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Obama, dal fotovoltaico 75mila posti di lavoro

President Obama Visits Largest Photovoltaic Plant In U.S. In NevadaContinuano a crescere i “green jobs” negli Stati Uniti. Se nell’ultimo anno l’industria del solare ha creato 31mila nuovi posti di lavoro, il Dipartimento dell’energia sta lanciando una nuova iniziativa dedicata alla formazione di 75mila cittadini americani da impiegare nel settore.

Lo ha annunciato lo stesso presidente Obama durante una tavola rotonda alla Hill Air Force Base, affermando che l’industria del solare “sta creando posti di lavoro ad una velocità 10 volte maggiore rispetto al resto dell’economia. Si tratta di lavori ben pagati che stanno aiutando le persone ad entrare nella classe media”.

La Casa Bianca ha rivisto quindi i propri obiettivi per il 2020, che inizialmente prevedevano a creazione di 50mila nuovi posti di lavoro “solari”. Nei progetti di Washington ce n’è uno esplicitamente dedicato ai veterani dell’esercito, chiamato Solar Ready Vets Program, che si occuperà di formare il personale militare in 10 basi sparse per il Paese.

“Oggi più del 30 per cento della forza lavoro federale è composta da veterani – ha dichiarato Obama – e questa nuova iniziativa consentirà loro di e le competenze necessarie per ottenere lavori ben retribuiti nel settore solare”.

[foto da breakingenergy.com]

Brasile, quando il fotovoltaico è al servizio dell’idroelettrico

20120829023913_BeloMonteDam615x390Da oggi le dighe del Brasile hanno un alleato in più: il fotovoltaico. Per limitare un eccessivo ricorso alle centrali idroelettriche, infatti, il Governo è pronto a varare un programma di “solarizzazione” dei grandi bacini idroelettrici nazionali.

Stando a quanto affermato da Eduardo Braga, ministro delle Miniere e dell’Energia al Rio Times, entro i prossimi 4 mesi il progetto si dovrebbe concretizzare sulla falsa riga di quanto avvenuto in India dove si sta la costruzione della centrale fotovoltaica più grande mai istallata su una diga.

Tornando al Brasile, il paese ad oggi soddisfa il 70% delle sue necessità elettriche attraverso le centrali idroelettriche, Ma le “mega centrali” stanno mettendo sempre più a repentaglio la tutela della biodiversità, per non parlare dei diritti delle popolazioni che vivono nelle foreste. Se a tutto ciò si somma la crisi idrica che sta affliggendo il Brasile, ecco spiegata la svolta voluta dal governo centrale.

“Stiamo inserendo l’innovazione tecnologica, un maggior numero di linee di trasmissione, e stiamo diversificando la nostra fonte di generazione di energia, introducendo l’energia solare in modo più vigoroso”, ha spiegato il ministro Braga. Secondo quanto rivelato dal politico brasiliano, la nuova tecnologia sarà caratterizzato da pannelli solari galleggianti ed utilizzerà le linee di trasmissione già esistenti. Il primo a sperimentarla sarà l’impianto di Balbina Hydroelectric Reservoir.

 

[foto da zeroemission.eu]

Le rinnovabili rompono il muro dei 100 Gigawatt

rinnovabili28092012Nel 2014, le rinnovabili hanno superato la barriera dei 100 GW. A darne notizia è il report dell’Unep, il Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, che sottolinea come per la prima volta l’obiettivo sia stato raggiunto senza contare le grandi centrali idroelettriche. Tanto per dare un’idea della quantità di energia di cui stiamo parlando, questa equivale alla capacità di generazione del parco delle centrali nucleari degli Stati Uniti.

Non solo, perché lo scorso anno gli investimenti nelle FER sono stati di oltre 270 miliardi di dollari, facendo registrare un aumento del 17% rispetto al 2013. Un incremento dovuto soprattutto alle molte installazioni di solare in Cina e Giappone (per 74,9 miliardi di dollari) e allo sblocco degli investimenti su alcuni progetti eolici offshore in Europa (18,6 miliardi di dollari).

I nuovi investimenti sono arrivati anche dai cosiddetti mercati emergenti come Indonesia, Cile, Messico, Kenya, Sudafrica e Turchia che hanno investito per circa 1 miliardo di dollari.

Passando alle singole tecnologie, gli investimenti nel solare sono cresciuti del 29% mentre quelli nell’eolico dell’11 mentre se passiamo ai singoli Paesi, al primo posto c’è la Cina con oltre 83 miliardi di dollari investiti seguita dagli USA con poco meno di 40 miliardi e dal Giappone fermo a 35.

In totale, il grande idroelettrico, le rinnovabili hanno fornito il 9,1% dell’elettricità mondiale mentre l’anno precedente si erano fermate all’8,5%.

 

[foto da guidaenergia.it]

Eclissi, elettricità più cara del 30%

imagesLo scorso 20 marzo, l’Italia si è ritrovata con il naso all’insù per osservare la tanto attesa eclissi di sole. Senza dubbio un grande spettacolo naturale, ma dal costo non indifferente: il fenomeno ha infatti comportato il distacco programmato dalla rete circa 9.000 MW di impianti fotovoltaici, più o meno la metà di quello disponibile sul mercato italiano dell’energia

Un’operazione prevista dalla procedura d’emergenza RIGEDI di Terna per la Generazione Distribuita Riducibile (GDR), distaccabile con preavviso. Peccato che in Europa siamo stati gli unici a farlo, dal momento che sono bastate poche ore senza fotovoltaico per veder impennare il prezzo dell’energia, arrivato alla punta (intorno alle 11.00) di quasi 40 euro a MWh e portando così il prezzo complessivo a 90 euro a MWh.

