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Rinnovabili e obiettivo 2020: l’Europa sulla strada giusta

unione-europea-rinnovabiliRaggiungere il 20% di produzione energetica da rinnovabili entro il 2020: questo l’obiettivo che si è dato l’Europa e che, a quanto pare, è sempre più vicino. Ad affermarlo è un rapporto redatto dalla Commissione Europea, secondo cui oggi ci sono già 25 Paesi in linea con l’obiettivo per il 2014 e, udite udite, tra questi c’è anche l’Italia. Secondo lo studio, lo scorso anno l’Ue ha raggiunto il 15,3% da rinnovabili, un traguardo in linea con l’obiettivo prefissato per il 2020.

In relazione al settore dei trasporti, a oggi l’uso delle fonti “green” è fermo al 5,7% mentre nei prossimi cinque anni dovrebbe arrivare al 10%. “In Europa abbiamo il triplo di energia rinnovabile pro capite rispetto a qualunque altra parte del mondo” ha commentato il commissario europeo per energia e clima, Miguel Arias Canete. “Abbiamo oltre un milione di persone che lavorano nel settore delle rinnovabili e che vale oltre 130 miliardi ed esportiamo 35 miliardi di energia rinnovabile ogni anno” ha aggiunto.

Stando alle stime riportate dallo studio, la maggior parte di green energy proviene dalle biomasse (47%) seguite a lunga distanza da idroelettrico (17%), eolico (11%), biocarburanti (9%) e solare (7%).

 

[foto da greenstyle.it]

Rinnovabili e clima, l’IKEA si tinge di verde

ikea-wind-farmsFino a oggi il tipico colore dell’IKEA è stato il giallo, forse dobbiamo iniziare ad abituarci all’idea che si trasformerà in verde. Il colosso svedese ha infatti annunciato il nuovo budget destinato alla sostenibilità: ebbene, nei prossimi cinque anni saranno investiti 500 milioni di euro sull’energia eolica, 100 milioni sul fotovoltaico e 400 milioni di euro su progetti incentrati sulla riduzione dell’impatto del cambiamento climatico.

Ad dare la notizia è stato lo stesso amministratore delegato Peter Agnefjall, che ha voluto sottolineare come questi nuovi progetti non impatteranno sui prezzi al dettaglio del gruppo svedese. Come riportato dalla Reuters, il nuovo programma di investimenti nasce dal desiderio di combattere il cambiamento climatico. Ecco perché accanto alle “spese energetiche”, IKEA Fundation investirà 400 milioni di euro entro il 2020 nel sostegno di famiglie e comunità nelle nazioni più vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici.

Fino a oggi, l’azienda ha già investito un miliardo e mezzo di euro nel solare e nell’eolico e ha anche approntato un piano a lungo termine per riuscire a produrre da fonti rinnovabili tutta l’energia di cui il gruppo ha bisogno entro il 2020.

[foto da forbes.com]

Eolico, nasce la Digital Wind Farm

11326451_644728692325389_1353304422_nL’eolico diventa 2.0 con il progetto Digital Wind Farm lanciato da General Electric. Si tratta di una sorta di ecosistema eolico dinamico, dove ogni turbina è collegata alla rete dell’”Industral Internet”: un termine coniato da GE che rappresenta l’integrazione di una macchina complessa con una rete di sensori e un software.

Grazie a questo sistema, un parco eolico potrebbe aumentare la produzione di energia fino al 20%, con conseguenti vantaggi economici per l’intero settore.

“Ogni business, tra cui il nostro – e ogni settore si sta trasformando grazie a tecnologie digitali più intelligenti, e le opportunità maggiori si trovano proprio nel settore energetico”, ha affermato Steve Bolze, Presidente e CEO di GE Power & Water. “La questione non è se prendere o meno questa strada … ma piuttosto di capire come ottenere il massimo dalla vostra trasformazione digitale”.

Nella Digital Wind Farm, la produzione parte dalle turbine stesse. Non solo, perché General Electric si avvale di un sistema in grado di realizzare fino a 20 diverse configurazioni di un aerogeneratore, da scegliere in base al luogo di destinazione, cercando di ottenere la maggiore efficienza possibile. Una volta installata, ogni turbina viene inoltre collegata a reti di sensori che analizzano la situazione in tempo reale, permettendo un costante monitoraggio delle operazioni.

GE sta già sperimentando il suo sistema in 4.000 unità, dimostrando di aver ottenuto in cambio un miglioramento fino al 20% della redditività di ciascuna turbina.

 

[foto da ge.com]

Batterie e rinnovabili, accordo tra Tesla ed Enel Green Power

0Importante passo avanti per le rinnovabili italiane. La settimana scorsa è stato infatti siglato un importante accordo tra Enel Green Power e Tesla, con l’obiettivo di testare l’integrazione dei sistemi stazionari di accumulo di energia sviluppati dall’azienda di Elon Musk negli impianti eolici e fotovoltaici di EGP.

 

In particolare, l’intesa mira ad aumentare la produzione degli impianti di Enel Green Power e a fornire servizi avanzati per una migliore integrazione delle energie rinnovabili con la rete.

