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Mobilità sostenibile, l’Europa sceglie elettrico e digitale

mobilita-sostenibile-e-veicoli-elettrici-l-italia-non-aspetti-troppo-480x280-1728x800_cAbbattere le emissioni di CO2 rendendo la mobilità sempre più sostenibile. Questo l’obiettivo della nuova Strategia europea sulla mobilità sostenibile dell’Unione europea pubblicata da Bruxelles la settimana scorsa.

“I trasporti costituiscono un quarto delle emissioni di gas a effetto serra dell’Europa e sono la causa principale dell’inquinamento atmosferico – ha dichiarato Violeta Bulc, Commissaria UE per i Trasporti europei – La transizione verso una mobilità a basse emissioni è pertanto fondamentale per raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’UE in materia di clima e per migliorare la qualità della vita nelle nostre città. È inoltre un’opportunità per modernizzare l’economia dell’UE e mantenere la competitività dell’industria europea”.

La strategia adottata prevede una tabella di marcia verso la mobilità sostenibile: tra gli obiettivi principali, quello di aumentare l’efficienza del sistema di trasporto attraverso la valorizzazione delle tecnologie digitali e i sistemi intelligenti. La Commissione intende anche accelerare la distribuzione delle alternative di mobilità sostenibile, favorendo elementi come ad esempio i biocarburanti avanzati, l’elettricità, l’idrogeno e combustibili sintetici rinnovabili e rimuovendo gli ostacoli oggi presenti nell’elettrificazione dei trasporti.

[foto da  verdeazzurronotizie.it]

Europa, nel 2030 il fotovoltaico sarà la fonte più conveniente

indexDopo aver raggiunto i 100 GW di capacità fotovoltaica installata, l’Europa si prepara a un futuro sempre più solare. Un recente studio pubblicato da KCI InnoEnergy afferma infatti che il fotovoltaico potrebbe diventare fonte di energia più economica nei ventotto stati membri entro il 2030.

Secondo lo studio, grazie alle innovazioni tecnologiche i prezzi potrebbero ridursi del 30% già entro il 2030. Questo dato, se combinato con altri eventi come, ad esempio, la riduzione dei costi nei processi di connessione alla rete e di industrializzazione, potrebbe portare a un calo complessivo che potrebbe sfiorare il 50%. In soldoni, ed è proprio il caso di dirlo, si passerebbe dai dai 77-80 euro per MWh di oggi ad una media di 43-49 euro per MWh nel 2030 per gli impianti a terra, mentre quelli integrati negli edifici saranno “leggermente più costosi”.

“Ciò significa che il fotovoltaico diverrà una delle fonti a più basso costo di produzione di energia elettrica in Europa”, ha commentato Emilien Simonot, coordinatore del rapporto. Nella ricerca sono indicate inoltre le sette innovazioni strategiche su cui puntare per raggiungere l’obiettivo a partire dai processi produttivi delle celle solari in silicio cristallino e quelle in film sottile.

[foto da agsm.it]

Fotovoltaico, l’Europa raggiunge i 100 GW

fotovoltaicoSplende il solare europeo. Il vecchio continente ha infatti raggiunto il traguardo dei 100 GW installati di fotovoltaico. A darne notizia, uno studio pubblicato dalla società di ricerca IHS. Si tratta di una importantissima pietra miliare nel cammino verso un’energia sempre più rinnovabile e sostenibile.
Per festeggiare l’evento, SolarPower Europe, l’associazione che rappresenta l’industria solare europea, ha dato appuntamento a Bruxelles il prossimo 29 settembre. “È un risultato senza precedenti e costituisce un motivo per festeggiare”, ha commentato Oliver Schaefer, presidente della SolarPower Europe.

E non ha tutti i torti. Quella che fino a non molti anni fa era considerato una tecnologia di nicchia, oggi è una delle più competitive per la generazione elettrica in Europa. Ora, c’è da capire quali siano le vie migliori per installare i prossimi 100 GW e in quest’ottica diventa essenziale poter contare sulla progettazione di uno stabile mercato dell’energia.

 

[foto da greenplanner.it[

L’eolico cinese supera quello europeo

 Secondo l’ultimo rapporto del Global Wind Energy Council (GWEC), nel 2015 la Cina ha installato metà della nuova capacità eolica mondiale, superando così l’Europa e diventando il primo Paese al mondo per installazioni.

In particolare, sui 60 GW di eolico installati lo scorso anno, 30,5 sono “made in China”. Pechino ha così raggiunto quota 145.1 GW, superando per la prima volta il totale dell’Ue, fermo a 141.6 GW.

«Il 2015 è stato un anno importante per i grandi mercati come Cina, Stati Uniti, Germania e Brasile, che hanno stabilito nuovi record – ha detto Steve Sawyer, segretario generale del GWEC – Tuttavia vi è una attività frenetica anche nei nuovi mercati di tutto il mondo, e credo che nel 2016 vedremo una distribuzione più ampia».

