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L’India è sempre più solare

Al-via-la-costruzione-della-centrale-solare-più-grande-al-mondo-in-India-670x280Doppio record solare per l’India. A cominciare dall’annuncio della Reliance Power, che ha comunicato di aver collegato alla rete elettrica del Rajasthan il più grande progetto al mondo di solare a concentrazione con tecnologia Fresnel.

Un impianto da 100 MW, che ha comportato il più grande investimento mai sborsato da un privato nel settore del solare a concentrazione. Il progetto, a cui hanno contribuito anche l’Asian Development Bank e l’Export-Import Bank degli Stati Uniti, è infatti costato ben 342 milioni di dollari.

Da un record all’altro, sembra tutto pronto per avviare la realizzazione dell’impianto fotovoltaico più grande mai progettato su una diga. Si tratta della chiusa di Morbe, sul fiume Dhavari, sulla cui parete saranno installati 20 MW fotovoltaici.
Un impresa da guinness, non solo per la potenza ma anche perché i progettisti dovranno modificare la pendenza della parete.

“L’altro lato del muro conterrà la grande massa d’acqua, per cui la costruzione deve essere fatta in modo da non forare la parete”, spiegano gli ingegneri che stanno lavorando al progetto. ”Inoltre deve essere fatto in modo che la manutenzione futura sia facile ed i pannelli solari non rovinati dall’acqua. La sicurezza dei tre chilometri di diga sono la nostra priorità più alta, ma come un team qualificato di 125 giovani ingegneri, siamo alla ricerca di nuove sfide tecniche”. Il progetto dovrebbe essere completato entro la fine di marzo del prossimo anno e i moduli copriranno l’intero tratto della barriera.

[foto da sostariffe.it]

In Toscana il primo ibrido al mondo geotermia – biomasse

C_4_foto_1242406_imageNuova importante pagina per le rinnovabili italiane, che si apprestano a firmare un nuovo capitolo nel libro mondiale della sostenibilità.

Enel Green Power sta infatti per dare vita al primo impianto ibrido al mondo capace di coniugare geotermia e biomasse, grazie a un investimento di oltre 15 milioni di euro.

La centrale “Cornia 2”, che si trova nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, è pronta infatti a aumentare la propria produzione di energia rinnovabile tramite le biomasse. A presentare il progetto, la settimana scorsa, è stato l’amministratore delegato di Egp Francesco Venturini.
In particolare, l’impianto userà le cosiddette “biomasse di filiera corta” per surriscaldare il vapore geotermico, portandolo da una temperatura iniziale compresa tra i 150° e i 160° a una tra 370° e i 380°.

L’impianto ibrido biomassa geotermia avrà c5 MW di potenza aggiuntiva ai 13 MW già installati. Come risultato, la producibilità della centrale aumenterà di circa 37 GWh all’anno.

“La Toscana, grazie alla sua esperienza ormai centenaria nella geotermia, si trova già nel futuro” –  ha affermato Venturini – “Le tecnologie ibride sono la nuova frontiera delle rinnovabili per ottimizzare i risultati e questo impianto, che integra in maniera innovativa biomassa e geotermia, rappresenta un modello replicabile per aprire nuovi scenari di sviluppo energetico, economico e occupazionale per il territorio”.

[foto da tgcom24.mediaset.it]

L’India scopre il primo edificio a emissioni zero

Indira-Paryavaran-Bhawan

 

 

 

 

 

 

 

Si chiama Indira Paryavaran Bhavan, si trova a New Delhi ed è il primo edificio indiano ad aver raggiunto gli standard internazionali “Zero Energy”.
A un anno dalla sua inaugurazione, la costruzione ha infatti dimostrato di saper praticamente azzerare i consumi di energia garantendo al tempo stesso qualità e comfort ai suoi abitanti.

Un risultato raggiunto grazie a un’ottima integrazione tra design sostenibile e rinnovabili.

