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In Germania le rinnovabili arrivano al 33%

imagesSecondo l’Associazione delle aziende energetiche e idriche tedesca (BDEW), quest’anno la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili aumenterà del 5%. Dal momento che lo scorso anno la cifra si era attestata al 27% del totale, conti alla mano ciò significa che le rinnovabili tedesche si preparano a soddisfare un terzo del fabbisogno complessivo.

 

Sugli scudi sono soprattutto eolico e fotovoltaico, che insieme dovrebbero raggiungere i 193 TWh a fronte dei 161 fatti registrare nel 2014. In particolare, il settore del solare in soli 10 mesi ha eguagliato la generazione dello scorso anno mentre l’eolico è già cresciuto di circa il 50%, e l’anno non è ancora finito.

“Indipendentemente dall’esatto rapporto che avremo alla fine dell’anno – ha commentato Hildegard Muller, presidente di BDEW – è stato chiarito ancora una volta che l’energia rinnovabile continua ad acquisire importanza nel mix elettrico tedesco. Allo stesso tempo, cresce la necessità di intervenire per integrare l’energia pulita nel sistema globale di generazione: la appropriata progettazione delle strutture necessarie deve essere accelerata urgentemente”.

Frithjof Staiß, direttore esecutivo del Centro di ricerca per l’energia solare e l’idrogeno ZSW, ha invece aggiunto: “Se le energie rinnovabili oggi coprono un terzo della domanda di elettricità, è chiaro che l’Energiewende è su un binario promettente. La quota crescente di fonti rinnovabili rende la Germania meno dipendente dai combustibili fossili, contribuendo così a raggiungere gli obiettivi di protezione del clima. Tuttavia, sono necessari ulteriori sforzi, che vanno al di là della sola generazione di energia: elettricità, calore e mobilità devono essere collegati più strettamente tra di loro e ottimizzati in un sistema integrato”.

 

[foto da sostariffe.it]

Fotovoltaico galleggiante, impianto da record per l’Europa

70MW-Solar-Power-Generating-System-1-537x357Sono iniziati nei pressi di Manchester i lavori per quello che si annuncia essere l’impianto fotovoltaico galleggiante più grande d’Europa. Anzi la mega centrale – realizzata dalla società idrica United Utilities sulle acque del serbatoi di Godey – si appresta a sfidare il Giappone in questa tecnologia sempre più promettente.

L’impianto inglese, che si estenderà su 45mila, metri quadrati, sarà dotato di 12mila moduli fotovoltaici e la l’energia prodotta sarà utilizzata in loco dalla stessa società contribuendo così a mantenere basse le bollette dell’acqua dei propri clienti.

“Ci siamo posti l’obiettivo di auto-produrre il 35 per cento del nostro fabbisogno energetico entro il 2020, e questo progetto darà un contributo significativo”, ha commentato Chris Stubbs, responsabile energie rinnovabili a United Utilities. “Come parte della strategia energetica della United Utilities abbiamo identificato il serbatoio Godley come un luogo adatto per installare i moduli del fotovoltaico galleggiante e rifornire così le operazioni di trattamento delle acque con circa il 33 per cento del loro fabbisogno energetico.”

Da ricordare come l’impianto fotovoltaico galleggiante più grande del mondo è stato messi recentemente in funzione in Corea del Sud. Si tratta di una mega centrale capace di produrre 8,6 GW di energia all’anno, sufficiente ad alimentare il fabbisogno di 2.400 famiglie.

 

[foto da rinnovabili.it]

Obiettivi sempre più ambiziosi per il fotovoltaico cinese

urlRaggiungere i 150 GW installato entro il 2020. È il nuovo obiettivo per il fotovoltaico cinese, stando alle parole del direttore del nuovo ufficio dell’energia interno alla National Energy Administration (NEA) Dong Xiufen. Una notizia a dir poco sorprendente, se pensiamo che alla fine di giugno di quest’anno i GW installati erano 35,8.

Tuttavia, sembra proprio che Pechino abbia deciso di compiere un “gran balzo in avanti” (come da tradizione), procedendo a tappe forzate soprattutto nel centro e nell’est del Paese, mentre a ovest si punterà sulla costruzione di nuovi impianti che permettano di accrescere la potenza installata di 20 GW.

Stando a quanto affermato dalla NEA, nei primi mesi dell’anno la Cina ha installato 7,7 GW di nuova potenza fotovoltaica, ma circa il 10% è rimasto inattivo a causa del congestionamento della rete. Un problema destinato a ripetersi, e che rischia di compromettere il successo dell’operazione.

A questo proposito, il ministero dell’Industria e dell’Information Technology (MIIT) ha affermato che continuerà a promuovere la produzione di solare fotovoltaico domestico, così come a spingere per il costante miglioramento delle tecnologie.

[foto da formiche.net]

Una torre fotovoltaica per il porto di Genova

b4f6b3d865cb98a87bf3506a7f567b3db801172fSabato 19 settembre è una data che al porto di Genova non dimenticheranno tanto facilmente. Proprio quel giorno, infatti, è stato firmato l’atto ufficiale con cui Renzo Piano ha donato all’autorità portuale il progetto del Renzo Piano Building Workshop, la nuova torre fotovoltaica che si staglierà sul porto.
Si tratta di una struttura che sorgerà sull’estremità di Levante, dove c’è la nuova darsena, la cui costruzione fu decisa all’indomani del crollo della vecchia torre del 7 maggio 2013, che causò la morte di nove persone.

