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Australia, un miliardo di dollari per l’energia pulita

sidneyUn fondo di un miliardo di dollari destinato agli investimenti nelle green technologies. È quello annunciato la settimana scorsa dal primo ministro australiano Malcolm Turnbull: “Quello che stiamo per fare è investire ogni anno milioni nelle tecnologie australiani più intelligenti e all’avanguardia in maniera tale da poter garantire di star facendo la nostra parte in termini di riduzione delle emissioni”.

Una posizione che sancisce un netto strappo rispetto al suo predecessore Tony Abbot, e che conferma il nuovo corso intrapreso dal governo australiano in tema di sostenibilità energetica.

“Investiremo nell’energy storage e nelle nuove batterie, nelle reti intelligenti e in alcune delle idee solari più interessanti che le persone fino a ieri hanno sperato e immaginato per l’Australia, ma che solo ora davvero diventeranno realtà” ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Greg Hunt. Tra i settori che saranno coinvolti, quello dell’accumulo di energia solare: secondo l’ultima analisi di Morgan Stanley, entro i prossimi quattro anni almeno un milione di famiglie australiane saranno dotate di sistemi di storage domestici integrati ai loro impianti fotovoltaici.

[foto da rinnovabili.it]

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Dall’Australia il bus elettrico con 10mila km di autonomia

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Provate a immaginare un bus elettrico capace di percorrere anche 10mila chilometri senza dover ricaricare. Beh, qualcuno lo ha già pensato prima di voi. Si tratta della società australiana Brighsun, che ha realizzato un prototipo di bus elettrico in grado di viaggiare per oltre 10mila chilometri senza fermarsi.

Il ministro dell’Ambiente australiano, Greg Hunt, ha partecipato al lancio del veicolo, e ha confermato che il bus è certificato, secondo gli standard internazionali, per percorrere 1.004 chilometri con una sola carica.

Il particolare bus è dotato di una serie di batterie agli ioni di litio ad alte prestazioni, oltre a un motore elettrico e a un sistema di frenata rigenerativa. Secondo quanto si apprende da fonti ufficiali, ci sono voluti ben 4 anni di studio prima di poter produrre il primo modello.

«Crediamo che questa tecnologia potrebbe cambiare il volto del trasporto pubblico in tutto il mondo grazie all’uso del sistema di propulsione eVehicle che consente la lunga autonomia dei veicoli – ha detto il CEO di Bighsun, Allen Saylav – Le nuove energie sono la chiave per la rivitalizzazione dell’industria automobilistica australiana, e crediamo che l’eBus sia il primo passo nella giusta direzione. Abbiamo scelto il veicolo pesante per il trasporto commerciale di passeggeri al fine di mostrare come alte prestazioni possano essere raggiunte anche in queste opzioni di trasporto».

[foto da marketquarter.com]

Dall’Australia il pannello solare super efficiente

Main-5-B1Nuovo record di efficienza per i pannelli solari “made in Australia”.
Usando celle solari attualmente disponibili in commercio e combinandole con specchi e filtri che riducono la dispersione di energia, alcuni ricercatori dell’Australian Centre for Advanced Photovoltaics dell’University of New South Wales di Sydney hanno infatti raggiunto un’”efficienza di conversione” del 40,4%.
Il Paese non è nuovo a questo tipo di innovazione, ma questo risultato surclassa i record precedenti senza neppure dover ricorrere a speciali cellule fotovoltaiche di laboratorio.

 

Due le fasi previste dal nuovo sistema. Nella prima, tre pannelli solari vengono montati per catturare energia da differenti lunghezze d’onda di luce solare. Nella seconda, la luce in eccesso dai pannelli viene diretta da uno specchio e da filtri verso una quarta cella fotovoltaica che utilizza l’energia che altrimenti sarebbe scartata.

Ora, il prossimo obiettivo è di aumentare i livelli di efficienza nei prossimi mesi al 42%, a circa metà del massimo teorico dell’86%. “In materia di energia solare siamo ancora ai tempi della carrozza a cavalli. C’è un enorme potenziale di miglioramento nell’efficienza”, ha dichiarato al Sydney Morning Herald Martin Green, che ha criticato i tentativi del governo conservatore di Canberra di ridurre l’obiettivo del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020, stabilito dal precedente governo laburista. “Un atteggiamento positivo verso le energie rinnovabili darebbe impulso a tutte queste iniziative, mentre un atteggiamento negativo le sopprimerebbe”, ha affermato.

 

[foto da newsenergia.com]

Estate da record per l’eolico australiano

phpThumbQuello che si è appena concluso è stato un agosto indimenticabile l’eolico australiano. Livelli da record si sono infatti registrati in ben quattro Stati del Paese.

A rivelarlo è il Clean Energy Council, secondo cui la quantità di energia prodotta dagli impianti eolici ‘aussie’ è stata tanto abbondante da poter alimentare la Sydney Opera House per i prossimi 57 anni.

Sugli scudi soprattutto l’Australia meridionale, una delle prime regioni al mondo a sfruttare del vento. Basti pensare che oggi ottiene ben il 38% della propria energia proprio dal comparto eolico, a fronte del 31% fatto registrare lo scorso anno. In particolare, la Tasmania ha raggiunto l’11% di produzione eolica sul totale prodotto dal Paese, mentre lo stato Victoria si è fermato, si fa per dire, al 7,9% e il New South Wales l’1,8%. Tutti e quattro gli Stati hanno  superando i rispettivi record con un totale di 1,024 GWh di energia prodotti.