Lo scorso gennaio, inoltre, lo stesso Sawyer aveva rivelato come i produttori di turbine si sarebbero sempre più orientati versi i Paesi in via di Sviluppo a scapito dell’Europa, a causa di politiche sulle rinnovabili caratterizzate da eccessiva incertezza.

[foto da ideegreen.it]

Più eolico che idroelettrico per l’Europa

12Anche se nel 2015 gli investimenti dell’Europa nelle rinnovabili non sono aumentati, continua a crescere l’industria eolica continentale. Stando ai dati diffusi dall’EWEA, infatti, l’eolico ha superato l’idroelettrico diventando la terza componente del mix energetico europeo.

Non solo, perché il gap con gas e carbone, che occupano prima e seconda posizione, potrebbe essere colmato in meno tempo di quanto si possa pensare soprattutto se si pensa che ben il 44% dei nuovi impianti energetici installati in Ue nel 2015 sono stati eolici. Scendendo nel dettaglio dei numeri, a oggi, l’energia dal vento fornisce una capacità totale di 142 GW, a fronte dei 141 GW dell’idroelettrico, mentre gas e carbone sono rispettivamente a 192 e 159 GW.

Ed esattamente come avvenuto nel 2014, quasi la metà della nuova capacità eolica europea è stata installata in Germania, che ha ormai raggiunto i 45 GW. L’Italia, con 295 MW installati nel 2015, si colloca invece a “metà classifica”, usando un termine calcistico.

Diverso il discorso per quanto riguarda gli investimenti, che lo scorso anno in Europa sono scesi del 18%, fermandosi a 58 miliardi di dollari. Sul gradino più alto il Regno Unito (23,4 miliardi), mentre la Germania ha di poco superato i 10 miliardi.

Europa, smart grids e rinnovabili

sfondoOKSfruttare al meglio le rinnovabili grazie a una nuova rete elettrica evoluta e intelligente: è quanto si propone di fare SmartNet, il progetto europeo coordinato dall’Italia che conta sulla partecipazione di 22 partner industriali e accademici di 9 Paesi.
”La crescita delle fonti rinnovabili ha messo il sistema elettrico di fronte alla necessità di una vera e propria rivoluzione, sia strutturale che tecnologica” afferma il coordinatore di SmartNet, Gianluigi Migliavacca ”La produzione di questa energia ‘verde’ non è programmabile e neppure facilmente prevedibile, per questo la sua integrazione nel sistema elettrico impone un ripensamento delle interazioni tra produttori, consumatori, operatori del sistema di trasmissione e di distribuzione. Con SmartNet vogliamo fornire strumenti e soluzioni avanzate per migliorare il coordinamento tra gli operatori della rete elettrica a livello nazionale e locale, in modo da ottimizzare il bilanciamento tra produzione e richiesta di energia”.

In particolare, il compito di SmartNet sarà quello di confrontare diverse architetture di rete basandosi sui casi di Spagna, Italia e Danimarca. Al confronto seguiranno esperimenti concreti per determinare la migliore architettura di rete possibile.

Fotovoltaico galleggiante, impianto da record per l’Europa

70MW-Solar-Power-Generating-System-1-537x357Sono iniziati nei pressi di Manchester i lavori per quello che si annuncia essere l’impianto fotovoltaico galleggiante più grande d’Europa. Anzi la mega centrale – realizzata dalla società idrica United Utilities sulle acque del serbatoi di Godey – si appresta a sfidare il Giappone in questa tecnologia sempre più promettente.

L’impianto inglese, che si estenderà su 45mila, metri quadrati, sarà dotato di 12mila moduli fotovoltaici e la l’energia prodotta sarà utilizzata in loco dalla stessa società contribuendo così a mantenere basse le bollette dell’acqua dei propri clienti.

“Ci siamo posti l’obiettivo di auto-produrre il 35 per cento del nostro fabbisogno energetico entro il 2020, e questo progetto darà un contributo significativo”, ha commentato Chris Stubbs, responsabile energie rinnovabili a United Utilities. “Come parte della strategia energetica della United Utilities abbiamo identificato il serbatoio Godley come un luogo adatto per installare i moduli del fotovoltaico galleggiante e rifornire così le operazioni di trattamento delle acque con circa il 33 per cento del loro fabbisogno energetico.”

Da ricordare come l’impianto fotovoltaico galleggiante più grande del mondo è stato messi recentemente in funzione in Corea del Sud. Si tratta di una mega centrale capace di produrre 8,6 GW di energia all’anno, sufficiente ad alimentare il fabbisogno di 2.400 famiglie.

 

[foto da rinnovabili.it]