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Rinnovabili, oltre otto milioni di posti di lavoro in tutto il mondo

green_jobNel 2015, il settore delle rinnovabili ha dato lavoro a 8,1 milioni di persone in tutto il mondo. E se a queste si aggiungono gli ulteriori 1,3 milioni impiegati neo grandi impianti idroelettrici, ecco che la cifra sfiora i 10 milioni. A darne notizia il rapporto “Energie rinnovabili e Lavoro“, presentato dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), che evidenza una crescita del 5% rispetto al 2014.

Certo, non in tutto il mondo le cose sono andate allo stesso modo. Così, se negli USA la crescita è stata superiore alla media (6%), altrettanto non si può dire per Paesi come Italia e Spagna, che hanno visto invece una contrazione rispetto ai livelli precedenti. Soprattutto in Spagna, il numero dei lavoratori nel settore energetico è sceso a 76.300 unità, esattamente la metà di quanti fossero nel 2008. Per IRENA, oltre alla crisi economica, le principali cause del fenomeno vanno ricercate nelle “politiche avverse al settore elettrico”, che fanno sì che i “green jobs” continuino a diminuire.

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Raddoppiare le rinnovabili per salvare milioni di vite all’anno

renewablesRaddoppiare le rinnovabili entro il 2030 salverebbe 4 milioni di vite all’anno la cui morte è legata all’emissioni prodotte dai combustibili fossili. È quanto sostiene l’ultimo rapporto dell’IRENA, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili.

“Stiamo già assistendo ad un testa a testa tra le fonti rinnovabili e le fossili. Quando tutti i costi e benefici vengono considerati, le energie rinnovabili diventano un’opzione ancora più attraente. Al fine di comprendere il vero costo dell’energia, e prendere decisioni politiche di conseguenza, è assolutamente necessario incorporare nei costi dell’energia le esternalità”, ha dichiarato Dolf Gielen, direttore del Centro di Innovazione e Tecnologia di IRENA.

Secondo quanto sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento da fossili oggi è responsabile di circa 3,7 milioni di morti ogni anno. La scorsa settimana, l’IRENA ha presentato ad Abu Dhabi il dossier The True Cost of Fossil Fuels: Saving on the Externalities of Air Pollution and Climate Change che illustra i costi umani legati all’inquinamento e spiega i vantaggi che avremmo se raddoppiassimo la quota mondiale di rinnovabili.

Tagli grandi e piccoli, che si tradurrebbero in un risparmio nelle spese sanitarie di 3200 miliardi di dollari l’anno entro il 2030. Oggi, per ogni dollaro speso per sovvenzionare le energie rinnovabili – aggiunge Gielen – ne vengono indirizzati quattro ai combustibili fossili. Con i prezzi di petrolio, gas e carbone attualmente ai minimi storici, è ora più facile che mai per i governi per correggere questo problema”.

[foto da eurelectric.org]

Fotovoltaico, il futuro fa rima con low cost

imagesPiù passa il tempo e più il prezzo del fotovoltaico è destinato a diminuire. È quanto affermano 50 esperti dell’Alleanza globale degli Istituti di Ricerca dell’energia solare che si sono riuniti a Friburgo la settimana scorsa. Scienziati americani, giapponesi e tedeschi hanno affrontato il futuro del fotovoltaico, esprimendo la convinzione che presto assisteremo a una sostanziale espansione della capacità produttiva stimolata dal recupero della domanda sull’offerta.

La diminuzione dei prezzi è stata confermata anche da un recente studio dell’IRENA, secondo il quale il costo dell’elettricità prodotta dal fotovoltaico si sia praticamente dimezzato dal 2010 al 2014, mentre i prezzi dei moduli sono scesi addirittura del 75%.

In realtà, secondo i ricercatori, per avere una qualche influenza sul clima entro il 2040 istallazioni dovrebbero essere nell’ordine dei 20 TW, obiettivo raggiungibile solo con iniezioni finanziarie continue nel settore ricerca e  sviluppo mondiale per ridurre i costi di produzione, aumentare l’efficienza e migliorarne l’affidabilità. Per raggiungere tale traguardo, sarà inoltre necessario proseguire nello sviluppo di reti elettriche sempre più smart e delle tecnologie di storage.

[foto da greenstyle.it]

Nasce l’Alleanza geotermica mondiale

Geothermally Heated Water Well 13995Tra le energie pulite che potrebbero cambiare in positivo il futuro del pianta c’è anche la geotermia. Ne sono convinti i 38 Paesi che, durante la COP21 di Parigi, hanno annunciato la nascita della Global Geothermal Alliance. La nuova associazione, nata sotto l’egida dell’IRENA, ha l’obiettivo di fornire alle economie emergenti un’alternativa a basso impatto ambientale.

Nonostante la crescita del potenziale geotermico mondiale, infatti, lo sviluppo dell’energia dal suolo nelle economie in via di sviluppo sta aumentando ad un tasso decisamente troppo basso. Ciò è dovuto principalmente ai rischi e ai costi connessi alla perforazione geologica.

