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Olanda, le rinnovabili vanno al luna park

44566_fullimage_Kermis3_560x350_560x350Un parco divertimenti a tema, tutto improntato alla sostenibilità, dove grandi e piccoli potranno imparare il rispetto dell’ambiente tra scivoli acquatici, montagne russe e giostre da brividi. È quello progettato dalla società olandese Qurrent, che se andrà in porto potrà essere considerato il primo “luna park rinnovabile” del mondo.

L’intera struttura sarà infatti completamente alimentata da energia green e, secondo quanto previsto dai progettisti, sarà un’autentica “festa al contributo ambientale”. Il parco sorgerà in uno spazio di 8000 metri quadrati e offrirà i classici divertimenti tipici di un luna park. La struttura sarà inoltre dotata di un ristorante ad energia solare e di un mercato a km zero.

Tra i passatempi previsti, uno scivolo acquatico che permette di scendere a spirale dall’albero della turbina, una galleria del vento e il cosiddetto “The Nightmare Newton”, in cui ci si butta dai 95 metri della torre della turbina per raggiungere terra in un secondo e mezzo. Non mancheranno neppure i giochi più tradizionali come le montagne russe alimentate ad energia pulita o la ruota panoramica ecologica.

[foto da holland.com]

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Olanda, dai rifiuti il metano per 2600 famiglie

wabico-e1439194322383I rifiuti diventano biometano, che a sua volta diventa energia pronta all’uso per circa 2600 famiglie. Avviene in Olanda, e più precisamente a Waalwijk, città di circa 45mila abitanti situata nel nord del Paese. Proprio lì si sta infatti sviluppando il progetto Wabico – acronimo di “Waalwijk biomassa combinata” – promosso da HoSt BV, azienda olandese che produce energia da fonti rinnovabili.
Proprio a Waalwijk, infatti, esiste una sorta di “ecopark” che ospita tre diverse forme combinate di energia rinnovabile su larga scala: solare, eolica e biomassa.
Grazia a Wabico, è possibile trasformare i rifiuti in energia e, mediante l’utilizzo di speciali membrane ultraselettive, ottenere il biometano che viene poi immesso nella rete nazionale. Non solo, perché l’innovativo sistema sfrutta anche calore che viene prodotto, recuperandolo in modo da ridurre al minimo il dispendio energetico.
[foto da host.nl]

Olanda, l’eolico prende il treno

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Entro il 2018, i treni olandesi potrebbero essere alimentati al 100% dall’energia eolica. È quanto prevede il piano annunciato nei giorni scorsi dall’azienda elettrica Eneco e dalla joint venture Vivens.

Stando a quanto dichiarato da Michel Kerkhof, account manager di Eneco, l’intesa potrebbe davvero rivoluzionare il modo in cui l’energia rinnovabile viene acquistata e utilizzata, sia nel settore ferroviario e che in altre industrie primarie.
“Ciò che rende questo contratto unico è che un intero comparto potrà diminuire la sua impronta di carbonio, costituendo un esempio per altri settori”, afferma Kerkhof. “La mobilità è responsabile del 20% delle emissioni di CO2 nei Paesi Bassi, e se vogliamo continuare a viaggiare, è importante farlo senza gravare sull’ambiente. Questo contratto offre a tutti i cittadini olandesi la possibilità di fare un viaggio carbon neutral, indipendentemente dalla distanza”.

Eh già, i cittadini olandesi hanno una parte non indifferente in tutto questo. All’inizio dell’anno, infatti, 800 di loro hanno intentato causa al governo poiché quest’ultimo non aveva intrapreso politiche sufficientemente efficaci contro le missioni di CO2. Il tribunale dell’Aia ha dato loro ragione, ordinando al governo di adottare un obiettivo di riduzione della CO2 di almeno il 25 % per i prossimi cinque anni. Ed ecco che iniziano a vedersi i primi risultati.

 

[foto da greenbiz]

Dall’Olanda la pista ciclabile a pannelli solari

SolaRoad_Nederland_urbancycling_3Quando la mobilità sostenibile incontra le rinnovabili il matrimonio è in nome dell’ambiente.
È quanto avviene in Olanda, che una volta di più conferma la propria propensione alla sostenibilità.

Il prossimo 12 novembre verrà infatti inaugurata a Zaanstad una pista ciclabile pavimentata con pannelli solari. L’idea è venuta alla SolaRoad, azienda ‘orange’ che ha avuto tanta immaginazione da realizzare una strada con una doppia funzione: favorire la mobilità sostenibile e, al tempo stesso, generare energia pulita.

Resistente a qualunque condizione meteo, il manto stradale è capace di accumulare calore e produrre energia, oltre naturalmente a reggere il peso di biciclette e pedoni senza rischi.

Per il momento, vista l’esiguità della pista (poco più di 70 metri), l’energia che sarà in grado di produrre basterà a soddisfare il fabbisogno di 3 famiglie, ma l’intenzione è di fare molto di più.

