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Malaga, prendi il treno e ricarichi (gratis) l’auto elettrica

Endesa_PuntoRecarga_080612_01-575x362Diffondere la cultura della mobilità sostenibile, attraverso l’installazione di 229 punti di ricarica nelle zone strategiche della città.

È l’obiettivo del progetto ZEM2ALL (Zero Emissions Mobility To All), promosso da Enel attraverso la controllata Endesa, nell’ambito di Malaga Smart City.

E si è cominciato installando un prototipo della colonnina di ricarica nel parcheggio sotterraneo presso la stazione ferroviaria, dove sarà possibile ricaricare la propria auto elettrica in modo assolutamente gratuito, pagando cioè solo la tariffa relativa alla sosta nel parcheggio.

Il tutto, grazie a un innovativo sistema che sfrutta l’energia recuperata dalla frenata dei treni. Non solo, perché la colonnina di ricarica può anche attingere all’energia prodotta dalle pensiline fotovoltaiche istallate presso la stazione, dotate anche di un sistema per lo stoccaggio energetico.

Un progetto che presenta un notevole potenziale, dal che potrebbe essere replicato nei principali snodi ferroviari per offrire viaggiatori la possibilità di fare il pieno di energia pulita.

 

[foto da automotivesta.com]

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Búzios, nasce la prima smart city dell’America Latina

Si trova a poco meno di 180 chilometri da Rio de Janeiro, e fino a oggi era conosciuta come una delle mete turistiche più attraenti del Brasile. Ma ora Armaçao dos Búzios, o più semplicemente Búzios, si appresta a entrare nella storia come la prima smart city del Sud America.

È stato infatti inaugurato la settimana scorsa il Centro di monitoraggio e di ricerca, vera e propria cabine di regia che consentirà di portare a termine il progetto “Cidade Inteligente Búzios”.

Una cerimonia a cui hanno assistito, tra gli altri, il vice-presidente della Repubblica del Brasile Michel Temer, il segretario dello Sviluppo economico, energia, industria e servizi del Governo di Rio, e il  presidente di Endesa Borja Prado.

Búzios rappresenta un passo fondamentale per lo sviluppo delle città intelligenti soprattutto in un contesto come quello latino-americano, e non è un caso che ciò sia avvenuto in uno dei Paesi emergenti nello scacchiere economico mondiale.
Un passo che porta con sé anche una parte d’Italia, visto che Endesa è una società del Gruppo Enel, che in questo progetto ha investito oltre 18 milioni di dollari.

I cittadini di  Búzios potranno così avvalersi delle più avanzate tecnologie “intelligenti” collaudate da Enel, come l’illuminazione pubblica a LED,  la produzione a grande scala di energia rinnovabile, i numerosi incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati e il potenziamento delle smart grids.

Un progetto che può contare sul successo delle precedenti esperienze sviluppate da Endesa in collaborazione con Enel, prima fra tutte l’iniziativa Malaga SmartCity (2009). In totale sono sette i progetti avviati in altrettante città del mondo (Torino, Genova, Bari, Santiago del Cile, Malaga, Barcellona e Búzios), che confermano il Gruppo Enel come leader globale nello sviluppo delle smart cities.

 

[foto da endesa.com]

 

Nasce la partnership europea per le smart cities

Ormai lo sanno anche i sassi. Lo sviluppo di smart grids e smart cities è uno degli elementi essenziali per garantire il futuro energetico del pianeta.

Deve averlo capito anche l’Unione Europea, che ha appena lanciato la Smart Cities and Communities European Innovation Partnership, un’iniziativa mirata a incoraggiare l’inserimento delle tecnologie intelligenti nelle città continentali.

E sembra assolutamente una cosa seria, visto che solo per il 2013 è previsto un investimento di 365 milioni di dollari.

Una spinta notevole, che dovrebbe aiutare a superare gli ostacoli che ancora non permettono  al potenziale delle nuove tecnologie intelligenti di esprimersi compiutamente.

