Rinnovabili e incentivi, andiamoci Piano!

Era ora. Questa la prima considerazione che nasce spontanea di fronte alla nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) presentata da Governo in questi giorni. Dopo 20 anni (sic!), il Paese ha nuovamente un Piano su cui basare le prossime politiche energetiche e questo, almeno a parere di chi scrive, non può che essere positivo.

Ovviamente, particolare interesse ha suscitato nel sottoscritto il capitolo dedicato all’efficienza energetica e allo sviluppo delle rinnovabili per raggiungere l’ormai famoso “obiettivo 20-20-20”.

Aver varato la nuova Strategia rappresenta indubbiamente un importante passo ‘politico’, inteso nella migliore accezione del termine. Ma ad esso ne deve seguire un altro, altrettanto significativo e coraggioso: rendere quello delle FER un vero mercato, capace di misurarsi con le leggi dell’economia in modo realmente ‘sostenibile’.

E ciò, come ho già scritto in passato, vuol dire dare un taglio netto alle manovre fondate sugli incentivi statali, che sono fatalmente destinate a drogare il mercato e a falsare la reale competitività del settore energetico. A chi non ne fosse convinto, consiglio di dare un’occhiata a ciò che sta succedendo  nel settore auto, caduto in una crisi irreversibile proprio a causa delle reiterate politiche ‘protezioniste’ che, alla lunga, hanno fatto chiaramente più male che bene.

Mi rendo conto di assumere una posizione che potrebbe risultare impopolare, ma questo è ciò che penso e non posso mentire né a chi mi legge né a me stesso.

So anche che smetterla con gli incentivi e giocare, per così dire, in campo aperto potrebbe avere notevoli ripercussioni su tante aziende che operano nel settore, molte delle quali potrebbero essere costrette a chiudere o a unirsi tra loro. Ma se l’obiettivo 20-20-20 è una cosa seria (e secondo me lo è moltissimo), sottomettersi alle regole di un vero mercato è l’unica strada per creare una industria delle rinnovabili strutturata, forte e capace di servire il Paese (e al Paese) per molti anni in futuro. Pena, illudersi per un periodo più o meno breve per ritrovarsi in seguito con problemi ingigantiti sia per i singoli operatori che per il Sistema Italia.

Inoltre, di pari passo con la creazione di un vero e proprio mercato, è necessario dare un impulso decisivo alle smart grids, facendo sì che le reti intelligenti diventino finalmente uno degli asset fondamentali del sistema energetico italiano.

Per il sottoscritto, le premesse ci sono tutte. Ora non resta che aspettare (incrociando le dita).

[foto da palmacosti.it]

 

 

 

 

 

 

 

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