Occupato da una delle sedi del Ministry of Environment & Forests , l’edificio ha ha ricevuto le 5 stelle della certificazione Green Rating for Integrated Habitat Assessment [GRIHA].

Un importante riconoscimento, dovuto alle soluzioni adottate a partire dalla progettazione passiva solare dell’architettura, che ha permesso di sfruttare il 75% dell’illuminazione naturale per ridurre i consumi. Inoltre, sul tetto è stato installato un impianto fotovoltaico mentre è previsto anche l’uso dell’energia geotermica per il sistema HVAC.
Infine, sono stati abbattuti i consumi del 40% grazie all’utilizzo di sistemi di condizionamento a travi fredde, alla ventilazione naturale e agli impianti ad alta efficienza.

Inoltre, lIndira Paryavaran Bhavan è stato costruito utilizzando materiali ecologici e locali, come i mattoni di ceneri volatili (Fly ash brick), materiali riciclabili, isolante in lana di roccia e l’impiego di un materiale composito formato da bambù e iuta per la realizzazione degli infissi e delle persiane.

Grande attenzione è stata infine dedicata ai consumi idrici, che sono stati ridotti grazie ad apparecchiature a flusso ridotto, al riciclaggio delle acque di scarico, alla raccolta dell’acqua piovana e alla scelta di giardini esterni sempreverdi in grado di sopravvivere senza essere annaffiati.

[foto da greencleanguide.com]

Lavoro, rinnovabili ed efficienza energetica battono carbone 10 a 0

Ohio Solar Cooperative for Cleveland FoundationRinnovabili ed efficienza energetica sono in grado di creare un numero di posti di lavoro superiore di dieci volte rispetto a quello dei combustibili fossili.

 

Ad affermarlo è un nuovo studio dello UK Energy Research Centre , che ha analizzati i dati provenienti da Unione europea, Cina e Stati Uniti. Ebbene, il risultato è che il settore energetico è quello più strategico per aumentare l’occupazione a breve termine.

In particolare, la ricerca ha esaminato l’impatto sul lavoro esercitato dalle politiche energetiche pro energia pulita e risparmio energetico. Ciò che emerge, è che ad esempio l’elettricità solare è in grado di assicurare tra lo 0,4 e l’1,1 posti di lavoro per GWh generato, rispetto ai 0,2-1 posti di lavoro creati dal carbone e dal gas. Discorso simile per le misure di efficienza energetica, le cui politiche di sostegno forniscono tra lo 0,3 e un posto lavoro per ogni GWh risparmiato.

Più in generale, il Centro di Ricerca britannico sostiene che le rinnovabili creino in media fino a un posto di lavoro ogni GWh in più rispetto alle fonti fossili e che in momenti come questo, in cui l’economia stenta, è necessario concentrare la spesa pubblica su questi settori ad alta intensità di Lavoromanodopera.

“Quando l’economia è in fase di recupero – come oggi – la sfida fondamentale per la politica è quella di favorire una transizione economicamente efficace verso gli obiettivi strategici del Paese, come ad esempio affrontare il cambiamento climatico”, spiegano gli autori. ”C’è una forte necessità di investimenti nelle tecnologie rinnovabili e misure di efficienza nell’ambito del percorso verso un sistema energetico a basse emissioni di carbonio”.

[foto da risparmiolavoro.it]

Heineken, la birra diventa solare

7237Alla salute di tutto il pianeta. Lo immagino così il primo brindisi al progetto “SolarBrew”, messo in atto da Heineken insieme alla Sunmark Solutions A/S e alla GEA Brewery Systems GmbH per produrre la birra sfruttando l’energia del sole.

Anche se non tutto lo sanno, infatti, quello della produzione della birra è un processo a notevole consumo energetico ed è basato soprattutto sui combustibili fossili. Il consumo di energia termica per ettolitro di birra prodotta si aggira tra i 16,7-33,3 kWh, mentre l’utilizzo aggiuntivo di energia elettrica ammonta a 7,5-11,5 kWh” spiega Matthäus Hubmann del gruppo di lavoro per le energie rinnovabili dell’Istituto per le tecnologie sostenibili AEE INTEC.

