Accordo tra Marina Militare italiana e americana in nome del biofuel

 MARINAMILITARELo scorso novembre avevo dato notizia della svolta ‘verde’ che si stava apprestando a compiere la Marina Militare italiana.

Ora torno sull’argomento per scrivere di un accordo con la US Navy dedicato ai biocombustibili. La firma è prevista per il prossimo 2 aprile presso la bioraffineria Eni di Porto Marghera e avrà come obiettivo l’interoperabilità dei carburanti di nuova generazione per le navi e per gli aeromobili.

Così come avvenuto per il Pattugliatore d’altura Comandante Foscari, prima nave militare ad aver sperimentato una miscela contenente al 50% green dieselper la propulsione e la generazione elettrica a bordo, anche la marina americana ha testato con successo l’alimentazione a base di miscele di biofuel. In particolare, sperimentando sia combustibili a base di alghe che l’innovazione del Gas-to-Liquids (GTL), processo che permette di estrarre l’anidride carbonica disciolta in acqua e convertirla cataliticamente in combustibile per aviogetti.

E proprio nella raffineria di Porto Marghera, a partire da maggio prenderà il via la produzione in scala del Green F76 di “Flotta Verde”, il progetto nato dall’esigenza operativa di individuare un prodotto alternativo al combustibile navale di origine fossile (gasolio codice NATO F76), utilizzato a bordo delle Unità Navali dei paesi dell’Alleanza.

 

[foto da dipendentistatati.org]

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