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In Gran Bretagna, l’autostrada che ricarica le auto elettriche

uk-electric-highway-trial@2xLe vacanze sono finite, l’estate è ormai agli sgoccioli e quindi è tempo di tornare a scrivere per i miei “25 lettori” (per dirla con il Manzoni). E lo faccio particolarmente volentieri, visto che il primo post settembrino riguarda una notizia che mi sembra particolarmente interessante.

La società autostrade inglese Highway England sta infatti preparando a testare un particolare sistema di ricarica wireless per le auto elettriche: si tratta di una corsia dell’autostrada sotto il cui manto sono installate piastre speciali capaci di ricaricare le auto al loro passaggio.

In particolare, il progetto prevede la costruzione di corsie di ricarica con spire annegate nell’asfalto e cabine elettriche a bordo carreggiata. La sperimentazione è prevista su tratti chiusi al pubblico e dovrebbe iniziare entro fine anno. Qualora i risultati fossero quelli sperati, le prime corsie dedicate alle e-car potrebbero essere aperte al pubblico già entro 18 mesi.

Secondo i piani, la nuova tecnologia potrebbe in futuro essere estesa anche a tratti stradali extraurbani. Il Ministro dei trasporti britannico Andrew Jones ha sottolineato che il Governo è pronto a erogare un finanziamento di 500 milioni di sterline (più o meno 700 milioni di euro) per i prossimi cinque anni.
 

[foto da gizmag.com]

La Gran Bretagna torna al carbone?

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Nel momento in cui le rinnovabili stanno crescendo il tuto il mondo, lascia piuttosto perplessi la scelta della Gran Bretagna di avviare i lavori per una nuova gigantesca centrale a co-combustione di biomassa e carbone.

A quanto apre, l’impianto sorgerà nei pressi della centrale elettrica di Drax, che già oggi brucia più legno di qualunque altra centrale al mondo e più carbone di ogni altro impianto britannico.

La nuova centrale, che a quanto pare si chiamerà White Rose, avrà una potenza di 448 MW e sarà dotata della tecnologia CCS, il sistema che permette la cattura e lo stoccaggio del carbonio.

A questo proposito, la National Grid britannica sta valutando se investire nell’infrastruttura una conduttura lunga 220 chilometri per trasportare la CO2 sotto il Mare del Nord. Un’infrastruttura che avrebbe bisogno di un progetto a sé stante, ma secondo gli esperti quando la National Grid deciderà se investire o meno nella sua implementazione, l’impianto sarà già stato definitivamente approvato.

Insomma, quella britannica appare una scelta davvero discutibile.

[foto da   wallstreetitalia.com]

Gran Bretagna, pioggia di milioni sulla mobilità elettrica

electric-vehicle-charging-stationUn investimento di 43 milioni di sterline, pari a circa 58 milioni di euro, a sostegno della mobilità elettrica. È quello che è pronta a compiere la Gran Bretagna, come recentemente annunciato dal Dipartimento dei Trasporti che sul proprio sito ha pubblicato il nuovo programma di sostegno dedicato agli ultra low emissions vehicles.

L’obiettivo dell’imponente investimento è quello di promuovere lo sviluppo della rete di ricarica, sostenendo al tempo stesso il settore della ricerca dedicato settore della mobilità elettrica.

In particolare, il programma governativo fornirà 15 milioni di sterline al regime di incentivi Homecharge Electric Vehicle, che aiuta i proprietari di auto elettriche a installare stazioni di ricarica in casa propria, mentre riserverà 8 milioni di sterline a sostegno delle infrastrutture di ricarica pubblica in ospedali, stazioni ferroviarie e autostrade di tutto il Regno Unito.

Altri 9 milioni saranno devoluti ad affrontare alcune priorità come garantire la tutti l’accessibilità alla la rete di charger point. Infine, gli 11 milioni rimasti saranno completamente dedicati all’innovazione.

“Per i cittadini – ha commentato il ministro dei Trasporti Baroness Kramer ora sarà ancora più semplice caricare le loro auto elettriche quando saranno in giro. Il nostro sostegno al settore ULEV contribuirà a garantire che l’innovazione nel comparto automobilistico britannico guidi la sua crescita”.

[foto da soleinrete.org]

Sempre meno carbone per la Gran Bretagna

Carbone-535x300Nel 2014, il consumo di carbone in Gran Bretagna è sceso del 20%.

Stando a quanto riportato dalle stime del Carbon Brief, infatti, il Regno Unito ha utilizzato 49 milioni di tonnellate di carbone e, a quanto scrivono gli analisti, una cifra tanto bassa non si registrava “dai tempi della rivoluzione industriale”.

 

Già nel 2009, in piena crisi industriale, il consumo di carbone aveva registrato lo stesso livello dell’anno scorso.

 

Stando a quanto emerge dallo studio, l’uso del carbone è cresciuto rapidamente nel corso del XIX secolo per conoscere una prima significativa flessione a ridosso degli anni ’60, quando fecero la loro comparsa sul mercato sia il nucleare che il gas naturale.

