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Alle Canarie 70 wind farm entro il 2018

canarieMettere in funzione 70 nuovi parchi eolici entro il 2018. Questo l’obiettivo delle isole Canarie, che avranno così oltre 800 megawatt di nuova potenza elettrica prodotta da rinnovabili.

Secondo i piani, annunciati dal Ministro dell’Industria, dell’Energia e del Commercio spagnolo Adrian Mandoza, i nuovi impianti permetteranno di riversare in rete l’80% dell’elettricità prodotta dall’eolico mentre il restante 20% proverrà da cabine già esistenti ma che dovranno essere aggiornate per facilitare la connessione dei parchi alla rete.

La situazione odierna dell’arcipelago in tema di parchi eolici è la seguente: Gran Canaria possiede 36 parchi con 210 turbine eoliche e 94.61 MW di potenza installata. Tenerife ha 8 wind farm con 81 turbine eoliche e 35.28 MW di potenza, ed è seguita da Fuerteventura (3 parchi, 52 turbine eoliche e 13.08 MW), La Palma (3 parchi, 8 e 3,4 MW di turbine eoliche), El Hierro (un parco, 5 turbine eoliche e 11,5 MW), Lanzarote (un parco, cinque turbine eoliche).

 

[foto da solocanarie.it]

Germania, per due Lander 100% di rinnovabili

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Si chiamano Meclemburgo – Pomerania e Schleswig-Holstein le due regioni, o Lander, tedeschi che nel 2015 hanno prodotto energia rinnovabile per oltre il 100% della domanda.

Per quanto riguarda il Meclemburgo-Pomerania, che si trova al confine con Polonia e Mar Baltico, non si tratta di una novità visto che già nel 2014 aveva raggiunto il 120%. Tuttavia, con quasi 9 TWh elettrici verdi, lo scorso anno ha superato se stesso producendo il 130% grazie soprattutto all’eolico, onshore e offshore, biomasse e fotovoltaico.

Per quanto riguarda invece lo Schleswig-Holstein, situato al confine con la Danimarca, nel 2014 si era fermato al 78% di produzione “green” mentre lo scorso anno, grazie soprattutto a biomasse ed eolico, ha raggiunto il 100%.

“Il nostro Paese ha tutte le premesse per diventare un importante esportatore di elettricità verde per tutta la Germania”, ha affermato Rudolf Borchert portavoce della politica energetica del gruppo parlamentare SPD. “Con la chiusura delle ultime centrali nucleari nel 2022 l’energia pulita deve essere trasportata dalla costa ai centri industriali e urbani della nostra Repubblica”.

[foto da businesspeople.it]

Rinnovabili sempre più in alto

Sunrise_over_NordgermerslebenSecondo i dati diffusi dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, nel 2015 la generazione da rinnovabili è aumentata di 152 Gigawatt raggiungendo i 1.985 Gigawatt, che rappresentano un record assoluto così come il tasso di crescita, che ha fatto registrare un +8,3%.

Il boom ha convolto un po’ tutti i settori, ma a soprattutto l’eolico e il fotovoltaico. Il primo ha fatto registrare una crescita del 17%, dovuta principalmente al calo dei prezzi delle turbine onshore, mentre il solare è aumentato del 37%, grazie alla flessione di prezzi dei pannelli fotovoltaici.

 

“Le rinnovabili continuano a crescere anche in un periodo di prezzi bassi per il petrolio e il gas”, ha dichiarato il direttore generale di IRENA, Adnan Z. Amin “La crescita impressionante, unita ai 286 miliardi di dollari investiti in energie verdi nel 2015, manda un forte segnale agli investitori e ai politici: le rinnovabili ora sono l’opzione preferita per la nuova capacità di generazione elettrica in tutto il mondo”.

Dato particolarmente significativo: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la parte del leone l’hanno fatta le economie emergenti con il +14,5% di America Centrale e Caraibi e il +12,4% dell’Asia. Per quanto riguarda i cosiddetti Paesi avanzati, il Nord America ha segnato un +6,3% mentre l’Europa si è fermata al 5,2%. “Le rinnovabili non solo sono una soluzione per i paesi industrializzati – ha concluso Amin – ma alimentano anche la crescita economica dei paesi in va di sviluppo”.

 

[foto da rochelrehael.com]

L’eolico cinese supera quello europeo

 Secondo l’ultimo rapporto del Global Wind Energy Council (GWEC), nel 2015 la Cina ha installato metà della nuova capacità eolica mondiale, superando così l’Europa e diventando il primo Paese al mondo per installazioni.

In particolare, sui 60 GW di eolico installati lo scorso anno, 30,5 sono “made in China”. Pechino ha così raggiunto quota 145.1 GW, superando per la prima volta il totale dell’Ue, fermo a 141.6 GW.

