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Germania, addio al carbone prima del 2050

Germania-elettricità-senza-carbone-prima-del-2050-2La Germania dirà addio al carbone entro il 2050. È quanto si apprende dalla bozza presentata dal Ministero dell’Ambiente tedesco che traccia la road map dei nuovi obiettivi climatici tedeschi. A seguito dell’accordo siglato a Parigi in occasione della COP21, infatti, l’opinione pubblica del Paese ha esercitato notevoli pressioni sul governo spingendolo ad adottare misure radicali.

Ora, Berlino dovrà istituire una commissione che studi le modalità per abbandonare gradualmente il carbone dal mix energetico tedesco, considerando tutte le conseguenze di una simile scelta. Basti pensare che l’industria carbonifera produce oggi circa il 40% dell’energia elettrica nazionale.

La bozza del documento, che deve essere ancora approvata dal Ministro dell’Ambiente Barbara Hendricks, chiede inoltre di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030 rispetto a quelle registrate nel 2014.

 

[foto da rinnovabili.it]

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Germania, per due Lander 100% di rinnovabili

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Si chiamano Meclemburgo – Pomerania e Schleswig-Holstein le due regioni, o Lander, tedeschi che nel 2015 hanno prodotto energia rinnovabile per oltre il 100% della domanda.

Per quanto riguarda il Meclemburgo-Pomerania, che si trova al confine con Polonia e Mar Baltico, non si tratta di una novità visto che già nel 2014 aveva raggiunto il 120%. Tuttavia, con quasi 9 TWh elettrici verdi, lo scorso anno ha superato se stesso producendo il 130% grazie soprattutto all’eolico, onshore e offshore, biomasse e fotovoltaico.

Per quanto riguarda invece lo Schleswig-Holstein, situato al confine con la Danimarca, nel 2014 si era fermato al 78% di produzione “green” mentre lo scorso anno, grazie soprattutto a biomasse ed eolico, ha raggiunto il 100%.

“Il nostro Paese ha tutte le premesse per diventare un importante esportatore di elettricità verde per tutta la Germania”, ha affermato Rudolf Borchert portavoce della politica energetica del gruppo parlamentare SPD. “Con la chiusura delle ultime centrali nucleari nel 2022 l’energia pulita deve essere trasportata dalla costa ai centri industriali e urbani della nostra Repubblica”.

[foto da businesspeople.it]

Germania, niente bollo per le auto elettriche

e-mobylityEsentare per almeno 10 anni le auto elettriche dal pagamento del bollo. È questa l’idea che si sta maturando a Berlino per promuovere la mobilità sostenibile in tutto il Paese. A darne notizia, un articolo pubblicato dalla Suddeutsche Zeitung e ripreso dalla Reuters, in cui si illustrano le misure che saranno adottate da qui al 2020. Oltre al mancato pagamento del bollo, in programma anche lo sviluppo di nuove batterie sempre più performanti e meno costose per questo genere di vetture.

La nuova proposta di legge potrebbe anche prevedere degli incentivi all’acquisto, ma per ora è solo un’eventualità e nulla di più. Le misure al vaglio dell’esecutivo nascono anche dalla necessità di rilanciare l’immagine dell’automotive tedesco dopo lo scandalo Volkswagen, spingendo proprio sul settore della mobilità elettrica. La speranza di Berlino è quella di avere un milione di auto elettriche sulle strade tedesche entro il 2020, rispetto alle 50mila di oggi.

[foto da ruggeri.net]

In Germania le rinnovabili arrivano al 33%

imagesSecondo l’Associazione delle aziende energetiche e idriche tedesca (BDEW), quest’anno la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili aumenterà del 5%. Dal momento che lo scorso anno la cifra si era attestata al 27% del totale, conti alla mano ciò significa che le rinnovabili tedesche si preparano a soddisfare un terzo del fabbisogno complessivo.

 

Sugli scudi sono soprattutto eolico e fotovoltaico, che insieme dovrebbero raggiungere i 193 TWh a fronte dei 161 fatti registrare nel 2014. In particolare, il settore del solare in soli 10 mesi ha eguagliato la generazione dello scorso anno mentre l’eolico è già cresciuto di circa il 50%, e l’anno non è ancora finito.

“Indipendentemente dall’esatto rapporto che avremo alla fine dell’anno – ha commentato Hildegard Muller, presidente di BDEW – è stato chiarito ancora una volta che l’energia rinnovabile continua ad acquisire importanza nel mix elettrico tedesco. Allo stesso tempo, cresce la necessità di intervenire per integrare l’energia pulita nel sistema globale di generazione: la appropriata progettazione delle strutture necessarie deve essere accelerata urgentemente”.

Frithjof Staiß, direttore esecutivo del Centro di ricerca per l’energia solare e l’idrogeno ZSW, ha invece aggiunto: “Se le energie rinnovabili oggi coprono un terzo della domanda di elettricità, è chiaro che l’Energiewende è su un binario promettente. La quota crescente di fonti rinnovabili rende la Germania meno dipendente dai combustibili fossili, contribuendo così a raggiungere gli obiettivi di protezione del clima. Tuttavia, sono necessari ulteriori sforzi, che vanno al di là della sola generazione di energia: elettricità, calore e mobilità devono essere collegati più strettamente tra di loro e ottimizzati in un sistema integrato”.

