Archivi tag: Green building

Biosphera, alla scoperta della casa del futuro

biosphera2Si chiama Biosphera 2.0 il progetto ideato da Aktivhaus e promosso da Politecnico di Torino e Università della Valle d’Aosta che intende rivoluzionare il concetto di casa. Il primo esemplare è stato installato la settimana scorsa a Courmayeur, ma nel prossimo futuro sarà presentato altre città del nord Italia. Si tratta di un modulo abitativo di 25 metri quadrati, ovviamente dotato di tutti i servizi, la cui caratteristica principale è quella di porre al centro il benessere dei suoi abitanti.

“È un organismo nato per proteggere l’individuo che lo abita. Sarà osservato il benessere che deriva da vari parametri fisici” ha spiegato Mirko Taglietti, ceo di Aktivhaus. I test che attendono Biosphera saranno molto impegnativi, visto che dovrà superare tanto i 17 gradi sottozero del Monte Bianco quanto i 39 gradi fatti registrare in estate sulla Riviera Adriatica.

Nonostante le condizioni estreme, il modulo dovrà essere in grado di assicurare una temperatura dell’aria compresa tra i 21 gradi in inverno e i 25 in estate senza ricorrere a una rete energetica esterna.
[foto da bioshpera.ph]

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LEED Gold per il Quartier Generale di Samsung

Samsung-HQ-by-NBBJ-16-537x336Samsung si tinge di verde, a partire dal suo Quartier Generale. Il nuovo edificio, che sorge ne cuore della Silicon Valley, è stato progettato dagli architetti NBBJ ed ha ottenuto la certificazione di sostenibilità ambientale LEED Gold, il massimo riconoscimento nel settore del Green Bulding.

Uno spazio di oltre 100mila metri quadri, studiato per favorire la massima comunicazione tra le persone, costituito da due corpi da dieci pieni ciascuno separati da un cortile con specchi d’acqua e collegati da passerelle coperte. Gli interni, in maggioranza open spaces, oltre al massimo contatto visivo permettono anche la maggiore flessibilità possibile.

Il benessere dei dipendenti è la “stella polare” che ne ha guidato la realizzazione: dai “giardini tascabili” dove trascorrere i momenti di pausa alle zone per cucinare fino alle palestre e agli orti aziendali. Il tutto, realizzato con materiali ecocompatibili e dal minimo impatto ambientale.

Per quanto riguarda il sistema di illuminazione, questo è rigorosamente a LED e garantisce il massimo risparmio energetico. Infine, per integrare l’edificio con il quartiere, gli spazi privati sono mischiati con una serie aree pubbliche come un bar ed una galleria di negozi per gli abitanti delle zone limitrofe.

 

[foto da inhabitat.com]

Dalla paglia di riso, ecco gli eco mattoni

0e459b6a-6d6f-4730-bfdf-00fe278ad19a-620x372A soli 16 anni ha trovato il modo di trasformare la paglia di riso in un materiale nuovo, sostenibile e perfetto per costruire case, al punto da meritarsi il riconoscimento Junior Achievement dell’UNICEF.

Sto parlano dell’adolescente indiana Bisman Deu può infatti essere considerata a tutti gli effetti l’inventrice dei nuovi eco mattoni che, se diffusi su grande scala, potrebbero portare enormi benefici alle popolazioni più povere.

Chiamati Green Wood, sono un autentico prodotto a chilometri zero sviluppato grazie al supporto dell’iniziativa Social Innovation Relay. Si ottengono dalla miscelazione della paglia di riso con una resina che migliora sia le prestazioni di durabilità sia la resistenza agli agenti atmosferici.

Ma Bisman Deu non è ancora del tutto soddisfatta e sta cercando di migliorare ulteriormente la sua invenzione: “Ho fatto alcuni disegni e sto ottimizzando il prototipo, visto che sono in un momento cruciale del percorso scolastico sto studiando e lavorando al Green Wood allo stesso tempo, ma spero di mettere il prodotto a disposizione di molte persone nel più breve tempo possibile”.

 

[foto da theguardian.com]

Alla scoperta dell’edificio più green di Parigi

MVRDV3Si trova nel  13° arrondissement ed è uno dei primi edifici destinati a caratterizzare il primo eco-quartiere di Parigi.

Realizzato dal team di architetti della MVRDV, è stato soprannominato “Pushed slab” per la sua forma e mette in pratica diverse strategie impiantistiche e costruttive per massimizzare l’efficienza energetica e ridurre i consumi, abbattendo del 75% il consumo di energia rispetto a un normale edificio di dimensioni simili.

Sulla copertura, 264 pannelli fotovoltaici producono fino a 90 MW di energia pulita all’anno, mentre alcuni pannelli solari soddisfano il 45% del fabbisogno di acqua calda.

Sviluppato su sette piani, l’edificio offre anche numerosi spazi verdi comuni mentre le particolari terrazze generate dalla scomposizione della facciata si trasformano in giardini pensili a disposizione dei lavoratori della struttura.

Dai macro aspetti funzionali fino ai più piccoli dettagli, l’intero palazzo è un esempio di sostenibilità. Oltre ad essere ampiamente coibentato, l’involucro esterno è completamente rivestito in legno certificato FSC, mentre le ampie vetrate assicurano che la luce naturale penetri nell’edificio, riducendo la necessità di ricorrere all’illuminazione artificiale.