 

Tornando ai nostri giorno, secondo gli esperti il trend potrebbe continuare nel 2015, quando il consumo di carbone potrebbe toccare il suo minimo storico.

 

[foto da gds.it]

Eolico, un anno da record per Danimarca e Gran Bretagna

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Il 2014 sarà un anno da ricordare per il settore eolico di Gran Bretagna e Danimarca.
Partiamo dal Regno Unito.
Poco più di un mese fa avevo dato notizia che, nel mese di ottobre, le pale eoliche scozzesi hanno dato energia pulita a oltre tre milioni di case grazie ad una produzione di ben 982,842 MWh, un quantitativo di energia elettrica pari 126% della domanda della Scozia.

Un risultato che ha avuto una parte fondamentale nelle performance complessive britanniche, che, secondo quanto riportato dal gestore della rete, hanno confermato come l’eolico sia arrivato al 15% del mix nazionale, rispondendo alla domanda di oltre 6,7 milioni di famiglie.

Passiamo alla Danimarca. Nei giorni scorsi, il governo di Copenhagen ha  rivelato che l’eolico ha raggiunto il 39% del mix energetico nazionale, crescendo di ben 6 punti rispetto al 2013.

Un risultato di cui si è vantato per primo il Ministro per il Clima Rasmus Helveg Petersen che dai microfoni dell’emittente DR ha annunciato come la nazione sia oramai prossima a raggiungere gli obiettivi europei del 2020. “Raggiungeremo sicuramente i nostri target. Abbiamo stabilito un record unico al mondo che dimostra che siamo in grado di raggiungere il nostro obiettivo finale, vale a dire fermare il riscaldamento globale”.

[foto da vita.it]

Gran Bretagna, entro il 2020 centomila case ‘carbon neutral’?

02Trasformare 100mila edifici in case ‘carbon neutral’ nei prossimi anni. È l’obiettivo del governo britannico, che dipende però dal fatto che l’Unione Europea approvi un finanziamento di 10 milioni di euro previsto nell’ambito di “Horizon 2020”.

Energiesprong, questo il nome del progetto che intende replicare quanto avvenuto ad Amsterdam, dove il complesso residenziale Woonwaard è stato completamente riqualificato e dove l’omonimo consorzio ha ricevuto mandato dal governo olandese di trasformare in 10 giorni ben 111.000 case costruite negli anni ’60.

Secondo le prime informazioni, i primi progetti britannici dovrebbero prendere il via entro un anno a Birmingham e nell’Inghilterra meridionale.

Moltissime le soluzioni che potrebbero permettere di raggiungere il traguardo carbon neutral: a partire da una maggiore coibentazione fino all’installazione di pannelli fotovoltaici, di un impianto solare termico con stoccaggio dell’acqua calda, di una pompa di calore e di un sistema di ventilazione meccanica.

Per quanto riguarda gli interni, la ristrutturazione prevede la sostituzione di cucine, elettrodomestici e infissi, arrivando anche a proporre un determinato stile di vita a per risparmiare ulteriore denaro ed energia.
Anche se ambizioso il progetto permetterà al settore edile, uno dei più energivori, di ridurre le proprie emissioni ed i propri consumi, migliorando notevolmente la qualità della vita.

 

[foto da ingegneri.info.it]

Gran Bretagna, via al super eolico offshore

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Una volta a regime, produrrà la cifra record di 402 MW di potenza installata. Sto parlando del parco eolico offshore di Dudgeon, che sorgerà al largo delle coste britanniche del Nolkfolk la cui realizzazione dovrebbe iniziare il prossimo anno per concludersi nel 2017.

Budget stimato, circa un miliardo e mezzo di sterline. A dar vita al super impianto, le compagnie norvegesi Statoil e Statkraft, che hanno confermato come il frutto del loro impegno soddisferà il bisogno energetico di410mila famiglie.

La centrale Dudgeon è al momento il primo di otto progetti “green” sottoposti alla valutazione del governo britannico. Oltra a esso ci sono altri 4 parchi eolici off-shore e tre progetti nel settore delle biomasse.

“Come il posto migliore al mondo per investire in eolica offshore, il Regno Unito sta attirando milioni di sterline di investimenti, il sostegno di centinaia di posti di lavoro verdi locali e rafforzando il suo approvvigionamento energetico con fonti di generazione nazionale. Abbiamo già attirato 34 miliardi di investimenti del settore privato nel settore dell’elettricità rinnovabile dal 2010, con la possibilità di creare circa 37.000 posti di lavoro” ha dichiarato il ministro dell’energia Michael Fallon.

Il Paese ha già circa 4 GW di capacità eolica off-shore installata, ma sta cercando di portare questo valore ad almeno 10 GW entro la fine del decennio come rivelano i piani energetici nazionali.

[foto da greenstyle.it]