Mobilità sostenibile, l’Europa sceglie elettrico e digitale

mobilita-sostenibile-e-veicoli-elettrici-l-italia-non-aspetti-troppo-480x280-1728x800_cAbbattere le emissioni di CO2 rendendo la mobilità sempre più sostenibile. Questo l’obiettivo della nuova Strategia europea sulla mobilità sostenibile dell’Unione europea pubblicata da Bruxelles la settimana scorsa.

“I trasporti costituiscono un quarto delle emissioni di gas a effetto serra dell’Europa e sono la causa principale dell’inquinamento atmosferico – ha dichiarato Violeta Bulc, Commissaria UE per i Trasporti europei – La transizione verso una mobilità a basse emissioni è pertanto fondamentale per raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’UE in materia di clima e per migliorare la qualità della vita nelle nostre città. È inoltre un’opportunità per modernizzare l’economia dell’UE e mantenere la competitività dell’industria europea”.

La strategia adottata prevede una tabella di marcia verso la mobilità sostenibile: tra gli obiettivi principali, quello di aumentare l’efficienza del sistema di trasporto attraverso la valorizzazione delle tecnologie digitali e i sistemi intelligenti. La Commissione intende anche accelerare la distribuzione delle alternative di mobilità sostenibile, favorendo elementi come ad esempio i biocarburanti avanzati, l’elettricità, l’idrogeno e combustibili sintetici rinnovabili e rimuovendo gli ostacoli oggi presenti nell’elettrificazione dei trasporti.

[foto da  verdeazzurronotizie.it]

Tunisia, entro il 2030 il 30% di rinnovabili

20090702 - CARBONIA (CA) - ENV - IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA 1 MW A CARBONIA. E' stato inaugurato questa mattina  a Carbonia (CA) un impianto fotovoltaico da 1 mega watt ad inseguitori solari realizzato dalla Unendo Energia, si tratta di un impianto installato all'interno di una discarica attiva per il trattamento dei rifiuti. ANSA / GIUSEPPE UNGARI

Produrre il 30% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030. È quanto previsto dal il nuovo piano energetico fissati dal governo di Tunisi, che per raggiungere l’ambizioso traguardo sembra voler puntare soprattutto sul solare.
A quanto si apprende, oltre alla produzione di energia pulita il Paese punta a creare nuovi posti di lavoro nell’ambito della green economy e in tal senso il Consiglio dei ministri ha evidenziato la necessità di approvare quanto prima la nuova legge in materia di produzione e vendita di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Intanto, il 20 maggio scorso, il Gruppo Enel e l’ente elettrico tunisino Steg hanno firmato a un accordo di collaborazione per rafforzare la presenza italiana in Tunisia e sostenere l’economia del Paese in questa fase di transizione sociale e politica.

[foto da ansa.it]

A Long Island il più grande parco eolico offshore degli USA

offshoreSorgerà a largo di Long Island, nello Stato di New York, e sarà la più grande wind farm offshore degli USA. L’impianto, costituito da 15 turbine da 90 Mw, sarà situato nel mare a est di Montauk a circa 30 miglia dalla costa.

A quanto si apprende, si tratta del primo passo verso la costruzione di centinaia di impianti eolici nell’Oceano Atlantico, che renderebbero gli States tra Paesi più all’avanguardia in questa tecnologia.

L’eolico non è infatti il “pezzo forte” degli USA, che in questo campo seguono Europa e altri Paesi anche a causa di normative troppo stringenti e delle lobby che ancora difendono i combustibili fossili.

Ma, come detto, il Bureau of Ocean Energy Management, infine, ha spiegato che altri progetti simili sono in via di sviluppo nelle acque di Block Island e Rhode Island.

 

[foto da greenme.ii]

Boom del fotovoltaico, nuova legge per il Cile

cileTroppo sole, si sa, può far male. Lo sa bene il Cile, dove il boom del fotovoltaico è stato talmente dirompente da costringere il governo a varare una nuova legge. Nel nord del paese, infatti, si produce così tanta energia solare da doverla regalare: certamente una buona notizia per i cittadini, ma molto meno per i proprietari degli impianti.
La radice del problema risiede in una infrastruttura di distribuzione elettrica decisamente inadeguata e per questo il Congresso cileno ha approvato una nuova legge in base alla quale sarà istituito un nuovo sistema di interconnessione che collegherà le due principali reti di trasmissione elettrica, la SIC (Sistema Interconectado Central) e la SING (Sistema Interconectado del Norte Grande).

