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Energia marina, tre nuovi impianti per la Cina

img306030La Cina scommette sull’energia marina e decide di realizzare tre nuovi impianti nelle aree costiere dello Shandong, dello Zhejiang e del Guangdong. Secondo quanto affermato da fonti governative, le nuove installazioni fungeranno da test sostenendo lo sviluppo di un settore che presenta ancora ampi margini di crescita.

Per quanto riguarda i tre impianti in costruzione, ognuno assolverà a una diversa funzione: quello che sarà realizzato nello Shandong, nel porto di Weihai, servirà come prototipo per la produzione di energia da acque basse mentre sulle isole Zhoushan le sperimentazioni riguarderanno soprattutto lo sfruttamento delle correnti delle maree. Infine a Wanshan, nel Guangdong, l’impianto cercherà di provare a produrre energia dalle onde. Come riportato sul quotidiano China Daily, il Paese presenta un potenziale di sviluppo di energia dal mare pari a 650 milioni di chilowattora e non è un caso che per la prima volta Pechino tenti di battere questa strada.

In quest’ottica, di fondamentale importanza è stata la creazione di un fondo per lo sviluppo dell’energia degli oceani – avvenuta nel 2010 – che fino a oggi a portato a investire un miliardo di yuan (circa 160 milioni di dollari) in 96 diversi programmi.

[foto da milanofinanza.it]

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Energia marina, l’innovazione abita in Scozia

energia-dalle-onde-del-mare-una-fonte-infinit-L-GTSs3cSorgerà nelle Highlands scozzesi il primo centro europeo di innovazione e ricerca sullenergia marina.
Si tratta di un’iniziativa tanto importante quanto ambiziosa, che sarà realizzata dal progetto MERIKA (acronimo inglese di “Marine Energy Research Innovation and Knowledge Accelerator”).

Il progetto, coordinato dalla University of the Highlands and the Islands, coinvolge diverse istituzioni scientifiche europee, chiamate a analizzare la localizzazione delle risorse chiave e a rafforzare la collaborazione internazionale nell’ambito del settore dell’energia marina.

Data la sua ubicazione, il centro di ricerca si avvarrà del potenziale eolico offshore e del moto ondoso del nord della Scozia.

Secondo gli esperti del settore, il progetto MERIKA è destinato ad avere un ruolo cruciale. Basti pensare al mega progetto MeyGen, il mega impianto per catturare l’energia delle maree varato proprio in questi giorni a largo delle coste nordorientali del Paese. A regime l’istallazione sarà in grado di produrre una potenza di quasi 400 MW, fornendo energia elettrica a circa 175mila abitazioni.

Un ulteriore passo verso il raggiungimento degli obiettivi che si è posto il governo scozzese, e cioè di soddisfare il 100 % della domanda di energia con le rinnovabili entro il 2020.

 

[foto da it.paperblog.com]

Energia marina, continua la ricerca made in Italy

R115-150kWNuovo importante capitolo per la ricerca italiana nel settore delle rinnovabili. Lo scorso 31 gennaio ha infatti preso il via la seconda fase di test in mare per la R115, la prima macchina al mondo a sfruttare il moto ondoso sviluppata dalla 40South Energy per Enel Green Power.

 

Non ho mai mancato di sottolineare come, soprattutto per un Paese come l’Italia, questo sia un settore di fondamentale importanza sul percorso verso la sostenibilità tanto economica quanto ambientale.

In particolare i generatori R115, oltre ad assicurare una completa integrazione nell’ambiente marino, una volta a regime saranno in grado di produrre ciascuno circa 220mila kWh all’anno, sufficienti a soddisfare i consumi di oltre 80 famiglie.

La prima fase dei test, di cui Energie Rinnovate ha scritto a suo tempo,  è stata molto positiva confermando le performance attese, l’estrema facilità di installazione e consentendo inoltre di identificare una serie di affinamenti mirati ad aumentarne la durabilità in mare.

Ora, la ricerca va avanti allo scopo di ottimizzare materiali e geometrie di funzionamento, al fine di installare nel prossimo futuro altre macchine della stessa classe nel Mediterraneo e in ambiente oceanico.

Forti del successo ottenuto, Enel Green Power e 40South Energy hanno rafforzato la collaborazione tecnologica con l’obiettivo di sviluppare un nuovo generatore marino di potenza nominale pari a 2 MW, seguendo le logiche di funzionamento e mantenendo le caratteristiche essenziali del modello attualmente in test.

[foto da 40southenergy.com]

L’Europa punta sull’energia marina

 

turbiUn piano d’azione per lo sfruttamento dell’energia del mare. È quello lanciato dall’Unione europea, che potrebbe avere notevoli risultati sia dal punto di vista della sostenibilità che da quello occupazionale. Infatti, se da un lato l’energia oceanica potrebbe arrivare a soddisfare il 78% del fabbisogno europeo entro il 2030, dall’altro potrebbe anche creare 40mila nuovi posti di lavoro entro il 2035.

Da qui l’idea di avviare un Forum che coinvolgerà i diversi attori, dalle autorità all’industria alle organizzazioni ambientali. A loro il compito di produrre una sorta di roadmap che include tutte le tecnologie per la raccolta delle energie rinnovabili provenienti dai mari e dagli oceani, ad eccezione dell’energia eolica offshore.

