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La Cina è sempre più la “patria” dell’eolico

eolic-chinaSe al mondo c’è un Paese dove l’eolico continua a crescere incessantemente, quello è la Cina. Che, secondo un nuovo rapporto di Navigant Research, intitolato Global Wind Energy Policy Update, è l’una nazione in cui l’energia del vento sta conoscendo un vero e proprio boom.

Lo studio, che analizza le politiche di sviluppo dell’eolico in 42 nazioni, evidenzia come molti governi abbiano abbandonato le iniziative di sostegno allo sviluppo dell’eolico per abbracciare politiche maggiormente orientate al mercato. Di conseguenza, soprattutto negli Stati con maggiore capacità installata, cominciamo ad assistere a un rallentamento della crescita dell’energia del vento.

La conclusione della ricerca è che, oggi, solo la Cina può essere classificata come nazione in “boom”, mentre altre nazioni come USA, India e Germania si apprestano a vivere una situazione di “stallo”.

«Forse l’intuizione più importante di questa analisi è che si sta andando verso tassi di crescita più bassi ma stabili», ha detto Roberto Rodriguez Labastida, analista di Navigant Research.

[foto da mirkobusto.net]

Danimarca, elettricità fa rima con eolico

images-1Nel 2015, in Danimarca, l’eolico ha prodotto il 42% del mix elettrico nazionale. Basta questa cifra per confermare come il Paese possa ormai essere considerato a tutti gli effetti la “regina mondiale del vento”. A confermarlo sono i dati di Energinet.dk, il gestore del sistema di trasmissione per l’elettricità e il gas naturale.

Una produzione talmente abbondante che il “surplus” è stato venduto al di fuori dei confini nazionali: “Ore dove la produzione di energia eolica supera il consumo non sono di per sé insolite, ma il fatto che adesso stiamo generando per oltre il 16 per cento del tempo un surplus nella rete elettrica danese occidentale mostra come la produzione sempre più fluttuante significhi che siamo in grado di trarre beneficio dalle importazioni e dalle esportazioni attraverso le frontiere”, spiega Carsten Vittrup di Energinet.dk.

Da ricordare, infine, come le due più grandi wind farm danesi si siano dovute fermare per problemi tecnici, in mancanza dei quali la produzione sarebbe arrivata al 43,5%.

[foto da scienzenotizie.it]

Dall’eolico il 97% dell’elettricità scozzese

ben-aketil-2Continuano a crescere i numeri dell’eolico un po’ in tutto il mondo, a conferma di come il vento sia una fonte energetica sempre più sfruttata e indispensabile. L’ultima notizia in tal senso viene dalla Scozia, dove secondo i dati forniti dal servizio WeatherEnergy, lo scorso anno l’energia eolica ha generato un quantitativo sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico del 97% delle famiglie scozzesi.

In particolare, l’eolio ha fornito oltre 10.392 GWh di energia elettrica alla rete nazionale, sufficienti a soddisfare le esigenze di 2,34 milioni di case (facendo registrare una crescita del 16 % rispetto all’anno precedente). Dal canto suo, il Direttore del WWF Scozia, Lang Banche, non ha mancato di sottolineare come “il 2015 è stato un grande anno per le energie rinnovabili, con turbine eoliche e pannelli solari che  hanno contribuito ad assicurare che milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica dannose per il clima siano state evitate all’atmosfera”.

E non finisce qui. Presto, la Scozia potrà vantare il parco eolico offshore più grande del mondo con una capacità produttiva di 135 GWh di energia elettrica l’anno. Insomma, non solo il vento soffia ancora, ma lo fa sempre più forte.

 

[foto da rinnovabili.it]

Soffia sempre più forte l’eolico “made in USA”

energia-eolica-boxContinua a crescere senza sosta l’energia eolica negli Stati Uniti: secondo i dati dell’American Wind Energy Association, l’ultimo importante traguardo è stato tagliato lo scorso novembre, quando la capacità di generazione ha raggiunto i 70 gigawatt, quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 19 milioni di abitazioni.

 

Un aspetto da non dimenticare è che gli Stati Uniti possono vantare circa 50mila turbine eoliche funzionanti su tutto il loto territorio. A ciò si aggiunga che il presidente Obama ha recentemente firmato l’accordo sul budget federale, che prevede un’estensione quinquennale per la Renewable Energy Production Tax Credit (credito di imposta per la produzione di energia rinnovabile).
Eppure, i margini di crescita sono ancora notevolissimi visto che l’eolico oggi non arriva al 5% nel mix energetico statunitense. “Ma nel 2007 eravamo a meno dell’1%” ha osservato Michael Goggin, direttore senior per la ricerca dell’Awea. Come dire, continuando di questo passo ne vedremo delle belle.

