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Anche Dubai conquistata dalle rinnovabili

Dubai RinnovabiliContinuano a crescere le rinnovabili in medio oriente, segno che anche i “signori del petrolio” stanno acquistando una maggiore consapevolezza ambientale.

Un paio di mesi fa avevo scritto di come la National Bank di Abu Dhabi avesse deciso di investire nelle FER; oggi ci spostiamo invece a Dubai, dove a marzo è stato inaugurato il progetto Rooftop Solar Program per  l’installazione intensiva di pannelli fotovoltaici sui tetti cittadini.
Da ricordare anche il programma Masdar City, che prevede la realizzazione della prima smart city al mondo completamente a emissioni zero.

Sostanzialmente, possiamo dire che le principali cause della svolta “green” dei Paesi del Golfo sono due: da un lato il continuo calo dei prezzi delle clean technologies, dall’altra una crescente richiesta di sostenibilità da parte della comunità più energivora al mondo.

A queste due motivazioni ne va aggiunta una terza, non meno significativa: la coscienza che i combustibili fossili sono destinati ad esaurirsi e con l’aumento dei consumi, non ci si può affidare più solamente a petrolio e gas.

[foto da dubaiblog.it]

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La National Bank di Abu Dhabi punta sulle rinnovabili

Arabia_Saudita_Industria_Energia-700x325Saranno anche tra i padroni mondiali del petrolio, ma ad Abu Dhabi c’è qualcuno che ha deciso che è meglio investire nelle rinnovabili che nelle fossili. E non stiamo parlando di qualche associazione ambientalista ma della National Bank di Abu Dhabi (NBAD), che recentemente ha redatto un rapporto i cui sono riportati dieci motivi per cui nel medio periodo investire nelle FER sarà senz’altro più redditizio.

Nel documento si legge come l’area Golfo sia al centro della transizione verso un’energia economica, efficiente e pulita. È chiaro ormai che le fonti rinnovabili saranno parte del mix energetico globale”, scrive Alex Thursby, amministratore delegato di NBAD. “I governi di tutto il mondo, compresa la regione del Golfo, stanno mettendo a punto le rispettive ambizioni per la decarbonizzazione delle loro economie, e il dibattito globale sull’energia non è mai stato più intenso”.

Secondo l’istituto finanziario, il fatto che il prezzo del petrolio sia oggi molto basso non è assolutamente un motivo valido per non investire nelle green energy, che stanno diventando sempre più competitive.

Di seguito, riporto i 10 punti individuati dal rapporto:

1 – Oltre il 50% cento degli investimenti in nuova capacità di produzione energetica in tutto il mondo sono nelle fonti rinnovabili.

2 – Negli ultimi 5 anni sono stati investiti nelle tecnologie green circa 260 miliardi di dollari l’anno a livello planetario.

3 – L’emissione di Green Bond per sostenere progetti energetici low carbon hanno raggiunto i 36,6 miliardi di dollari nel 2014, più del triplo rispetto all’anno precedente

4 – I prezzi dei moduli fotovoltaici si sono abbassati di oltre l’80% dal 2008.

5 – Il fotovoltaico raggiungerà la grid parity nell’80% dei paesi nei prossimi 2 anni.

6 – Il fotovoltaico è già più conveniente dell’alimentazione tradizionale in 42 delle 50 più grandi città degli Stati Uniti.

7 – Le applicazioni industriali per aumentare l’efficienza energetica sono in grado di fornire un 10% di risparmio in cinque anni.

8 – Le turbine eoliche moderne producono 15 volte più elettricità rispetto alla tipica turbina eolica nel 1990.

9 – Il costo di stoccaggio dell’energia dovrebbe scendere a 100 dollari per kWh nei prossimi cinque anni, contro 250 di oggi.

10 – Nei prossimi 20 anni le infrastrutture energetiche richiederanno investimenti per almeno 48.000 miliardi dollari, la maggior parte dei quali in paesi non OCSE.

[foto da industriaenergia.it]

Solar Impulse 2, partito il giro del mondo dell’aereo solare

solar-impulse-2-first-sunbath-tilt-shiftÈ partito ieri da Abu Dhabi il giro intorno al mondo di Solar Impulse 2, l’aereo alimentato a energia solare ideato da Bertrand Piccard.
Un autentico prodigio tecnologico, con un’apertura alare di 63 metri, appena superiore a quella di un Airbus A380, il più grande aereo di linea nel mondo.

Tutte e due le ali sono ricoperte da 17.248 celle solari, mentre la parte inferiore contiene un insieme di accumulatori litio-polimero, oltre a un motore da 10 cavalli e a un’elica a due pale.

Si tratta di un’impresa unica, che segue il “coast to coast” degli Stati Uniti compiuto nel 2013.
I tempi stimati sono intorno ai 5 mesi, durante i quali Piccard si alternerà alla guida del velivolo con Andre Borshberg per percorrere i 35mila chilometri previsti dal viaggio.

Come riportato sul sito web del progetto,Solar Impulse vuole mobilitare l’entusiasmo del pubblico a favore di tecnologie che permetteranno diminuito la dipendenza dai combustibili fossili, e indurre emozioni positive sulle energie rinnovabili”.

Il volo farà scalo in India, Myanmar e Cina prima di affrontare il tratto più impegnativo rappresentato dalla traversata dell’Oceano Pacifico per raggiungere gli Stati Uniti. Da lì l’aereo raggiungerà l’Europa meridionale per  fare ritorno ad Abu Dhabi.

