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Nuovo “gigante” solare per la Cina

solare_cineseDa un lato è uno dei Paesi più inquinanti al mondo, dall’altro è quello che, forse più di ogni altro, sta investendo nella produzione da rinnovabili. Sto parlando della Cina, che ha annunciato un nuovo “faraonico” progetto solare: sei milioni di moduli fotovoltaici per una potenza totale di ben 2 GW, che ricopriranno 4.607 ettari di terra desertica nel nord del Paese.

Una volta portato a termine, il Ningxia solar project sarà senza dubbio l’impianto solare più grande del mondo con una generazione di 2,73 miliardi di kilowattora di elettricità l’anno. Per realizzarlo serviranno oltre 2 miliardi di dollari che saranno forniti dalla China Minsheng New Energy Investment, divenuta in pochissimo tempo il maggior gruppo di investimento privato del Paese.

 

 

[foto da greenstyle.it]

Cina, l’eolico potrebbe dare il 25% dell’energia

17th September 2005 Nan'ao, Guangdong, CHINA Dan Nan wind farm in Nan'ao. Guangdong Province has one of the best wind resources in China and is already home to several industrial scale wind farms. Massive investment in Wind power will help China overcome its reliance on climate destroying fossil fuel power and solve its energy supply problem. (c) Greenpeace/Xuan Canxiong

Il futuro energetico della Cona sembra essere scritto nel vento. Secondo i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), entro il 2030 l’eolico potrebbe infatti soddisfare il 26% della domanda energetica nazionale al fronte del 3% del 2015.

Per gli scienziati del Mit, l’elemento determinante sarà il posizionamento dei nuovi parchi, che non dovranno necessariamente sorgere nelle aree più ventose ma in quelle dove è più facile integrare la nuova produzione nella rete elettrica esistente.

Per la Cina potrebbe essere una svolta, visto che nel vertice di Parigi aveva sottoscritto l’impegno di generare il 20% della sua elettricità da fonti verdi entro il 2030 e, alle condizioni attuali, il traguardo sembra piuttosto lontano.

Ma certo, se gli studiosi del Mit avessero ragione, le cose potrebbero cambiare in fretta.
[foto da ideegreen.it]

Clima, USA e Cina firmeranno l’accordo

seattle-climaIl prossimo 22 aprile i due Paesi più inquinanti al mondo, ossia Usa e Cina, firmeranno l’accordo sul clima di Parigi. A darne notizia è il sito web della Casa Bianca. Le due maggiori potenze economiche, da sole, rappresentano il 40% delle emissioni globali e pertanto la loro adesione agli accordi della COP 21 è a dir poco fondamentale. Non solo, perché se nel calcolo ci mettiamo anche l’Unione europea, che ha già fatto sapere che firmerà, il totale delle adesioni supera il 50%.

A questo punto, l’unico grande player ancora atteso al tavolo è l’India, ma anche se dovesse tirarsi indietro, saremmo a un passo target del 55% delle emissioni, una delle due condizioni necessarie a far partire i meccanismi dell’accordo. L’altra, ricordo, è che almeno il 55% delle nazioni partecipanti alla COP 21 voti per l’entrata in vigore.

Il segretario dell’Onu Ban Ki-moon ha invitato i leader mondiali a New York per la cerimonia di ratifica il 22 aprile. Tuttavia, una volta cessata l’attenzione mediatica, sarà assolutamente necessario che i governi inizino a lavorare per mettere in pratica le misure non vincolanti contenute nell’accordo.

«La cosa più importante è il numero di firme che otterremo in quel giorno – ha detto Laurence Tubiana, numero uno della delegazione francese presso le Nazioni Unite sul cambiamento climatico – abbiamo bisogno di mostrare slancio, perché sappiamo che per alcuni Paesi questo accordo può essere difficile da firmare».

[foto da myusa.it]

L’eolico cinese supera quello europeo

 Secondo l’ultimo rapporto del Global Wind Energy Council (GWEC), nel 2015 la Cina ha installato metà della nuova capacità eolica mondiale, superando così l’Europa e diventando il primo Paese al mondo per installazioni.

In particolare, sui 60 GW di eolico installati lo scorso anno, 30,5 sono “made in China”. Pechino ha così raggiunto quota 145.1 GW, superando per la prima volta il totale dell’Ue, fermo a 141.6 GW.