Così facendo, sarà possibile portare l’elettricità dalle zone dove se ne produce di più a quelle con minore disponibilità ma in cui la domanda è maggiore.

“L’obiettivo principale del disegno di legge  – ha dichiarato il ministro delle risorse Victor Osorio – è garantire che la trasmissione favorisca lo sviluppo di un mercato competitivo, facilitando il trasporto di energia da fonti pulite ai centri di consumo, e contribuendo ad abbassare i prezzi dell’energia per le famiglie e le imprese”.

 

[foto da soniatoni.it]

India, in arrivo un miliardo di dollari per il solare

india solareStando a quanto annunciato dall’agenzia Press Trust of India, la Banca Mondiale ha deliberato lo stanziamento di un miliardo di dollari per sviluppare il solare in India. Se la notizia fosse confermata, rappresenterebbe l’impegno finanziario più importante mai assunto dalla World Bank con un singolo paese nel campo delle rinnovabili.

A quanto sembra, la settimana scorsa il presidente della Banca, Jim Yong Kim, ha incontrato il premier indiano Narendra Modi dando nulla osta al finanziamento. In particolare, l’obiettivo dell’operazione è quello di incoraggiare le installazioni di pannelli sui tetti, le infrastrutture per i parchi solari, lo sviluppo di nuove tecnologie solari ed ibride e le linee di trasmissione per gli stati ricchi in energia solare.

Nel corso della sua visita indiana, Jim Yong Kim ha inoltre firmato un accordo con l’Alleanza solare internazionale (Isa), per incentivare l’uso dell’energia solare in tutto il mondo. Dal quel che ne se sa, entro il 2030 saranno investiti mille miliardi di dollari.

 

[foto da focus.it]

Norvegia “clima neutrale” entro il 2030

norvegiaAccelerare la riduzione delle emissioni di CO2 e rendersi un paese “clima neutrale” entro il 2030. È l’ambizioso piano della Norvegia, che anticipa di 20 anni l’obiettivo precedentemente prefissato dal governo di Oslo. A dire il vero, qualche dubbio rimane soprattutto in relazione alle emissioni del comparto degli idrocarburi, che molto difficilmente potranno essere azzerate in un futuro così vicino.

“Si tratta di una risposta diretta agli impegni che la Norvegia ha preso ratificando l’accordo di Parigi – ha dichiarato il leader dei verdi Ramus Hansson – e questo significa che dovremo accelerare molto i cambiamenti della nostra politica energetica e climatica”.

In realtà, ad oggi al centro delle misure ci sarebbe il meccanismo delle compensazioni più che i tagli reali alle emissioni. La Norvegia emette più o meno 53 milioni di CO2 equivalente all’anno. Come ha sottolineato il ministro dell’ambiente Vidar Helgesen, il piano approvato dal parlamento intende aggredire questa quantità pagando altri paesi per tagliare le proprie emissioni seguendo lo schema dei crediti in scadenza nel 2020. Pur non essendo membro dell’Unione europea, infatti, la Norvegia partecipa al sistema di trading sulle emissioni adottato dalla Ue.

USA, Messico e Canada: entro il 2025 l’energia pulita sarà al 50%

Itaipu Dam Hydroelectric project. Brazil.

Raggiungere il 50% di energia pulita entro il 2050. È l’ambizioso l’obiettivo che USA, Messico e Canada hanno annunciato al termine del vertice trilaterale di Ottawa, a cui hanno preso parte il presidente Usa Barack Obama, il primo ministro canadese Justin Trudeau e il presidente messicano Enrique Pena Nieto.

Al momento, la produzione da energie pulite dei tre paesi è di circa il 37%: a fare gli sforzi maggiori dovranno essere gli Stati Uniti, fermi al 30% (e di cui quasi il 20% proviene dal nucleare).

Anche il Messico, che si era già impegnato a raggiungere il 35% entro il 2024 e che oggi è ancora sotto il 20%, dovrà accelerare notevolmente se vuole rispettare il nuovo target. I tre paesi hanno raggiunto anche un accordo per quanto riguarda la riduzione tra il 40% e il 45% delle emissioni di metano. L’unico a essere già in linea con i nuovi obiettivi fissati dal vertice è il Canada, che già oggi produce l’81% della sua elettricità da idroelettrico, solare, eolico e nucleare.

 

[foto da greenpeace.it]