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Danimarca, elettricità fa rima con eolico

images-1Nel 2015, in Danimarca, l’eolico ha prodotto il 42% del mix elettrico nazionale. Basta questa cifra per confermare come il Paese possa ormai essere considerato a tutti gli effetti la “regina mondiale del vento”. A confermarlo sono i dati di Energinet.dk, il gestore del sistema di trasmissione per l’elettricità e il gas naturale.

Una produzione talmente abbondante che il “surplus” è stato venduto al di fuori dei confini nazionali: “Ore dove la produzione di energia eolica supera il consumo non sono di per sé insolite, ma il fatto che adesso stiamo generando per oltre il 16 per cento del tempo un surplus nella rete elettrica danese occidentale mostra come la produzione sempre più fluttuante significhi che siamo in grado di trarre beneficio dalle importazioni e dalle esportazioni attraverso le frontiere”, spiega Carsten Vittrup di Energinet.dk.

Da ricordare, infine, come le due più grandi wind farm danesi si siano dovute fermare per problemi tecnici, in mancanza dei quali la produzione sarebbe arrivata al 43,5%.

[foto da scienzenotizie.it]

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In Danimarca l’eolico ha fatto il boom

energia-eolicaIl 9 luglio sarà ricordato a lungo dai cittadini danesi che lavorano nel settore eolico. Quel giorno, infatti, i parchi eolici della Danimarca hanno prodotto un surplus di energia mai registrato fino a ora. Tanto per parlare chiaro, quel “giovedì del vento” le turbine danesi hanno soddisfatto il 116% della domanda elettrica del Paese, che è poi divenuto addirittura 140% alle 3 di mattina del giorno successivo, visto il calo dei consumi avvenuto durante la notte.

I dati sono riportati dal sito web energinet.dk  che fornisce un resoconto dettagliato al minuto della produzione rinnovabile immessa nella rete danese. Non solo, perché fattore ancora più interessante è che data la particolare intensità delle raffiche di vento, i  48 GW di eolico istallati non stavano neppure funzionando a pieno regime.

Per quanto riguarda l’energia in eccesso, l’80% è finito, in parti uguali, negli impianti idroelettrici a pompaggio di Germania e Norvegia mente il restante 20% è stato esportato in Svezia. C’è da dire che la Danimarca non è nuova a imprese del genere: già due anni fa l’eolico aveva soddisfatto oltre il 50% del consumo per un intero mese. “Ciò dimostra che un mondo alimentato da energia rinnovabile al 100% non è fantasia”, ha commentato al Guardian Oliver Joy, un portavoce dell’European Wind Energy Association. “L’energia eolica e le fonti rinnovabili possono essere una soluzione di decarbonizzazione e anche fornire la sicurezza dell’approvvigionamento in periodi di forte domanda”.

 

[foto da circuitiverdi.it]

Eolico, un anno da record per Danimarca e Gran Bretagna

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Il 2014 sarà un anno da ricordare per il settore eolico di Gran Bretagna e Danimarca.
Partiamo dal Regno Unito.
Poco più di un mese fa avevo dato notizia che, nel mese di ottobre, le pale eoliche scozzesi hanno dato energia pulita a oltre tre milioni di case grazie ad una produzione di ben 982,842 MWh, un quantitativo di energia elettrica pari 126% della domanda della Scozia.

Un risultato che ha avuto una parte fondamentale nelle performance complessive britanniche, che, secondo quanto riportato dal gestore della rete, hanno confermato come l’eolico sia arrivato al 15% del mix nazionale, rispondendo alla domanda di oltre 6,7 milioni di famiglie.

Passiamo alla Danimarca. Nei giorni scorsi, il governo di Copenhagen ha  rivelato che l’eolico ha raggiunto il 39% del mix energetico nazionale, crescendo di ben 6 punti rispetto al 2013.

Un risultato di cui si è vantato per primo il Ministro per il Clima Rasmus Helveg Petersen che dai microfoni dell’emittente DR ha annunciato come la nazione sia oramai prossima a raggiungere gli obiettivi europei del 2020. “Raggiungeremo sicuramente i nostri target. Abbiamo stabilito un record unico al mondo che dimostra che siamo in grado di raggiungere il nostro obiettivo finale, vale a dire fermare il riscaldamento globale”.

[foto da vita.it]

Danimarca senza carbone entro il 2025?

Wind-Power-in-Copenhagen-e1332959173135C’è della fretta in Danimarca, almeno per quanto riguarda la lotta al cambiamento climatico.
Dopo aver fissato al 2030 la data in cui il Paese si sarebbe liberato del carbone, ora il ministro dell’Energia, Rasmus Helveg Petersen fa sapere di aver chiesto di stilare un nuovo programma per mettere al bando l’energia dal carbone già per il 2025.

“Naturalmente si tratta di un impegno di portare avanti insieme con l’industria. Non so come si possa raggiungere questo obiettivo, ma vorrei sapere se siamo in grado di farlo”, ha affermato Petersen all’emittente danese DR, dimostrando una notevole propensione al dialogo con tutte le controparti interessate.

Ad oggi, in Danimarca il carbone rappresenta circa il 20 per cento del consumo totale di energia a fronte del 30% dell’eolico

“Il carbone è il combustibile più economico disponibile oggi. Ma non possiamo permetterci di utilizzare questa opzione a lungo termine. Abbiamo già affermato d’essere pronti a metterlo al bando per il 2030. Ora cercherò di capire se si può fare più velocemente” ha concluso il ministro.