Quello in atto è considerato infatti solo un esperimento pilota. Se avesse successo, l’idea è quella di valutarne la fattibilità anche per il traffico automobilistico.

Per il momento l’azienda valuterà i risultati sul ciclopedonale, ma se questi fossero soddisfacenti il passo successivo sarà quello di provare a vedere cosa succede in caso di moto, auto mobili e tir.

 

[foto da urbanciclyng.it]

Amsterdam, nasce il quartiere a “luci verdi”

foxSi chiama Park 20/20 e può essere considerato a tutti gli effetti il primo quartiere urbano commerciale dell’Olanda realizzato all’insegna della completa sostenibilità. Un progetto realizzato secondo il concetto “from cradle to cradle”, ossia “dalla culla alla culla”, per sottolineare la gestione sostenibile dell’intero ciclo di vita degli edifici oltre a quello delle risorse impiegate per la loro costruzione.

Park 20/20 è stato costruito dall’architetto William McDonough, autentico guru del green building mondiale nonché autore del noto campus della NASA super sostenibile.

Un autentico rivoluzionario del design, in grado di trasformarlo in uno strumento al servizio dell’ambiente secondo il principio che “ogni cosa può essere una risorsa, utilizzando energie rinnovabili e celebrando la biodiversità”.

Per dar vita al progetto olandese, McDonough ha scelto dunque un design in grado di responsabilizzare i dipendenti delle strutture, i quali tramite l’architettura degli edifici divengono veri e propri ambasciatori della sostenibilità. Park 20/20 sorge a pochi chilometri da Amsterdam, è composto da sei building già sedi di alcune multinazionali e ha già ricevuto diversi premi dovuti alla sua originalità.

 

[foto da park2020.com]

Olanda, il solare diventa di famiglia

20120627054714_Complete200Due milioni di impianti fotovoltaici domestici entro dieci anni, verso l’obiettivo di una produzione energetica 100%  ‘green’ entro il 2050.

 

È la proposta del Consiglio economico e sociale dei Paesi Bassi (SER), che ha anche proposto la realizzazione di un fondo per l’efficienza energetica per permettere ai cittadini di beneficiare di misure di risparmio energetico, oltre a considerare progetti volti a sostenere le imprese intenzionate a migliorare la propria efficienza energetica.

Staremo a vedere se e quanto il Governo olandese sarà disposto a recepirle.
Quello che è certo, è che al momento il piano energetico nazionale, il cosiddetto Nationaal Energieakkoor”,  stima di raggiungere la percentuale, a dire il vero non troppo ambiziosa, del 14% di produzione da rinnovabili.

In realtà pare che il SER stia spingendo affinché si passi un target di almeno il 16%. Per raggiungere tale percentuale, si pensa di implementare fino a 7 GW con l’eolico on shore e di raddoppiare la quota delle bio-energia.

“La sfida è enorme, questo accordo riempirà quei 15 anni di vuoto normativo che hanno caratterizzato il settore delle energie rinnovabili, offrendo nuove opportunità e nuovi spazi per la crescita verde”, spiega Teun Bokhoven, presidente presidente della Sustainable Energy Dome e tra i protagonisti dei negoziati. “Per il movimento sindacale, il movimento ambientalista e l’agricoltura, l’accordo è essenziale. Sono attesi più di 15.000 nuovi posti di lavoro”.

[foto da zeroemissions.tv]

Un volo liscio come l’olio

urlVolereste su un aereo alimentato per il 25% con olio da cucina usato?
È quello che, dallo scorso 8 marzo, accade ai passeggeri della linea olandese Klm che il giovedì spiccano il volo alla volta di New York.

 

A bordo del Boeing 777-200 che collega l’aeroporto di Schipol al JFK di New York, infatti si sta già sperimentando questo nuovo tipo di biocarburante del tutto particolare, grazie al quale la Klm intende ridurre del 20% le emissioni di CO2 per tonnellata di carburante per chilometro entro il 2020 rispetto al 2009. Si tratta del primo volo di linea intercontinentale coinvolto in un’operazione di questo tipo

 

Un’operazione resa possibile da SkyNRG, una società fondata nel 2009 da Air France Klm Group in collaborazione con North Sea Group e Spring Associati, che è leader mondiale del mercato di carburanti sostenibili e che fornisce l’olio in questione.

 

Quella adottata non può rappresentare una soluzione definitiva, non fosse altro per la quantità di olio necessaria. Tuttavia, è certamente un passo molto interessante verso l’uso di carburanti alternativi.
«Questo traguardo dimostra ancora una volta il nostro ruolo di primo piano nello sviluppo di biocarburanti sostenibili. Dopo essere stati leader per otto anni in questo settore, Klm e Air France stanno ora studiando per individuare ulteriori modalità di riduzione di emissioni di anidride carbonica. Vorremmo ottenere il ‘volo ideale’ e per farlo stiamo unendo tecnologie nuove ad alcune già esistenti»  ha dichiarato Camiel Eurlings, amministratore delegato di Klm.

 

[foto da huffingtonpost.com]