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Europa, si torna al nucleare?

nuclearePer non dipendere più così tanto dall’energia russa, l’Europa starebbe pensando di tornare a investire nel nucleare. Lo rivela il giornale tedesco Der Spiegel, secondo il quale l’Unione europea sarebbe pronta a sollecitare gli Stati membri a rafforzare la cooperazione su ricerca, sviluppo, finanziamento e costruzione di nuovi reattori nucleari.

Come prevedibile, non appena è trapelata la notizia si sono registrate le prime reazioni soprattutto da parte dei Verdi europei e di Greenpeace, che hanno aspramente criticato questa possibilità definendo il nucleare una “tecnologia fallita che rappresenta una pericola perdita di tempo e di soldi nella lotta contro il cambiamento climatico”.

Naturalmente, quando si tratta di indiscrezioni giornalistiche, è sempre bene andarci coi piedi di piombo e solo il tempo chiarirà le cose. Intanto, giova ricordare come in Europa siano ancora attive 131 centrali nucleari, per una capacità complessiva di 121 Gigawatt, e il 14 Paesi siano in costruzione nuovi impianti.

 

[foto da protezionecivile.gov.it]

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Eolico più conveniente di gas, carbone e nucleare

stop all'eolicoCalcolare non solo il costo dell’energia, ma anche quello delle tecnologie necessarie a produrla, quello degli effetti sull’ambiente e quello sulla salute delle persone.
È ciò che ha fatto Ecofys, nello studio effettuato per conto della Commissione Europea intitolato “Subsidies and costs of EU energy” .

Ebbene, secondo la ricerca, il MW/h elettrico prodotto da fonte eolica on-shore costerebbe circa 105 euro, nettamente meno di quello calcolato per il gas (fino a 164 euro), il nucleare (133 euro) e il carbone (tra i 162 e i 233 euro).

“Questa relazione mette in evidenza il vero costo della dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili”, ha riferito Justin Wilkes, il vice direttore generale della European Wind Energy Association a commento del rapporto. “Le fonti rinnovabili sono regolarmente denigrate per essere troppo costose e per rappresentare un salasso per il contribuente. Invece la relazione della Commissione europea, non solo mostra l’allarmante costo del carbone, ma presenta anche la fonte eolica come quella più economica e più rispettoso dell’ambiente”.

In particolare, la ricerca ha il merito di analizzare una serie di dati finora non considerati come ad esempio i costi e le sovvenzioni per tutte le varie tecnologie nel settore dell’energia elettrica e in tutti gli Stati membri della UE.

Così, si scopre che nel il valore totale dei sussidi pubblici nel comparto energetico all’interno dell’EU28 abbia raggiunto una cifra tra i 120-140 miliardi di euro.
La maggior parte sono andati alle tecnologie green, in particolare solare (14,7 miliardi) ed eolico a terra (10.1 miliardi), seguite da biomassa (8,3 miliardi) e idroelettrico (5,2 miliardi).
Tra le tecnologie convenzionali è stato invece il carbone a beneficiare della più grande quantità di contributi pubblici con 10.1 miliardi di euro, seguito da nucleare (7 miliardi) e gas naturale (circa 5,2 miliardi).

 

Tuttavia come hanno spiegato gli autori della ricerca, tali cifre non comprendono anche i benefici ricevuti tramite l’assegnazione gratuita di certificati di emissione, né il sostegno fiscale per il consumo.

[foto da myenergy.it]

Rinnovabili e nucleare, USA sempre più verdi

2012-10-03T004205Z-2-CBRE8911C3D00-RTROPTP-2-US-USA-CHINA-INVESTMENT-JPG_172015Un calo delle emissioni del 12% in 6 anni, grazie al progressivo passaggio dal carbone al gas naturale e all’abbandono delle fonti fossili a tutto vantaggio di rinnovabili e nucleare.

Sono dati provenienti dagli Stati Uniti, dove solo nel 2012 le emissioni sono state abbattute di quasi il 4% raggiungendo il livello più basso degli ultimi 20 anni. A dichiararlo è l’Energy Information Administration, in un rapporto martedì scorso in cui viene anche confermato il calo del 2,4 % del consumo di energia, dovuto principalmente agli interventi volti a favorire l’efficienza energetica.

“Circostanze specifiche, come il caldo eccessivo registrato nel primo trimestre del 2012 e il forte aumento della generazione di energia da gas naturale hanno contribuito al significativo calo delle emissioni nel 2012″ recita il rapporto, che aggiunge “Altri fattori, quali il miglioramento dell’efficienza energetica dei veicoli e il maggiore uso di energia prodotta da fonte rinnovabile, tuttavia, potrebbero svolgere un ruolo costante negli anni successivi.”

Lo studio sembra quindi confermare ulteriormente quanto affermato dai sostenitori dello shale gas, secondo i quali la transizione dal carbone al gas scisto è uno dei mezzi più efficaci per tagliare sensibilmente le emissioni di gas ad effetto serra nel medio periodo.

[foto da finance.yahoo.com]

Brasile, meno nucleare e più eolico?

TRSsOfB4P8a3hkgxCIwImN50IOHQ3A0JwRQSx8h-9flrNSCLgOp23WE0gFXyPfXJywOotA=s113Vento sì, ma tutt’altro che radioattivo. È ciò che evidentemente stanno pensando i brasiliani, i quali sono alle prese con un importante ripensamento della propria politica energetica.

