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Immotus, l’auto solare che non si ferma mai

immortus-solar-electric-car_0007-537x333Un’auto che, grazie ai sette metri quadrati di pannelli fotovoltaici installati sulle sue lamiere, è alimentata unicamente dall’energia solare e non ha mai bisogno di fermarsi per ricaricarsi elettricamente. È Immotus, il cui progetto è stato presentato a Melbourne dalla EVX Ventures, che la produrrà. Lunga 5 metri e alta un metro e 10, l’avveniristica auto pesa solo 550 chili.

Leggera e aerodinamica, monta una piccola batteria al litio da 10 Kwh per alimentare i suoi due motori elettrici. In caso di tempo nuvoloso o per gli spostamenti notturni, Immotus può contare su un’autonomia di 400 chilometri ma quando splende il sole, mantenendo una velocità media di 60 km/h, può virtualmente viaggiare all’infinito

Non sono ancora chiari i tempi della sua commercializzazione, e va detto che le attese dell’azienda produttrice non superano i 100 esemplari venduti in tutto il mondo. Anche perché, visto il prezzo di 370mial dollari, non si può dire che sia una soluzione particolarmente economica. D’altronde, lo stesso amministratore delegato della EVX, Barry Nguyen, ha dichratao: «Non vogliamo diventare una nuova Tesla. Loro sono produttori di automobili di massa, noi progettiamo auto personalizzate. La nostra intenzione è vendere un piccolo numero di questi veicoli».

[foto da inhabitat.com]

Pannelli solari, in arrivo la nuova generazione

Pannelli-solari-che-funzionano-di-notteSi chiama perovskite ibrida, e a dispetto del nome poco rassicurante rappresenta la nuova generazione di pannelli solari. Una soluzione nata in Italia, che unisce tutte le migliori tecnologie dal momento che coniuga le celle tradizionali, organiche e al silicio abbattendone i costi e aumentandone la resa.

Come ha spiegato Annamaria Petrozza, dell’Istituto Italiano di Tecnologia, “con questa soluzione riusciamo a sfruttare il meglio delle due tecnologie esistenti per le celle fotovoltaiche, quelle basate sul silicio e quelle organiche”.

Una possibilità offerta appunto dalla perovskite ibrida, una struttura cristallina molto semplice da produrre che viene già usata nel mondo dell’ottica ma che potrebbe davvero rivoluzionare il settore del fotovoltaico. “Stiamo lavorando su due fronti – ha spiegato la scienziata– da un lato per capire a fondo i segreti di questo materiale e dall’altro lo sviluppo tecnologico per avere celle sempre più efficienti”.

Tra i tanti vantaggi offerti dalla perovskite, quello di poter essere stampata sulle celle attraverso un processo molto facile e a bassa temperatura, creando così linee di produzione a costi molto più bassi. “Al momento – ha precisato Petrozza – li realizziamo semplicemente depositando a temperatura ambiente la perovskite in soluzione liquida su pannelli tradizionali al silicio. Ma il prossimo passo sarà quello di creare pannelli interamente con perovskite ibrida”.

 

[foto da infopannellisolari.com]

In India il primo aeroporto solare al 100%

BL08_SOLAR_1388187fPoco più di un mese fa avevo scritto come l’India si stesse preparando a diventare la futura patria dell’energia solare. Ebbene, recentemente il governo del Paese ha annunciato che lo scalo internazionale di Kochi, nello stato meridionale del Kerala, sarà il primo aeroporto al mondo a essere alimentato al 100% dall’energia solare. Secondo quanto affermato, grazie a questa operazione nei prossimo 25 anni saranno evitate 300mila tonnellate di emissioni di CO2.

A fornire energia pulita sarà un impianto da 12 MWp, che conta qualcosa come 46mial pannelli solari e occupa circa 18 ettari di terreno. Il surplus di energia prodotta sarà venduta dal Cochin International Airport al Kerala State Electricity Board.

Dunque, dopo che le Galapagos si sono dotate di un aeroporto alimentato da eolico e solare, altri scali nel mondo stanno seguendo la via della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente come sta avvenendo in Svizzera, Spagna, Gran Bretagna e Usa.

 

[foto da thehindubusinessline.com]

Le ottime prestazioni dell’eolico europeo

energia-eolica-boxContinua a confermare la propria crescita l’eolico europeo, sempre più all’altezza delle aspettative. Dopo l’exploit fatto registrare in Danimarca, una nuova testimonianza ci viene dal rapporto del CCR (Centro Comune di Ricerca) della Commissione Europea. Secondo i dati riportati nello studio, nel 2014 la capacità cumulativa dell’eolico allacciato alla rete elettrica ha raggiunto i 129 GW, più o meno l’8% della domanda di energia elettrica europea.

Sempre secondo la ricerca, la crescita del comparto continuerà almeno per i prossimi 5 anni, e nel 2020 la quota dovrebbe raggiungere il 12%, ricoprendo così una bella parte di quel 20% imposto dal pacchetto clima energia 2020. Al di là del contesto europeo, per l’eolico il 2014 è stato un anno molto positivo in tutto il mondo: complessivamente, il mercato  ha raggiunto 52,8 GW di capacità installata (di cui 2,7 GW offshore) raggiungendo un totale di 370 GW. A far la parte del leone la Cina, con ben 23,2 GW di nuove installazioni e una quota di mercato del 44%. La “vecchia Europa” sembra comunque tenere il passo, visto che i suoi 129 GW hanno consentito a Danimarca, Portogallo, Irlanda, Spagna, Romania e Germania – di generare tra il 10 e il 40% della loro elettricità dal vento.