 

[foto da sostariffe.it]

Eolico offshore, Deutschland über alles

An aerial view of the offshore energy park Alpha Ventus in the North Sea, about 45 kilometres (27 miles) north of the island of Borkum, April 27, 2010. The Alpha Ventus wind farm with 12 '5-Megawatt-class' wind energy mills, starts its production on Tuesday.   REUTERS/Ingo Wagner/Pool    (GERMANY - Tags: ENERGY ENVIRONMENT)

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’istituto di ricerca GlobalData, nel 2015 il settore dell’eolico offshore sarà dominato dalla Germania, che grazie a un piano di installazione di oltre 2 GW di capacità complessiva si prepara a superare anche la Gran Bretagna.

Se confermato, l’aumento tedesco sarebbe superiore di 4 volte rispetto ai 529 MW costruiti nel 2014, e farebbe scivolare i britannici al terzo posto della classifica mondiale dietro la Cina, assestata a 817 MW, mentre stando alle previsioni Londra installerà poco più di 800 MW.

Con oltre 4 GW, la Gran Bretagna conserverebbe tuttavia il primo posto per capacità complessiva anche se è lecito chiedersi per quanto, visto il ritmo a cui si stanno sviluppando altri Paesi.

«L’enorme aumento della Germania nelle installazioni offshore è attribuibile a diversi progetti di parchi eolici in mare che si prevede entreranno in funzione nel 2015 – ha dichiarato Ankit Mathur, cheaf of power di GlobalData – Anche la Cina ha in programma una serie di progetti di eolico offshore durante quest’anno. Inoltre, nei prossimi anni il Paese manterrà lo standard annuo di 1 GW nel prossimo futuro, mentre il Regno Unito vedrà abbassarsi relativamente la capacità installata fino al 2018. Da quell’anno si prevede una nuova fase di crescita per il settore».

Stando alle osservazioni di alcuni esperti del settore, la performance tedesca andrebbe interpretata come il tentativo di rimpiazzare il nucleare dopo le decisioni prese dal governo a seguito della tragedia di Fukushima. Basti pensare che, prima di allora, il nucleare soddisfaceva il 25% circa della domanda elettrica tedesca.

Da allora, Berlino ha dovuto aumentare l’utilizzo di carbone, una decisione incompatibile con gli obiettivi della strategia climatica varata nel 2010 dal governo Merkel. La cosiddetta “Energiewande prevede infatti una riduzione dei gas serra pari al 40% entro il 2020 e all’80% entro il 2050.

 

[foto da corriere.it]

Presto in Marocco l’impianto solare più grande del mondo

arabiaAppena un mese fa avevo dato la notizia che in California era entrata in funzione la centrale solare più grande del mondo.

 

Un primato che, a quanto pare, è destinato a durare ben poco. Grazie a un prestito di 654 milioni di euro concesso dai ministeri per l’Ambiente e per la Cooperazione e lo sviluppo economico tedeschi, il Marocco si prepara a realizzare il più grande complesso di energia solare al mondo.

 

La centrale, che sorgerà nella regione di Ouarzazate, una volta a regime farà risparmiare circa 800.000 tonnellate di CO2 all’anno.

 

La struttura sarà costituita da una centrale solare a torre e una centrale elettrica parabolica.
Entrambi gli impianti avranno una potenza elettrica di 350 MW.
Il ministro federale dell’Ambiente Barbara Hendricks ha commentato: “Il nostro sostegno dimostra che la Germania sta prendendo sul serio la propria responsabilità nei confronti del clima globale. La trasformazione dei sistemi energetici in tutto il mondo è la chiave per una politica climatica efficace. Per i paesi in via di sviluppo come il Marocco, che dipendono pesantemente dalle energie fossili, l’espansione delle energie rinnovabili è un prerequisito per lo sviluppo sostenibile. Con il suo ambizioso piano solare, il Marocco è quindi un esempio anche per altri Paesi”.

Per il Ministro dello Sviluppo Gerd Müller, “il complesso di energia solare di Ouarzazate dimostra chiaramente che gli obiettivi economici ed ecologici non si escludono a vicenda, ma piuttosto sono due aspetti dello sviluppo sostenibile.

[foto da greenews.info]

Tagli alle rinnovabili, tempi duri per la Germania

rinnovabili_germaniaTempi difficili per la “verde Germania”, che vede messa a forte rischio l’ambizione di generare l’80% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050.

A creare i primi problemi è stata l’Europa, creando target piuttosto deboli e conservativi per il 2030. Ma lo scoglio che sembra essere più ostico da superare sono i tagli dei sussidi al solare.

Un brutto colpo, soprattutto alla luce delle ultime allarmanti notizie sul climate change diffuse in questi giorni dall’Ipcc.

E sì che la Germania ha più volte dimostrato di voler andare fini in fondo sulla strada che porta alla sostituzione del carbone nel proprio mix energetico. Già dal 2008, all’indomani della definizione dei nuovi target da parte della Ue, i tedeschi hanno dato un impulso molto forte agli investimenti sulle rinnovabili.

Tra le iniziative più eclatanti, la conversione all’energia pulita dello stadio del Werder Brema e il Luna park di Freimark. Tramite una sottoscrizione, i tifosi hanno potuto acquistare l’1% dell’energia prodotta dallo stadio, che produce un surplus energetico capace di soddisfare 500 abitazioni all’anno. Non solo, perché il prezzo dell’elettricità è legato ai risultati del club. Se la squadra vince, la tariffa energetica si abbassa.
Inoltre, come qualche lettore ricorderà, a luglio avevo scritto un post relativo allo Schleswig-Holstein, prima regione europea a essere rinnovabile al 100%.

Ciononostante, come si diceva all’inizio del post, l’industria solare tedesca non se la passa benissimo. Il crollo del prezzo dei pannelli ha dimezzato i posti di lavoro, e se a ciò si aggiungono i prossimi tagli agli incentivi, c’è poco da stare allegri.

 

[foto da greenbiz.it]