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Obama, dal fotovoltaico 75mila posti di lavoro

President Obama Visits Largest Photovoltaic Plant In U.S. In NevadaContinuano a crescere i “green jobs” negli Stati Uniti. Se nell’ultimo anno l’industria del solare ha creato 31mila nuovi posti di lavoro, il Dipartimento dell’energia sta lanciando una nuova iniziativa dedicata alla formazione di 75mila cittadini americani da impiegare nel settore.

Lo ha annunciato lo stesso presidente Obama durante una tavola rotonda alla Hill Air Force Base, affermando che l’industria del solare “sta creando posti di lavoro ad una velocità 10 volte maggiore rispetto al resto dell’economia. Si tratta di lavori ben pagati che stanno aiutando le persone ad entrare nella classe media”.

La Casa Bianca ha rivisto quindi i propri obiettivi per il 2020, che inizialmente prevedevano a creazione di 50mila nuovi posti di lavoro “solari”. Nei progetti di Washington ce n’è uno esplicitamente dedicato ai veterani dell’esercito, chiamato Solar Ready Vets Program, che si occuperà di formare il personale militare in 10 basi sparse per il Paese.

“Oggi più del 30 per cento della forza lavoro federale è composta da veterani – ha dichiarato Obama – e questa nuova iniziativa consentirà loro di e le competenze necessarie per ottenere lavori ben retribuiti nel settore solare”.

[foto da breakingenergy.com]

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Ecco il solare: la Casa Bianca diventa più verde

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Sono diventati pienamente operativi i pannelli solari installati sul tetto della Casa Bianca.
A darne notizia, alcuni funzionari dell’amministrazione Obama in concomitanza con l’annuncio del Presidente di una serie di iniziative per promuovere l’energia solare.

Per motivi di sicurezza, i pannelli coprono solo una parte del tetto dell’edificio più famoso di Washington. Tuttavia, l’installazione ha la sua importanza poiché intende mostrare come anche gli edifici storici possono avvalersi dell’energia prodotta dal sole.
In passato, la Casa Bianca ha già avuto pannelli solari: nel 1979 il presidente Jimmy Carter ne aveva fatto installare alcuni che però il suo successore Ronald Reagan aveva fatto smantellare sette anni dopo.

Per quanto riguarda la politica energetica di Obama, il Presidente ha annunciato finanziamenti pari a due miliardi di dollari per misure di risparmio energetico negli edifici del governo e per la formazione di 50mila tecnici esperti in pannelli solari.

[foto da lettera43.it]

Obama, triplicare le rinnovabili entro il 2020

U.S. President Obama delivers a statement to media about energy on the Heil Family Farm while in HaverhillTriplicare la produzione da fonti rinnovabili di elettricità entro il 2020. Questo il messaggio che Barack Obama ha inviato al governo federale degli Stati Uniti attraverso un nuovo provvedimento emanato la scorsa settimana.

Il documento, che coinvolge tutte le agenzie federali, civili e militari, prevede di raggiungere l’obiettivo del 20% di contributo verde nel fabbisogno elettrico nei prossimi 6 anni. Un traguardo simile a quello europeo, anche se gli USA sono indubbiamente facilitati dall’indipendenza energetica pressoché raggiunta grazie allo shale gas, che gli permette una maggiore agilità di azione.

Ciò non toglie che l’amministrazione sia sempre più attiva nella corsa a una produzione basata su sostenibilità e rispetto per l’ambiente. Anzi, il Dipartimento della Difesa ha fissato l’obiettivo del 25% di produzione entro il 2025, e il Presidente Obama ha sottolineato come le diverse agenzie federali abbiano ridotto le loro emissioni di oltre il 15% negli ultimi 4 anni.

Il provvedimento si inserisce in un’azione ad ampio spettro portata avanti dall’amministrazione a stelle e strisce, come dimostrato dal piano presentato lo scorso 3 dicembre per abbattere gli sprechi energetici nelle abitazioni e dalla guida sul risparmio del carburante distribuita agli automobilisti per convincerli ad acquistare auto a basso impatto ambientale.

 

[foto da evwind.es]

Dal geotermico al solare, Obama si fa in…tre!

obama-amid-solar-panels-green-energy“Questi progetti riflettono l’impegno dell’amministrazione Obama per aumentare la produzione di energia sostenibile e diversificare il portafoglio energetico della nostra nazione”. Così Sally Jewell, Segretario degli Interni del governo USA, ha presentato i tre nuovi progetti energetici basati su solare e geotermico che, una volta a regime, misureranno 580 MW di potenza installata.

Inoltre,  il Dipartimento dell’Interno degli Stati Uniti ha dichiarato che i tre impianti, che saranno costruiti in Arizona e Nevada, daranno energia pulita a ben 200mila abitazioni.

Il primo e più importante di essi, il Midland Solar Project, sorgerà a sud ovest della città di Boulder, servirà ad alimentare oltre 100mila abitazioni e avrà una potenza installata di 350MW. A pochi chilometri di distanza sarà invece posizionato il New York Canyon Geothermal Project, da 70 MW di potenza.