“L’energia oceanica possiede un potenziale considerevole per aumentare la sicurezza di approvvigionamento. Perciò è necessario promuovere l’innovazione tecnologica, superando gli obiettivi della strategia Europa 2020′ e contribuendo allo sviluppo e all’integrazione nel sistema energetico europeo di un’ampia gamma di fonti di energie rinnovabili, fra cui l’energia oceanica” ha dichiarato il commissario Ue all’energia Guenther Oettinger.

[foto da corriere.it]

Oceanus, due piccioni con un’onda

 

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Un generatore capace di produrre energia sfruttando le onde marine e, allo stesso tempo, di dissalarne l’acqua.

È Oceanus 2, prodotto dalla britannica Seatricity, che come confermato la settimana scorsa da Wave Hub sta per essere installato nel mare della Cornovaglia. Il progetto dovrebbe diventare attivo entro il 2015.  Il meccanismo di Oceanus 2 prevede che alcuni galleggianti spingano l’acqua marina pressurizzata all’interno di una turbina, mettendola in azione.

Non solo, perché il generatore è anche in grado di dissalare l’acqua e non è difficile immaginare l’utilità di un simile progetto soprattutto nelle zone a maggiore carenza idrica.

Al progetto manca ancora però l’approvazione definitiva del Marine Management Organisation ma, dall’altro lato, ha l’appoggio e l’approvazione del Ministro dell’Energia Michael Fallon. Il quale, ha dichiarato: “Il Regno Unito è una delle nazioni leader nello sviluppo dell’energia marina con circa un quarto delle tecnologie marine e ondose sviluppate qui nel Regno Unito,” ha detto il Ministro. “Quindi è una buona notizia che le aziende lungimiranti come Seatricity stiano continuando a sviluppare nuove tecnologie, più efficaci. Grazie al nostro investimento di oltre 13 milioni nella struttura Wave Hub loro e gli altri sviluppatori possono testare i loro prodotti proprio qui, in questo paese “.

[foto da cornishman.co.uk]

Energia marina, si lavora alla centrale più grande del mondo

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Si continua  a lavorare senza tregua al progetto “Sound of Islay”, che quando sarà terminato nel 2016 avrà dato vita alla centrale più grande del mondo per lo sfruttamento dell’energia marina.

Situato al largo della Scozia, tra le isole Islay e Giura, l’impianto includerà quattro turbine da 1 MW e, a pieno regime, sarà in grado di generare fino a 10 MW di energia elettrica fornendo ben il 40 per cento dell’elettricità nelle Highlands e servendo circa 42 mila abitazioni.

Intanto, il ministro scozzese dell’Energia Fergus Ewing ha confermato il permesso di pianificazione per la prima fase del progetto da 86 MW di potenza, che prenderà il via con l’istallazione di 9 MW di capacità a seguito  del posizionamento di 6 turbine.

“Lo sviluppo di questo progetto è solo alla prima fase necessaria per la realizzazione di un sito che potrebbe alla fine arrivare a contare 398 MW di potenza” ha dichiarato Ewing che annuncerà anche la possibilità per le società di usufruire di un fondo da 13 milioni di sterline per la commercializzazione delle nuove tecnologie.

Intanto, anche la Francia ha compiuto un primo, importante passo annunciando la prima gara d’appalto per la ricerca di progetti pilota per la produzione di energia marina,  mentre in Italia la sperimentazione è già cominciata al largo dell’Isola d’Elba grazie alla collaborazione tra l’azienda pisana 40South Energy ed Enel Green Power.

[foto da theguardian.co.uk]

Un mare di energia

225400_0_1La nuova frontiera delle rinnovabili potrebbe davvero essere l’energia prodotta dalle onde marine. Secondo il Cnr, infatti, il settore potrebbe attrarre investimenti per oltre 100 miliardi di euro da qui al 2030. Una cifra davvero ragguardevole, grazie alla quale si potrebbero sfruttare i mari del mondo per produrre il doppio dell’energia consumata in Italia.

 

Un cammino ancora molto lungo, i cui primi passi sono stati compiuti dalla Scozia, che nel 2007 ha costruito una centrale idroelettrica capace di utilizzare l’energia delle onde.

A distanza di cinque anni, nelle Isole Orcadi, è stato invece costruito il primo ‘parco eolico’ sottomarino, con pale che ricordano in tutto e per tutto quelle eoliche ma che sono posizionate sott’acqua e fatte girare dalle correnti.

 

Quello dell’energia marina è un settore particolarmente strategico per il nostro Paese, che in Europa è secondo solo alla Gran Bretagna per quantità di chilometri di costa.

 

E proprio per quanto riguarda l’Italia, le aree di maggior interesse sono quelle dello Stretto di Messina, del Canale di Sicilia, delle Bocche di Bonifacio e della Laguna Veneziana.

Al momento, ci si sta concentrando sulla zona dello Stretto dove sono stati avviati gli studi sul fondale per individuare i luoghi più adatti per posizionare le turbine.

[foto da julienews.it]