«Il 2015 è stato un anno importante per i grandi mercati come Cina, Stati Uniti, Germania e Brasile, che hanno stabilito nuovi record – ha detto Steve Sawyer, segretario generale del GWEC – Tuttavia vi è una attività frenetica anche nei nuovi mercati di tutto il mondo, e credo che nel 2016 vedremo una distribuzione più ampia».

Lo scorso gennaio, inoltre, lo stesso Sawyer aveva rivelato come i produttori di turbine si sarebbero sempre più orientati versi i Paesi in via di Sviluppo a scapito dell’Europa, a causa di politiche sulle rinnovabili caratterizzate da eccessiva incertezza.

[foto da ideegreen.it]

L’eolico giapponese triplicherà in 4 anni

eolico-Entro il 2020, il Giappone triplicherà la propria potenza eolica. Lo riferisce il quotidiano Nikkei, che racconta come i due principali player del Paese, Eurus Energy e J-Power, abbiano deciso di investire più o meno 60 miliardi di yen (circa 530 milioni di dollari) in nuovi impianti.

In particolare, Eurus (joint venture tra Toyota Tsusho e Tepco), prevede di installare 200 mila kW di nuova capacità entro la fine del decennio, portando il suo totale a 850 mila kW. Lo stesso aumento di capacità è previsto da J-Power, con nuove installazioni sull’isola di Hokkaido e nella prefettura di Ehime, a sud di Hiroshima.

Fino a oggi, a frenare lo sviluppo dell’eolico – considerata la fonte ideale per il Giappone – è stata soprattutto la burocrazia considerando che per ottenere il benestare alla costruzione di un nuovo impianto occorrono dai 4 ai 5 anni. Con i nuovi parchi previsti, la potenza eolica installata in Giappone dovrebbe così passare da 3 a 10 gigawatt entro il 2020.

[foto da mondoeco.it]

Continua a crescere l’eolico offshore in Europa

offshoreNon si ferma la crescita dell’eolico offshore in Europa. Lo scorso anno, il vecchio continente ha investito nel settore qualcosa come 13,3 miliardi di euro e il risultato sono stati 3 GW in più prodotti dai nuovi impianti. Al primo posto per le nuove installazioni troviamo la Germania, che non avrà molto mare ma quello che ha lo sfrutta fino in fondo. Il piazzamento d’onore se lo aggiudica la Gran Bretagna (che presto inaugurerà l’eolico offshore più grande del mondo) seguita dall’Olanda.

Sono i dati diffusi dall’ultimo rapporto della European Wind Energy Association (Ewea), che afferma anche che in totale l’eolico offshore europeo produce poco più di 11 GW.

In tutto, nelle acque europee ci sono 84 impianti eolici offshore. Complessivamente parlando, la potenza maggiore è installata nel Regno Unito, che con 5 GW detiene circa il 46% del totale. Seguono poi la Germania con 3,3 GW (30%) e la Danimarca con 1,3 GW (11,5%). Completano la classifica Belgio (712,2 MW, 6.5%), Olanda (426,5 MW, 3,9%), Svezia (201,7 MW, 1,8%), Finlandia (26 MW), Irlanda (25,2 MW), Spagna (5 MW), Norvegia (2 MW) Portogallo (2 MW). Dell’Italia, tristemente, nessuna notizia.

 
[foto da wind-energie.de]

Più eolico che idroelettrico per l’Europa

12Anche se nel 2015 gli investimenti dell’Europa nelle rinnovabili non sono aumentati, continua a crescere l’industria eolica continentale. Stando ai dati diffusi dall’EWEA, infatti, l’eolico ha superato l’idroelettrico diventando la terza componente del mix energetico europeo.

Non solo, perché il gap con gas e carbone, che occupano prima e seconda posizione, potrebbe essere colmato in meno tempo di quanto si possa pensare soprattutto se si pensa che ben il 44% dei nuovi impianti energetici installati in Ue nel 2015 sono stati eolici. Scendendo nel dettaglio dei numeri, a oggi, l’energia dal vento fornisce una capacità totale di 142 GW, a fronte dei 141 GW dell’idroelettrico, mentre gas e carbone sono rispettivamente a 192 e 159 GW.

Ed esattamente come avvenuto nel 2014, quasi la metà della nuova capacità eolica europea è stata installata in Germania, che ha ormai raggiunto i 45 GW. L’Italia, con 295 MW installati nel 2015, si colloca invece a “metà classifica”, usando un termine calcistico.

Diverso il discorso per quanto riguarda gli investimenti, che lo scorso anno in Europa sono scesi del 18%, fermandosi a 58 miliardi di dollari. Sul gradino più alto il Regno Unito (23,4 miliardi), mentre la Germania ha di poco superato i 10 miliardi.