 

“I miracoli possono essere raggiunti grazie a fonti rinnovabili come l’energia solare”, ha affermato prima della partenza Piccard.E noi vogliamo dimostrare di poter volare giorno e notte in un aereo senza una goccia di carburante”.

 

[foto da solarimpulse.com]

Nasce REsource, il Google delle rinnovabili

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È stato lanciato ufficialmente il 17 gennaio ad Abu Dhabi, in occasione della quinta assemblea dell’ International Renewable Energy Agency (IRENA).

Sto parlando di REsource, il motore di ricerca dedicato alle energie rinnovabili ideato dalla stessa IRENA con l’obiettivo di sostenere il miglioramento del processo decisionale, aumentare la consapevolezza e la fiducia degli investitori, accelerando nel contempo l’adozione delle tecnologie sostenibili.

“La rapida crescita del settore delle energie rinnovabili supera di gran lunga le informazioni disponibili per monitorare e analizzare il comparto”, scrive IRENA. “Ad oggi, i dati riguardanti le green energy sono dispersi nella rete, e quindi percepiti come meno accessibili, meno dettagliati e meno accurati rispetto alle informazioni in materia di energia convenzionale. Questa mancanza ha creato un falso ambiente di incertezza per gli investitori, andando anche ad alimentare percezioni errate nell’opinione pubblica”.

Con Resource, gli utenti hanno dunque la possibilità di avere informazioni specifiche Paese per Paese, tenendosi informati sugli avvenimenti più significativi e sulle principali tendenze che interessano il settore mondiale delle FER.

 

[foto da facebook.com]

Partirà da Abu Dhabi il giro del mondo di Solar Impulse, l’aereo che va a energia solare

Solar-Impulse-Solar Impulse è una vecchia conoscenza di Energie Rinnovate. Dalla prima grande impresa, quando volò dalla Svizzera a Marocco, alla traversata degli Stati Uniti “coast to coast”, vi ho raccontato la storia di questo incredibile aeroplano che è mosso solo dall’energia solare.

Ora, “Solar Impulse 2” si prepara ad affrontare la sua sfida più grande: compiere il giro del mondo. La partenza è già stata programmata per marzo 2015, quando il velivolo solare spiccherà il volo da Abu Dhabi.

I fondatori del progetto nonché piloti dell’aereo, gli svizzeri Bertrand Piccard e André Borschberg, contano di completare il viaggio in quattro o cinque mesi. La tabella di marcia prevede diversi scali in tutti e 5 i continenti e alcune tappe, come la traversata dei due Oceani, potrebbero richiedere cinque o sei giorni consecutivi di volo.

“Abbiamo scelto Abu Dhabi come il punto di partenza e di ritorno per il giro del mondo, per il suo clima, le infrastrutture presenti e per l’impegno profuso dall’Emirato per tecnologie pulite”, ha commentato Borschberg in una nota stampa. Il team di lavoro sbarcherà ad Abu Dhabi il prossimo gennaio.

 

[foto da nonsoloeco.com]

Le rinnovabili italiane alla conquista di Abu Dhabi

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“La sottoscrizione dell’accordo con il partner di Abu Dhabi rappresenta un importante opportunità di sviluppo in un area geografica di grande interesse come quella degli Emirati Arabi. Siamo convinti che nei prossimi anni i paesi del Medio Oriente saranno un importante mercato per il settore delle energie rinnovabili”.

 

Parola di Matteo Minelli, amministratore delegato della Ecosutek, azienda italiana che ha da poco firmato l’avvio di una joint venture con la Royal Diamond Plus Companies Representation. La neonata società avrà sede in Abu Dhabi e opererà nei paesi del Medio Oriente nel settore delle energie rinnovabili.

In base all’accordo, la Ecosuntek parteciperà a iniziative di investimento con un’offerta integrata di servizi e attività per la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili.

Inoltre, offrirà anche servizi per la definizione del modello societario e della struttura finanziaria più idonea e per la gestione dei rapporti con i diversi operatori internazionali che entrino in contatto con la rete, anche avvalendosi del supporto della citata costituenda joint venture con sede in Abu Dhabi.

[foto da zeroemission.eu]

Ad Abu Dhabi l’impianto solare più grande del mondo

shams1Immaginate un impianto fotovoltaico grande quanto 285 campi di calcio. Vi sembra incredibile? Beh, esiste davvero ed è stato inaugurato pochi giorni fa alle porte di Abu Dhabi.

 

Si chiama Shams I che in arabo vuol dire ‘sole’, ed è costato circa 160 milioni di euro. Con una capacità di 100 Megawatt, è il più grande impianto solare del mondo  e fornirà elettricità a 20mila abitazioni.

 

”È una pietra miliare per la diversificazione economica del Paese ed un passo avanti verso il raggiungimento di una sicurezza energetica a lungo termine” ha dichiarato il presidente degli Eau, sceicco Khalifa Al Nahyan.

 

Infatti, nonostante come noto gli Emirati siano tra i Paesi più ricchi di petrolio al mondo, da tempo è stato avviato un processo di sviluppo per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. L’esempio più concreto è rappresentato da Masdar City, la città ‘a impatto zero’ pronta a ospitare 50.000 persone.

Grazie a Shams I, gli Emirati possono vantare il 68% della capacità energetica solare della regione del Golfo, che rappresenta più o meno il 10% di quella mondiale.

[foto da greenme]