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Italia, rinnovabili oltre il 40%

italia-energia-fonti-rinnovabiliNel 2014, in Italia le energie rinnovabili hanno soddisfatto il 38,9% della domanda elettrica e ben il 44,9% della produzione netta nazionale.

Ad affermarlo è il rapporto provvisorio per il settore elettrico italiano 2014 presentato da Terna, che rivela una generale flessione della domanda elettrica.
Secondo i dati, lo scorso anno la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’85,9% dalla produzione nazionale e per la quota restante (14,1%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

Una quota inferiore del 4% a quella registrata nel 2013, all’interno della quale le rinnovabili hanno avuto un ruolo di primissimo piano: così, se il fotovoltaico è cresciuto del 9,8%, l’idroelettrico si è attestato a un + 7,4&, la geotermia a più 4,2% e l’eolico a più 1%.

Queste ottime performance, insieme al contributo fornito dalle biomasse, hanno fatto sì che il contributo totale delle energie rinnovabili superasse il 43% della produzione elettrica nazionale (115 TWh) rispondendo a oltre il 37% della domanda di energia elettrica.

[foto da energy20.it]

In Toscana il primo ibrido al mondo geotermia – biomasse

C_4_foto_1242406_imageNuova importante pagina per le rinnovabili italiane, che si apprestano a firmare un nuovo capitolo nel libro mondiale della sostenibilità.

Enel Green Power sta infatti per dare vita al primo impianto ibrido al mondo capace di coniugare geotermia e biomasse, grazie a un investimento di oltre 15 milioni di euro.

La centrale “Cornia 2”, che si trova nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, è pronta infatti a aumentare la propria produzione di energia rinnovabile tramite le biomasse. A presentare il progetto, la settimana scorsa, è stato l’amministratore delegato di Egp Francesco Venturini.
In particolare, l’impianto userà le cosiddette “biomasse di filiera corta” per surriscaldare il vapore geotermico, portandolo da una temperatura iniziale compresa tra i 150° e i 160° a una tra 370° e i 380°.

L’impianto ibrido biomassa geotermia avrà c5 MW di potenza aggiuntiva ai 13 MW già installati. Come risultato, la producibilità della centrale aumenterà di circa 37 GWh all’anno.

“La Toscana, grazie alla sua esperienza ormai centenaria nella geotermia, si trova già nel futuro” –  ha affermato Venturini – “Le tecnologie ibride sono la nuova frontiera delle rinnovabili per ottimizzare i risultati e questo impianto, che integra in maniera innovativa biomassa e geotermia, rappresenta un modello replicabile per aprire nuovi scenari di sviluppo energetico, economico e occupazionale per il territorio”.

[foto da tgcom24.mediaset.it]

Italia, le piccole centrali all’insegna delle rinnovabili

rinnovabiliIn Italia, attualmente, ci sono circa 485mila piccoli impianti che forniscono il 20% dell’energia nazionale. Ebbene, il 70% di questi produce energia rinnovabile.

 

Ad affermarlo è il Rapporto annuale sul monitoraggio della generazione distribuita pubblicato dall’Autorità per l’energia relativo ai dati del 2012, il quale conferma la tendenza di forte crescita delle cosiddette mini-centrali. A far la parte del leone è il solare, presente in oltre il 30% dei piccoli impianti.

 

Secondo quanto riportato nel Rapporto, particolarmente rilevante appare la crescita degli impianti di piccola taglia, soprattutto fotovoltaici: oltre il 99% degli impianti monitorati per un totale di 482mila, è di piccolissime dimensioni con una capacità di generazione non superiore a 1 MW.
Complessivamente, le “micro-centrali” vantano una capacità produttiva di 15.105 MW, rappresentando il 35,6% della produzione totale. Inoltre, è interessante sottolineare come circa il 40% dell’energia prodotta da generazione distribuita viene autoconsumata mentre il rimanente viene immesso in rete.

 

Un quadro che rende ancor più significativi gli interventi regolatori volti alla promozione dell’integrazione della generazione distribuita nel sistema elettrico, all’innovazione delle modalità di gestione delle reti e allo sviluppo delle smart grids.
[foto da ideegreen.it]

Solare e biomasse, in Calabria il primo ibrido d’Europa

concentrSorge a Rende, in provincia di Cosenza, il primo impianto ibrido europeo che unisce il solare termodinamico a concentrazione alle biomasse. Frutto di un brevetto della Falck Renewables Spa, la centrale è capace di integrare per la prima volta in Europa due fonti rinnovabili presentandosi dunque come un impianto ad elevata efficienza e minimo impatto ambientale.

L’Ing. Piero Manzoni, Amministratore Delegato di Falck Renewables S.p.A., afferma: “Il processo che abbiamo studiato, brevettato ed implementato, rappresenta una soluzione all’avanguardia per integrare fonti energetiche rinnovabili diverse tra loro, proprio dall’ibridizzazione nasce un impianto ad altissima efficienza energetica di cui siamo particolarmente fieri.”.

In sostanza, l’impianto offre la possibilità di uno scambio di calore tra la centrale termodinamica e il pre-esistente impianto a biomasse.

E se l’impianto a biomasse era in grado, da solo, di produrre energia sufficiente a 38.900 famiglie, ora ad esse vanno sommate altre 1150 famiglie che godranno dell’energia prodotta dall’impianto termodinamico e ulteriori 200 nuclei potranno godere dei risultati dell’ibridizzazione con un risparmio totale annuo energetico di circa 42.200 tonnellate di CO2 grazie al funzionamento della centrale a biomasse, 1.250 ton/anno grazie al solare termodinamico e di circa 250 ton/anno grazie all’efficienza energetica.