L’obiettivo della Global Geothermal Alliance è quello di quintuplicare   l’attuale capacità istallata (12 GW) entro il 2030. La geotermia ha dimostrato potenzialità tali da essere al centro sia dell’agenda climatica sia di quella energetica – ha affermato Adnan Amin, direttore generale di IRENA – Può fornire energia con costi tra i più bassi tra le varie fonti energetiche, eppure rimane sottosviluppata. L’Alleanza fornirà una piattaforma per i partner al fine di condividere le migliori pratiche, ridurre ulteriormente i costi e ottenere il massimo beneficio da questa risorsa energetica sostenibile”.

Tre le direttici su cui si muoverà la neonata alleanza:

  • individuare e promuovere modelli per la condivisione e la riduzione dei rischi connessi con l’attività geotermica;
  • contribuire a creare o condizioni normative e istituzionali che facilitino investimenti privati ​​tempestivi ed efficienti;
  • contribuire agli sforzi di sensibilizzazione per dare all’energia geotermica maggiore visibilità nei dibattiti energetici e climatici a livello globale, regionale e nazionale.

[foto da energy.gov]

Africa, oltre il 20% di rinnovabili entro il 2030

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Nei prossimi 15 anni, circa un quarto del fabbisogno energetico dell’Africa potrebbe essere soddisfatto dalle rinnovabili. Ad affermarlo un recente documento redatto dall’IRENA, che traccia una vera e propria “road map” per la crescita delle FER nel continente africano mettendo in luce come le tecnologie disponibili potrebbero quadruplicare la presenza delle rinnovabili nel mix energetico africano, oggi ferma al 5%. In particolare, lo studio individua quattro settori che hanno un ruolo chiave: idroelettrico, solare, eolico e biomasse.

“Attingere a risorse energetiche rinnovabili è l’unico modo in cui le nazioni africane possono alimentare la crescita economica, massimizzare lo sviluppo socio-economico e migliorare la sicurezza energetica con un limitato impatto ambientale”, ha spiegato Adnan Z. Amin, direttore generale di IRENA. “Le tecnologie sono disponibili, affidabili e a costi sempre più competitivi. Spetta ora ai governi africani creare le condizioni per accelerare la distribuzione, spianando la strada allo sviluppo sostenibile dell’Africa”.

[foto da qualenergia.it]

Dalle rinnovabili quasi 8 milioni di posti di lavoro

energie_rinnovabiliIl settore delle rinnovabili dà lavoro a oltre 7 milioni e 700mila persone. Ad affermarlo è lAnnual Review di IRENA, che sottolinea anche la crescita avvenuta rispetto allo socrso anno, in cui gli impiegati nei green job erano 6 milioni e mezzo.

“L’energia rinnovabile continua ad affermarsi come uno dei principali datori di lavoro a livello mondiale, generando forti vantaggi economici e sociali”, ha spiegato il direttore generale IRENA, Adnan Z. Amin. “L’aumento del passo registrato è in parte dovuto dal calo dei costi tecnologici dal momento che si creano così più posti di lavoro nel settore dell’installazione, gestione e manutenzione degli impianti. Ci aspettiamo che questa tendenza verso l’alto continui man mano che il business delle energie rinnovabili si rafforzerà”.

L’area maggiormente interessata dal fenomeno è certamente l’Asia, dove Cina, India, Indonesia, Giappone, e Bangladesh sono cinque tra i dieci Paesi al mondo con il dato occupazionale più alto nel settore delle FER. Per quanto riguarda invece Europa e Stati Uniti, oggi fanno registrare circa il 25% dei posti di lavoro mondiali “rinnovabili”, con un arretramento di ben 6 punti rispetto al 2012. Per quanto riguarda le singole fonti, al primo posto troviamo il fotovoltaico, con 2,5 milioni di occupati, seguito dall’industria dell’eolico che ha superato il milione di lavoratori per la prima volta.

“Se continuiamo a investire nelle energie rinnovabili e nei loro molteplici benefici economici, ambientali e sociali, l’occupazione continuerà a salire”, ha concluso Amin.

 

[Foto da greenstyle]

Nasce REsource, il Google delle rinnovabili

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È stato lanciato ufficialmente il 17 gennaio ad Abu Dhabi, in occasione della quinta assemblea dell’ International Renewable Energy Agency (IRENA).

Sto parlando di REsource, il motore di ricerca dedicato alle energie rinnovabili ideato dalla stessa IRENA con l’obiettivo di sostenere il miglioramento del processo decisionale, aumentare la consapevolezza e la fiducia degli investitori, accelerando nel contempo l’adozione delle tecnologie sostenibili.

“La rapida crescita del settore delle energie rinnovabili supera di gran lunga le informazioni disponibili per monitorare e analizzare il comparto”, scrive IRENA. “Ad oggi, i dati riguardanti le green energy sono dispersi nella rete, e quindi percepiti come meno accessibili, meno dettagliati e meno accurati rispetto alle informazioni in materia di energia convenzionale. Questa mancanza ha creato un falso ambiente di incertezza per gli investitori, andando anche ad alimentare percezioni errate nell’opinione pubblica”.

Con Resource, gli utenti hanno dunque la possibilità di avere informazioni specifiche Paese per Paese, tenendosi informati sugli avvenimenti più significativi e sulle principali tendenze che interessano il settore mondiale delle FER.

 

[foto da facebook.com]