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Cile: rinnovabili al 70% entro il 2050

cileProdurre il 70% della propria energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050. Questo l’obiettivo del Cile, che per realizzarlo dovrebbe attrarre numerosi investimenti da parte di compagnie straniere. Da sottolineare come il territorio cileno favorisca una simile politica energetica, soprattutto grazie al deserto di Atacama – che rappresenta una vera e propria risorsa per impianti fotovoltaici – e agli oltre seimila chilometri di coste pronti a ospitare diversi impianti eolici, sia onshore che offshore.

C’è da dire che negli ultimi anni il Paese  è già passato dall’1 all’11% nella produzione da rinnovabili, e non è poco se consideriamo che riesce ad aggiungere circa 600MW ogni anno.

Non a caso, nel 2012 sono stati investiti ben 9,2 miliardi di dollari e il 2014 ha portato in Cile 3,4 miliardi di dollari in progetti che hanno interessato per lo più il solare.

 

[foto da greenbiz.it]

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Boom del fotovoltaico, nuova legge per il Cile

cileTroppo sole, si sa, può far male. Lo sa bene il Cile, dove il boom del fotovoltaico è stato talmente dirompente da costringere il governo a varare una nuova legge. Nel nord del paese, infatti, si produce così tanta energia solare da doverla regalare: certamente una buona notizia per i cittadini, ma molto meno per i proprietari degli impianti.
La radice del problema risiede in una infrastruttura di distribuzione elettrica decisamente inadeguata e per questo il Congresso cileno ha approvato una nuova legge in base alla quale sarà istituito un nuovo sistema di interconnessione che collegherà le due principali reti di trasmissione elettrica, la SIC (Sistema Interconectado Central) e la SING (Sistema Interconectado del Norte Grande).

Così facendo, sarà possibile portare l’elettricità dalle zone dove se ne produce di più a quelle con minore disponibilità ma in cui la domanda è maggiore.

“L’obiettivo principale del disegno di legge  – ha dichiarato il ministro delle risorse Victor Osorio – è garantire che la trasmissione favorisca lo sviluppo di un mercato competitivo, facilitando il trasporto di energia da fonti pulite ai centri di consumo, e contribuendo ad abbassare i prezzi dell’energia per le famiglie e le imprese”.

 

[foto da soniatoni.it]

Cile, rinnovabili al 70% entro il 2050

 

 

chile_0.jpgSi chiama “Energia 2050” il nuovo piano varato dal governo cileno che ha l’obiettivo di garantire al Paese un futuro all’insegna di sicurezza energetica e rinnovabili. A presentarlo è stato lo stesso presidente Michelle Bachelet, che ha sottolineato i quattro temi fondamentali per lo sviluppo cileno: sicurezza e qualità dell’approvvigionamento, energia come motore di sviluppo, energia compatibile con l’ambiente,  efficienza ed educazione energetica.

“Il Cile è un paese maturo, in grado di affrontare grandi sfide e apportare le modifiche necessarie affinché possa uscirne ancora più forte. Come governo dobbiamo agire… e fare quello che serve per avere domani un futuro migliore”, ha affermato la Bachelet.

Tra i punti fondamentali della nuova politica energetica, quello di raggiungere il 70% di rinnovabili entro il 2050, oltre alla realizzazione di nuovi edifici energicamente efficienti e dotati di sistemi intelligenti di controllo e gestione dell’energia.

E il Paese sembra già piuttosto bene avviato, visto che già oggi eolico e solare sono più convenienti delle fossili.

[foto da qualenergia.it]

Il Cile e l’idroelettrico nel deserto

5815678877_e621c192ed_b-1Pompare l’acqua dall’Oceano Pacifico per portarla in due enormi serbatoi costruiti nel deserto di Acatama, da dove l’acqua raggiungerà una centrale elettrica (ancora da costruire: prezzo 400 milioni di dollari) situata nella vallata sottostante. È l’idea della compagnia energetica cilena Valhalla, che intende sfruttare la particolare conformazione geografica del deserto di Acatama per una combinazione di fonti rinnovabili unica al mondo.

Secondo i piani, la nuova centrale dovrebbe avere una potenza di circa 300 MW, suffucienti a soddisfare le esigenze di tre province cilene. “Questo è l’unico posto al mondo dove si può sviluppare un progetto di questo tipo”, ha dichiarato Francisco Torrealba, strategy manager della società.

“Abbiamo trovato – spiega il co-fondatore e amministratore delegato della società Juan Andres Camus – alcune depressioni naturali che riteniamo fossero antichi laghi, ma ovviamente non c’è più nulla ora, è solo deserto, e queste ci permetteranno di immagazzinare l’acqua”.

