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Il Brasile finanzia la micro-generazione da rinnovabili

brasil-negocio-social-e1466157969338Il Brasile continua la sua politica di incentivazione per la generazione da rinnovabili. Dopo il programma lanciato alla fine dello scorso anno per facilitare l’autoproduzione di eolico e solare, il Banco do Nordeste ha creato ‘SOL-FNE’, una nuova linea di credito dedicata alle installazioni di impianti rinnovabili taglia mini e micro.

L’iniziativa è dedicata alle imprese del settore agricolo, industriale, commerciale o dei servizi e potrà finanziare fino al 100% degli investimenti. I tassi di interesse varieranno dal 6,5% all’11%, a seconda della tipologia di cliente e dalle caratteristiche del progetto da realizzare.

“Questo tasso di interesse è molto interessante per i nostri progetti. Forse in Europa è considerato un po’ alto, ma non lo è in Brasile”, ha dichiarato Rodrigo Sauaia, direttore dell’associazione che rappresenta l’industria solare brasiliana.

 

[foto da rinnovabili.it]

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Brasile, quando il fotovoltaico è al servizio dell’idroelettrico

20120829023913_BeloMonteDam615x390Da oggi le dighe del Brasile hanno un alleato in più: il fotovoltaico. Per limitare un eccessivo ricorso alle centrali idroelettriche, infatti, il Governo è pronto a varare un programma di “solarizzazione” dei grandi bacini idroelettrici nazionali.

Stando a quanto affermato da Eduardo Braga, ministro delle Miniere e dell’Energia al Rio Times, entro i prossimi 4 mesi il progetto si dovrebbe concretizzare sulla falsa riga di quanto avvenuto in India dove si sta la costruzione della centrale fotovoltaica più grande mai istallata su una diga.

Tornando al Brasile, il paese ad oggi soddisfa il 70% delle sue necessità elettriche attraverso le centrali idroelettriche, Ma le “mega centrali” stanno mettendo sempre più a repentaglio la tutela della biodiversità, per non parlare dei diritti delle popolazioni che vivono nelle foreste. Se a tutto ciò si somma la crisi idrica che sta affliggendo il Brasile, ecco spiegata la svolta voluta dal governo centrale.

“Stiamo inserendo l’innovazione tecnologica, un maggior numero di linee di trasmissione, e stiamo diversificando la nostra fonte di generazione di energia, introducendo l’energia solare in modo più vigoroso”, ha spiegato il ministro Braga. Secondo quanto rivelato dal politico brasiliano, la nuova tecnologia sarà caratterizzato da pannelli solari galleggianti ed utilizzerà le linee di trasmissione già esistenti. Il primo a sperimentarla sarà l’impianto di Balbina Hydroelectric Reservoir.

 

[foto da zeroemission.eu]

Riduzione delle emissioni: Brasile campione del mondo

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I mondiali di calcio sono appena cominciati, e staremo a vedere che li vincerà. Ma il Brasile, tra i principali favoriti della competizione, il suo campionato sembra averlo già vinto. Almeno in tema ambientale.

Secondo le indagini svolte da un gruppo di 17 scienziati ed economisti negli Stati Uniti e in Sud America, pare infatti sia il Paese che più di ogni altro ha ridotto le emissioni inquinanti.

Negli ultimi 10 anni, agricoltori e allevatori brasiliano hanno salvaguardato oltre 86.000 chilometri quadrati di foresta tropicale eliminando la deforestazione. Tanto per dare un’idea parliamo di una superficie equivalente a oltre 14 milioni di campi da calcio.

A quanto affermano i ricercatori, aver mantenuto in salute una simile area verde significa aver ridotto del 70% la deforestazione evitando l’immissione in atmosfera di 3,2 milioni di CO2.

“Il Brasile è conosciuto come uno dei paesi favoriti per vincere i mondiali di calcio, ma è anche in testa nella mitigazione dei cambiamenti climatici”, ha affermato Daniel Nepstad, autore senior dello studio e direttore dell’Istituto per l’Innovazione della Terra, e uno degli autori del recente rapporto dell’IPCC sui cambiamenti climatici sottolineando come l’attenzione verso la deforestazione e la razionalizzazione delle coltivazioni e degli allevamenti abbiano portato il paese al successo climatico.

[foto da ecoo.it]

Mondiali di calcio, la sostenibilità scende in campo

brazuca-mondiali-2014Brasile, Francia, Grecia, Portogallo, Usa, Australia, Corea del Sud, Croazia, Inghilterra e Olanda.

Dieci nazionali pronte a disputare i campionati del mondo di calcio ma che, dal punto di vista ambientale, una partita l’hanno già vinta.
Le loro divise, infatti, sono completamente sostenibili in quanto realizzate con una plastica riciclata dalle bottiglie di plastica.

