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Boom del fotovoltaico, nuova legge per il Cile

cileTroppo sole, si sa, può far male. Lo sa bene il Cile, dove il boom del fotovoltaico è stato talmente dirompente da costringere il governo a varare una nuova legge. Nel nord del paese, infatti, si produce così tanta energia solare da doverla regalare: certamente una buona notizia per i cittadini, ma molto meno per i proprietari degli impianti.
La radice del problema risiede in una infrastruttura di distribuzione elettrica decisamente inadeguata e per questo il Congresso cileno ha approvato una nuova legge in base alla quale sarà istituito un nuovo sistema di interconnessione che collegherà le due principali reti di trasmissione elettrica, la SIC (Sistema Interconectado Central) e la SING (Sistema Interconectado del Norte Grande).

Così facendo, sarà possibile portare l’elettricità dalle zone dove se ne produce di più a quelle con minore disponibilità ma in cui la domanda è maggiore.

“L’obiettivo principale del disegno di legge  – ha dichiarato il ministro delle risorse Victor Osorio – è garantire che la trasmissione favorisca lo sviluppo di un mercato competitivo, facilitando il trasporto di energia da fonti pulite ai centri di consumo, e contribuendo ad abbassare i prezzi dell’energia per le famiglie e le imprese”.

 

[foto da soniatoni.it]

Entro 14 anni, il fotovoltaico potrebbe dare il 13% dell’energia mondiale

torre-solare-in-spagnaMentre oggi rappresenta fornisce più del 2% dell’energia elettrica mondiale, nel giro di 14 anni il fotovoltaico potrebbe raggiungere il 13%. Ad affermarlo il report dell’IRENA Letting in the Light: How Solar Photovoltaics Will Revolutionize the Electricity System, secondo cui l’industria mondiale del solare potrebbe raggiungere tra i 1.760 e 2.500 GW di potenza entro il 2030, rispetto ai 227 GW di oggi, soprattutto grazie al continuo calo dei prezzi.

“Recenti analisi ritengono che la riduzione dei costi per il solare e continuerà nel futuro, con ulteriori cali fino al 59 per cento nei prossimi dieci anni“, ha commentato  Adnan Z. Amin, direttore generale di IRENA. “Questa rapporto mostra che tali riduzioni, in combinazione con altri fattori abilitanti, possono creare una drammatica espansione dell’energia solare a livello globale. La transizione delle energie rinnovabili è ben avviata, e il solare può giocare un ruolo centrale”.

In questo contesto, e vista la costante crescita di domanda energetica da parte dei Paesi in via di Sviluppo, fornire energia sostenibile diventa essenziale.

Secondo l’IRENA, il raggiungimento di una quota del 13 per cento di energia elettrica solare entro il 2030 richiederà in media aumenti di capacità annuale di oltre il doppio per i prossimi 14 anni.

 

[foto da ideegreen.it]

In India il tetto fotovoltaico più grande del mondo

solare indiaPiù di 33 ettari di superficie per una potenza complessiva di 11,5 Megawatt. È il tetto fotovoltaico del campus Dera Baba Jaimal Singh di Beas nello stato indiano del Punjab, che senza timore di smentite può essere considerato il tetto solare più grande del mondo a copertura di un singolo edificio.

Un’installazione che conquista questo primato proprio a scapito dell’Italia, e più precisamente del Centro Ingrosso Sviluppo Campano (CIS) di Nola, presso Napoli, che ha un tetto fotovoltaico con una potenza di 25 Megawatt.

Tornando all’India, da sottolineare che oltre agli evidenti benefici energetici, sufficienti a soddisfare il fabbisogno elettrico di 8 mila abitazioni, la nuova installazione ridurrà di circa 400mila tonnellate le emissioni di anidride carbonica nei prossimi 25 anni. Non male, se si pensa che l’India è tra i Paesi più inquinanti al mondo.

Non a caso, l’obiettivo del Ministero delle energie nuove e rinnovabili è quello di installare, entro il 2022, ben 40 GW di solar roof. E d’altronde, anche il viaggio più lungo comincia con il primo passo.

[foto da mashable.com]

Europa, nel 2030 il fotovoltaico sarà la fonte più conveniente

indexDopo aver raggiunto i 100 GW di capacità fotovoltaica installata, l’Europa si prepara a un futuro sempre più solare. Un recente studio pubblicato da KCI InnoEnergy afferma infatti che il fotovoltaico potrebbe diventare fonte di energia più economica nei ventotto stati membri entro il 2030.

Secondo lo studio, grazie alle innovazioni tecnologiche i prezzi potrebbero ridursi del 30% già entro il 2030. Questo dato, se combinato con altri eventi come, ad esempio, la riduzione dei costi nei processi di connessione alla rete e di industrializzazione, potrebbe portare a un calo complessivo che potrebbe sfiorare il 50%. In soldoni, ed è proprio il caso di dirlo, si passerebbe dai dai 77-80 euro per MWh di oggi ad una media di 43-49 euro per MWh nel 2030 per gli impianti a terra, mentre quelli integrati negli edifici saranno “leggermente più costosi”.