“Con la formalizzazione di questo atto – ha affermato il Presidente dell’Autorità portuale, Luigi Merlo– che rappresenta uno straordinario gesto di generosità nei confronti del porto e della città, si potrà presto avere una struttura modernissima e efficiente in grado di garantire al corpo dei piloti del porto le migliori condizioni per operare garantendo sicurezza e competitività”.

La torre sarà alta 60 metri, sarà sorretta da una struttura in acciaio e, oltre a ospitare la sala di controllo, avrà una piattaforma completamente rivestita di pannelli fotovoltaici che copriranno buona parte dei consumi. Si tratta di un progetto ancora in fase di elaborazione e, secondo i piani, i lavori dovrebbero cominciare verso la fine del 2016.

Fotovoltaico, costi dimezzati entro il 2030

operai_fotovoltaicoContinua la corsa al ribasso per i costi del fotovoltaico. Infatti, se negli ultimi 5 anni questi si sono già ridotti di circa il 50%, entro il 2030 sarà al pari con gli attuali prezzi dell’energia all’ingrosso all’interno dell’Unione Europea. Ad annunciarlo, è l’European Photovoltaic Technology Platform (EUPVTP), le cui previsioni affermano che il costo dell’elettricità “solare” diminuirà tra il 30% e il 50%.

“Oggi, se il costo reale del capitale è di circa il 5%, un sistema fotovoltaico da 50 MWp in Spagna sarebbe in grado di produrre energia elettrica a circa 45 euro il MWh. Le nostre analisi indicano che lo stesso tipo di impianto fotovoltaico, nella stessa posizione, può produrre energia elettrica a partire come 25 €/MWh nel 2030″, ha spiegato Eero Vartiainen, leader del gruppo di lavoro di EUPVTP.

Lo ricerca condotta da EUPVTP prevede che i prezzi dei moduli fotovoltaici – che sono già scesi del 75% rispetto al 2009 – si dimezzino ulteriormente entro il 2030. La cosa ancora più sorprendente è che, secondo gli autori dello studio, ciò avverrà senza particolari innovazioni tecnologiche: Tali risultati possono essere raggiunti senza alcun progresso tecnologico”, ha detto Gaëtan Masson, co-autore del rapporto. Siamo semplicemente partiti dal presupposto che i moduli fotovoltaici e altri componenti del sistema diventeranno più efficienti e meno costosi e che le procedure operative e di manutenzione saranno ottimizzate”.

[foto da ambienteambienti.com]

Pannelli solari, in arrivo la nuova generazione

Pannelli-solari-che-funzionano-di-notteSi chiama perovskite ibrida, e a dispetto del nome poco rassicurante rappresenta la nuova generazione di pannelli solari. Una soluzione nata in Italia, che unisce tutte le migliori tecnologie dal momento che coniuga le celle tradizionali, organiche e al silicio abbattendone i costi e aumentandone la resa.

Come ha spiegato Annamaria Petrozza, dell’Istituto Italiano di Tecnologia, “con questa soluzione riusciamo a sfruttare il meglio delle due tecnologie esistenti per le celle fotovoltaiche, quelle basate sul silicio e quelle organiche”.

Una possibilità offerta appunto dalla perovskite ibrida, una struttura cristallina molto semplice da produrre che viene già usata nel mondo dell’ottica ma che potrebbe davvero rivoluzionare il settore del fotovoltaico. “Stiamo lavorando su due fronti – ha spiegato la scienziata– da un lato per capire a fondo i segreti di questo materiale e dall’altro lo sviluppo tecnologico per avere celle sempre più efficienti”.

Tra i tanti vantaggi offerti dalla perovskite, quello di poter essere stampata sulle celle attraverso un processo molto facile e a bassa temperatura, creando così linee di produzione a costi molto più bassi. “Al momento – ha precisato Petrozza – li realizziamo semplicemente depositando a temperatura ambiente la perovskite in soluzione liquida su pannelli tradizionali al silicio. Ma il prossimo passo sarà quello di creare pannelli interamente con perovskite ibrida”.

 

[foto da infopannellisolari.com]

In India il primo aeroporto solare al 100%

BL08_SOLAR_1388187fPoco più di un mese fa avevo scritto come l’India si stesse preparando a diventare la futura patria dell’energia solare. Ebbene, recentemente il governo del Paese ha annunciato che lo scalo internazionale di Kochi, nello stato meridionale del Kerala, sarà il primo aeroporto al mondo a essere alimentato al 100% dall’energia solare. Secondo quanto affermato, grazie a questa operazione nei prossimo 25 anni saranno evitate 300mila tonnellate di emissioni di CO2.

A fornire energia pulita sarà un impianto da 12 MWp, che conta qualcosa come 46mial pannelli solari e occupa circa 18 ettari di terreno. Il surplus di energia prodotta sarà venduta dal Cochin International Airport al Kerala State Electricity Board.

Dunque, dopo che le Galapagos si sono dotate di un aeroporto alimentato da eolico e solare, altri scali nel mondo stanno seguendo la via della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente come sta avvenendo in Svizzera, Spagna, Gran Bretagna e Usa.

 

[foto da thehindubusinessline.com]