 

A darne notizia è il sito In a Bottle, che scrive “le nuove maglie sono realizzate con un innovativo poliestere riciclato che le rende le più ecocompatibili mai prodotte. Queste nazionali lanciano così un messaggio di sensibilizzazione verso un tema importante e delicato, quello del riciclo della plastica”.

 

Per realizzare ogni divisa completa sono state utilizzate fino a 13 bottiglie.
“Questo innovativo processo di fabbricazione – sottolineano gli esperti – riduce i consumi energetici fino al 30% rispetto al poliestere tradizionale. Il tessuto è più leggero del 23%, con una struttura della maglia più resistente del 20%, e inoltre presenta una tecnologia per assorbire l’umidità dal corpo degli atleti e mantenerli così freschi e asciutti in campo”.

 

[foto da sportlive.it]

Il Brasile scommette su eolico e fotovoltaico

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Avevo recentemente segnalato come il Brasile, tra i Paesi in maggiore crescita economica a livello mondiale, stesse decisamente sterzando verso una politica energetica sempre più improntata all’uso delle rinnovabili.

La conferma viene ora dall’Energy Research Company (EPE), che ha annunciato il lancio di un bando di gara dedicato esclusivamente ai fornitori di energia rinnovabile.

In particolare, l’obiettivo è quello di riunire i fornitori di energia eolica e fotovoltaica, i possessori di piccole centrali idroelettriche e a biomasse per cercare chi è in grado di offrire il prezzo di fornitura più basso. Ovviamente, chi proporrà l’offerta più conveniente sarà il vincitore della gara. A scanso di equivoci, comunque, è stato fissato un tetto al prezzo massimo dell’energia: 126 reais, per MWh, pari a poco meno di 55 dollari.

Rispetto alle altre rinnovabili, l’industria brasiliana del solare è ancora poco competitiva. Per questo, come ha dichiarato il presidente EPE Mauricio Tolmasquim, sarà comunque garantito l’inserimento di termico e fotovoltaico nel mix energetico del Paese.

[foto da greenstyle.it]

Brasile, meno nucleare e più eolico?

TRSsOfB4P8a3hkgxCIwImN50IOHQ3A0JwRQSx8h-9flrNSCLgOp23WE0gFXyPfXJywOotA=s113Vento sì, ma tutt’altro che radioattivo. È ciò che evidentemente stanno pensando i brasiliani, i quali sono alle prese con un importante ripensamento della propria politica energetica.

La spinta sembrerebbe provenire dai recenti problemi riscontrati alla centrale nucleare di Fukushima, dove si continua a combattere con fughe di radioattività. E così, a Brasilia si è deciso di abbandonare i piani che prevedevano la costruzione di 4 centrali nucleari entro il 2030.

“Dopo il Giappone, le cose vanno messe in stand-byha dichiarato Mauricio Tolmasquim, a capo dell’Energy Research Company.

Al momento, nel Paese ci sono già due centrali nucleari funzionanti e una terza in costruzione. Non è ancora chiaro che fine faranno, ma quello che è sicuro è che bisogna comunque trovare un’alternativa. Che sembra essere già stata individuata.

“Questo è il momento di energia eolica”, ha dichiarato ancora Tolmasquim. “C’è stata un’autentica rivoluzione in termini di costo”. Tutto lascia quindi pensare a una scelta precisa, a cui si dovrebbe accompagnare la progressiva crescita delle istallazioni solari per far scendere ulteriormente i prezzi dell’energia elettrica, ancora tra i più cari al mondo.

Ad oggi, il mix energetico brasiliano è composto al 75% dall’idroelettrico, ma nei periodi di siccità il settore va in crisi rendendo necessari sistemi alternativi di produzione.

 

[foto da wall-street.ro]

Brasile 2014, eco i mondiali!

imagesI prossimi mondiali di calcio del 2014 (nonché le Olimpiadi del 2016) stanno facendo già registrare vittorie importanti, almeno dal punto di vista ambientale. Il Brasile infatti sta installando migliaia di pannelli solari in ben sette stadi, che potranno così contare su energia pulita e a ‘km zero’.

Oltra al mitico Maracanà e allo stadio Perambuco di Recife, i lavori sono in iniziati anche al National Stadium Mane Garrincha di Brasilia, che si appresta a essere il primo stadio del mondo a ottenere il certificato di sostenibilità LEED Platinum.

Sull’anello superiore è stato infatti installato un impianto fotovoltaico capace di generare fino a 2.5 Megawatts di energia. Non solo, perché l’impianto sportivo è anche dotato di cinque serbatoi in cui l’acqua piovana viene filtrata e trattata, per poi essere nuovamente impiegata nei bagni e per l’irrigazione del campo.
Infine, sono stati riutilizzati i materiali di scarto prodotti dai lavori: l’acciaio è stato regalato ad alcune cooperative di riciclaggio mentre il calcestruzzo è ora il pavimento dello stadio.

[foto da energiacentrum.com]