Archivi tag: Fotovoltaico

Gaza, il fotovoltaico accende un nuovo ospedale

8Si chiama Jenin Charitable Hospital ed è l’ospedale di Gaza che è finalmente divenuto operativo grazie all’energia del fotovoltaico e all’impegno di una Ong italo-britannica.

Progettato da Sunshine4Palestine, il nuovo impianto sarà presentato i prossimi 23 e 24 febbraio a Il Cairo in occasione di un seminario delle Nazioni Unite dedicato all’assistenza al popolo palestinese.

L’ospedale è alimentato al 100% dalla radiazione solare grazie a un impianto che fornisce energia per 17 ore al giorno producendo 76 MWh l’anno da 168 moduli, e servendo un bacino di 200mila persone.

Barbara Capone, presidente  della Ong che ha progettato l’impianto nonché ricercatrice fisica italiana all’Università di Vienna spiega: “La carenza di energia è una vera piaga della Striscia di Gaza. Ecco perché abbiamo deciso di intervenire. Abbiamo cominciato a lavorare al progetto nel 2011: in quell’anno abbiamo ideato l’impianto in tre moduli, installabili autonomamente l’uno dall’altro, e individuato il budget necessario per la sua costituzione, circa 100mila euro”.

E l’intenzione è quella di proseguire su questa strada, estendendo al territorio di Gaza City il progetto. Un’impresa che vedrà la collaborazione delle associazioni Liter of Light Italia e Oltre il Mare. L’obiettivo è la realizzazione di un Tree of Light fotovoltaico fatto di 12 moduli, ognuno dei quali ha una capacità di 300 W, per una potenza di picco totale di 3.6 kW e per una produzione giornaliera di circa 13.6 kWh.

 

[foto da undiciradio.it]

Italia, rinnovabili oltre il 40%

italia-energia-fonti-rinnovabiliNel 2014, in Italia le energie rinnovabili hanno soddisfatto il 38,9% della domanda elettrica e ben il 44,9% della produzione netta nazionale.

Ad affermarlo è il rapporto provvisorio per il settore elettrico italiano 2014 presentato da Terna, che rivela una generale flessione della domanda elettrica.
Secondo i dati, lo scorso anno la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’85,9% dalla produzione nazionale e per la quota restante (14,1%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

Una quota inferiore del 4% a quella registrata nel 2013, all’interno della quale le rinnovabili hanno avuto un ruolo di primissimo piano: così, se il fotovoltaico è cresciuto del 9,8%, l’idroelettrico si è attestato a un + 7,4&, la geotermia a più 4,2% e l’eolico a più 1%.

Queste ottime performance, insieme al contributo fornito dalle biomasse, hanno fatto sì che il contributo totale delle energie rinnovabili superasse il 43% della produzione elettrica nazionale (115 TWh) rispondendo a oltre il 37% della domanda di energia elettrica.

[foto da energy20.it]

L’Iran raddoppia su eolico e fotovoltaico

iran_rinnovabiliRaddoppiare la produzione di energia da fonti rinnovabili puntando soprattutto su eolico e fotovoltaico. È l’obiettivo dell’Iran, stando a quanto recentemente annunciato da fonti governative, le cui previsioni sono di raggiungere una capacità di generazione rinnovabile di 400 megawatt entro la fine del 2015.

La nuovo politica energetica iraniana era stata preannunciata lo scorso dicembre, quando il vice ministro dell’Energia iraniano Houshang Falahatian aveva indicato nella diversificazione delle fonti la priorità del settore energetico nazionale.

Appena un mese prima, il ministro dell’Energia aveva dichiarato come il governo di Teheran fosse orientato ad espandere soprattutto la produzione da eolico e fotovoltaico con un tasso di crescita dell’8% all’anno.

Per l’anno in corso, sono già stati stanziati 60 milioni per progetti di fotovoltaico, a fronte dei 12 spesi nel 2014. Il tentativo è quello di portare servizi alle comunità rurali, che sono per la maggior parte tagliate fuori dai servizi pubblici in tutto il Paese.

[foto da greenbiz.it]

In Francia il fotovoltaico più grande d’Europa

APC-AM20121113_172317_41E06C47Anche per quanto riguarda le rinnovabili la Francia non rinuncia alla propria Grandeur.

Nonostante per diversi anni abbia marcato un certo ritardo rispetto al resto d’Europa, ora il Paese transalpino sembra aver fretta di recuperare il tempo perduto. Non a caso, si prepara a ospitare l’impianto fotovoltaico più grande d’Europa.

Il progetto, che costa una cifra pari a 360 milioni di euro, è stato affidato all’azienda parigina Neoen che ha già dato via ai lavori di costruzione. L’impianto sorgerà in Aquitania, dovrebbe entrare in esercizio a fine 2015 e sarà allacciato a una centrale solare da 300 MW di capacità, sufficienti a soddisfare le esigenze elettriche di una città come Bordeaux.

“Abbiamo semplicemente preso un vecchio progetto della First Solar, abbandonato dopo la moratoria sul solare nel 2010 – spiega Xavier Barbaro presidente di Neoen – optando per la tecnologia del film sottile in silicio cristallino, e un originale orientamento est-ovest, che ha contribuito a ridurre i costi e massimizzare l’uso della terra”.