L’accordo rientra in un più ampio Memorandum of Understanding esistente tra le due società che prevede l’integrazione di sistemi di energia Tesla nel business Enel e lo sviluppo della mobilità elettrica, e si colloca inoltre nell’ambito del programma complessivo di sperimentazione di Enel Green Power sui sistemi di storage stazionario, con progetti pilota in fase avanzata di implementazione che coinvolgono altri importanti player mondiali del settore, quali Fiamm, General Electric, Samsung SDI e Toshiba.

 

[foto da article.wn.com]

Da Tesla ecco Powerwall, la batteria per la casa del futuro

tesla-powerwall-anteprimaUna batteria al litio che si monta a parete, capace di immagazzinare l’energia solare ed eolica durante i picchi di produzione per poi rilasciarla nei momenti in cui sole e vento sono assenti.

È la nuova trovata di Elon Musk, eclettico CEO di Tesla, che ha così presentato Powerwall: “Il nostro obiettivo è quello di cambiare radicalmente il modo in cui il mondo utilizza l’energia. Stiamo ragionando in scala terawatt, cioè della completa trasformazione di tutta l’infrastruttura energetica del mondo”.

Tesla si lancia dunque nel settore dell’accumulo domestico e lo fa entrando dalla porta principale, rivolgendosi sia ai singoli cittadini che alle imprese con un prodotto che potrebbe rappresentare un’autentica rivoluzione.

Powerwall è disponibile in doppia versione, da 7 o 10 kilowattora, con una potenza continua di 2 kW e una di picco da 3.3 kWp. Le prime consegne negli USA sono previste a fine estate, con prezzi che si aggirano sui 3mial dollari. Powerwall è alta poco più di un metro, larga 85 centimetri e spessa meno di 20. Ne esiste anche una seconda versione, più potente, dedicata al busines.

Le batterie casalinghe sono disponibili in diversi colori: rosso, blu, grigio, bianco e nero simili a quelli utilizza per le auto. Sono batterie progettate per consentire il cosiddetto “load-shifting”. La carica avviene nei periodi in cui i prezzi dell’energia elettrica sono più bassi a causa della domanda minore. L’energia viene poi rilasciata nei momenti in cui la domanda e i prezzi salgono.

 

[foto da ilpost.it]

Napoli, ecco il pontile delle rinnovabili

Pontile-535x300Si chiama “Freedom Power” l’avveniristico pontile per imbarcazioni da diporto che si autoalimenta grazie alle rinnovabili. Presentato nell’ambito di Energy Med, rappresenta un’innovazione capace di contribuire in maniera determinante alla sostenibilità dei porti turistici.

Il ”pontile galleggiante modulare e generatore polivalente di energia da fonte rinnovabile integrato” (questo il suo nome per intero) è stato sviluppato per sfruttare le correnti fluviali e marine, il moto ondoso e le maree, oltre naturalmente l’energia eolica e solare grazie a una serie di modifiche apportate dai suoi costruttori.

Non solo, perché “Freedom Power” è anche un’infrastruttura che favorisce la mobilità sostenibile, visto che è in grado di rifornire i veicoli elettrici e quelli ad aria compressa grazie alle colonnine posizionate sul pontile.

 

Non a caso, si è classificato al 3° posto della categoria ”Mobilità Sostenibile” del Concorso di Idee Internazionali promosso da Mare Vivo.

 

[foto da gsd.it]

Le rinnovabili rompono il muro dei 100 Gigawatt

rinnovabili28092012Nel 2014, le rinnovabili hanno superato la barriera dei 100 GW. A darne notizia è il report dell’Unep, il Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, che sottolinea come per la prima volta l’obiettivo sia stato raggiunto senza contare le grandi centrali idroelettriche. Tanto per dare un’idea della quantità di energia di cui stiamo parlando, questa equivale alla capacità di generazione del parco delle centrali nucleari degli Stati Uniti.

Non solo, perché lo scorso anno gli investimenti nelle FER sono stati di oltre 270 miliardi di dollari, facendo registrare un aumento del 17% rispetto al 2013. Un incremento dovuto soprattutto alle molte installazioni di solare in Cina e Giappone (per 74,9 miliardi di dollari) e allo sblocco degli investimenti su alcuni progetti eolici offshore in Europa (18,6 miliardi di dollari).

I nuovi investimenti sono arrivati anche dai cosiddetti mercati emergenti come Indonesia, Cile, Messico, Kenya, Sudafrica e Turchia che hanno investito per circa 1 miliardo di dollari.

Passando alle singole tecnologie, gli investimenti nel solare sono cresciuti del 29% mentre quelli nell’eolico dell’11 mentre se passiamo ai singoli Paesi, al primo posto c’è la Cina con oltre 83 miliardi di dollari investiti seguita dagli USA con poco meno di 40 miliardi e dal Giappone fermo a 35.

In totale, il grande idroelettrico, le rinnovabili hanno fornito il 9,1% dell’elettricità mondiale mentre l’anno precedente si erano fermate all’8,5%.

 

[foto da guidaenergia.it]