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Continua a crescere l’eolico offshore in Europa

offshoreNon si ferma la crescita dell’eolico offshore in Europa. Lo scorso anno, il vecchio continente ha investito nel settore qualcosa come 13,3 miliardi di euro e il risultato sono stati 3 GW in più prodotti dai nuovi impianti. Al primo posto per le nuove installazioni troviamo la Germania, che non avrà molto mare ma quello che ha lo sfrutta fino in fondo. Il piazzamento d’onore se lo aggiudica la Gran Bretagna (che presto inaugurerà l’eolico offshore più grande del mondo) seguita dall’Olanda.

Sono i dati diffusi dall’ultimo rapporto della European Wind Energy Association (Ewea), che afferma anche che in totale l’eolico offshore europeo produce poco più di 11 GW.

In tutto, nelle acque europee ci sono 84 impianti eolici offshore. Complessivamente parlando, la potenza maggiore è installata nel Regno Unito, che con 5 GW detiene circa il 46% del totale. Seguono poi la Germania con 3,3 GW (30%) e la Danimarca con 1,3 GW (11,5%). Completano la classifica Belgio (712,2 MW, 6.5%), Olanda (426,5 MW, 3,9%), Svezia (201,7 MW, 1,8%), Finlandia (26 MW), Irlanda (25,2 MW), Spagna (5 MW), Norvegia (2 MW) Portogallo (2 MW). Dell’Italia, tristemente, nessuna notizia.

 
[foto da wind-energie.de]

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In Gran Bretagna l’eolico offshore più grande del mondo

eolicoSorgerà in Gran Bretagna il parco eolico offshore più grande del mondo. Progettato della danese Dong Energy, l’Hornsea Project One sarà situato al largo dello Yorkshire su una superficie di oltre 400 chilometri quadrati.

Una volta terminato, avrà una capacità di 1,2 GW sarà in grado di fornire energia pulita a circa un milione di abitazioni. Come sottolineato dalla Dong Energy, si tratta del primo parco di eolico offshore che supererà la fatidica soglia di 1 GW. Per la sua realizzazione saranno impiegate circa 2.300 persone, che provvederanno tra l’altro a installare le turbine fornite dalla Siemens alte 190 metri.

La Gran Bretagna conferma il proprio primato continentale nel settore dell’eolico offshore: con i suoi 5 GW installati, rappresenta quasi il 46% del totale continentale.

[foto da minformo.it]

Eolico offshore, è in arrivo la “big generation”

eolicoSviluppare una nuova generazione di strutture capaci di reggere le turbine eoliche galleggianti da 10 MW di potenza. Questo l’obiettivo del progetto LIFES50 +, che riunisce una serie di Università e istituti tecnologici d’alto livello, tra cui il Politecnico di Milano.

Una sfida che partirà da due nuovi concept di basi flottanti, appositamente progettati per i nuovi mega aerogeneratori e da testare all’inizio del 2017. Si tratta di un settore di notevole importanza strategica, visto che le mega turbine eoliche sono oggi considerate la chiave per ridurre il costo dell’energia prodotta dall’offshore. Tuttavia, come è facilmente immaginabile, sostenere questi veri e propri “grattacieli marini” è tutt’altro che semplice.

I test avverranno all’interno di Gallerie del Vento, per sperimentare il comportamento dinamico dal un punto di vista strutturale (modello aeroelastico). Il movimento dovuto al galleggiamento in mare sarà invece simulato per mezzo di un robot in grado di riprodurre, gli spostamenti alla base della macchina, coerentemente con le forze aerodinamiche agenti sul modello fisico della turbina stessa, misurate durante la prova e con le forze idrodinamiche, calcolate tramite simulazione numerica.

[foto da lavalledeitempli.net]

Eolico offshore, Deutschland über alles

An aerial view of the offshore energy park Alpha Ventus in the North Sea, about 45 kilometres (27 miles) north of the island of Borkum, April 27, 2010. The Alpha Ventus wind farm with 12 '5-Megawatt-class' wind energy mills, starts its production on Tuesday.   REUTERS/Ingo Wagner/Pool    (GERMANY - Tags: ENERGY ENVIRONMENT)

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’istituto di ricerca GlobalData, nel 2015 il settore dell’eolico offshore sarà dominato dalla Germania, che grazie a un piano di installazione di oltre 2 GW di capacità complessiva si prepara a superare anche la Gran Bretagna.

Se confermato, l’aumento tedesco sarebbe superiore di 4 volte rispetto ai 529 MW costruiti nel 2014, e farebbe scivolare i britannici al terzo posto della classifica mondiale dietro la Cina, assestata a 817 MW, mentre stando alle previsioni Londra installerà poco più di 800 MW.

Con oltre 4 GW, la Gran Bretagna conserverebbe tuttavia il primo posto per capacità complessiva anche se è lecito chiedersi per quanto, visto il ritmo a cui si stanno sviluppando altri Paesi.

«L’enorme aumento della Germania nelle installazioni offshore è attribuibile a diversi progetti di parchi eolici in mare che si prevede entreranno in funzione nel 2015 – ha dichiarato Ankit Mathur, cheaf of power di GlobalData – Anche la Cina ha in programma una serie di progetti di eolico offshore durante quest’anno. Inoltre, nei prossimi anni il Paese manterrà lo standard annuo di 1 GW nel prossimo futuro, mentre il Regno Unito vedrà abbassarsi relativamente la capacità installata fino al 2018. Da quell’anno si prevede una nuova fase di crescita per il settore».