La spinta sembrerebbe provenire dai recenti problemi riscontrati alla centrale nucleare di Fukushima, dove si continua a combattere con fughe di radioattività. E così, a Brasilia si è deciso di abbandonare i piani che prevedevano la costruzione di 4 centrali nucleari entro il 2030.

“Dopo il Giappone, le cose vanno messe in stand-byha dichiarato Mauricio Tolmasquim, a capo dell’Energy Research Company.

Al momento, nel Paese ci sono già due centrali nucleari funzionanti e una terza in costruzione. Non è ancora chiaro che fine faranno, ma quello che è sicuro è che bisogna comunque trovare un’alternativa. Che sembra essere già stata individuata.

“Questo è il momento di energia eolica”, ha dichiarato ancora Tolmasquim. “C’è stata un’autentica rivoluzione in termini di costo”. Tutto lascia quindi pensare a una scelta precisa, a cui si dovrebbe accompagnare la progressiva crescita delle istallazioni solari per far scendere ulteriormente i prezzi dell’energia elettrica, ancora tra i più cari al mondo.

Ad oggi, il mix energetico brasiliano è composto al 75% dall’idroelettrico, ma nei periodi di siccità il settore va in crisi rendendo necessari sistemi alternativi di produzione.

 

[foto da wall-street.ro]

Più rinnovabili che gas entro tre anni

eolico”Con la progressiva riduzione dei loro costi, le fonti rinnovabili di energia si affermano grazie ai loro meriti rispetto alla nuova generazione di combustibili fossili”.
Questo il commento di Maria Van Der Hoeven, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), all’ultimo rapporto pubblicato dall’Aie sulle rinnovabili.

 

Uno studio che afferma che, entro il 2016, la produzione mondiale di energia da idroelettrico, eolico, solare e altre fonti rinnovabili supererà quella da gas e diverrà il doppio di quella da nucleare.

 

Nonostante il difficile momento economico, recita il rapporto, le energie rinnovabili sono destinate a crescere di circa il 40% nei prossimi cinque anni, e nel 2018 rappresenteranno quasi il 25% del mix energetico mondiale a fronte  del 20% fatto registrare nel 2011.
Le rinnovabili diverse dall’idroelettrico – come l’eolico, il solare e il geotermico – raddoppieranno la propria quota, passando dal 4% del mix energetico nel 2011 all’8% nel 2018.

”Questa è una buona notizia per il sistema energetico mondiale che ha bisogno di diventare più pulito e più diversificato, ma per i governi non deve diventare un pretesto per non agire” – concluso Van Der Hoeven.

 

[foto da youtradeweb.com]

Tokio, il solare dà il cambio al nucleare?

Trina_Solar_Photovoltaic-production-lab-manufacturers“Il potenziale del fotovoltaico sui tetti di Tokyo (stimato in 43,1 GW) può sostituire la capacità nucleare”. Ad affermarlo è un recente studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università del Texas pubblicato sull’Environmental Research Letters, secondo il quale il Paese del Sol Levante potrebbe trovare proprio nel sole una chiave per superare l’impasse energetico seguito all’incidente di Fukushima.

In particolare, la ricerca sottolinea come il fotovoltaico è in grado di soddisfare la domanda energetica anche durante il picco, provvedendo a circa il 26% dell’energia elettrica che Tokyo riceve dal nucleare per il 91% del tempo.

Grazie ai 300 chilometri di tetti a disposizione, infatti, si potrebbero installare abbastanza impianti fotovoltaici da raggiungere i 43,1 GW di potenza, che sommati agli 7,28 GW di capacità istallata delle stazioni di pompaggio idroelettrico della regione eguaglierebbero la quantità di energia che oggi Tokio riceve dal nucleare.

I dati sono stati elaborati tenendo in considerazione le medie di irraggiamento giornaliero di ben 34 anni, portando alla conclusione che il solare fotovoltaico in Giappone potrebbe produrre tanta energia quanta ne generano le centrali atomiche al momento.

[foto da alternativeenergy.com.pk]

Cina, l’eolico sorpassa il nucleare

Energía-Eólica-chinaLa notizia è tanto inattesa quanto (almeno per quanto ci riguarda) gradita. In Cina, la quantità di energia eolica ha superato quella prodotta dal nucleare e si è attestata al terzo posto in classifica. È quanto comunicato dalla China Wind Energy Association (CWEA), che ha voluto sottolineare come il gigante asiatico possa guardare al traguardo dei 18 GW di eolico installati entro il 2013. I governi locali stanno infatti dando un notevole impulso al settore, approvando nuovi progetti capaci di aumentare da un lato la produzione di energia verde e dall’altro il livello dell’occupazione.

Sempre la CWEA conferma come ai primi due posti, ancora saldamente in testa, ci siano i settori termoelettrico e idroelettrico.

“Questo cambiamento è in linea con gli sforzi del governo di aumentare l’uso di energia rinnovabile come mezzo per ridurre le emissioni di carbonio e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili,” ha dichiarato al Global Times Sunday l’esperto di energia Li Linghuan, specificando che la nuova capacità istallata nel 2012 (14 GW) è stata comunque inferiore rispetto al 2011, quando vennero messi i n funzione 20,66 GW di nuova potenza.

A questo punto, il vero nocciolo della questione è quello di dotare il Paese di nuove infrastrutture e di una rete elettrica capace di accogliere e di distribuire tutta l’energia prodotta.

 

[foto da dforcesolar.com]