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Efficienza energetica, l’Italia è prima

EPCL’Italia è il primo Paese al mondo per l’efficienza energetica tra quelli industrializzati. La notizia, tanto inattesa quanto gradita, proviene da Avvenia che ha analizzato le proiezioni per il 2016 inerenti le emissioni di gas nocivi mettendole a confronto con i dati relativi al quinquennio 2011-2016. Ebbene, considerando appunto le nazioni più industrializzate, sul gradino più alto ci siamo proprio noi, con una riduzione delle emissioni del 20%.
Non solo, perché anche in relazione al consumo finale di energia, in Italia il valore pro-capite è di 2,4 tonnellate equivalenti di petrolio (Tep), mentre in Inghilterra è di 3 Tep, in Francia di 3,7 Tep e in Germania di 3,8 Tep.

Insomma, sembra proprio che una volta tanto siamo noi a dare l’esempio agli altri. E non finisce qui, perché sempre Avvenia ha stilato una classifica delle 12 maggiori economie a livello mondiale considerando tre settori chiave come industria, edilizia e trasporti. Per ognuno di questi settori, è stato studiato come viene usata l’energia e con quanta efficienza. Ebbene, anche stavolta l’Italia è finita al primo posto considerando la somma delle valutazioni dei tre settori, seguita da Germania, Regno Unito, Francia e Giappone.

 

[foto da studioalfa.it]

Efficienza energetica: le Regioni più virtuose

effEneIl tema dell’efficienza energetica sta diventando sempre più cruciale per costruire un futuro migliore per tutti. Ma quali sono le Regioni italiane più virtuose? A stilare la classifica ci ha pensato Avvenia, azienda considerata tra i pionieri dell’efficienza energetica che ha analizzato l’andamento dei Certificati Bianchi nel corso del 2015.

Ebbene, per quanto riguarda l’industria del vetro la medaglia d’oro va al Piemonte, mentre il Lazio eccelle nel settore farmaceutico, l’Umbria in quello siderurgico, il Veneto primo nel campo dell’edilizia mentre la Toscana in quello – manco a dirlo – enogastronomico.

A livello nazionale, invece, il settore più efficiente quello della siderurgia, che ha ridotto del 42% le proprie emissioni di gas serra.

“Il dato più sorprendente rilevato – ha tuttavia osservato Avvenia in una nota stampa – è che le aziende italiane hanno iniziato ad essere energicamente più efficienti a prescindere dalla possibilità di ottenere utili attraverso il sistema dei Certificati Bianchi. I progetti avanzati nel 2015 si basano infatti in prevalenza sul considerevole risparmio che le aziende sono riuscite ad ottenere implementando adeguate misure di efficientemente energetico. Ed è proprio avvalendosi dei servizi ad altissimo valore aggiunto da noi offerti, finalizzati ad ottimizzare l’efficienza energetica e la gestione dell’energia, che nel 2015 moltissime aziende sono riuscite a ridurre notevolmente costi e a diventare quindi più competitive”.

[foto da greenreport.it]

Efficienza e rinnovabili per contrastare il climate change

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Se vogliamo mantenere l’aumento della temperatura mondiale sotto i due gradi centigradi, non possiamo fare a meno di incrementare efficienza energetica e fonti rinnovabili. È quanto afferma il rapporto REthinking Energy – Renewable Energy and Climate, redatto dall’International Renewable Energy Agency (IRENA) per la COP 21 di Parigi.

Lo studio spiega come, raggiungendo entro il 2030 la quota del 36% di rinnovabili nel mix energetico mondiale, potremmo già considerarci “a metà dell’opera”, che sarebbe poi completata dall’efficienza energetica.

“Il settore energetico è responsabile per più di due terzi delle emissioni globali di gas serra, e quindi deve essere al centro dell’azione per il clima”, ha spiegato Adnan Z. Amin, direttore generale di IRENA“La transizione rapida verso un futuro alimentato da rinnovabili, accompagnata da un aumento dell’efficienza energetica, è il modo più efficace per limitare l’aumento della temperatura globale. Questo cambiamento è già in corso, ma deve essere accelerato se vogliamo riuscire a raggiungere l’obiettivo”.

Stando a quanto afferma la ricerca, l’incremento delle FER consentirebbe anche di creare più posti di lavoro per unità di energia prodotta rispetto a carbone e gas naturale. In altre parole, raggiungendo l’obiettivo del 36% di rinnovabili nel mix, i livelli di occupazione potrebbero superare i 24 milioni di posti di lavoro entro il 2030.

“Il forte interesse commerciale per le energie rinnovabili ha reso la transizione energetica inevitabile”, ha aggiunto Amin. “E ora la questione non è più se il mondo debba o meno passare all’energia pulita verso un futuro di energia rinnovabile, ma piuttosto se lo farà abbastanza in fretta. Ai prossimi colloqui sul clima a Parigi, spetterà ai paesi impegnarsi per obiettivi forti, e, dare un segnale politico forte per catalizzare ulteriori investimenti nelle fonti rinnovabili”.

Luci a LED in tutto il mondo entro 10 anni

citylights_fullEntro il 2025, tutte le città del mondo saranno illuminate dalle luci a LED. Questo il messaggio al centro della nuova iniziativa di The Climate Group, secondo cui non c’è più alcun motivo per ritardare la diffusione di questa tecnologia.

“Le nostre consultazioni con le parti interessate hanno dimostrato che, quando si tratta di affrontare il cambiamento climatico, i LED sono la misura più semplice da implementare. Un sistema tecnicamente provato, commercialmente redditizio e già in grado di produrre risparmi per le città di tutto il mondo” si legge in uno studio pubblicato dall’organizzazione.