Stando alle osservazioni di alcuni esperti del settore, la performance tedesca andrebbe interpretata come il tentativo di rimpiazzare il nucleare dopo le decisioni prese dal governo a seguito della tragedia di Fukushima. Basti pensare che, prima di allora, il nucleare soddisfaceva il 25% circa della domanda elettrica tedesca.

Da allora, Berlino ha dovuto aumentare l’utilizzo di carbone, una decisione incompatibile con gli obiettivi della strategia climatica varata nel 2010 dal governo Merkel. La cosiddetta “Energiewande prevede infatti una riduzione dei gas serra pari al 40% entro il 2020 e all’80% entro il 2050.

 

[foto da corriere.it]

Fotovoltaico galleggiante per Malta?

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Una serie di parchi solari galleggianti per raggiungere il 10% di produzione energetica da rinnovabili entro il 2020.
Potrebbe essere questa la strada giusta per Malta, il che ha stanziato 200mila euro per esaminare il progetto.

L’isola è infatti ancora molto dipendente dal petrolio, e tempo fa aveva considerato la possibilità dell’eolico offshore per aumentare l’energia prodotta da rinnovabili nel suo mix.

Tuttavia, vista la favorevole posizione geografica, anche il solare offre notevoli possibilità: il vero problema è che Malta è piccola. Ecco perché il Consiglio maltese per la Scienza e la Tecnologia sta considerando l’idea di parchi solari galleggianti sul mare. Il Consiglio ha finanziato con 200 mila euro un progetto di 3 anni per esaminare la questione.

Il progetto, chiamato “Solaqua”, sarà un importante banco di prova per il “solare galleggiante” che è già stato adottato in diversi luoghi come Australia, Brasile, India, Giappone e Stati Uniti. Un genere di infrastruttura che presenta alcuni vantaggi, come il fatto che i riflessi della superficie dell’acqua e il suo effetto di raffreddamento permettono di aumentare la resa elettrica dei pannelli solari.

“Solaqua” sarebbe tuttavia il primo tentativo di installare il fotovoltaico galleggiante in mare aperto.

[foto da telegraph.co.uk]

Eolico offshore sempre più competitivo

eolico_off_shoreAncora una decina d’anni, e l’eolico offshore raggiungerà la parità di costo con gas e petrolio.

Ad affermarlo una recente analisi di mercato commissionata dalla European Wind Energy Association (EWEA) a Ernest&Young che sottolinea che per raggiungere la grid parity l’industria del vento marino dovrà ridurre di circa un quarto le sue attuali spese.

E così, dopo il fotovoltaico, anche un’altra importantissima fonte rinnovabili si appresta a diventare competitiva al 100% rispetto alle fossili. Secondo gli autori dello studio, nel prossimo futuro l’eolico offshore potrebbe triplicare la sua capacità, passando dagli 8 GW installati ad oggi ai 23.5 GW del 2020. Un “balzo in avanti” che interessa principalmente Gran Bretagna, Germania e Danimarca ma che potrebbe coinvolgere anche la Francia, il cui contributo potrebbe sfiorare i 5 GW. Se così fosse, e si raggiungessero dunque i 28 GW di capacità, l’eolico offshore potrebbe coprire il 3,5% della futura produzione di elettricità dell’UE.

Ma, come ripeto, la riduzione dei costi è un elemento fondamentale per raggiungere tale traguardo. In particolare, bisogna agire sia sulla produzione e fornitura delle mega turbine eoliche sia sulla promozione della concorrenza tra gli operatori industriali.

Un ottimo segnale in tal senso lo hanno dato tempi tre dei principali protagonisti dell’eolico marino: Dong Energy, MHI Vestas e Siemens Wind Power and Renewables hanno avviato una dichiarazione congiunta – sotto il nome di ‘United Industry‘ – come parte di un nuovo impegno per ridurre i costi del settore intraprendendo azioni comuni e individuali attraverso l’intera catena di valore per fornire a lungo termini “progressi maggiori e tangibili”.

 

[foto da rinnovabilienergia.it]

Eolico offshore, in Galles il secondo parco più grande del mondo

Offshore-Sembra essere tutto pronto per l’avvio definitivo delle turbine nel secondo parco eolico offshore più grande al mondo.

Gwynt y Môr, questo il nome della gigantesca fattoria del vento costruita al largo delle coste del Galles e nata dall’incontro tra RWE Innogy e Siemens, avrebbe dovuto essere inaugurata già da qualche settimana ma il progetto ha subito alcuni ritardi causati dalle condizioni meteorologiche avverse.

A ogni modo ora ci siamo. Tutte le 160 turbine sono state installate e una volta completato il parco eolico Gwynt y Môr da 576MW (e dal costo di 2 miliardi di sterline) sarà il più grande del Galles e il secondo nel mondo dopo Array.

Ma RWE non sembra volersi fermare qui. Nei primi 3 mesi di quest’anno si dovrebbe concretizzare anche l’avvio dell’impianto di Nordsee Ost, 35 chilometri al largo dell’isola di Helgoland, nelle acque tedesche del Mare del Nord.

Una volta che questi due progetti saranno completati, RWE Innogy avrà oltre 1 GW di capacità di energia eolica off-shore, diventando uno dei primi tre operatori del mercato, dopo E.ON e DONG Energy.

[foto da ideegreen.it]