Una volta a regime, i serbatoi posti sulla vetta conterranno lo stesso volume d’acqua di 22.000 piscine olimpioniche. “La tecnologia è stata già collaudata in tutto il mondo. È questa particolare combinazione che non è mai stata provata prima d’ora”, ha aggiunto Torrealba. Staremo a vedere come andrà a finire.

 

[foto da oggiscienza.it]

Cile, eolico e solare più convenienti delle fossili

ARCHIVIO FOTOGRAFICO INTERNAZIONALE ENEL ENEL INTERNATIONAL PHOTOGRAPHIC ARCHIVE Movasa (Costa Rica), gennaio 2007: Centrale eolica di Movasa Contadini di passaggio sulla strada che costeggia le torri eoliche della centrale

Secondo una recente analisi d mercato pubblicata da Deutsche Bank, in Cile il fotovoltaico ha raggiunto e superato la grid parity, diventando la fonte energetica più conveniente per la produzione di energia elettrica. E il “sole” cileno sembra essere in ottima compagnia, visto che anche l’eolico sta facendo registrare performance eccellenti al punto che nell’ultima asta governativa sono state offerte tariffe tra i 65-68 dollari per MWh per tre parchi fotovoltaici e i 79 dollari il MWh per due wind farm, mentre il carbone non è riuscito a scendere sotto gli 85 dollari al MWh.

In altre parole, sole e vento sono diventati più convenienti del carbone. “In Cile fotovoltaico ed eolico sono oramai fonti più economiche dei combustibili fossili”, hanno spiegato Vishal Shah e Jerimiah Booream-Phelps, autori del report di Deutsche Bank. Tuttavia, la ricerca sottolinea anche che senza un adeguato rinnovamento delle rete elettrica, i progressi delle rinnovabili potrebbero restare lettera morta: “Anche se le prospettive a lungo termine sembrano essere molto promettenti, l’accesso a buone linee di trasmissione e la saturazione della rete rimangono sfide importanti che potrebbero potenzialmente avere un impatto sulle prospettive di crescita nei prossimi due anni” hanno dichiarato i due.

 

[foto da enelgreenpower.com]

Cile, 1500 vite all’anno salvate dalle rinnovabili?

PAN_Energie_RinnovabiliSe entro il 2050 il Cile si convertisse completamente alle rinnovabili, ogni anno si potrebbero salvare 1500 vite umane grazie alla drastica riduzione dell’inquinamento nella sola città di Santiago. Se a questo numero aggiungiamo i 5,3 miliardi di dollari risparmiati e gli 11mila posti di lavoro in più legati alla “green economy”, il quadro diventa molto chiaro.

Ad affermarlo è uno studio della Chilean Citizens’ Committee on Climate Change, condotto presso il NewClimate Institute, che mette in luce i benefici non solo per il Cile, ma anche per Stati Uniti e diversi Paesi europei se passassero al 100% di rinnovabili entro il 2050.

Secondo i ricercatori, l’ambizioso piano cileno attualmente al vaglio del governo ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra nazionali del 40-45% entro il 2030. Ma, econdo la Citizens’ Committee on Climate Change, la proposta è insufficiente.

[foto da greenme.it]

Cile, l’eolico parla italiano

1658127-1_IMGRID-1Sventola il tricolore sul settore eolico cileno. Enel Green Power, la società del Gruppo Enel dedicata alle rinnovabili, ha infatti appena completato ed allacciato alla rete Taltal, il più grande impianto eolico realizzato dall’azienda in Cile.

La centrale, che ha richiesto un investimento di 190 milioni di dollari, è in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 170 mila famiglie cilene evitando al contempo l’emissione di 200 mila tonnellate di CO2.

Situato nella regione di Antofagasta, l’impianto è associato ad un contratto d’acquisto ventennale dell’energia prodotta dall’impianto (PPA), che sarà consegnata alla rete di trasmissione della regione centrale cilena (SIC).

Come si legge nella nota stampa, “Enel Green Power si è aggiudicata la concessione di terre pubbliche per lo sviluppo del parco eolico nel 2012, a seguito della prima gara pubblica cilena, organizzata congiuntamente dal Ministero dei Beni Nazionali e dal Ministero dell’Energia. Obiettivi della gara, sostenere la diversificazione del mix energetico cileno, promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili per ridurre le emissioni di anidride carbonica e la dipendenza energetica dall’estero, nonché migliorare la fornitura di energia per sostenere lo sviluppo del Paese”.

Continua dunque il cammino del Cile sulla strada della sostenibilità. Basti pensare che nel campo delle rinnovabili, è oggi al secondo nella classifica dei mercati green più promettenti in America Latina e Caraibi (dati Bloomberg New Energy Finance).

[foto da enelgreenpower.com]