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In Francia il fotovoltaico si fa strada

routeRealizzare entro cinque anni mille chilometri di strada fotovoltaica. È l’ambizioso progetto di Parigi che il ministro dell’Ecologia, Ségolène Royal, ha così commentato: “Potrebbe fornire elettricità a 5 milioni di persone, l’8% della popolazione francese”.

Secondo i piani, l’installazione dei primi pannelli Wattway sarà avviata in primavera e i fondi per finanziare i lavori proverranno dall’aumento delle tasse sui combustibili fossili. Stando a quanto affermato dall’Agenzia francese per l’ambiente e la gestione dell’energia, basterebbero quattro metri di “strada solare” per soddisfare il fabbisogno elettrico di una famiglia.

I pannelli solari in questione, appositamente costruiti per l’inserimento nella pavimentazione stradale, sono stati presentati al Salone Mondiale dell’Efficienza di Parigi lo scorso ottobre con il nome di Wattway. Si tratta di lastre antiscivolo, resistenti, adattabili a qualsiasi strada e la cui installazione è semplicissima: basta incollarle direttamente sul pavimento, utilizzando l’infrastruttura esistente.

[foto da sciencepost.fr]

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Alla Francia il parco solare più grande d’Europa

8127e995deCon il collegamento alla rete elettrica della centrale fotovoltaica di Constantine, la Francia strappa alla Germania il primato del parco solare più grande d’Europa. L’impianto transalpino, che vanta una potenza di 300 MW, darà quindi un importante contributo al raggiungimento della quota di 6,7 GW solari entro la fine del 2017 che rappresenta l’ambizioso obiettivo del governo di Parigi.

A piena potenza, la centrale è in grado di soddisfare la domanda elettrica di circa 250mila persone, più o meno  l’equivalente della vicina città di Bordeaux. Un consorzio composto da Eiffage, la sua controllata Clemessy, Schneider Electric e Krinner ha effettuato i lavori di costruzione del parco, suddiviso in 25 impianti separati di 12 MW ciascuno. Per quanto riguarda invece i moduli, questi sono stati forniti invece da tre produttori cinesi.

Nonostante la centrale di Cestas alzi il record di potenza europeo, a livello mondiale il vecchio continente è ormai fuori gioco viso il dominio di Cina e USA, gli unici a poter vantare ben due impianti sopra i 500 MW di capacità.

 

[foto da wirsol.it]

Arriva l’albero eolico nel cuore di Parigi

albero a ventoUn albero le cui foglie agiscono come tante mini-turbine eoliche per produrre energia pulita e rinnovabile.

È quello che presto vedremo piantato nel cuore di Parigi, e che rappresenta l’ultima frontiera delle rinnovabili 2.0.

Un progetto sviluppato da New Wind, che consente di sfruttare ogni tipologia di vento in qualsiasi ambiente.

Il nuovo “albero eolico”, che permette una perfetta integrazione con il paesaggio sia cittadino che extraurbano, sarà posizionato in Place de la Concorde a partire dal 12 marzo.
Da sottolineare come, dai generatori ai cavi, tutti gli elementi sono invisibili: il sistema infatti è perfettamente integrato nel tronco della struttura.

Come affermato dagli ideatori del progetto, “combinando un gran numero di microturbine in una forma organica, l’albero a vento è in grado di sfruttare tutta l’energia cinetica ed accumulare Watt” silenziosamente .

 

[foto da ansa.it]

In Francia il fotovoltaico più grande d’Europa

APC-AM20121113_172317_41E06C47Anche per quanto riguarda le rinnovabili la Francia non rinuncia alla propria Grandeur.

Nonostante per diversi anni abbia marcato un certo ritardo rispetto al resto d’Europa, ora il Paese transalpino sembra aver fretta di recuperare il tempo perduto. Non a caso, si prepara a ospitare l’impianto fotovoltaico più grande d’Europa.

Il progetto, che costa una cifra pari a 360 milioni di euro, è stato affidato all’azienda parigina Neoen che ha già dato via ai lavori di costruzione. L’impianto sorgerà in Aquitania, dovrebbe entrare in esercizio a fine 2015 e sarà allacciato a una centrale solare da 300 MW di capacità, sufficienti a soddisfare le esigenze elettriche di una città come Bordeaux.

“Abbiamo semplicemente preso un vecchio progetto della First Solar, abbandonato dopo la moratoria sul solare nel 2010 – spiega Xavier Barbaro presidente di Neoen – optando per la tecnologia del film sottile in silicio cristallino, e un originale orientamento est-ovest, che ha contribuito a ridurre i costi e massimizzare l’uso della terra”.

Una volta a pieno regime, la centrale fornirà energia elettrica a 105 euro a megawattora per oltre 20 anni, addirittura “inferiore al costo dell’elettricità nucleare britannica”, fa notare Barbaro.
Insomma, dopo tanta attesa anche la Francia sembra aver decisamente imboccato la strada delle Fer elettriche. E gli inizi sono decisamente promettenti.

[foto da lastampa.it]

Investimenti green, l’Asia pronta al sorpasso

2012 Martinsville March NASCAR Sprint Cup Race Dale Earnhardt Jr Jeff GordonColpa della crisi o scelte energetiche diverse? Quale che sia la causa, l’effetto non cambia: l’Asia sta superando l’Europa per quanto riguarda gli investimenti nella green technology.