A tal proposito il Commissario per l’energia Günther Oettinger ha dichiarato: “L’innovazione guida la competitività dell’Europa, ed è il mezzo migliore per affrontare l’efficienza energetica. Grazie a questa partnership, il riscaldamento ad alta efficienza e i sistemi di raffreddamento, i contatori intelligenti, la gestione energetica in tempo reale, o soluzioni a zero energia per gli edifici verranno diffuse sempre più tra le città europee “.

A dire il vero, non mancano già oggi esempi virtuosi in grado di tracciare la strada.

Mi riferisco ad esempio al progetto di Endesa che riguarda la città di Malaga, autentico fiore all’occhiello delle smart cities europee, o quello di Barcellona.

E l’Italia? Per ora, la case history più significativa è quella di Isernia, realizzata da Enel.

Ma anche a Torino, Bari e Genova sono già in essere accordi tra aziende, università e utilities per rendere queste città sempre più smart.

E speriamo che con la nuova iniziativa europea, altre seguiranno.

 

[foto da bitmat.it]

 

Enel si dà alla Clean Technology e lancia il suo LAB

Quindici milioni di euro nei prossimi tre anni per sostenere start up di aziende italiane e spagnole improntate all’innovazione e alla clean energy.

È l’investimento previsto per Enel Lab, il laboratorio presentato oggi dal colosso energetico italiano e dalla controllata spagnola Endesa.

Si tratta del primo laboratorio d’impresa a sostegno della ‘tecnologia pulita’ e, a parere di chi scrive, merita di essere tenuto in considerazione per tre motivi.

La prima selezione di progetti da parte di Enel Lab partirà da luglio e terminerà a febbraio 2013, con la scelta di 6 start-up, tra Italia e Spagna, che riceveranno un finanziamento fino a 650mila euro.

Secondo motivo è che si tratta di risorse non trascurabili destinate a sviluppare progetti in grado di coniugare sostenibilità ambientale ed economica in un momento in cui, tanto in Italia quanto in Spagna, di investimenti se ne vedono davvero pochi.

In terzo luogo perché, per formazione e cultura personale, ho sempre diffidato delle diverse “caccie alle streghe” in cui mi sono imbattuto durante la mia esistenza.

E in un momento in cui qualcuno mi viene presentato come “killer” senza se e senza ma, sono sempre assalito dal dubbio che le cose possano essere lette anche in un’altra maniera.

Qualcuno potrebbe sostenere che si tratta di una mera operazione di facciata. Ma quindici milioni di euro sono una cifra cospicua: le operazione di lifting (aziendale) costano molto meno.

[foto da khd.com]

Graciosa la smart grid!

Nuovo importante passo avanti della Spagna nel settore delle smart grids e nella promozione delle energie rinnovabili. Dopo il Premio Smartcity vinto dalla città di Malaga, la società Endesa e l’Istituto tecnologico delle Canarie (Instituto Tecnológico de Canarias-ITC) del Lavoro, dell’Industria e del Commercio del governo dell’arcipelago hanno firmato un accordo per la realizzazione di una smart grid a La Graciosa, un’isola delle Canarie a largo di Lanzarote.

Secondo quanto riportato dal sito di Endesa,  l’accordo di propone di “sviluppare una soluzione di fornitura di energia pulita per La Graciosa, attraverso una microgrid dotata di dispositivi di generazione distribuita, immagazzinamento di energia, gestione attiva e passiva della domanda, previsioni affidabili della produzione da vento e sole, contatori intelligenti che permettono la gestione remota, sistemi di tariffazione dei veicoli elettrici e tutto ciò che permetterebbe all’isola di conseguire l’autonomia energetica”.

La nuova microgrid sarà inserita all’interno dell’iniziativa nota come Patto delle Isole, che intende sviluppare la cultura delle rinnovabili nelle isole europee verso il raggiungimento dell’obiettivo 20-20-20 (20% di energie rinnovabili, 20% di miglioramento dell’efficienza energetica e 20% di riduzione dei gas a effetto serra entro il 2020).

