Archivi tag: emissioni

Clima, verso l’anno più caldo di sempre

ghiaccioSembra ormai senza uscita la strada imboccata per quanto riguarda il surriscaldamento climatico. I record negativi si susseguono e così il 2016 sembra pronto a passare alla storia come l’anno più caldo di sempre, come prima di lui il 2014 e poi il 2015 e, naturalmente, finché non arriverà il 2017.

L’ultima conferma del trend decisamente negativo proviene dai dati diffusi dalla NASA relativi al mese di aprile, quando la temperatura globale della terra e del mare è stata più calda di 1.11 °C rispetto alla media del mese calcolata nel periodo 1951-1980. E lo stesso dicasi degli ultimi sei mesi, quando l’aumento di temperatura ha ecceduto sempre di oltre un grado celsius la media storica.

Non solo, perché in aree come l’Alaska, la Russia e la Groenlandia occidentale la temperatura è salita oltre 4 °C rispetto alla media di aprile. Mentre in gran parte dell’Asia, in Europa orientale, in Australia, nel nord-ovest degli Stati Uniti e in Canada occidentale hanno registrato scostamenti di 2 °C o più. Insomma, o ci diamo davvero una mossa, o la partita sarà persa per sempre.

 

[foto da pixabay.com]

Annunci

Dall’India ecco la prima moschea a emissioni zero

????????????????????????????????????

Kodi è una piccola città indiana situata nel distretto di Kundapur. Una città come tante, che probabilmente era destinata a restare sconosciuta (almeno a me) se non fosse che proprio lì sorge la prima moschea al mondo a emissioni zero.

L’intero fabbisogno energetico del minareto è infatti soddisfatto dalla combinazione tra eolico e solare. Non solo, perché l’edificio produce energia rinnovabile in eccesso al punto che può cederne una parte alle rete elettrica locale.

“In un momento in cui il mondo sta passando attraverso crisi del cambiamento climaticoha affermato Syed Mohamed Beary del Bearys Group, che ha realizzato i lavori – la moschea dimostra come lo sviluppo sostenibile possa aiutare a mitigare il riscaldamento globale. E la moschea presenta anche un volto moderno dell’Islam che mira a promuovere l’armonia tra tutte le comunità. È un esempio di design eco-friendly contemporaneo”.

Kundi si trova in un territorio dove le temperature possono raggiungere livelli elevatissimi e pertanto una particolare attenzione è stata dedicata al sistema di raffreddamento. Non solo, perché la forma forma a “L” dell’edificio, oltre all’abbondante vegetazione nei dintorni, garantisce la creazione di un microclima con temperature più fresche.

 

[foto da daijiworld.com]

Irlanda a “emissioni zero” entro il 2050

375_ireland_arkins_01Ridurre le emissioni di carbonio del 95% entro il 2050. Questo l’ambizioso obiettivo che si è posto l’Irlanda, presentato dal ministro dell’energia Alex White nello studio intitolato Transition to a Low-Carbon Energy Future 2030-2100.

Un percorso che passa necessariamente dalla sostituzione di combustibili come torba e carbone con fonti energetiche rinnovabili come l’eolico e il solare, che saranno sostenute da un apposito sistema di incentivazione. Tra le azioni previste anche un sostanzioso aumento dell’efficienza energetica, con l’installazione in case ed uffici di nuovi impianti ecofriendly.

“Dobbiamo raggiungere questo ambizioso livello di decarbonizzazione, impegnando tutti i cittadini nella politica energetica e nella sua attuazione – ha dichiarato White – . Si tratta di cambiare il nostro modo di riscaldare le nostre case e imprese. Si tratta di rivalutare il modo in cui viaggiamo. Si tratta di partecipare alle decisioni che riguardano le esigenze infrastrutturali a basso tenore di carbonio”.

 

[foto da rinnovabili.it]

Riduzione delle emissioni, l’Europa avanti di 5 anni

servizi-emissioniBuone notizie sul fronte della riduzione delle emissioni, almeno per quanto riguarda l’Europa. Secondo un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente presentato la settimana scorsa, infatti, l’Unione europea ha già raggiunto e superato i target di riduzione delle emissioni fissati per il 2020.

In particolare, i gas serra sono scesi del 23% rispetto ai livelli del 1990 e i trend più recenti lasciano pensare che, con le misure attualmente in vigore, si arriverà a una riduzione del 24% entro il 2020 mentre introducendo quelle già programmate si raggiungerà il 25%.

In generale, l’unico settore a veder crescere le proprie emissioni è stato quello dei trasporti. Per quanto riguarda il futuro, a Bruxelles sono concentrati sul 2030 e c’è da spettarsi qualcosa di buono solo se anche gli altri Paesi sviluppati, in seno alla COP 21, si diranno d’accordo a rivedere la strategia 20-20-20.
Insomma, c’è il forte rischio che l’Europa si sieda sugli allori compromettendo quanto di buono fatto fino a oggi.

