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Napoli, ecco il pontile delle rinnovabili

Pontile-535x300Si chiama “Freedom Power” l’avveniristico pontile per imbarcazioni da diporto che si autoalimenta grazie alle rinnovabili. Presentato nell’ambito di Energy Med, rappresenta un’innovazione capace di contribuire in maniera determinante alla sostenibilità dei porti turistici.

Il ”pontile galleggiante modulare e generatore polivalente di energia da fonte rinnovabile integrato” (questo il suo nome per intero) è stato sviluppato per sfruttare le correnti fluviali e marine, il moto ondoso e le maree, oltre naturalmente l’energia eolica e solare grazie a una serie di modifiche apportate dai suoi costruttori.

Non solo, perché “Freedom Power” è anche un’infrastruttura che favorisce la mobilità sostenibile, visto che è in grado di rifornire i veicoli elettrici e quelli ad aria compressa grazie alle colonnine posizionate sul pontile.

 

Non a caso, si è classificato al 3° posto della categoria ”Mobilità Sostenibile” del Concorso di Idee Internazionali promosso da Mare Vivo.

 

[foto da gsd.it]

Le rinnovabili rompono il muro dei 100 Gigawatt

rinnovabili28092012Nel 2014, le rinnovabili hanno superato la barriera dei 100 GW. A darne notizia è il report dell’Unep, il Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, che sottolinea come per la prima volta l’obiettivo sia stato raggiunto senza contare le grandi centrali idroelettriche. Tanto per dare un’idea della quantità di energia di cui stiamo parlando, questa equivale alla capacità di generazione del parco delle centrali nucleari degli Stati Uniti.

Non solo, perché lo scorso anno gli investimenti nelle FER sono stati di oltre 270 miliardi di dollari, facendo registrare un aumento del 17% rispetto al 2013. Un incremento dovuto soprattutto alle molte installazioni di solare in Cina e Giappone (per 74,9 miliardi di dollari) e allo sblocco degli investimenti su alcuni progetti eolici offshore in Europa (18,6 miliardi di dollari).

I nuovi investimenti sono arrivati anche dai cosiddetti mercati emergenti come Indonesia, Cile, Messico, Kenya, Sudafrica e Turchia che hanno investito per circa 1 miliardo di dollari.

Passando alle singole tecnologie, gli investimenti nel solare sono cresciuti del 29% mentre quelli nell’eolico dell’11 mentre se passiamo ai singoli Paesi, al primo posto c’è la Cina con oltre 83 miliardi di dollari investiti seguita dagli USA con poco meno di 40 miliardi e dal Giappone fermo a 35.

In totale, il grande idroelettrico, le rinnovabili hanno fornito il 9,1% dell’elettricità mondiale mentre l’anno precedente si erano fermate all’8,5%.

 

[foto da guidaenergia.it]

L’eolico mondiale parla cinese

china-wind-turbineCon il 40% di nuove installazioni nel 2014, la Cina è la vera e propria dominatrice del mercato eolico mondiale. Dietro al gigante asiatico gli Stati Uniti, che hanno quintuplicato gli investimenti nel settore come afferma un recente studio di Bloomberg New Energy Finance.

Cifre alla mano, lo scorso anno il governo di Pechino ha installato 20,7 GW e ad oggi ha una capacità eolica di quasi 100 GW. L’eolico ha sorpassato quindi il nucleare ed è la terza fonte energetica cinese dopo carbone e idroelettrico.

 

Da sottolineare anche il fatto che la maggior parte delle turbine dei nuovi impianti proviene da fornitori cinesi, mentre i produttori stranieri che hanno meno del 2% del mercato.

Ma anche altri Paesi si sono distinti: nella top five, oltre a Cina e Stati Uniti, si trovano Germania (3,2 GW), Brasile (2,7 GW) e India (2,3 GW). Per il Brasile per esempio si tratta di cinque volte il suo maggior risultato che era stato di 500 MW (Megawatt) nel 2011.

 

[foto da rinnovabili.it]

Italia, rinnovabili oltre il 40%

italia-energia-fonti-rinnovabiliNel 2014, in Italia le energie rinnovabili hanno soddisfatto il 38,9% della domanda elettrica e ben il 44,9% della produzione netta nazionale.

Ad affermarlo è il rapporto provvisorio per il settore elettrico italiano 2014 presentato da Terna, che rivela una generale flessione della domanda elettrica.
Secondo i dati, lo scorso anno la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’85,9% dalla produzione nazionale e per la quota restante (14,1%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

Una quota inferiore del 4% a quella registrata nel 2013, all’interno della quale le rinnovabili hanno avuto un ruolo di primissimo piano: così, se il fotovoltaico è cresciuto del 9,8%, l’idroelettrico si è attestato a un + 7,4&, la geotermia a più 4,2% e l’eolico a più 1%.

