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Giappone, le colonnine per ricarica elettrica superano le pompe di benzina

nissan_leaf_ricarica_solare-e1311366410706-400x250Si dice che uno dei motivi che frenano la diffusione delle auto elettriche sia la scarsità di infrastrutture dedicate alla loro ricarica. Ebbene, il Giappone sembra non avere affatto questo problema, anzi. Secondo uno studio condotto dalla Nissan e ripreso dal World Economic Forum, nel Paese ci sono più colonnine dedicate alla ricarica delle auto elettriche che pompe di benzina. In particolare, a fronte di 34mila stazioni di servizio tradizionale quelle per la ricarica elettrica arrivano alle 40mila unità.

 

Di queste, quasi 7mila offrono la ricarica veloce mentre la maggior parte è ancora ferma ai vecchi sistemi. Ma, conoscendo la solerzia e lo spirito di iniziativa dei giapponesi, non c’è da dubitare che nel giuro di pochi anni la proporzione sarà invertita.

 

[foto da tuttogreen.it]

L’eolico giapponese triplicherà in 4 anni

eolico-Entro il 2020, il Giappone triplicherà la propria potenza eolica. Lo riferisce il quotidiano Nikkei, che racconta come i due principali player del Paese, Eurus Energy e J-Power, abbiano deciso di investire più o meno 60 miliardi di yen (circa 530 milioni di dollari) in nuovi impianti.

In particolare, Eurus (joint venture tra Toyota Tsusho e Tepco), prevede di installare 200 mila kW di nuova capacità entro la fine del decennio, portando il suo totale a 850 mila kW. Lo stesso aumento di capacità è previsto da J-Power, con nuove installazioni sull’isola di Hokkaido e nella prefettura di Ehime, a sud di Hiroshima.

Fino a oggi, a frenare lo sviluppo dell’eolico – considerata la fonte ideale per il Giappone – è stata soprattutto la burocrazia considerando che per ottenere il benestare alla costruzione di un nuovo impianto occorrono dai 4 ai 5 anni. Con i nuovi parchi previsti, la potenza eolica installata in Giappone dovrebbe così passare da 3 a 10 gigawatt entro il 2020.

[foto da mondoeco.it]

In Giappone il fotovoltaico galleggiante più grande del mondo

imagesAl via i lavori per la costruzione del più grande impianto fotovoltaico galleggiante del mondo. L’impianto avrà una potenza di 13,7 MW e sorgerà in Giappone, sulle acque del lago Yakamura. Se tutto andrà come previsto, l’inaugurazione avverrà per il marzo del 2018, quando le acque dello Yakamura saranno coperte da 51mila moduli solari, che occuperanno una superficie di 180mila chilometri quadrati.

Una volta a regime, la centrale sarà in grado di produrre una media di 16.170 MWh l’anno, sufficienti ad alimentare poco meno di 5mila case case giapponesi, evitando l’immissione in atmosfera di oltre 8mila tonnellate di CO2 all’anno.

L’imponente progetto è firmato dalla Kyocera TCL Solar LLC, joint venture nata dalla partnership tra la Kyocera Corporation e la Century Tokyo Leasing Corporation. Una relatà che nel marzo scorso ha già allacciato alla rete elettrica nazionale due centrali solari galleggianti  da 1,7 e 1,2 MW, seguite dopo poco dall’inaugurazione di una terza istallazione da 2,3 MW di potenza. Insomma, possiamo dire che nella terra del Sol Levante il fotovoltaico galleggiante sta compiendo davvero passi da gigante.

 

[foto da greenme.it]

Tokio, arrivano i bus a idrogeno

7c25fadffe594f7051f0647a67a856dcIn tema di mobilità sostenibile, quando la Cina chiama il Giappone risponde. Se lo scorso aprile, infatti, nella città cinese di Tsingtao è entrato in funzione il primo tram a idrogeno del mondo, oggi Tokio risponde annunciando la sperimentazione di tre autobus elettrici alimentati da batterie fuel cell.

I tre prototipi sono stati realizzati da Toyota – che ha fornito power unit, batterie e serbatoi – in collaborazione con Hino, che si è occupata dei veicoli. I quali sono lunghi poco più di 10 metri, larghi due metri e mezzo e altri tre metri e 30 per una capienza complessiva di 77 persone.

