Eolico offshore, Deutschland über alles

An aerial view of the offshore energy park Alpha Ventus in the North Sea, about 45 kilometres (27 miles) north of the island of Borkum, April 27, 2010. The Alpha Ventus wind farm with 12 '5-Megawatt-class' wind energy mills, starts its production on Tuesday.   REUTERS/Ingo Wagner/Pool    (GERMANY - Tags: ENERGY ENVIRONMENT)

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’istituto di ricerca GlobalData, nel 2015 il settore dell’eolico offshore sarà dominato dalla Germania, che grazie a un piano di installazione di oltre 2 GW di capacità complessiva si prepara a superare anche la Gran Bretagna.

Se confermato, l’aumento tedesco sarebbe superiore di 4 volte rispetto ai 529 MW costruiti nel 2014, e farebbe scivolare i britannici al terzo posto della classifica mondiale dietro la Cina, assestata a 817 MW, mentre stando alle previsioni Londra installerà poco più di 800 MW.

Con oltre 4 GW, la Gran Bretagna conserverebbe tuttavia il primo posto per capacità complessiva anche se è lecito chiedersi per quanto, visto il ritmo a cui si stanno sviluppando altri Paesi.

«L’enorme aumento della Germania nelle installazioni offshore è attribuibile a diversi progetti di parchi eolici in mare che si prevede entreranno in funzione nel 2015 – ha dichiarato Ankit Mathur, cheaf of power di GlobalData – Anche la Cina ha in programma una serie di progetti di eolico offshore durante quest’anno. Inoltre, nei prossimi anni il Paese manterrà lo standard annuo di 1 GW nel prossimo futuro, mentre il Regno Unito vedrà abbassarsi relativamente la capacità installata fino al 2018. Da quell’anno si prevede una nuova fase di crescita per il settore».

Stando alle osservazioni di alcuni esperti del settore, la performance tedesca andrebbe interpretata come il tentativo di rimpiazzare il nucleare dopo le decisioni prese dal governo a seguito della tragedia di Fukushima. Basti pensare che, prima di allora, il nucleare soddisfaceva il 25% circa della domanda elettrica tedesca.

Da allora, Berlino ha dovuto aumentare l’utilizzo di carbone, una decisione incompatibile con gli obiettivi della strategia climatica varata nel 2010 dal governo Merkel. La cosiddetta “Energiewande prevede infatti una riduzione dei gas serra pari al 40% entro il 2020 e all’80% entro il 2050.

 

[foto da corriere.it]

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