[foto da okpedia.it]

L’eolico europeo ha il vento in poppa

fonti_rinnovabiliNell’arco di 15 anni, l’eolico potrebbe diventare la prima fonte energetica europea. Lo afferma un recente studio dell’EWEA, sottolineando però la necessità che i governi diano seguito alle promesse contenute nel pacchetto clima 2030.

Ad oggi, con i suoi 128,8 GW installati, l’energia eolica soddisfa circa il 10% del fabbisogno continentale complessivo. Secondo le ultime proiezioni, nel 2030 la capacità istallata passerebbe a 392 GW, di cui 294 GW di onshore e 98 GW di energia eolica offshore. “L’eolico – spiega Giles Dickson, CEO della European Wind Energy Association può essere il fondamento del sistema energetico europeo entro i prossimi 15 anni.”

 Secondo la ricerca dell’EWEA, l’energia del vento potrebbe arrivare a soddisfare poco meno del 30% dei consumi, creando inoltre più di 360mila posti di lavoro.

“Gli impianti eolici a terra sono già oggi più convenienti rispetto a qualsiasi forma di nuova produzione. La trasformazione è già in corso”, ha aggiunto Dickson. “I politici devono ora decidere se accelerare questa transizione o interromperla, danneggiando così investimenti e settore occupazionale”.

 

[foto da improntaunika.it]

Eolico offshore, è in arrivo la “big generation”

eolicoSviluppare una nuova generazione di strutture capaci di reggere le turbine eoliche galleggianti da 10 MW di potenza. Questo l’obiettivo del progetto LIFES50 +, che riunisce una serie di Università e istituti tecnologici d’alto livello, tra cui il Politecnico di Milano.

Una sfida che partirà da due nuovi concept di basi flottanti, appositamente progettati per i nuovi mega aerogeneratori e da testare all’inizio del 2017. Si tratta di un settore di notevole importanza strategica, visto che le mega turbine eoliche sono oggi considerate la chiave per ridurre il costo dell’energia prodotta dall’offshore. Tuttavia, come è facilmente immaginabile, sostenere questi veri e propri “grattacieli marini” è tutt’altro che semplice.

I test avverranno all’interno di Gallerie del Vento, per sperimentare il comportamento dinamico dal un punto di vista strutturale (modello aeroelastico). Il movimento dovuto al galleggiamento in mare sarà invece simulato per mezzo di un robot in grado di riprodurre, gli spostamenti alla base della macchina, coerentemente con le forze aerodinamiche agenti sul modello fisico della turbina stessa, misurate durante la prova e con le forze idrodinamiche, calcolate tramite simulazione numerica.

[foto da lavalledeitempli.net]

Cile, eolico e solare più convenienti delle fossili

ARCHIVIO FOTOGRAFICO INTERNAZIONALE ENEL ENEL INTERNATIONAL PHOTOGRAPHIC ARCHIVE Movasa (Costa Rica), gennaio 2007: Centrale eolica di Movasa Contadini di passaggio sulla strada che costeggia le torri eoliche della centrale

Secondo una recente analisi d mercato pubblicata da Deutsche Bank, in Cile il fotovoltaico ha raggiunto e superato la grid parity, diventando la fonte energetica più conveniente per la produzione di energia elettrica. E il “sole” cileno sembra essere in ottima compagnia, visto che anche l’eolico sta facendo registrare performance eccellenti al punto che nell’ultima asta governativa sono state offerte tariffe tra i 65-68 dollari per MWh per tre parchi fotovoltaici e i 79 dollari il MWh per due wind farm, mentre il carbone non è riuscito a scendere sotto gli 85 dollari al MWh.

In altre parole, sole e vento sono diventati più convenienti del carbone. “In Cile fotovoltaico ed eolico sono oramai fonti più economiche dei combustibili fossili”, hanno spiegato Vishal Shah e Jerimiah Booream-Phelps, autori del report di Deutsche Bank. Tuttavia, la ricerca sottolinea anche che senza un adeguato rinnovamento delle rete elettrica, i progressi delle rinnovabili potrebbero restare lettera morta: “Anche se le prospettive a lungo termine sembrano essere molto promettenti, l’accesso a buone linee di trasmissione e la saturazione della rete rimangono sfide importanti che potrebbero potenzialmente avere un impatto sulle prospettive di crescita nei prossimi due anni” hanno dichiarato i due.

 

[foto da enelgreenpower.com]