Una volta a pieno regime, la centrale fornirà energia elettrica a 105 euro a megawattora per oltre 20 anni, addirittura “inferiore al costo dell’elettricità nucleare britannica”, fa notare Barbaro.
Insomma, dopo tanta attesa anche la Francia sembra aver decisamente imboccato la strada delle Fer elettriche. E gli inizi sono decisamente promettenti.

[foto da lastampa.it]

Tagli alle rinnovabili, tempi duri per la Germania

rinnovabili_germaniaTempi difficili per la “verde Germania”, che vede messa a forte rischio l’ambizione di generare l’80% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050.

A creare i primi problemi è stata l’Europa, creando target piuttosto deboli e conservativi per il 2030. Ma lo scoglio che sembra essere più ostico da superare sono i tagli dei sussidi al solare.

Un brutto colpo, soprattutto alla luce delle ultime allarmanti notizie sul climate change diffuse in questi giorni dall’Ipcc.

E sì che la Germania ha più volte dimostrato di voler andare fini in fondo sulla strada che porta alla sostituzione del carbone nel proprio mix energetico. Già dal 2008, all’indomani della definizione dei nuovi target da parte della Ue, i tedeschi hanno dato un impulso molto forte agli investimenti sulle rinnovabili.

Tra le iniziative più eclatanti, la conversione all’energia pulita dello stadio del Werder Brema e il Luna park di Freimark. Tramite una sottoscrizione, i tifosi hanno potuto acquistare l’1% dell’energia prodotta dallo stadio, che produce un surplus energetico capace di soddisfare 500 abitazioni all’anno. Non solo, perché il prezzo dell’elettricità è legato ai risultati del club. Se la squadra vince, la tariffa energetica si abbassa.
Inoltre, come qualche lettore ricorderà, a luglio avevo scritto un post relativo allo Schleswig-Holstein, prima regione europea a essere rinnovabile al 100%.

Ciononostante, come si diceva all’inizio del post, l’industria solare tedesca non se la passa benissimo. Il crollo del prezzo dei pannelli ha dimezzato i posti di lavoro, e se a ciò si aggiungono i prossimi tagli agli incentivi, c’è poco da stare allegri.

 

[foto da greenbiz.it]

Dall’Olanda la pista ciclabile a pannelli solari

SolaRoad_Nederland_urbancycling_3Quando la mobilità sostenibile incontra le rinnovabili il matrimonio è in nome dell’ambiente.
È quanto avviene in Olanda, che una volta di più conferma la propria propensione alla sostenibilità.

Il prossimo 12 novembre verrà infatti inaugurata a Zaanstad una pista ciclabile pavimentata con pannelli solari. L’idea è venuta alla SolaRoad, azienda ‘orange’ che ha avuto tanta immaginazione da realizzare una strada con una doppia funzione: favorire la mobilità sostenibile e, al tempo stesso, generare energia pulita.

Resistente a qualunque condizione meteo, il manto stradale è capace di accumulare calore e produrre energia, oltre naturalmente a reggere il peso di biciclette e pedoni senza rischi.

Per il momento, vista l’esiguità della pista (poco più di 70 metri), l’energia che sarà in grado di produrre basterà a soddisfare il fabbisogno di 3 famiglie, ma l’intenzione è di fare molto di più.

Quello in atto è considerato infatti solo un esperimento pilota. Se avesse successo, l’idea è quella di valutarne la fattibilità anche per il traffico automobilistico.

Per il momento l’azienda valuterà i risultati sul ciclopedonale, ma se questi fossero soddisfacenti il passo successivo sarà quello di provare a vedere cosa succede in caso di moto, auto mobili e tir.

 

[foto da urbanciclyng.it]

USA, il fotovoltaico del vicino fa diventare più verdi

usa_fotovoltaico_installazioni_1_ogni_4_minutiQuando si dice creare un circolo virtuoso. Secondo uno studio realizzato da Marcello Graziano e Kenneth Gillingham, due ricercatori delle università del Connectitut e Yale, quando i vicini di casa possiedono dei pannelli solari si moltiplicano le possibilità di installarli nella propria abitazione.

 

Un dato emerso studiando le mappe delle nuove installazioni in Connecticut. I due studiosi hanno infatti scoperto che queste erano in aumento soprattutto in aree vicine tra loro. In altre parole, se una casa ha i pannelli solari sul tetto è molto più probabile che i vicini faranno lo stesso.
Tanto per dare qualche cifra, in sei mesi le installazioni sono aumentate del 44% nel raggio di mezzo miglio e del 39% nelle case un po’ più distanti, ma sotto il miglio.

Commentando la ricerca, Gillingham ha parlato di una sorta di “invidia verde” che consisterebbe nel voler dimostrare di essere altrettanto attento all’ambiente quanto il dirimpettaio.

 

Non solo, perché lo studio ha analizzato anche altri elementi, dimostrando che fattori come le idee politiche o la sensibilità ambientale, considerati piuttosto influenti nella scelta dei pannelli, sono in realtà molto meno importanti di quanto di pensasse.

La ricerca ha infine smentito il luogo comune che a scegliere il fotovoltaico fossero soprattutto le classi più agiate: a farlo è in maggioranza il ceto medio.

 

[foto da greenbiz.it]