In una nota stampa, assoRinnovabili spiega come per gli acquirenti questo abbia comportato un esborso pari a circa 12 milioni di euro in più rispetto al giorno precedente, con un incremento del 30% sul costo totale, passato da 40 a 52 milioni di euro.

Sempre assoRinnovabili, un recente studio ha analizzato come nel 2014 il calo dei consumi elettrici e il contestuale incremento della produzione da rinnovabili abbiano notevolmente inciso sulla formazione del prezzo dell’energia all’ingrosso per un risparmio complessivo oltre 7,3 miliardi di euro nel triennio 2012-14 .

[foto da inmeteo.net]

Fotovoltaico, l’Italia terzo paese al mondo

impianto-fotovoltaico-11-kW-galeo-energyL’Italia è il terzo Paese al mondo per fotovoltaico installato. È quanto affermato da una nota di ANIE Rinnovabili, che sottolinea come a fine 2014 il fotovoltaico italiano ha raggiunto la cifra di 648.183 impianti installati per un totale di 18.325 MW, più o meno il 15% del totale mondiale.

Davanti a noi ci sono Germania e Cina, mentre alle nostre spalle Stati Uniti e Giappone.
Dallo studio emerge inoltre come il 2014 abbia registrato una notevole crescita degli impianti di piccola taglia: “l’incrocio del numero di impianti installati nel 2014 (50.571 unità) con il valore della potenza implementata (385 MW) evidenzia infatti che a farla da padrone lo scorso anno sono stati proprio gli impianti del settore residenziale”.

Un dato che conferma l’esistenza di un mercato capace di andare oltre i meccanismi incentivanti, come abbiamo più volte auspicato su questo blog.

“Le famiglie e le PMI credono davvero nel fotovoltaico – commenta il presidente di ANIE Rinnovabili, Emilio Cremona -, i dati ce lo dimostrano. E con la detrazione fiscale del 50% prorogata fino al 31 dicembre 2015, è possibile un ritorno concreto degli investimenti in tempi rapidi: in 5 anni è già possibile ammortizzare i costi. Per non parlare del fatto che le spese da sostenere sono diminuite di circa il 75% rispetto a qualche anno fa. Siamo lieti di poter dire che esiste un mercato italiano del fotovoltaico che va oltre i meccanismi incentivanti e che si sviluppa in maniera costante e continua”.

 

[foto da qualenergia.it]

Gamberetti in salsa verde: da loro guscio il fotovoltaico “low cost”

220px-Woda-6_ubtProdurre celle fotovoltaiche “low cost” utilizzando i gusci dei gamberetti. È la scommessa annunciata dai ricercatori della Queen Mary University di Londra, convinti che il guscio dei piccoli crostacei contenga diversi materiali in grado di rimpiazzare elementi attualmente usati per realizzare le celle solari.

 

Si tratta in particolare della chitina e del suo derivato chitosano, che oltre a rappresentare le principali componenti dell’esoscheletro di insetti e crostacei, possono venire utilizzati per la realizzazione di punti quantici, nanostrutture impiegate per la produzione a basso costo di celle fotovoltaiche
Nonostante le prime applicazioni in questo settore non siano andate a buon fine, gli scienziati si sono detti ottimisti circa la possibilità di aumentare le prestazioni del materiale.
”Tali materiali sostenibili – aggiunge la professoressa Magdalena Titirici – possono essere sia hi-tech sia low cost. Ad esempio abbiamo già usato biomassa, in particolare alghe, per realizzare alcuni tipi di supercondensatori usati in dispositivi elettronici e defibrillatori”.

 

[foto da wikipedia.it]

Gaza, il fotovoltaico accende un nuovo ospedale

8Si chiama Jenin Charitable Hospital ed è l’ospedale di Gaza che è finalmente divenuto operativo grazie all’energia del fotovoltaico e all’impegno di una Ong italo-britannica.

Progettato da Sunshine4Palestine, il nuovo impianto sarà presentato i prossimi 23 e 24 febbraio a Il Cairo in occasione di un seminario delle Nazioni Unite dedicato all’assistenza al popolo palestinese.

L’ospedale è alimentato al 100% dalla radiazione solare grazie a un impianto che fornisce energia per 17 ore al giorno producendo 76 MWh l’anno da 168 moduli, e servendo un bacino di 200mila persone.

Barbara Capone, presidente  della Ong che ha progettato l’impianto nonché ricercatrice fisica italiana all’Università di Vienna spiega: “La carenza di energia è una vera piaga della Striscia di Gaza. Ecco perché abbiamo deciso di intervenire. Abbiamo cominciato a lavorare al progetto nel 2011: in quell’anno abbiamo ideato l’impianto in tre moduli, installabili autonomamente l’uno dall’altro, e individuato il budget necessario per la sua costituzione, circa 100mila euro”.

E l’intenzione è quella di proseguire su questa strada, estendendo al territorio di Gaza City il progetto. Un’impresa che vedrà la collaborazione delle associazioni Liter of Light Italia e Oltre il Mare. L’obiettivo è la realizzazione di un Tree of Light fotovoltaico fatto di 12 moduli, ognuno dei quali ha una capacità di 300 W, per una potenza di picco totale di 3.6 kW e per una produzione giornaliera di circa 13.6 kWh.

 

[foto da undiciradio.it]