Dal Nevada all’Arizona, dove è stato approvato il Quartzsite Solar Project da 100 MW che dovrebbe essere realizzato in La Paz County. Un impianto dove dovrebbero essere utilizzati dei concentratori solari per l’invio dei raggi a una torre di potenza, dentro la quale l’acqua, trasformata in vapore, andrà a generare il movimento delle turbine per la produzione di energia elettrica.

[foto da theconservativethreehouse.com]

USA, green to the future

back-to-the-future-121-gigawattsNon saranno i mitici “1,21 GW di potenza” citati nel mitico ‘Ritorno al futuro’, ma ci vanno molto vicini.

Sto parlando dei tre nuovi progetti approvati dal Ministero degli Interni (DOI) statunitense, che sorgeranno in California e in Nevada, per aggiungere nuova capacità prodotta da rinnovabili e promuovere lo sviluppo energetico negli stati del sud-est.

L’amministrazione Obama ha dunque varato tre dei maggiori progetti energetici della storia del Paese, che dovrebbero raggiungere gli 1,1 GW di capacità installata creando circa mille nuovi posti di lavoro durante la fase di costruzione degli impianti. I quali, una volta a regime, forniranno energia ‘a emissioni zero’ a circa 340mila abitazioni.

“Questi progetti di energia rinnovabile riflettono l’impegno dell’amministrazione Obama per espandere la produzione interna di energia nelle nostre terre pubbliche e diversificare il portafoglio energetico della nostra nazione”, ha detto il segretario Salazar.

“In poco più di quattro anni, abbiamo approvato 37 tra progetti eolici, solari e geotermici sui nostri terreni pubblici – abbastanza per alimentare più di 3,8 milioni di case americane. Questi progetti rafforzeranno le economie rurali generando buoni posti di lavoro e potenza affidabile rafforzando la nostra sicurezza energetica nazionale.

[foto da wemeantwell.com ]

CCS, alla faccia del bluff!

Tanto, troppo spesso ci siamo sentiti dire che non esistono tecnologie capaci di ridurre le emissioni prodotte dal carbone e che chi lo afferma è un bugiardo.
Bene, consiglierei a chi può di farsi un viaggio nell’Illinois, che oltre a essere lo Stato di Obama e dei mitici Blues Brothers ospita anche Decatur, il primo impianto a scala dimostrativa per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) degli Stati Uniti.

Ebbene, durante il suo primo anno di vita Decatur ha immagazzinato ben 317mila tonnellate di CO2. Supportato dall’Illinois State Geological Survey, l’impianto cattura la CO2 prodotta dal limitrofo impianto di produzione di etanolo, e la riversa in una ex salina sotterranea posizionata a due chilometri di profondità, la Mount Simon Sandstone.

Attivato il 17 novembre del 2011, ad oggi ha registrato un tasso medio di pompaggio di circa mille tonnellate al giorno di CO2, che lo ha portato a immagazzinare poco meno di 320mila tonnellate in un anno. Ottime notizie per Obama, visto che la CCS fa parte dei programmi energetici e salva-clima del presidente.

In un comunicato diffuso dal National Energy Technology Laboratory, parte del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, si legge: “Il successo della sperimentazione e la dimostrazione di tecnologie CCUS (Carbon Capture, Use and Storage) in condizioni reali è un passo importante verso l’eventuale implementazione commerciale della tecnologia come opzione per aiutare a ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica”.

Ricordiamo che in Italia la tecnologia della CCS è già attiva nella centrale Enel Federico II di Brindisi, che è uno degli impianti più innovativi a livello mondiale, e dovrebbe essere attivata anche in quella di Porto Tolle, una volta sbloccato l’iter di riconversione dell’impianto.
E chi non ne è convinto, se ne vada in Illinois.

 

[foto da ondacinema.it]

 

 

 

 

USA, solare in crescita

Grande accelerazione del solare negli Stati Uniti. Terminata la fase di valutazione di impatto ambientale, prende il via il mega progetto di solarizzazione dei terreni pubblici. Ad annunciarlo Ken Salazar, Segretario del Dipartimento degli Interni, che ha così ribadito la linea strategica dell’amministrazione Obama di aumentare la produzione elettrica americana.

La settimana scorsa, Salazar ha firmato il ROD (Record of Decision) il documento formale con cui si approva il Programmatic Environmental Impact Statement (PEIS) per sviluppo su larga scala del fotovoltaico in sei stati occidentali: la dichiarazione programmatica riguarda l’implementazione, facilitata dal punto di vista burocratico, di progetti fotovoltaici all’interno di 17 aree solari in California, Arizona, Colorado, Nevada, New Mexico e Utah, per un totale di 285.000 ettari.

Il PEIS stabilisce inoltre circa 19 milioni di ettari di zone di “varianza”, in cui consentire un ulteriore sviluppo del solare ma senza le scorciatoie disponibili per le SEZ. “L’energia da fonti come l’eolico e il solare è raddoppiata da quando si è insediato il presidente Obama, e con l’evento storico di oggi, stiamo gettando le basi per continuare a espandere le risorse energetiche sostenibili interne alla nostra nazione”, ha commentato il segretario Salazar. “Questa iniziativa fornisce una tabella di marcia per il paesaggio alla pianificazione che porterà ad uno sviluppo del solare più veloce e più intelligente”.

 

[foto da ecoo.it]