I frutti di mare contro la CO2

8_frutti-di-mareCozze, vongole e perfino ostriche per combattere la CO2. È quanto stabilito dall’accordo sottoscritto nei giorni scorsi da Unindustria Rovigo e Lega Pesca.

 

I molluschi infatti possiedono una notevole capacità di biosequestro, cioè  di rimuovere l’anidride carbonica disciolta in acqua. Basti pensare che gli studiosi ritengono che, per quanto riguarda ad esempio le cozze vi sia un rapporto di 1 a 3 tra, ossia che tre tonnellate di cozze fresche siano in grado di neutralizzare una tonnellata di CO2.

 

E il valore dei frutti di mare è stato financo riconosciuto dal Protocollo di Kyoto, che ha assegnato alle quote di CO2 fissate nelle produzioni nazionali di molluschi un valore economico.

 

In base all’intesa sottoscritta da Unindustria e rappresentanti dei pescatori,  le imprese italiane di molluschicoltura potranno muovere i primi passi per entrare nel mercato  europeo dei “carbon credit”, il cosiddetto ETS.

 

In tal modo, il contributo del settore verrà quantificato e valorizzato sul mercato degli scambi italiano; un accurato studio scientifico determinerà le quantità di CO2 fissate e definirà parametri e processi di certificazione atti a determinare la quantificazione dei crediti in funzione dei diversi processi produttivi.

 

[foto da prontomar.com]

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