E in Italia cosa sta succedendo? In realtà, per quanto riguarda le smart grids, il nostro Paese è decisamente più avanti di quanto possa sembrare a prima vista. Anzi, si può dire che sia tra i leader riconosciuti a livello internazionale a cominciare dalla telegestione, che rappresenta un elemento fondamentale nello sviluppo delle reti intelligenti e che visto la luce (è proprio il caso di dirlo) proprio in Italia con la nascita del contatore elettronico.

 

[foto da turismodecanarias.com]

Premio Smartcity. Una coppa gusto Malaga

Smartcity Malaga, il piano avviato dalla società Endesa nel 2009, si è aggiudicato il Living Labs Global Awards, ambito e prestigioso riconoscimento che premia le soluzioni urbane più innovative nell’ambito della sostenibilità. Tra 555 proposte provenienti da ben 50 paesi, sono stati solo 22 i progetti selezionati e quello della cittadina spagnola si è imposto grazie all’introduzione di contatori intelligenti, smart grid, generazione distribuita e infrastrutture di ricarica “smart” per veicoli elettrici che, tutti insieme, hanno permesso alla città di ottenere un risparmio energetico del 20%.

Più specificamente, Endesa ha installato a Malaga oltre 17.000 contatori intelligenti, 20 centri di trasformazione con sistemi ad automazione avanzata, una rete di comunicazione Plc (PowerLine Communication) e impianti da rinnovabili per 11 MW combinati con due stoccaggi di elettricità a batterie.

Un’esperienza che, oltre a portare indubbi vantaggi agli abitanti della città andalusa, sta dando vita a nuovi progetti improntati alla sostenibilità ambientale come Smartcity Barcelona, che vuole replicare anche nel capoluogo catalano quanto fatto a Malaga e Cidade Inteligente Búzios, che si appresta a diventare un modello energetico per l’intero continente sudamericano.


[foto da ice-cream-machine.com]

Smart city? Dalla Spagna agli Emirati. Ma c’è anche l’Italia

Ormai è chiaro a tutti. L’efficienza energetica è una delle questioni cruciali da cui dipende il futuro dell’intero pianeta. Un tema affrontato il 10 gennaio dal ministro dell’Istruzione e Ricerca, Francesco Profumo, che davanti alla Commissione Cultura della Camera ha confermato l’impegno del governo a sostenere lo sviluppo delle smart grids nel nostro Paese.

Profumo ha evidenziato soprattutto il problema degli edifici scolastici italiani: una superficie complessiva di circa 64 milioni di metri quadri, in gran parte identificati in classe energetica G, ossia la più bassa, indice di maggiore inefficienza. Un record non proprio esaltante e molto poco smart soprattutto se si butta lo sguardo oltre i confini nazionali.

Solo una settimana fa, a Barcellona è stato inaugurato il nuovo centro di controllo della Rete intelligente. Un edificio che sarà il cuore del progetto lanciato da Endesa, la società spagnola controllata da Enel, per trasformare il capoluogo catalano in una delle più importanti smart city a livello mondiale. E in giro per il mondo la gara a condurre da capofila la rivoluzione smart non manca. Dagli Emirati Arabi, dove sta nascendo la città 100% ecosostenibile di Masdar, all’Olanda, dove ad Amsterdam interi quartieri stanno diventando “a impatto zero”, fino alla stessa Spagna, che ha in Malaga la punta di diamante delle smart city europee.

L’Italia allora è un’altra volta fanalino di coda? Una volta tanto, nonostante le dichiarazioni del ministro dicano una verità, fa piacere sottolineare che il Belpaese non sta a guardare. Sono già in essere accordi tra aziende, università e utilities  per rendere Torino, Bari e Genova delle Smart Cities a livello europeo . A Roma, Acea sta implementando i primi embrioni di reti intelligenti. Ma è a Isernia che sta nascendo la prima città italiana smart. Un’iniziativa che, secondo il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli, dovrebbe valere circa mezzo punto di Pil annuo grazie a una maggiore efficienza energetica.