Ovviamente, la nuova accelerazione ha suscitato qualche critica. Lars Aagaard, direttore dell’associazione danese che rappresenta le imprese del settore energetico, sostiene infatti che la chiusura delle centrali a carbone aumenterebbe inevitabilmente l’importazione di energia dalla Germania, prodotta peraltro dalla lignite.
Insomma, il dibattito è aperto. Staremo a vedere come andrà a finire.

[foto da inhabitat.com]

L’Uruguay punta sul verde

rouletteProdurre il 90% dell’energia da fonti rinnovabili e diventare uno dei maggiori produttori mondiali di energia eolica entro il 2015. Questo l’ambizioso piano energetico annunciato dall’Uruguay, che imprime una svolta decisamente green al proprio futuro.

Secondo un rapporto della SmartPlanet, il vento potrà fornire circa il 30% del mix energetico, a fronte del 45% dell’idroelettrico e del 15% delle biomasse. Previsioni che, se confermate, porterebbero il Paese sudamericano a sopravanzare la Danimarca, che ad oggi ricava dall’eolico circa il 26% della propria capacità energetica.

Ma per raggiungere gli obiettivi prefissati, l’Uruguay dovrà aumentare considerevolmente la potenza eolica installata, passando dagli attuali 50 MW a oltre 1 GW e, contemporaneamente, procedendo a modernizzare le infrastrutture per permettere l’immissione in rete dell’energie prodotta. Che, tra l’altro, permetterebbe al Paese di superare quei periodi in cui, causa siccità, gli impianti idroelettrici diminuiscono la produzione costringendolo ad acquistare elettricità dall’Argentina.

I numerosi investimenti già accordati e i progetti per la costruzione di 20 nuovi impianti eolici sul territorio uruguayano sembrano essere i migliori presupposti per la concretizzazione del piano, che potrebbe trainare positivamente l’intera economia nazionale.

 

[foto da casino.org]

Eolico off shore? I pesci ringraziano

smiling-fish_1974781iL’eolico off shore non è solo una risorsa capace di produrre energia pulita, ma anche di contribuire allo sviluppo della fauna marina. Già lo scorso aprile vi avevamo dato notizia che le analisi compiute in Danimarca, nei pressi dell’impianto di Horns Rev 1, avevano provato come in sette anni di attività, la biodiversità marina era aumentata in modo considerevole.

Oggi torniamo sull’argomento grazie a uno studio del Marine Institute della Plymouth University, secondo cui gli impianti off shore rappresentano un eccellente riparo per le specie ittiche minacciate dalla pesca a strascico. Sembra infatti che, tra un pilastro e l’altro, i pesci trovino un habitat eccellente dove i pescherecci non possono far danni.

I ricercatori si soffermano dunque sulla opportunità di aumentare i parchi eolici marini, in modo da favorire il ripopolamento di alcune specie, ripristinare gli equilibri marini e aumentare la produzione alimentare.

È necessario realizzare rapidamente numerosi impianti che sfruttino le energie rinnovabili in mare per ridurre le emissioni di carbonio derivanti dalla combustione di combustibili fossili, che stanno portando all’acidificazione degli oceani, al riscaldamento globale e all’inasprirsi delle conseguenze dei cambiamenti climatici”, si legge nello studio, che poi conclude: “È chiaro che l’ambiente marino è già danneggiato dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, ma non è troppo tardi per fare la differenza e per evitare impatti più estremi”.

 

[foto da telegraph.co.uk]

 

C’è della mobilità elettrica in Danimarca!

Molto presto, i danesi potranno contare su 50 nuove colonnine per la ricarica veloce dell’auto elettrica. Un nuovo circuito che sarà pronto in sole 6 settimane e che permetterà di ricaricare in poco meno di 30 minuti.

Le prime 6 stazioni Terra 51 sono in consegna i questi giorni, mentre le altre saranno operative entro un mese e mezzo.

“Siamo lieti di aver firmato un accordo con ABB. Alla CLEVER lo sviluppo di una rete di ricarica per veicoli elettrici smart, in grado di implementare facilmente i prodotti di ricarica veloce ABB con  altri fornitori, ci permette di  acquisire i giusti prodotti al giusto prezzo facendone beneficiare  anche i nostri clienti ha dichiarato Lars Bording, CEO di CLEVER.

Si tratta di un ulteriore passo in avanti compiuto dalla Danimarca nell’ottica di rendersi indipendente dai combustibili fossili entro il 2050, meta che viene perseguita anche grazie all’impegno nell’efficienza energetica e nel contenimento dei consumi e degli sprechi. Oltre, ovviamente, all’aumento della produzione da fonti rinnovabili come eolico e biomassa.

“Ogni sistema di ricarica veloce ABB connesso alla rete web ha una vasta gamma di caratteristiche, inclusa assistenza da remoto, gestione e manutenzione e un aggiornamento smart del  software” ha commentato Hans Streng Senior Vice President, GM Product Group EV Charging Infrastructure.”Con l’elevata quantità di energia intermittente derivante da fonti rinnovabili presente nel mix di fornitura della rete elettrica danese, le ricariche smart diventano sempre più importanti. I sistemi di ricarica ABB in rete sono pronti per essere collegati a ogni sistema di distribuzione smart  di energia elettrica o a smart grid.”

[foto da electricdrive.org]