Queste ottime performance, insieme al contributo fornito dalle biomasse, hanno fatto sì che il contributo totale delle energie rinnovabili superasse il 43% della produzione elettrica nazionale (115 TWh) rispondendo a oltre il 37% della domanda di energia elettrica.

[foto da energy20.it]

L’Iran raddoppia su eolico e fotovoltaico

iran_rinnovabiliRaddoppiare la produzione di energia da fonti rinnovabili puntando soprattutto su eolico e fotovoltaico. È l’obiettivo dell’Iran, stando a quanto recentemente annunciato da fonti governative, le cui previsioni sono di raggiungere una capacità di generazione rinnovabile di 400 megawatt entro la fine del 2015.

La nuovo politica energetica iraniana era stata preannunciata lo scorso dicembre, quando il vice ministro dell’Energia iraniano Houshang Falahatian aveva indicato nella diversificazione delle fonti la priorità del settore energetico nazionale.

Appena un mese prima, il ministro dell’Energia aveva dichiarato come il governo di Teheran fosse orientato ad espandere soprattutto la produzione da eolico e fotovoltaico con un tasso di crescita dell’8% all’anno.

Per l’anno in corso, sono già stati stanziati 60 milioni per progetti di fotovoltaico, a fronte dei 12 spesi nel 2014. Il tentativo è quello di portare servizi alle comunità rurali, che sono per la maggior parte tagliate fuori dai servizi pubblici in tutto il Paese.

[foto da greenbiz.it]

2014 da record per le rinnovabili

energie-rinnovabiliIl 2014 è stato un anno da ricordare per le rinnovabili mondiali. A rivelarlo è il rapporto annuale di Bloomberg New Energy Finance, secondo il quale nell’anno appena concluso gli investimenti globali nel settore delle FER sono stati di 310 miliardi di dollari, in crescita del 16% rispetto al 2013.

A far la parte de leone sono stati soprattutto l’eolico offshore in Europa e il solare in Cina e USA. In particolare, il gigante asiatico ha fatto registrare una crescita record degli investimenti (+32%) che hanno raggiunto gli 89,5 miliardi di dollari.
Dati più modesti per gli USA, dove gli investimenti sono stati di 51,8 miliardi (+8%), seguiti da Giappone (41,3 miliardi per un +12%), Canada (9 miliardi e 26%) in India (7,9 miliardi e 14%) , in Sud Africa (5,5 miliardi e 5%).

Per quanto riguarda i vari settori, al primo posto si colloca il solare, cresciuto del 25% rispetto al 2013 con investimenti per 149,6 miliardi di dollari, seguito dall’eolico, con l’11% in più rispetto all’anno precedente e 99,5 miliardi di dollari.

Ben più ridotto – solo l’1% – l’aumento segnato dall’Europa, a fronte di investimenti pari a 66 miliardi di dollari. In relazione i singoli Stati, gli investimenti sono aumentati del 3% nel Regno Unito e in Germania, mentre la Francia ha fatto un balzo in avanti del 26% grazie al finanziamento del più grande impianto fotovoltaico del continente, il progetto da 300 MW a Cestas.
[foto da economia.nanopress.it]

Eolico, un anno da record per Danimarca e Gran Bretagna

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Il 2014 sarà un anno da ricordare per il settore eolico di Gran Bretagna e Danimarca.
Partiamo dal Regno Unito.
Poco più di un mese fa avevo dato notizia che, nel mese di ottobre, le pale eoliche scozzesi hanno dato energia pulita a oltre tre milioni di case grazie ad una produzione di ben 982,842 MWh, un quantitativo di energia elettrica pari 126% della domanda della Scozia.

Un risultato che ha avuto una parte fondamentale nelle performance complessive britanniche, che, secondo quanto riportato dal gestore della rete, hanno confermato come l’eolico sia arrivato al 15% del mix nazionale, rispondendo alla domanda di oltre 6,7 milioni di famiglie.

Passiamo alla Danimarca. Nei giorni scorsi, il governo di Copenhagen ha  rivelato che l’eolico ha raggiunto il 39% del mix energetico nazionale, crescendo di ben 6 punti rispetto al 2013.

Un risultato di cui si è vantato per primo il Ministro per il Clima Rasmus Helveg Petersen che dai microfoni dell’emittente DR ha annunciato come la nazione sia oramai prossima a raggiungere gli obiettivi europei del 2020. “Raggiungeremo sicuramente i nostri target. Abbiamo stabilito un record unico al mondo che dimostra che siamo in grado di raggiungere il nostro obiettivo finale, vale a dire fermare il riscaldamento globale”.

[foto da vita.it]