Tuttavia, secondo gli esperti di AEE INTEC, tutti i processi termici necessari possono essere affidati alla tecnologia del solare termico. E così, il produttore belga sta già integrando nei propri siti in Austria, Spagna e Portogallo ampie strutture per la produzione di energia solare attraverso una superficie di 7.850 m² di pannelli solari.
L’implementazione e l’esperienza operativa verranno ottenute attraverso il monitoraggio del progetto pilota fino al 2015.

[foto da impresagreen.it]

In Francia il fotovoltaico più grande d’Europa

APC-AM20121113_172317_41E06C47Anche per quanto riguarda le rinnovabili la Francia non rinuncia alla propria Grandeur.

Nonostante per diversi anni abbia marcato un certo ritardo rispetto al resto d’Europa, ora il Paese transalpino sembra aver fretta di recuperare il tempo perduto. Non a caso, si prepara a ospitare l’impianto fotovoltaico più grande d’Europa.

Il progetto, che costa una cifra pari a 360 milioni di euro, è stato affidato all’azienda parigina Neoen che ha già dato via ai lavori di costruzione. L’impianto sorgerà in Aquitania, dovrebbe entrare in esercizio a fine 2015 e sarà allacciato a una centrale solare da 300 MW di capacità, sufficienti a soddisfare le esigenze elettriche di una città come Bordeaux.

“Abbiamo semplicemente preso un vecchio progetto della First Solar, abbandonato dopo la moratoria sul solare nel 2010 – spiega Xavier Barbaro presidente di Neoen – optando per la tecnologia del film sottile in silicio cristallino, e un originale orientamento est-ovest, che ha contribuito a ridurre i costi e massimizzare l’uso della terra”.

Una volta a pieno regime, la centrale fornirà energia elettrica a 105 euro a megawattora per oltre 20 anni, addirittura “inferiore al costo dell’elettricità nucleare britannica”, fa notare Barbaro.
Insomma, dopo tanta attesa anche la Francia sembra aver decisamente imboccato la strada delle Fer elettriche. E gli inizi sono decisamente promettenti.

[foto da lastampa.it]

Tagli alle rinnovabili, tempi duri per la Germania

rinnovabili_germaniaTempi difficili per la “verde Germania”, che vede messa a forte rischio l’ambizione di generare l’80% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050.

A creare i primi problemi è stata l’Europa, creando target piuttosto deboli e conservativi per il 2030. Ma lo scoglio che sembra essere più ostico da superare sono i tagli dei sussidi al solare.

Un brutto colpo, soprattutto alla luce delle ultime allarmanti notizie sul climate change diffuse in questi giorni dall’Ipcc.

E sì che la Germania ha più volte dimostrato di voler andare fini in fondo sulla strada che porta alla sostituzione del carbone nel proprio mix energetico. Già dal 2008, all’indomani della definizione dei nuovi target da parte della Ue, i tedeschi hanno dato un impulso molto forte agli investimenti sulle rinnovabili.

Tra le iniziative più eclatanti, la conversione all’energia pulita dello stadio del Werder Brema e il Luna park di Freimark. Tramite una sottoscrizione, i tifosi hanno potuto acquistare l’1% dell’energia prodotta dallo stadio, che produce un surplus energetico capace di soddisfare 500 abitazioni all’anno. Non solo, perché il prezzo dell’elettricità è legato ai risultati del club. Se la squadra vince, la tariffa energetica si abbassa.
Inoltre, come qualche lettore ricorderà, a luglio avevo scritto un post relativo allo Schleswig-Holstein, prima regione europea a essere rinnovabile al 100%.

Ciononostante, come si diceva all’inizio del post, l’industria solare tedesca non se la passa benissimo. Il crollo del prezzo dei pannelli ha dimezzato i posti di lavoro, e se a ciò si aggiungono i prossimi tagli agli incentivi, c’è poco da stare allegri.

 

[foto da greenbiz.it]