“I target Australiani rinnovabili supportano progetti che hanno il potenziale per fornire nuovi posti di lavoro e di investimento. Il nuovo parco eolico Macarthur nella parte occidentale dello stato Victoria è il più grande impianto nel sud del mondo e ha fornito una spinta enorme di energia pulita nel corso dell’ultimo mese. Mentre il New South Wales è indietro per produzione rispetto ad alcuni degli altri stati ha un potenziale enorme di fornire lavoro e vantaggi di investimento per promuovere l’energia pulita”, ha dichiarato Russell Marsh, direttore delle politiche del Clean Energy Council.

[foto da masterviaggi.it]

Australia, le rinnovabili sono di casa (per il 20%)

 

hhOltre 4 milioni di case australiane, che rappresentato il 20% del totale, sono alimentate da energia rinnovabile. A rivelarlo è l’ultimo rapporto pubblicato dal Clean Energy Council australiano (CEC), che ha inoltre rilevato che lo scorso anno le energie pulite hanno rappresentato il 13,4%  del mercato elettrico nazionale.

Lo studio sottolinea altresì come il costante aumento dei prezzi dei combustibili fossili e, per contro, il costo decrescente delle energie rinnovabili stanno radicalmente cambiando le abitudini energetiche degli australiani.

L’energia rinnovabile è una delle forme più economiche di produzione di elettricità che sta continuando a scendere e che scenderà nei prossimi decenni divenendo presto la forma più economica di produzione di energia elettrica disponibile in Australia” ha dichiarato Russell Marsh, direttore politica della CEC alla emittente locale ABC News.

La ricerca afferma che la parte del leone è toccata all’idroelettrico, che ha contribuito per la fetta maggiore alla produzione di energia green con il 58% del totale. Ad aumentare è stata la quota di eolico e di solare che hanno rispettivamente coperto il 26 e l’8% grazie all’istallazione di circa 322mila nuovi impianti fotovoltaici in tutta la nazione.

 

[foto da theclimategroup.org]

Dall’Australia i pannelli solari di nuova generazione

suntech-power-2È un netto salto di qualità quello compiuto dagli scienziati australiani per quanto riguarda l’efficienza dei pannelli solari. Gli studiosi del Centro di eccellenza nel fotovoltaico dell’Università del Nuovo Galles del sud hanno infatti ottenuto significativi miglioramenti nel design, accelerando di circa un decennio la nascita dei pannelli di nuova generazione.

In particolare, la scoperta effettuata dai ricercatori australiani comporta l’uso di atomi di idrogeno nei pannelli solari per sopperire ai difetti riscontrati nelle celle di silicio.
Come conseguenza, il silicone di scarsa qualità offre lo stesso rendimento dei ‘wafer’ di alta qualità. Come ha dichiarato il direttore del Centro, Stuart Wenham: ” “Il trattamento rende il silicio di basso costo oggettivamente migliore del materiale della migliore qualità usato attualmente”.

I wafer di silicio rappresentano infatti più del 50% del costo dei pannelli solari. ”Usando silicio di bassa qualità si può abbattere drasticamente la spesa – ha aggiunto Wenham – Siamo riusciti a scoprire il segreto che permette all’idrogeno di agire nella maniera desiderata”.

[foto da magazine.liquida.it]

Australia, 100% di rinnovabili entro il 2030?

sydney_34197a“Siamo scienza, non fantascienza” recitava uno slogan pubblicitario in voga negli anni ’80. Un po’ lo stesso concetto presente nel rapporto  “Generating a Renewable Australia” pubblicato dalla Commissione sul Clima a Sidney, secondo il quale l’Australia potrebbe essere completamente alimentata da rinnovabili entro il 2030.

Secondo l’analisi condotta, le fonti più convenienti per il consumatore sembrano essere il solare fotovoltaico e l’eolico, almeno seguendo i dati che testimoniano come, nel luglio 2012, circa 754mila famiglie e imprese australiane hanno istallato moduli fotovoltaici.

Dati che rivelano altresì come l’energia eolica pro capite del sud dell’Australia è superiore a qualsiasi altro paese del mondo e contribuisce a generare circa il 26% della produzione di elettricità dello stato .

Certo, per raggiungere l’obiettivo “100% green” entro il 2030 il mercato energetico dovrà essere sostenuto da incentivi capaci di stimolare finanziamenti privati, e dovrà poter contare su una politica che dia fiducia all’intero comparto.

“Quello che possiamo vedere oggi è che la crescita esponenziale delle rinnovabili sta portando benefici all’economia” ha dichiarato il commissario al cambiamento climatico Tim Flannery  alla Australian Broadcasting Corp. “Abbiamo visto che la maggior parte del denaro investito nel 2011 è andato ad accrescere il mercato delle tecnologie pulite rispetto a combustibili fossili”, ha detto Flannery. “Proprio per questo abbiamo varcato la soglia. Abbiamo bisogno di prepararci per una rete energetica molto diversa per il futuro.”

Nonostante le importanti potenzialità rinnovabili, ad oggi l’Australia il 75% della propria energia sfruttando il carbone, responsabile del 35% delle emissioni nazionali. “Al fine di evitare le conseguenze più devastanti del cambiamento climatico dobbiamo praticamente eliminare le emissioni di gas a effetto serra provenienti dai carburanti fossili entro decenni”, afferma il rapporto.

[foto da rechargenews.com]