Ad affermarlo è il Climate Institute in una ricerca stilata in collaborazione con General Electric e presentata martedì scorso alla quinta edizione annuale del Low Carbon Competitiveness Index, che classifica i Paesi appartenenti al G20 in base alle attività economiche improntate a un futuro low carbon.

Al primo posto della speciale classifica resta la Francia, seguita dal Giappone, mentre la Gran Bretagna scivola dal terzo al quarto posto tallonata dalla Corea del Sud. In discesa anche la Germania, dal quinto al sesto posto, e gli USA che dall’ottava posizione scivolano in undicesima.

Grande passo avanti, invece, per la Cina, che si è attestata in settima posizione grazie a un’ingente mole di investimenti.

Un quadro che, secondo il direttore esecutivo del Climate Institute, John Connor, dimostra chiaramente come il continente asiatico stia rapidamente conquistando terreno: “Nonostante la crisi economica, un certo numero di paesi europei è riuscito a mantenere la posizione relativamente buona per competere nel mercato mondiale a basse emissioni di carbonio. Tuttavia, i paesi asiatici, in particolare la Cina stanno cominciando a minacciare la posizione dell’UE come leader del basso tenore di carbonio. I leader del mercato mondiale a basse emissioni di carbonio sono i paesi che hanno riconosciuto il legame indissolubile tra la crescita economica, la sicurezza delle risorse e il cambiamento climatico e stanno agendo di conseguenza.”

[foto da motorinside.it]

Peugeot, aria (compressa) di rivoluzione

-Nuovo importante passo avanti verso una mobilità sempre più sostenibile. Lo ha compiuto il gruppo automobilistico francese PSA, titolare dei marchi Peugeot e Citroen, che ha annunciato la sperimentazione della tecnologia Hybrid Air su due modelli, e precisamente la Peugeot 208 e la Citroen C3. Si tratta di un motore ibrido a benzina capace di immagazzinare energia tramite aria compressa. Qualora avesse successo, si tratterebbe del primo progetto commerciale al mondo di auto di questo tipo.

Scendiamo nel dettaglio. Durante la frenata o in fase di accelerazione, l’auto recupera energia che viene impiegata per comprimere l’aria all’interno di un’apposita camera in grado di immagazzinare fino a 150 kilojoule  con una pressione che, a pieno carico, raggiunge i 250 bar. In autostrada o su strada extraurbana, il veicolo utilizza solo il motore a benzina mentre all’interno dei percorsi urbani, ecco che si passa all’aria compressa.

Una tecnologia sviluppata in collaborazione con Bosch, che permette di raggiungere una potenza di sistema di 110 cavalli (82 della sola unità a benzina) ed un consumo attorno ai 2 litri ogni 100 chilometri. Al momento, l’installazione dell’Hybrid Air sui veicoli di serie è prevista nel 2016. A ogni modo, nei test effettuati sino a oggi, su un’ora di tragitto urbano la modalità ad aria compressa ha permesso di percorrere fino all’80%. Inoltre, secondo PSA, questa tecnologia sarebbe più economica dell’ibrido elettrico in quanto non necessita delle specifiche batterie richieste invece dalle e-car.
Come si suol, dire? Se son rose, fioriranno.

[foto da lastampa.it]

La Francia dichiara la guerra del Sole?

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Sono Pazzi Questi Francesi? È quanto viene ironicamente da chiedersi dopo aver ascoltato le proposte del ministro dell’ecologia e dell’ambiente transalpino Delphine Batho per rilanciare il settore fotovoltaico francese.

Madame Batho ha infatti individuato due direttrici da seguire per ridare un po’ di ossigeno a un settore attualmente in sofferenza.

La prima è quella di aumentare la capacità installata sul suolo francese portandola a mille Megawatt entro la fine del 2013. E fin qui, niente di particolarmente sorprendente (a parte il fatto di raddoppiare l’obiettivo, che fino a oggi era di 500 Megawatt all’anno).

Ma è il soprattutto secondo punto a lasciare piuttosto perplessi: la Batho propone infatti una sorta di “patriottismo ecologico”, volto a instaurare una sorta di protezionismo che si tradurrebbe in un bonus sul prezzo di acquisto dell’energia elettrica fino al 10% per i moduli fotovoltaici prodotti in Europa.

Una vera e propria dichiarazione di guerra che individua nella Cina il suo destinatario. Ma questa volta la spocchia francese, figlia di una grandeur ormai ricordo dei tempi passati, rischia davvero di sbattere contro un muro. Anzi, visto il nemico che si è scelto, contro una muraglia. Perché i cinesi, c’è da esserne certi, non si faranno certo mettere paura da una simile possibilità (ammesso che si concretizzi) e sapranno reagire da par loro, mettendo in campo tutta la loro potenza. Secondo gli esperti del settore, infatti, sono già pronti a produrre in perdita pur di eliminare la concorrenza.

Dunque, in bocca al lupo cara Francia! Ma una politica energetica seria e sostenibile a livello europeo è un’altra cosa.

[foto da tentonhammer.com]