La nuova campagna, chiamata Led: Lower Emissions Delivered, segue la sperimentazione del 2012 prove che ha portato i LED in 12 grandi città, tra cui New York, Londra e Calcutta.

Ora, secondo The Climate Group, è il momento di diffondere il LED in tutti i centri urbani del pianeta e per farlo c’è bisogno del sostegno dei governi.

L’illuminazione nel suo complesso copre ormai circa il 19% del consumo globale di elettricità e il 6% delle emissioni. Il passaggio ai LED per illuminazione interna ed esterna, calcola l’ONG, ridurrebbe consumo globale di elettricità in questo settore di oltre il 52%.

 

[foto da ledcitylights.com]

Efficienza energetica, l’Europa risponde alla sfida

563px-Edificio_in_piazza_san_jacopinoTrovare soluzioni capaci di aumentare l’efficienza energetica dei condomini, riducendo i consumi fino all’80%. È l’obiettivo del progetto BuildHEAT, coordinato dall’Istituto per le energie rinnovabili dell’EURAC, dedicato al milione di condomini italiani che rappresentano circa il 70% delle abitazioni nazionali.

“Dopo aver studiato e realizzato soluzioni pratiche per la riduzione dei consumi di energia tramite ristrutturazione di edifici residenziali, edifici storici e centri commerciali, l’Istituto concentra ora l’attenzione sui condomìni, in cui abitano circa 30 milioni di italiani», ha spiegato il direttore, Wolfram Sparber.

Secondo quando stabilito, BuildHEAT durerà 4 anni, avrà un finanziamento di 7 milioni di euro provenienti dal programma Horizon 2020 coinvolgerà 18 partner europei.

“I ricercatori studieranno pacchetti di interventi e strumenti immediatamente utilizzabili dagli inquilini – si legge nella nota stampa di EURAC Research – Attraverso tecnologie plug&play si possono installare velocemente gli apparecchi necessari, facilitando anche il lavoro dei tecnici».

Roberto Fedrizzi, ricercatore dell’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’EURAC e responsabile del progetto BuildHEAT, sottolinea come “le unità abitative saranno climatizzate da sistemi che accumulano l’energia termica in piccoli serbatoi, installabili dal singolo condomino per esempio sul proprio balcone, e che saranno alimentati anche attraverso collettori solari termici o pannelli fotovoltaici” .

Non solo, perché BuildHEAT intende anche rispondere alla necessità di intercettare finanziamenti privati per gli interventi di risanamento: «Oggi – conclude Fedrizzi – questo tipo di interventi utilizza spesso fondi pubblici o i capitali dei diretti interessati, in genere sempre più ridotti. Noi andremo a capire come stimolare l’investimento di fondi privati interessati al finanziamento di interventi legati all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili”.

[foto da greenews.info]

L’efficienza energetica entra in scena alla Scala di Milano

scala-milano-187749Un piano che prevede interventi di efficienza energetica per oltre 3 milioni di euro. È quello definito dal Teatro alla Scala di Milano, e che spazia dall’illuminazione a Led alla riduzione dei consumi idrici fino a nuovi sistemi di compensazione climatica. Il tutto, per una riduzione di circa 127 tonnellate di emissioni di CO2.

Il teatro più famoso d’Italia ha firmato un accordo quinquennale con Cofely Italia che prevede la gestione, manutenzione e supervisione degli impianti di climatizzazione, illuminazione, elettricità, idrico-sanitari e anti-incendio del palazzo. Previsti inoltre diversi interventi di efficientamento energetico su una superficie di circa 73mila metri quadrati.

Tra le prime operazioni in programma, la sostituzione di 1.800 lampade tradizionali con lampadine a Led. Gli altri principali interventi previsti riguarderanno la sostituzione di 5 gruppi frigoriferi energivori con altrettanti ad alto rendimento, oltre all’installazione di due impianti solari – uno fotovoltaico e uno termico – e di un impianto di cogenerazione da 100 kWe.

 

[foto da expo2015notizie.it]

Alle Galapagos l’aeroporto più sostenibile del mondo

aeropuerto_baltra280313_0Le isole Galapagos non sono solo una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo, ma da oggi rappresentano anche un esempio di sostenibilità, almeno per quanto riguarda l’aeroporto. Si trova nell’isola di Baltra ed è il primo aeroporto del mondo certificato LEED Gold. Un riconoscimento ricevuto dopo che per oltre un anno e mezzo gli ispettori internazionali del GBC lo hanno analizzato, esaminandone le caratteristiche e valutatone le prestazioni per poi stabilire che l’infrastruttura rispettava tutti i parametri che le hanno permesso di raggiungere massimo punteggio nella scala di valutazione.

Tra i tanti atout, quello di essere sorretto da una struttura in acciaio riciclato recuperato nelle foreste equatoriali dell’Amazzonia, di possedere un proprio impianto di dissalazione che tratta l’acqua di mare, di avere pannelli fotovoltaici ad alta efficienza integrati nella copertura, di permettere alla luce naturale di accedere mediante vetrate e lucernai, mentre la ventilazione naturale è favorita dalle fessure in corrispondenza dei lucernari e da un sistema di areazione meccanica.

Non solo, perché le aree aperte sono state pavimentate col cemento perché assorbe meno calore dell’asfalto e i materiali utilizzati sono stati scelti in base alla vicinanza delle aziende produttrici con il sito.

 

[foto da andes.info.ec]