.

“Ogni business, tra cui il nostro – e ogni settore si sta trasformando grazie a tecnologie digitali più intelligenti, e le opportunità maggiori si trovano proprio nel settore energetico”, ha affermato Steve Bolze, Presidente e CEO di GE Power & Water. “La questione non è se prendere o meno questa strada … ma piuttosto di capire come ottenere il massimo dalla vostra trasformazione digitale”.

Nella Digital Wind Farm, la produzione parte dalle turbine stesse. Non solo, perché General Electric si avvale di un sistema in grado di realizzare fino a 20 diverse configurazioni di un aerogeneratore, da scegliere in base al luogo di destinazione, cercando di ottenere la maggiore efficienza possibile. Una volta installata, ogni turbina viene inoltre collegata a reti di sensori che analizzano la situazione in tempo reale, permettendo un costante monitoraggio delle operazioni.

GE sta già sperimentando il suo sistema in 4.000 unità, dimostrando di aver ottenuto in cambio un miglioramento fino al 20% della redditività di ciascuna turbina.

 

[foto da ge.com]

A Milano il Festival dell’Energia (sostenibile)

Festival_2015_per_blogDalle rinnovabili all’efficienza energetica fino alle tecnologie più innovative e alla gestione dei rifiuti. Di questo e molto altro di parla al Festival dell’Energia di Milano, che da oggi e fino al 30 maggio coinvolgerà il grande pubblico in un viaggio all’interno del mondo dell’energia.

Per tre giorni, molti tra i principali esperti del settore daranno vita a incontri e tavole rotonde dedicate al tema dell’energia sostenibile. Non solo, perché sono in programma anche alcune iniziative speciali come l’apertura straordinaria dei laboratori di ricerca del Politecnico di Milano o una giornata interamente dedicata ai ragazzi: sabato 30, infatti, verrà appositamente allestita un’area didattica interattiva dove imparare a conoscere e a rispettare l’ambiente giocando e divertendosi.

Tra gli incontri tematici principali della manifestazione, quello di apertura di giovedì 28 intitolato “Energia per il Pianeta terra” in programma a Palazzo marino, quello dedicato allo sviluppo delle rinnovabili intitolato “Rinnovare l’energia per l’Italia” di venerdì 29 alle ore 10 e la tavola rotonda “Geoscenari in movimento” sempre venerdì ma alle ore 16.

 

[foto da festivaldellenergia.it]

La geotermia toscana in un libro

un_viaggio_toscana-e1431763714226Un vero e proprio viaggio nei territori della geotermia toscana, raccontata non solo dal punto di vista energetico ma anche da quello paesaggistico, culturale, turistico e perfino agroalimentare.

È “Un viaggio in Toscana. La via della geotermia: dalla Val di Cecina all’Amiata”, edito da Edizioni Effigi di Arcidosso, dove il lettore è preso per mano in un affascinante percorso tra testi e foto mozzafiato alla scoperta di una Toscana diversa e originale.

Dal Museo di Larderello alle Biancane di Monterotondo, dalle terme etrusco romane ai sentieri della geotermia, dalle visite agli impianti di Enel Green Power fino alle molte iniziative promosse dal Co.Svi.G (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche), il libro è una guida lungo un itinerario composto da monumenti e bellezze del paesaggio, impianti industriali e manifestazioni naturali che rappresentano una testimonianza unica del “cuore caldo” della regione.

I testi sono Alessio Caporali, David Cappellini, Dario Bonciani, Federico Maggi, Giorgio Simoni e altri autori locali, tutti grandi conoscitori delle terre geotermiche in cui risiedono. Molti dei bellissimi scatti contenuti nel libro sono opera di Fabio Sartori, nato e cresciuto nei territori geotermici con la passione della fotografia industriale e paesaggistica, già vincitore del “Premio nazionale di fotografia Luca Rossi”.

 

[foto da amiatanews.it]

Per l’Italia, un primato mondiale davvero solare

 

Ad-aprile-il-74-dellelettricità-generato-dal-fotovoltaicoL’Italia è il primo Paese al mondo per incidenza dell’energia solare sul totale dei consumi elettrici, che ad aprile 2015 ha superato l’11%. Più in generale, nell’ultimo decennio siamo passati dal 15,4 al 38,2% per quanto riguarda il contributo delle rinnovabili. A rivelarlo è il rapporto di Legambiente “Comuni rinnovabili 2015”, realizzato con il contributo del Gruppo Asja in collaborazione con il GSE e presentato a Roma la scorsa settimana.

Lo studio ha inoltre contato circa 800mila impianti rinnovabili sparsi su tutto il territorio italiano. La “medaglia d’oro” è andata al comune di Campo Tures, in provincia di Bolzano, che è 100% rinnovabile e rappresenta ”un modello europeo di innovazione e autoproduzione, con bollette ridotte del 30%”.

 

”Risultati che dimostrano come rinnovabili ed efficienza energetica siano già una realtà del nostro Paese – ha commentato Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente, osservando come ora sia necessario ”cogliere tutte le opportunità legate alla riduzione dei costi delle tecnologie, eliminando tutte le barriere che oggi questi progetti si trovano di fronte”.

Il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico Guido Bortoni ha invece sottolineato come la generazione distribuita rappresenti oggi ”quasi il 25% della generazione elettrica italiana” e ”al suo interno il 75% è composto da rinnovabili”.

