Il futuro sostenibile passa anche per il carbone pulito

2041376_TE_CCS_PeterheadChi legge con frequenza questo blog lo sa. Un mondo più sostenibile e ecofriendly non può fare a meno delle tecnologie capaci di rendere il carbone, tutt’oggi la principale fonte di elettricità al mondo, sempre più pulito ed efficiente.

Basti pensare che le previsioni ritenute più attendibili, provenienti dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) dicono che entro il 2035 la domanda mondiale di carbone aumenterà del 65%.

Non solo, perché a conferma che il trend non tocca solo i Paesi emergenti, c’è la notizia che la Germania ha stanziato oltre 60miliardi per la costruzione di 69 centrali elettriche entro il 2020 alimentate per la maggior parte a gas e carbone.

Tra i Paesi industrializzati l’Italia ha una posizione anomala: da un lato è all’avanguardia per quanto riguarda le tecnologie per l’utilizzo pulito e ad alta efficienza del carbone, dall’altro ha un mix energetico eccessivamente sbilanciato a favore del gas, che nel settore termoelettrico rappresenta il 52% del totale contro il 14% del carbone.

L’anomalia italiana, se da un lato interpella la strategia energetica nazionale, dall’altro indica anche una prospettiva virtuosa che interessa lo scenario globale. Lo sviluppo tecnologico sul carbone pulito e ad alta efficienza, avviato ormai da tempo nel Paese, è infatti una risorsa fondamentale per l’utilizzo di questa fonte tradizionale in modo sempre più sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Il carbone pulito vede un’azienda come Enel impegnata a sviluppare tecnologie innovative come quelle realizzate nella centrale di Civitavecchia, che rispondono sia all’esigenza nazionale di individuare una strada adeguata al riequilibrio del mix energetico sia al bisogno globale di utilizzare il carbone in modo sempre più efficiente e sostenibile.

Per ridurre le emissioni di gas serra da parte delle centrali a carbone, il Gruppo guidato da Francesco Starace è all’avanguardia anche nello sviluppo delle principali tecnologie CCS (cattura e il sequestro della CO2, dall’inglese Carbon Capture and Storage), in sperimentazione nell’impianto pilota a Brindisi e progettate per quello di Porto Tolle.

Si tratta di opportunità che vanno colte per ridurre i costi e accrescere la sicurezza energetica. La disponibilità di un parco termoelettrico efficace ed efficiente potrebbe anche avere risvolti virtuosi anche sull’intero sistema energetico italiano. Cosa ottenibile, per fare due soli esempi, con il potenziamento della mobilità elettrica e la maggiore diffusione delle pompe di calore elettriche.

 

[foto da theengineer.co.uk]

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