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In Africa arriva il primo autobus elettrico

Kayoola-Solar-BusÈ in partenza il primo autobus elettrico dell’Africa. Il veicolo, chiamato Kayoola, è stato costruito in Uganda e grazie ai pannelli solari installati sul tettuccio, durante le calde giornate africane ricarica le batterie. Al suo interno vi sono 35 posti a sedere, e possiede un’autonomia di 80 chilometri.

Secondo i piani dell’azienda costruttrice, la Kiir Motors Corporation, entro i prossimi tre anni saranno oltre 7mila le persone che potrebbero essere impiegate nella produzione in serie di Kayoola. E se fino ad oggi l’autobus è stato prodotto con fondi del governo ugandese, ora la KMC intende trovare nuovi finanziatori per entrare sul mercato.

«L’autobus elettrico permette una guida più fluida e più pulita – ha affermato Paul Isaac Musasizi, CEO di Kiira Motors Corporation – con meno vibrazioni e rumore, a differenza dei consueti motori diesel a combustione interna. Le città ameranno questo bus appena sarà disponibile sul mercato».

Ad oggi, il prezzo del nuovo bus si aggira dai 35mila ai 50mila dollari: una cifra eccessiva, specialmente per l’Africa. Qualche dubbio sulla commerciabilità quindi rimane, ma l’utilizzo dell’energia solare nei trasporti potrebbe essere davvero una svolta per tutto il continente.

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Africa, oltre il 20% di rinnovabili entro il 2030

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Nei prossimi 15 anni, circa un quarto del fabbisogno energetico dell’Africa potrebbe essere soddisfatto dalle rinnovabili. Ad affermarlo un recente documento redatto dall’IRENA, che traccia una vera e propria “road map” per la crescita delle FER nel continente africano mettendo in luce come le tecnologie disponibili potrebbero quadruplicare la presenza delle rinnovabili nel mix energetico africano, oggi ferma al 5%. In particolare, lo studio individua quattro settori che hanno un ruolo chiave: idroelettrico, solare, eolico e biomasse.

“Attingere a risorse energetiche rinnovabili è l’unico modo in cui le nazioni africane possono alimentare la crescita economica, massimizzare lo sviluppo socio-economico e migliorare la sicurezza energetica con un limitato impatto ambientale”, ha spiegato Adnan Z. Amin, direttore generale di IRENA. “Le tecnologie sono disponibili, affidabili e a costi sempre più competitivi. Spetta ora ai governi africani creare le condizioni per accelerare la distribuzione, spianando la strada allo sviluppo sostenibile dell’Africa”.

[foto da qualenergia.it]

Quando l’Africa è più verde che nera

AFRICAL’Africa sub-sahariana si sta imponendo come uno dei mercati mondiali più interessanti nell’ambito delle tecnologie relative alle rinnovabili. Ad affermarlo è uno studio condotto da Bloomberg New Energy Finance, che sottolinea come il fenomeno riguardi principalmente l’eolico su piccola scala, il fotovoltaico e la geotermia.

Secondo la ricerca, ed escludendo i grandi progetti idroelettrici, entro la fine dell’anno l’area potrà contare su nuovi 1,8 GW di capacità rinnovabile. Una cifra pari a quella installata dal 2000 al 2013, a conferma della crescita importante delle FER africane negli ultimissimi anni.

Secondo gli autori del rapporto, inoltre, gli investimenti in energia green sfioreranno i 6 miliardi di dollari, per raggiungere i 7,7 nel 2016. A guidare la classifica dei mercati più attivi il Sud Africa, con 3.9 GW di nuova capacità verde da istallare principalmente eolica, ; il Kenya, con 1.4 GW soprattutto di geotermia ed eolico e l’Etiopia, con quasi 570 MW sempre legati soprattutto allo sfruttamento del vento.

 

[foto da rinews.it]

Arriva il fotovoltaico: il tè non è mai stato così verde

 

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“Fa bene al gusto, fa bene al cuore” recitava un vecchio slogan di una marca di tè.
Ora, parafrasandola, si potrebbe aggiungere anche “fa bene all’ambiente”, ma solo ammesso che sia Williamson Tea.
La prestigiosa casa inglese ha infatti da poco inaugurato il progetto fotovoltaico più grande dell’Africa orientale per portare energia verde e pulita alla piantagione di tè di Changoi, nella contea del Bomet, in Kenya occidentale. A costruire e installare i pannelli la ditta inglese Solarcentury.

 

Una scelta che abbatterà del 30% i costi economici della Williamson Tea, oltre ad abbassare la richiesta di elettricità della rete nazionale e il consumo di diesel adibito alla produzione di energia di riserva.
“In un Paese che gode di irradiazione solare e terreni in abbondanza – ha detto il direttore della sede di Solarcentury in Africa orientale, Dan Davies – il fotovoltaico è la soluzione perfetta e riduce la dipendenza dai combustibili fossili, migliorando, allo stesso tempo, la sicurezza energetica”.