I nuovi bus saranno dotati di due motori elettrici da 150 Cv ciascuno, alimentati da due pacchi batterie da 114 kW. I primi test sono in corso in questi giorni e serviranno ad apportate le ultime migliorie per poi passare alla produzione in serie. Sotto osservazione, a quanto pare, sono soprattutto l’efficacia della power unit nell’impiego cittadino e il funzionamento dei sistemi di supporto e di sicurezza.
Un ulteriore passo verso quella Toyota definisce”società del futuro basata sull’idrogeno”.

 

[foto da ansa.it]

Giappone, cresce il mercato dell’auto a idrogeno

giappone-idrogeno-fhd-720x485Un investimento di circa 50 milioni di dollari per sviluppare la rete delle stazioni di ricarica per l’auto a idrogeno. È quello annunciato la settimana scorsa da Toyota, Nissan e Honda, i tre big dell’industria automobilistica nipponica, che ribadisce la propria intenzione di appoggiare il programma del governo che intende trasformare il Giappone nel leader mondiale della mobilità elettrica a fuel cell.

L’obiettivo, piuttosto ambizioso, è quello di avere almeno 100 stazioni di rifornimento attive entro marzo 2016. Ma il costo di ogni singolo punto di ricarica si aggira sui 5 milioni i dollari, ed è quindi impensabile che lo Stato possa assumersi l’onere dell’intera operazione. Inoltre, secondo le stime degli esperti, per recuperare l’investimento dovranno trascorrere circa 10 anni.

Ecco quindi che le case automobilistiche hanno deciso di intervenire direttamente facendosi carico di circa il 30% dei costi. Da sottolineare come, ad oggi, l’unica auto a idrogeno presente sul mercato sia la Toyota Mirai, lanciata lo scorso dicembre, mentre per Nissan sembra che si dovrà attendere il 2017. Ma, intanto, gli investimenti nelle infrastrutture sono già stati decisi.

[foto da smartworld.it]

Il Giappone scopre il fotovoltaico galleggiante

fotovoltaico galleggiantePrimi due impianti di fotovoltaico galleggiante per il Giappone, che si dimostra sempre in prima linea quando si tratta di dar vita a nuove sperimentazioni.

Le due nuove centrali solari, chiamate Nishihira Pond e Higashihira Pond, sono state realizzate su altrettanti stagni della città di Kato, nella Prefettura di Hyogo, e hanno richiesto l’uso di 11.256 moduli da 255 watt ciascuno, sviluppati appositamente su piattaforme flottanti.

Grazie a questa iniziativa, circa 1000 famiglie locali potranno avere energia 100% green senza sfruttare un solo metro quadro di terreno utile. Secondo quando affermato da Kyocera, l’azienda che si è occupata della realizzazione dei due impianti, l’effetto di raffreddamento sui pannelli esercitato dall’acqua permette di renderli più efficienti

Non solo, perché a quanto pare l’ombra prodotta dai pannelli ridurrebbe l’evaporazione dell’acqua favorendo la crescita delle alghe. Inoltre, gli impianti sono stati progettati per resistere a condizioni climatiche estreme. Insomma, a quanto pare il fotovoltaico galleggiante è una frontiera in continua espansione come dimostra anche l’ambizioso progetto maltese Solaqua di cui ho scritto pochi giorni fa.

 

[foto da verdesobrerodas.com.br]

Giappone, nuovi obiettivi per le rinnovabili

upload_411Non ci sono ancora numeri precisi, ma il Giappone è pronto a ridefinire gli obiettivi per la produzione da rinnovabili.

A renderlo noto nei giorni scorsi è stato un funzionario governativo, che ha riportato una dichiarazione d’intento pronunciata da Keiji Hidaka, vice direttore dell’Agenzia per le energie nuove e rinnovabili (ANRE), il quale ha confermato che il governo di Tokio sta analizzando un nuovo sistema di supporto alle green energy.

Allo stesso tempo, il funzionario (di cui non si conosce il nome) ha negato il ripensamento sul vecchio Feed-in-Tariff. Di sicuro c’è , quanto confermato anche dal Japan Times, ossia la decisione di stanziare 130,7 miliardi di yen – pari a 1,12 miliardi dollari – all’interno del bilancio fiscale 2015, finalizzati a finanziare una serie di progetti di energia rinnovabile.

Inclusi nella somma, anche i fondi che servono a finanziare la ricerca verde oltre ai 40 milioni dollari esclusivamente destinati a ridurre il costo di produzione dell’energia solare.

Da sottolineare che il piano di bilancio contiene anche il sostegno al nucleare, per il quale serebbero stanziati quasi 17 miliardi dollari.

[foto da rinnovabili.it]