“Ciò significa che il fotovoltaico diverrà una delle fonti a più basso costo di produzione di energia elettrica in Europa”, ha commentato Emilien Simonot, coordinatore del rapporto. Nella ricerca sono indicate inoltre le sette innovazioni strategiche su cui puntare per raggiungere l’obiettivo a partire dai processi produttivi delle celle solari in silicio cristallino e quelle in film sottile.

[foto da agsm.it]

Fotovoltaico, l’Europa raggiunge i 100 GW

fotovoltaicoSplende il solare europeo. Il vecchio continente ha infatti raggiunto il traguardo dei 100 GW installati di fotovoltaico. A darne notizia, uno studio pubblicato dalla società di ricerca IHS. Si tratta di una importantissima pietra miliare nel cammino verso un’energia sempre più rinnovabile e sostenibile.
Per festeggiare l’evento, SolarPower Europe, l’associazione che rappresenta l’industria solare europea, ha dato appuntamento a Bruxelles il prossimo 29 settembre. “È un risultato senza precedenti e costituisce un motivo per festeggiare”, ha commentato Oliver Schaefer, presidente della SolarPower Europe.

E non ha tutti i torti. Quella che fino a non molti anni fa era considerato una tecnologia di nicchia, oggi è una delle più competitive per la generazione elettrica in Europa. Ora, c’è da capire quali siano le vie migliori per installare i prossimi 100 GW e in quest’ottica diventa essenziale poter contare sulla progettazione di uno stabile mercato dell’energia.

 

[foto da greenplanner.it[

Rinnovabili sempre più in alto

Sunrise_over_NordgermerslebenSecondo i dati diffusi dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, nel 2015 la generazione da rinnovabili è aumentata di 152 Gigawatt raggiungendo i 1.985 Gigawatt, che rappresentano un record assoluto così come il tasso di crescita, che ha fatto registrare un +8,3%.

Il boom ha convolto un po’ tutti i settori, ma a soprattutto l’eolico e il fotovoltaico. Il primo ha fatto registrare una crescita del 17%, dovuta principalmente al calo dei prezzi delle turbine onshore, mentre il solare è aumentato del 37%, grazie alla flessione di prezzi dei pannelli fotovoltaici.

 

“Le rinnovabili continuano a crescere anche in un periodo di prezzi bassi per il petrolio e il gas”, ha dichiarato il direttore generale di IRENA, Adnan Z. Amin “La crescita impressionante, unita ai 286 miliardi di dollari investiti in energie verdi nel 2015, manda un forte segnale agli investitori e ai politici: le rinnovabili ora sono l’opzione preferita per la nuova capacità di generazione elettrica in tutto il mondo”.

Dato particolarmente significativo: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la parte del leone l’hanno fatta le economie emergenti con il +14,5% di America Centrale e Caraibi e il +12,4% dell’Asia. Per quanto riguarda i cosiddetti Paesi avanzati, il Nord America ha segnato un +6,3% mentre l’Europa si è fermata al 5,2%. “Le rinnovabili non solo sono una soluzione per i paesi industrializzati – ha concluso Amin – ma alimentano anche la crescita economica dei paesi in va di sviluppo”.

 

[foto da rochelrehael.com]

Fotovoltaico, il futuro fa rima con low cost

imagesPiù passa il tempo e più il prezzo del fotovoltaico è destinato a diminuire. È quanto affermano 50 esperti dell’Alleanza globale degli Istituti di Ricerca dell’energia solare che si sono riuniti a Friburgo la settimana scorsa. Scienziati americani, giapponesi e tedeschi hanno affrontato il futuro del fotovoltaico, esprimendo la convinzione che presto assisteremo a una sostanziale espansione della capacità produttiva stimolata dal recupero della domanda sull’offerta.

La diminuzione dei prezzi è stata confermata anche da un recente studio dell’IRENA, secondo il quale il costo dell’elettricità prodotta dal fotovoltaico si sia praticamente dimezzato dal 2010 al 2014, mentre i prezzi dei moduli sono scesi addirittura del 75%.

In realtà, secondo i ricercatori, per avere una qualche influenza sul clima entro il 2040 istallazioni dovrebbero essere nell’ordine dei 20 TW, obiettivo raggiungibile solo con iniezioni finanziarie continue nel settore ricerca e  sviluppo mondiale per ridurre i costi di produzione, aumentare l’efficienza e migliorarne l’affidabilità. Per raggiungere tale traguardo, sarà inoltre necessario proseguire nello sviluppo di reti elettriche sempre più smart e delle tecnologie di storage.

[foto da greenstyle.it]