 

“Il parco fotovoltaico di Williamson Tea a Changoi – ha affermato invece Frans van den Heuvel, amministratore delegato di Solarcentury – è un tipico esempio del modo in cui il fotovoltaico e i mercati emergenti in Africa possono aiutare a soddisfare i sempre maggiori fabbisogni di energia delle economie in crescita”.

 

[foto da solarcentury.com]

In Africa e Russia il futuro dell’eolico

eolico-300x181Mentre nei mercati sviluppati la crescita dell’eolico sembra essersi fermata, nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo l’energia del vento continua a registrare un notevole successo.

È quanto sostiene una recente ricerca condotta dalla Navigant Research, secondo cui nel 2023 le installazioni eoliche in Africa ed ex Unione Sovietica raggiungeranno i 3350 MW.

A quanto si legge nel rapporto, il settore si sta sviluppando grazie a un notevole sostegno da parte delle autorità politiche unito alla crescente domanda di energia e alla richiesta di diversificazione energetica.

“Mentre la crescita nei mercati consolidati è rallentata negli ultimi anni, la domanda di eolico in Africa e nell’ex Unione Sovietica, così come nei paesi dell’Asia-Pacifico di sviluppo è in crescita, ha dichiarato Feng Zhao, direttore della ricerca di Navigant Research. Le opportunità derivanti in queste regioni contribuiranno a ridurre l’esposizione dei produttori di apparecchiature originali dagli alti e bassi dei mercati eolici tradizionali, rendendo l’energia eolica una delle principali fonti di energia nel contesto globale”.

Questo, nonostante diverse nazioni dell’ex Unione Sovietica siano abbondantemente ricche di combustibili fossili. Tuttavia, molte di loro hanno fissato obiettivi di sviluppo dell’energia rinnovabile per ridurre la loro dipendenza dagli idrocarburi (petrolio, gas e carbone) e la loro esposizione alle fluttuazioni dei mercati energetici globali.

 

[foto da economiaweb]

In Marocco l’eolico più grande dell’Africa

TYP-259982-556312-20100701_133510_9DBA299DQuesto inverno avevo scritto di come il Marocco si apprestasse a compiere importanti investimenti nel settore delle rinnovabili.
Ebbene, il governo di Rabat ha annunciato che presto il Paese potrà vantare il parco eolico più grande di tutta l’Africa, rubando così lo “scettro” all’Etiopia.

Entro il prossimo autunno infatti, i 300 MW di potenza istallata della centrale Tarfaya saranno pronti a immettere nella rete nazionale l’energia erogata sfruttando i venti della zona. Il Marocco si conferma così come uno dei mercati africani più interessanti per quanto riguarda lo sviluppo delle FER.

Per quanto riguarda l’impianto di Tarfaya, il progetto prevede un totale di 131 turbine posizionate su un’area di circa 10mila ettari complessivi. I tecnici prevedono che la piena operatività si avrà per la fine di ottobre, mentre al momento sono state installate 88 turbine di cui 44 già collegate alla rete elettrica nazionale.

Il valore complessivo dell’investimento è di 690 milioni di dollari, mentre si calcola che una volta a regime la centrale abbatterà le emissioni inquinanti di circa 900mila tonnellate.

Grazie all’unione con il parco eolico di Akhfennir, che ha una capacità istallata di 100 MW, e alla centrale Foum el Oued (50 MW), sarà possibile sfruttare i forti venti che soffiano nella zona. Un prezioso contributo al raggiungimento degli obiettivi energetici nazionali, che prevedono di raggiungere il 42% di produzione energetica da rinnovabili entro il 2020.

 

[foto da lastampa.it]

Solar Aid porta in Africa le lampade solari

Solar_electricty-LampUn finanziamento da 29 milioni di sterline per favorire lo sviluppo di progetto solari in Africa. È quello erogato dal governo britannico a Solar Aid, che ha confermato la nascita del fondo del Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale.

Tra le iniziative portate avanti dalla società inglese che potranno avvalersi del contributo, un importante progetto che ha l’obiettivo di sostituire le lampade a kerosene con altre alimentate a energia solare. Si tratta di prototipi dotati di un mini pannello solare, capaci di garantire la massima efficienza a emissioni zero, che entro il 2020 saranno distribuite alle comunità rurali che abitano nelle zone più remote del continente.

Come ha dichiarato John Cole, responsabile degli investimenti a basso tenore di carbonio, si tratta di investimenti che da un lato garantiscono un ottimo rendimento agli investitori, e dall’altro offrono un’alternativa sostenibile all’uso dei combustibili fossili.

Oltre a quello delle lampade solari, ci sono ancora numerosi progetti che devono essere messi in atto per favorire lo sviluppo verde dell’Africa e per ottenere risultati concreti nella lotta al cambiamento climatico aiutando le popolazioni più povere a usare l’elettricità a emissioni zero.

 

[foto da globalvoicesonline.org]