L’attenzione alla sostenibilità si riflette anche negli accorgimenti adottati per ridurre l’impronta idrica dell’edificio, grazie ad un sistema per il riciclo dell’acqua piovana e delle acque grigie.

[foto da umlaut.fr]

The Juvelen, l’edificio svedese che è un gioiello di sostenibilità

juvelen20Sorgerà a Upsala l’edificio più sostenibile di Svezia. Soprannominato “The Juvelen” per via della facciata sfaccettata che ricorda un gioiello, sarà costruito a partire dall’anno prossimo.

Il progetto è stato presentato dagli architetti di Utopia Arkitekter e si svilupperà su 11mila metri quadri. Avrà un parcheggio coperto per oltre 400 biciclette con annesso negozio di riparazione, uffici ed un ‘sustainability centre’ dove i cittadini potranno informarsi sulle questioni ambientali.

La nuova struttura otterrà il livello di certificazione LEED Platinum grazie ad un involucro altamente isolato che riduce al minimo il fabbisogno per il riscaldamento ed il raffrescamento. Inoltre, The Juvelen potrà vantare un sofisticato sistema di controllo domotico per il monitoraggio dei consumi in tempo reale e per ciascuna postazione lavorativa, e per le caratteristiche green attive come i pannelli solari sul tetto.

Ognuna della caratteristiche sfaccettature che comporranno le facciate sarà inclinata con angolazioni differenti, per riflettere la luce ed il paesaggio circostante in maniera unica e soprattutto per impedire il surriscaldamento dell’edificio.

[foto da rinnovabili.it]

L’India scopre il primo edificio a emissioni zero

Indira-Paryavaran-Bhawan

 

 

 

 

 

 

 

Si chiama Indira Paryavaran Bhavan, si trova a New Delhi ed è il primo edificio indiano ad aver raggiunto gli standard internazionali “Zero Energy”.
A un anno dalla sua inaugurazione, la costruzione ha infatti dimostrato di saper praticamente azzerare i consumi di energia garantendo al tempo stesso qualità e comfort ai suoi abitanti.

Un risultato raggiunto grazie a un’ottima integrazione tra design sostenibile e rinnovabili.

Occupato da una delle sedi del Ministry of Environment & Forests , l’edificio ha ha ricevuto le 5 stelle della certificazione Green Rating for Integrated Habitat Assessment [GRIHA].

Un importante riconoscimento, dovuto alle soluzioni adottate a partire dalla progettazione passiva solare dell’architettura, che ha permesso di sfruttare il 75% dell’illuminazione naturale per ridurre i consumi. Inoltre, sul tetto è stato installato un impianto fotovoltaico mentre è previsto anche l’uso dell’energia geotermica per il sistema HVAC.
Infine, sono stati abbattuti i consumi del 40% grazie all’utilizzo di sistemi di condizionamento a travi fredde, alla ventilazione naturale e agli impianti ad alta efficienza.

Inoltre, lIndira Paryavaran Bhavan è stato costruito utilizzando materiali ecologici e locali, come i mattoni di ceneri volatili (Fly ash brick), materiali riciclabili, isolante in lana di roccia e l’impiego di un materiale composito formato da bambù e iuta per la realizzazione degli infissi e delle persiane.

Grande attenzione è stata infine dedicata ai consumi idrici, che sono stati ridotti grazie ad apparecchiature a flusso ridotto, al riciclaggio delle acque di scarico, alla raccolta dell’acqua piovana e alla scelta di giardini esterni sempreverdi in grado di sopravvivere senza essere annaffiati.

[foto da greencleanguide.com]

Milano, il primo hotel a emissioni zero

325_21_mediumL’Hotel Milano Scala è il primo albergo milanese a emissioni zero.
Un risultato raggiunto grazie alla combinazione di diverse soluzioni tecnologiche, alla presenza di un orto sul tetto del palazzo e a una ristorazione ‘green’.

Una struttura che fin dalla sua apertura, avvenuta nel 2010, si è impegnata a ridurre spechi e consumi. A cominciare dalle pompe di calore acqua-acqua per la produzione di riscaldamento e aria condizionata, che evitano l’emissione di agenti inquinanti.

Non solo, perché l’hotel si è dotato di un impianto automatizzato e informatizzato che controlla, per ogni ambiente, i parametri di erogazione di riscaldamento e raffreddamento, e dei relativi consumi elettrici.

Tra le altre misure adottate, i contatti magnetici alle finestre che, in caso di apertura, bloccano il funzionamento degli impianti, l’adozione di filtri per contenere il consumo d’acqua e le piastre a induzione installate nelle cucine, che permettono di cuocere rapidamente e senza dispersione termica.

Naturalmente, anche l’involucro esterno dell’edificio contribuisce al raggiungimento delle emissioni zero, grazie ad un alto grado di isolamento termico e acustico. Inoltre, ma non c’era da dubitarne, i prodotti per il bagno presenti nelle camere sono biodegradabili al 99%. Infine, a diposizione dei clienti, un’auto 100% elettrica.

 

[foto da eventreport.it]