L’impianto di Rende conferma dunque l’eccellenza italiana nel settore delle rinnovabili.
E proposito di impianti ibridi, da ricordare anche quello di Stillwater, realizzato da Enel Green Power negli Stati Uniti, che è il primo impianto al mondo che unisce il solare termodinamico alla geotermia.

 

[foto da rinnovabili.it]

Rinnovabili, 6,5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo

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Lo scorso anno, il settore delle rinnovabili ha dato lavoro a 6,5 milioni di persone in tutto il mondo. A darne notizia, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) nel suo rapporto intitolato suo “Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2014”.

Secondo quanto riportato dalla ricerca, solo nel 2013 i posti di lavoro creati dalle FER sono cresciuti di 800mila unità: Con 6,5 milioni di persone direttamente o indirettamente impiegate nelle rinnovabili, il comparto  sta dimostrando di non essere più una nicchia, bensì d’essere divenuto un vero e proprio datore di lavoro a livello mondiale”, ha commentato Adnan Z. Amin, direttore generale di IRENA.

Per quanto riguarda i singoli Paesi, in cima alla classifica dei “datori di lavoro” ci sono Cina, Brasile e Stati Uniti seguiti da India, Germania e il sorprendente Bangladesh,

E l’Italia? Il nostro Paese non viene menzionato dal rapporto IRENA, a conferma che i 190mila occupati del 2012 sono molto probabilmente diminuiti nel corso dello scorso anno. Un dato dovuto soprattutto alla mancata costruzione di grandi impianti.

Passando alle diverse fonti, le maggiori possibilità di impiego sono quelle offerte dal fotovoltaico, seguito da biocarburanti, eolico, biomasse e biogas.

“La crescente domanda di solare fotovoltaico in Cina e in Giappone sta accrescendo l’occupazione nel settore dell’installazione e allentando alcune preoccupazioni in merito all’eccesso di offerta dei moduli”, spiega Rabia Ferroukhi, a capo della divisione, politica e finanza a IRENA e autore principale del rapporto. “Di conseguenza alcuni produttori cinesi stanno creando nuova capacità”. Nell’eolico, ad esempio, Cina e Canada hanno fornito impulsi positivi, mentre le prospettive per gli Stati Uniti rimangono miste, offrendo al contrario grandi opportunità nel settore dei biocarburanti al pari del Brasile.

 

[foto da ecoo.it]

Italia, le rinnovabili nel 100% dei comuni

rinnovabili_gseOltre 700mila impianti per la produzione di energia rinnovabile diffusi in tutti gli 8054 comuni italiani. È la fotografia scattata dal rapporto “Comuni rinnovabili” redatto quest’anno da Legambiente, presentato in occasione della manifestazione Solarexpo.

 

Secondo il rapporto, è aumentata la diffusione di tutte le fonti e gli impianti hanno coperto quasi il 33% dei consumi elettrici. Il rapporto individua inoltre in 8 comuni del Trentino i luoghi simbolo di questo nuovo scenario energetico, mentre sono 29 i comuni rinnovabili al 100%.

Per quanto riguarda le diverse fonti, il solare è la più diffusa mentre l’eolico si trova in 628 comuni per una potenza installata di 8.650 Megawatt (MW), pari al fabbisogno o di oltre 5 milioni e mezzo di famiglie. I comuni con mini-idroelettrico (impianti fino a 3 MW) sono 1123 per una potenza totale installata di 1.323 MW (fabbisogno di oltre 1,8 milioni di famiglie).

Per la geotermia sono 372 comuni, soprattutto in Toscana. Per le bioenergie i comuni sono 1.529. “I risultati raggiunti dalle rinnovabili nel nostro Paese erano inimmaginabili solo 10 anni fa – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – Ora però non dobbiamo fermarci, perché la crisi economica può trovare risposta” attraverso questo modello. Secondo Legambiente “con scelte lungimiranti si può arrivare nel 2020 a 250 mila occupati nelle energie pulite e a 600 mila nel comparto dell’efficienza e della riqualificazione in edilizia”. Per questo, conclude Zanchini, “a governo e Autorità per l’energia chiediamo di aprire la strada all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”

 

[foto da riqualificazioneenergetica.info]

Sei francobolli per celebrare le rinnovabili

Ambiente: sei francobolli per le energie rinnovabiliSei francobolli autoadesivi, ciascuno del valore di 70 centesimi, raccolti in mini-fogli e dedicati alle energie rinnovabili.

Sono quelli che Poste Italiane emette oggi, in concomitanza con l’inizio della primavera, e speriamo che questo significhi davvero l’inizio di une grande stagione per FER di casa nostra.

 

Le immagini, c’era da scommetterci, rappresentano le sei forze capaci di produrre energia: sole, vento, idroelettrico, geotermico, onde e maree e, infine, le biomasse.

Il bollettino illustrativo dell’emissione sarà firmato dall’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini, oggi Direttore generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l’energia del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare.

L’annullo speciale primo giorno di emissione viene apposto a Milano. L’emissione avviene infatti in coincidenza con l’apertura del salone filatelico Milanofi, giunto quest’anno alla XXVII edizione.

 

Il salone del francobollo sarà aperto fino a domenica 23 marzo.

 

[foto da ansa.it]