Geotermia, quando il territorio difende le centrali

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Tra le diverse fonti rinnovabili, quella geotermica rappresenta un’eccellenza tutta italiana. Proprio nel nostro Paese, infatti, fu costruita la prima centrale al mondo (nel 1915 a Larderello, in provincia di Pisa) e, ancora oggi, la geotermia italiana vanta una leadership indiscussa a livello internazionale.

Una regione, in particolare, può essere considerata la “patria” della geotermia; è la Toscana, che soddisfa il 25% del proprio fabbisogno energetico grazie a questa fonte energetica.
Un patrimonio per il futuro dell’Italia, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello economico.

In quest’ottica, nove comuni che ospitano impianti geotermici hanno redatto un comunicato per esprimere la propria opinione sulla presenza delle centrali sul proprio territorio.
Pubblicato sul quotidiano online sienafree.it, lo riportiamo di seguito integralmente.

“Le Amministrazioni Comunali dei nove comuni geotermici, sede d’impianti (Pomarance, Monterotondo Marittimo, Castelnuovo Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Radicondoli, Montieri, Chiusdino, S. Fiora e Piancastagnaio), vogliono esprimere la propria posizione in merito alla questione dello ‘sviluppo geotermico’, che in questi giorni è stato oggetto di un dibattito mediatico caratterizzato spesso da posizioni strumentali e non corrette da un punto di vista scientifico.

In questa sede ci preme ribadire prima di ogni altra considerazione che, a livello mondiale, la geotermia, in tutte le sue forme naturali, è considerata una risorsa rinnovabile, pulita e ambientalmente sostenibile, oltre che fonte di sviluppo energetico, economico e turistico per i territori che hanno la fortuna di avere nel sottosuolo determinate caratteristiche.

Analizzando i vari aspetti, ci preme innanzitutto chiarire la nostra posizione sul tema che, come Amministratori, ci sta più a cuore, e cioè la salute dei cittadini: su questo aspetto, abbiamo fortemente sostenuto negli anni passati la necessità di realizzare uno Studio Sanitario che chiarisse se ci sono evidenze di possibili correlazioni tra la geotermia e alcune patologie prima di procedere con decisioni di ulteriore sviluppo della stessa. Questo Studio commissionato dalla Regione Toscana all’ARS (Agenzia Regionale della Sanità) e i successivi aggiornamenti, oltre a Studi paralleli svolti in Nuova Zelanda dal Prof.Bates (Università della California), hanno fornito un quadro estremamente rassicurante sullo stato di salute della popolazione dei Comuni Geotermici, in linea con i dati del resto della Regione che, lo ricordiamo, è tra le più longeve d’Italia. È ovvio che su questo tema è opportuno continuare a studiare e raccogliere dati, senza allentare l’attenzione. Il comunicato dell’ARS Toscana conclude affermando che “i risultati sono ancora in linea con l’ipotesi che le emissioni geotermiche abbiano un ruolo del tutto marginale o assente negli eccessi delle malattie”.

Analizzando poi gli aspetti legati agli impatti ‘ambientali’ della geotermia giova ricordare che l’attività geotermica permette di risparmiare complessivamente oltre 1 milione di TEP (Tonnellate di Petrolio Equivalente) all’anno e che i quadri emissivi delle centrali sono tutti ampiamente ricompresi nei limiti previsti dalla normativa vigente e nei più stringenti atti di indirizzo della Regione Toscana.

Per quanto riguarda il lato socio economico, la geotermia può e deve diventare sempre di più un volano di sviluppo per i territori attraverso la creazione di opportunità di lavoro diretto e indotto, sviluppo di know how correlato a usi plurimi e di teleriscaldamento, incentivando inoltre le attività  innovative sia tecnologiche che agroalimentari complementari alla geotermia. Particolarmente interessanti appaiono le iniziative volte a creare un indotto tecnologico legato alla filiera geotermica in grado di inserirsi competitivamente su un mercato in forte crescita. Occorre anche implementare e integrare il turismo legato alla geotermia affinché diventi una tessera fondamentale del più ampio mosaico delle realtà turistiche toscane, sviluppando percorsi tematici  in sinergia con il territorio e con le risorse paesaggistiche, artistiche e culturali presenti. Anche le attività agroalimentari legate alla geotermia potranno diventare una grossa opportunità per il futuro perché l’uso della risorsa geotermica le rende competitive nel mercato globale. L’esperienza maturata dalla “Comunità del cibo” ci insegna inoltre come geotermia, turismo e prodotti tipici siamo sinergici valorizzandosi a vicenda. Come Amministrazioni Comunali da anni abbiamo avviato un percorso con Regione Toscana, Province ed Enel Green Power per generare importanti ricadute sul territorio con prospettive di sviluppo economico e occupazionale.

In conclusione, la nostra risorsa geotermica è, soprattutto in un momento di estrema crisi come quello che stiamo vivendo, una opportunità irrinunciabile che, a valle di tutti gli studi e approfondimenti fatti, non può essere messa in discussione con affermazioni che non si basano su dati scientifici ma su posizioni pregiudiziali. Come Amministratori abbiamo il dovere di pretendere rigorosi controlli e verifiche verso il concessionario Enel Green Power, ma abbiamo anche il dovere di prendere decisioni per il bene dei nostri cittadini e della pubblica utilità in un rapporto collaborativo e proficuo per garantire un futuro ai territori e alle popolazioni residenti.”

Qualunque ulteriore considerazione mi appare assolutamente superflua.

[foto da sceltesostenibili.it]

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