Incentivi e rinnovabili, le ragioni delle Regioni

È fissato per il prossimo 28 maggio un nuovo incontro tra Regioni e Governo per trovare un accordo e modificare in parte i decreti sugli incentivi alle energie rinnovabili, con particolare riferimento al settore del fotovoltaico.

Un risultato dovuto anche al fatto che il Senato ha approvato due mozioni per spingere Palazzo Chigi ad ascoltare le istanze promosse dalle Regioni.

Per Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, senatori del Pd, il voto del Senato rappresenta “una forte spinta a sostegno del settore e all’impegno delle Regioni sul fronte del miglioramento dei decreti” perché così come sono “rischiano di minare la tenuta dell’intero comparto”. Un rischio dovuto non solo al “problema dei fondi” ma anche “all’eccessiva burocratizzazione”. Anche Luigi Li Gotti, senatore dell’Idv, giudica “”il via libera del Senato alle mozioni sulle rinnovabili un passo in avantiper il raggiungimento degli obiettivi europei”.

In estrema sintesi, le mozioni approvate spingono il Governo a sviluppare una filiera industriale soprattutto riguardo all’innovazione e all’equilibrio del sistema degli incentivi all’efficienza energetica, senza tralasciare investimenti, occupazione, competitività, e reti intelligenti per la distribuzione.

Una direzione frutto anche dell’appello lanciato dalle varie associazioni durante quelli che sono stati chiamati gli “Stati generali” delle rinnovabili.

Le maggiori preoccupazioni nei confronti dei decreti governativi riguardano soprattutto il Quinto conto energia. Sul tavolo del prossimo incontro, dovrebbe finire il tema degli investimenti in corso e della garanzia per la loro continuità.

Staremo a vedere. Per quanto mi riguarda ho già espresso a tempo debito la mia posizione.

Il dialogo è sempre importante, ma continuo a pensare che la politica dell’incentivo selvaggio sia poco lungimirante e molto dannosa e che, creando un mercato “drogato”, è destinata prima o poi a presentare un conto molto salato. Che sarebbe pagato proprio da chi vogliamo tutti tutelare.

[foto da governo.it]

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