«Il 2015 è stato un anno importante per i grandi mercati come Cina, Stati Uniti, Germania e Brasile, che hanno stabilito nuovi record – ha detto Steve Sawyer, segretario generale del GWEC – Tuttavia vi è una attività frenetica anche nei nuovi mercati di tutto il mondo, e credo che nel 2016 vedremo una distribuzione più ampia».

Lo scorso gennaio, inoltre, lo stesso Sawyer aveva rivelato come i produttori di turbine si sarebbero sempre più orientati versi i Paesi in via di Sviluppo a scapito dell’Europa, a causa di politiche sulle rinnovabili caratterizzate da eccessiva incertezza.

[foto da ideegreen.it]

La Cina è sempre più la “patria” dell’eolico

eolic-chinaSe al mondo c’è un Paese dove l’eolico continua a crescere incessantemente, quello è la Cina. Che, secondo un nuovo rapporto di Navigant Research, intitolato Global Wind Energy Policy Update, è l’una nazione in cui l’energia del vento sta conoscendo un vero e proprio boom.

Lo studio, che analizza le politiche di sviluppo dell’eolico in 42 nazioni, evidenzia come molti governi abbiano abbandonato le iniziative di sostegno allo sviluppo dell’eolico per abbracciare politiche maggiormente orientate al mercato. Di conseguenza, soprattutto negli Stati con maggiore capacità installata, cominciamo ad assistere a un rallentamento della crescita dell’energia del vento.

La conclusione della ricerca è che, oggi, solo la Cina può essere classificata come nazione in “boom”, mentre altre nazioni come USA, India e Germania si apprestano a vivere una situazione di “stallo”.

«Forse l’intuizione più importante di questa analisi è che si sta andando verso tassi di crescita più bassi ma stabili», ha detto Roberto Rodriguez Labastida, analista di Navigant Research.

[foto da mirkobusto.net]

Obiettivi sempre più ambiziosi per il fotovoltaico cinese

urlRaggiungere i 150 GW installato entro il 2020. È il nuovo obiettivo per il fotovoltaico cinese, stando alle parole del direttore del nuovo ufficio dell’energia interno alla National Energy Administration (NEA) Dong Xiufen. Una notizia a dir poco sorprendente, se pensiamo che alla fine di giugno di quest’anno i GW installati erano 35,8.

Tuttavia, sembra proprio che Pechino abbia deciso di compiere un “gran balzo in avanti” (come da tradizione), procedendo a tappe forzate soprattutto nel centro e nell’est del Paese, mentre a ovest si punterà sulla costruzione di nuovi impianti che permettano di accrescere la potenza installata di 20 GW.

Stando a quanto affermato dalla NEA, nei primi mesi dell’anno la Cina ha installato 7,7 GW di nuova potenza fotovoltaica, ma circa il 10% è rimasto inattivo a causa del congestionamento della rete. Un problema destinato a ripetersi, e che rischia di compromettere il successo dell’operazione.

A questo proposito, il ministero dell’Industria e dell’Information Technology (MIIT) ha affermato che continuerà a promuovere la produzione di solare fotovoltaico domestico, così come a spingere per il costante miglioramento delle tecnologie.

[foto da formiche.net]

Tokio, arrivano i bus a idrogeno

7c25fadffe594f7051f0647a67a856dcIn tema di mobilità sostenibile, quando la Cina chiama il Giappone risponde. Se lo scorso aprile, infatti, nella città cinese di Tsingtao è entrato in funzione il primo tram a idrogeno del mondo, oggi Tokio risponde annunciando la sperimentazione di tre autobus elettrici alimentati da batterie fuel cell.

I tre prototipi sono stati realizzati da Toyota – che ha fornito power unit, batterie e serbatoi – in collaborazione con Hino, che si è occupata dei veicoli. I quali sono lunghi poco più di 10 metri, larghi due metri e mezzo e altri tre metri e 30 per una capienza complessiva di 77 persone.

I nuovi bus saranno dotati di due motori elettrici da 150 Cv ciascuno, alimentati da due pacchi batterie da 114 kW. I primi test sono in corso in questi giorni e serviranno ad apportate le ultime migliorie per poi passare alla produzione in serie. Sotto osservazione, a quanto pare, sono soprattutto l’efficacia della power unit nell’impiego cittadino e il funzionamento dei sistemi di supporto e di sicurezza.
Un ulteriore passo verso quella Toyota definisce”società del futuro basata sull’idrogeno”.

 

[foto da ansa.it]