 

[foto da acteco.it]

Gas serra, l’Italia è sempre più verde

EMISSIONI-CO2Il tricolore italiano si sta tingendo sempre più di verde. Almeno in relazione alle emissioni di gas serra, che si sono ridotte del 20% rispetto al 1990. Ad affermarlo è il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi, che in occasione del compleanno del protocollo di Kyoto ha affermato: “In Italia è in corso un mutamento strutturale del sistema energetico, tanto che nel 2014 sono stati emessi circa 300 grammi di CO2 equivalente per produrre un euro di Pil a fronte dei 400 grammi per ogni euro di Pil del 2005.”

Un risultato assolutamente eccellente, determinato soprattutto dall’aumento delle soluzioni di efficienza energetica e dall’uso delle fonti rinnovabili.

Purtroppo, a livello internazionale le cose stanno andando diversamente e il “buon esempio” italiano non è seguito, visto che nel 2014 la concentrazione di CO2 in atmosfera ha superato le 400 parti per milione. Anche per questo, è iniziato il percorso che dovrebbe portare ad un accordo globale sul clima nella Conferenza mondiale delle Nazioni Unite a Parigi a fine anno.

[foto da ilmattinodiparma.it]

L’India scopre il primo edificio a emissioni zero

Indira-Paryavaran-Bhawan

 

 

 

 

 

 

 

Si chiama Indira Paryavaran Bhavan, si trova a New Delhi ed è il primo edificio indiano ad aver raggiunto gli standard internazionali “Zero Energy”.
A un anno dalla sua inaugurazione, la costruzione ha infatti dimostrato di saper praticamente azzerare i consumi di energia garantendo al tempo stesso qualità e comfort ai suoi abitanti.

Un risultato raggiunto grazie a un’ottima integrazione tra design sostenibile e rinnovabili.

Occupato da una delle sedi del Ministry of Environment & Forests , l’edificio ha ha ricevuto le 5 stelle della certificazione Green Rating for Integrated Habitat Assessment [GRIHA].

Un importante riconoscimento, dovuto alle soluzioni adottate a partire dalla progettazione passiva solare dell’architettura, che ha permesso di sfruttare il 75% dell’illuminazione naturale per ridurre i consumi. Inoltre, sul tetto è stato installato un impianto fotovoltaico mentre è previsto anche l’uso dell’energia geotermica per il sistema HVAC.
Infine, sono stati abbattuti i consumi del 40% grazie all’utilizzo di sistemi di condizionamento a travi fredde, alla ventilazione naturale e agli impianti ad alta efficienza.

Inoltre, lIndira Paryavaran Bhavan è stato costruito utilizzando materiali ecologici e locali, come i mattoni di ceneri volatili (Fly ash brick), materiali riciclabili, isolante in lana di roccia e l’impiego di un materiale composito formato da bambù e iuta per la realizzazione degli infissi e delle persiane.

Grande attenzione è stata infine dedicata ai consumi idrici, che sono stati ridotti grazie ad apparecchiature a flusso ridotto, al riciclaggio delle acque di scarico, alla raccolta dell’acqua piovana e alla scelta di giardini esterni sempreverdi in grado di sopravvivere senza essere annaffiati.

[foto da greencleanguide.com]

USA, aumentano le emissioni di gas serra

INQUINAMENTO ATMOSFERICO: EMISSIONI DI GAS DA UNA FABBRICADoccia fredda sugli States all’indomani del Summit sul clima di New York.
La settimana scorsa, la Energy Information Administration ha diffuso alcuni dati secondo i quali le emissioni di gas serra nel 2013 sono cresciute del 2.5 per cento dopo due anni di calo.
Non solo, perché le proiezioni per quest’anno non lasciano ben sperare visto che dai 5 miliardi e 267 milioni di tonnellate del 2012 si è passati a 5 miliardi e 396 milioni.

Secondo la IEA, due le ragioni principali alla base del fenomeno. In primis un raffreddamento della temperatura, che ha causato un aumento della domanda di petrolio e gas naturale per il riscaldamento domestico, e in secundis l’aumento del prezzo del gas naturale, che ha determinato un ritorno al carbone. Infatti, se la produzione da gas è scesa di circa il 10%, quella da carbone è aumentata di quasi il 5%.

Ciò che che preoccupa di più è che lo scorso anno i livelli di CO2 sono stati soltanto del 10% inferiori a quelli del 2005, mentre secondo le promesse di Obama gli USA dovrebbero tagliare il 17 per cento entro il 2020.

E in futuro sembra che le cose andranno anche peggio, visto che la diminuzione dell’80% della CO2 entro il 2050 appare ormai irraggiungibile. E dunque che fare? In aiuto può venire il nuovo report dell’UCS (Union Concerned Scientists), secondo il quale con un aumento degli investimenti nelle rinnovabili e un progressivo abbandono del carbone, si potrebbe ottenere un taglio di CO2 del 40 per cento entro il 2030.

[foto da mtvnews.it]