Con questo post saluto i lettori di Energie Rinnovate e auguro loro delle ottime vacanze.
Le pubblicazioni riprenderanno la prima settimana di settembre. A presto!

[foto da okpedia.it]

Italia, più rinnovabili che fossili

traliccio-elettricoPiù rinnovabili che fossili nel mix nazionale relativo all’energia elettrica. Ad affermarlo sono i dati del GSE (Gestore Servizio Elettrico) relativi alla composizione elettrica immessa in rete nel 2013 e nel 2014, secondo i quali le rinnovabili non solo sono cresciute dal 38,2% al 42,5% in un anno, ma che sono saldamente al primo posto rispetto alle altre fonti.
Il carbone, infatti, è fermo al 19,3% mentre il gas naturale non supera il 30% (29,9%, per la precisione) e i nucleare è al 4,6%.

Per estrapolare queste cifre, il GSE ha definito delle procedure che permettono il calcolo delle composizioni dei mix utilizzati da tutti i produttori di energia elettrica che, in un secondo momento, viene immessa in rete e venduta ai clienti finali. Un processo chiamato “fuel mix disclosure” che consiste appunto nella tracciatura delle fonti, dalla loro “nascita” all’uso che ne fanno i clienti finali.

“Si informa – ricorda l’ente in una nota stampa – che, in applicazione delle Direttive europee in tema di norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica, le suddette determinazioni e pubblicazioni hanno la sola finalità di ‘consentire ai fornitori di energia elettrica di specificare nelle fatture e in tutto il materiale promozionale inviato ai clienti finali, la quota di ciascuna fonte energetica nel mix complessivo di combustibili utilizzato negli anni precedenti’. Per il raggiungimento degli obiettivi nazionali del “20-20-20”, fissati in sede europea dalla Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, invece, si fa riferimento al consumo interno lordo nazionale e non all’energia elettrica immessa nel sistema elettrico”.

 

[foto da casertaweb.com]

Alle Galapagos l’aeroporto più sostenibile del mondo

aeropuerto_baltra280313_0Le isole Galapagos non sono solo una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo, ma da oggi rappresentano anche un esempio di sostenibilità, almeno per quanto riguarda l’aeroporto. Si trova nell’isola di Baltra ed è il primo aeroporto del mondo certificato LEED Gold. Un riconoscimento ricevuto dopo che per oltre un anno e mezzo gli ispettori internazionali del GBC lo hanno analizzato, esaminandone le caratteristiche e valutatone le prestazioni per poi stabilire che l’infrastruttura rispettava tutti i parametri che le hanno permesso di raggiungere massimo punteggio nella scala di valutazione.

Tra i tanti atout, quello di essere sorretto da una struttura in acciaio riciclato recuperato nelle foreste equatoriali dell’Amazzonia, di possedere un proprio impianto di dissalazione che tratta l’acqua di mare, di avere pannelli fotovoltaici ad alta efficienza integrati nella copertura, di permettere alla luce naturale di accedere mediante vetrate e lucernai, mentre la ventilazione naturale è favorita dalle fessure in corrispondenza dei lucernari e da un sistema di areazione meccanica.

Non solo, perché le aree aperte sono state pavimentate col cemento perché assorbe meno calore dell’asfalto e i materiali utilizzati sono stati scelti in base alla vicinanza delle aziende produttrici con il sito.

 

[foto da andes.info.ec]

India, futuro fa rima con fotovoltaico

PV-IndiaContinua a dare i sui frutti la “strategia solare” adottata dall’India negli ultimi anni, che si sta sempre più affermando come la patria futura del fovoltaico. Dalle piccole installazioni domestiche ai mega impianti, il governo di Nuova Delhi sta continuando nella sua politica che mira a raggiungere l’ambizioso obiettivo di 100 GW di distribuzione solare entro il 2022.

Un traguardo a cui dovranno contribuire soprattutto le grandi centrali con una potenza superiore a 500 MW. In quest’ottica, il Ministero delle energie nuove e rinnovabili ha pubblicato una serie di linee guida, che indicano le agevolazioni, i siti possibili e gli investimenti richiesti. Si tratta di 25 parchi solari da realizzare entro il 2019, per ognuno dei quali il Centro di assistenza finanziaria (CFA) investirà circa 640 milioni di dollari.
“Il parco mega ultra solare sarà una zona concentrata di sviluppo progetti fotovoltaici e fornirà agli sviluppatori una ben caratterizzata, con infrastrutture e accesso ai servizi per minimizzare il rischio finanziario”. Istallazioni che potranno godere di notevoli vantaggi burocratici, come la riduzione dei permessi e delle autorizzazioni, ma anche sottoposte a vincoli, come le aree candidate (deserto, terreni non agricoli, lati delle strade). Il Governo ha anche presentato i nuovi obiettivi per quei 40 GW su scala domestica da raggiungere a livello statale.

 

[foto da lifegate.it]