Un fenomeno che impone il rapido sviluppo di reti elettriche sempre più intelligenti, le cosiddette smart grids, e il sostegno alle micro-iniziative di generazione da rinnovabili che possono rappresentare un elemento molto importante verso una produzione energetica sempre più sostenibile.

 

[foto da greenstyle.it]

Eolico offshore, Deutschland über alles

An aerial view of the offshore energy park Alpha Ventus in the North Sea, about 45 kilometres (27 miles) north of the island of Borkum, April 27, 2010. The Alpha Ventus wind farm with 12 '5-Megawatt-class' wind energy mills, starts its production on Tuesday.   REUTERS/Ingo Wagner/Pool    (GERMANY - Tags: ENERGY ENVIRONMENT)

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’istituto di ricerca GlobalData, nel 2015 il settore dell’eolico offshore sarà dominato dalla Germania, che grazie a un piano di installazione di oltre 2 GW di capacità complessiva si prepara a superare anche la Gran Bretagna.

Se confermato, l’aumento tedesco sarebbe superiore di 4 volte rispetto ai 529 MW costruiti nel 2014, e farebbe scivolare i britannici al terzo posto della classifica mondiale dietro la Cina, assestata a 817 MW, mentre stando alle previsioni Londra installerà poco più di 800 MW.

Con oltre 4 GW, la Gran Bretagna conserverebbe tuttavia il primo posto per capacità complessiva anche se è lecito chiedersi per quanto, visto il ritmo a cui si stanno sviluppando altri Paesi.

«L’enorme aumento della Germania nelle installazioni offshore è attribuibile a diversi progetti di parchi eolici in mare che si prevede entreranno in funzione nel 2015 – ha dichiarato Ankit Mathur, cheaf of power di GlobalData – Anche la Cina ha in programma una serie di progetti di eolico offshore durante quest’anno. Inoltre, nei prossimi anni il Paese manterrà lo standard annuo di 1 GW nel prossimo futuro, mentre il Regno Unito vedrà abbassarsi relativamente la capacità installata fino al 2018. Da quell’anno si prevede una nuova fase di crescita per il settore».

Stando alle osservazioni di alcuni esperti del settore, la performance tedesca andrebbe interpretata come il tentativo di rimpiazzare il nucleare dopo le decisioni prese dal governo a seguito della tragedia di Fukushima. Basti pensare che, prima di allora, il nucleare soddisfaceva il 25% circa della domanda elettrica tedesca.

Da allora, Berlino ha dovuto aumentare l’utilizzo di carbone, una decisione incompatibile con gli obiettivi della strategia climatica varata nel 2010 dal governo Merkel. La cosiddetta “Energiewande prevede infatti una riduzione dei gas serra pari al 40% entro il 2020 e all’80% entro il 2050.

 

[foto da corriere.it]

Batterie e rinnovabili, accordo tra Tesla ed Enel Green Power

0Importante passo avanti per le rinnovabili italiane. La settimana scorsa è stato infatti siglato un importante accordo tra Enel Green Power e Tesla, con l’obiettivo di testare l’integrazione dei sistemi stazionari di accumulo di energia sviluppati dall’azienda di Elon Musk negli impianti eolici e fotovoltaici di EGP.

 

In particolare, l’intesa mira ad aumentare la produzione degli impianti di Enel Green Power e a fornire servizi avanzati per una migliore integrazione delle energie rinnovabili con la rete.

L’accordo rientra in un più ampio Memorandum of Understanding esistente tra le due società che prevede l’integrazione di sistemi di energia Tesla nel business Enel e lo sviluppo della mobilità elettrica, e si colloca inoltre nell’ambito del programma complessivo di sperimentazione di Enel Green Power sui sistemi di storage stazionario, con progetti pilota in fase avanzata di implementazione che coinvolgono altri importanti player mondiali del settore, quali Fiamm, General Electric, Samsung SDI e Toshiba.

 

[foto da article.wn.com]

California, l’energia viene dalle noci

noci-fanno-bene-salute1A quanto pare, anche le noci possono dare un notevole contributo al futuro del Pianeta. Perché non solo i loro scarti sono un ottimo fertilizzante per le piante, ma dai gusci è possibile ricavare elettricità.

L’idea è venuta a Russ Lester, proprietario della fattoria ‘Dixon Ridge farms’ a Sacramento in California, e ora viene rilanciata da Yale climate connections on-line come una delle soluzioni più brillanti capaci di trasformare i rifiuti in energia.

 

Già considerata un modello per quanto riguarda il risparmio idrico, la ‘Dixon Ridge farms’ balza dunque nuovamente agli onori della cronaca. Fino a oggi, l’essiccazione delle noci, prima di andare sul mercato, richiedeva una notevole quantità di energia.

E così Lester ha pensato bene di usare di impiegare un sottoprodotto che certo non mancava, ossia i gusci, che si sono rivelati ”una buona fonte di energia” per avere ”elettricità rinnovabile e calore”.

 

Un generatore ‘bio-max’ è in fatti capace di trasformare i gusci in biogas pulito e oggi la fattoria produce ”più energia di quella di cui ha bisogno e vende l’elettricità in eccesso alla rete”. Non solo, perché a quanto pare il calore dei forni viene usato per asciugare le noci raccolte, e lo scarto dei gusci può essere venduto o usato come fertilizzante per nuovi alberi che una volta cresciuti contribuiscono a loro volta ad assorbire CO2.

 

[foto da pianetadonna.it]