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Un parco eolico per Ikea

 110217-ikea-wLa battuta, un po’ scontata, è se le pale se le sono assemblate da soli o se si sono rivolti agli specialisti della ditta fornitrice. Mi sto riferendo all’Ikea, il gigante svedese dell’arredamento low cost che ha annunciato di aver acquistato un parco eolico nell’Illinois.

Una fattoria del vento che può vantare ben 98 MW di potenza installata, e che rappresenta un ulteriore sviluppo della politica green portata avanti da Ikea. La centrale di Hoopstone si trova a sud di Chicago e, a quanto sembra, sarà completamente operativa dall’anno prossimo.

Secondo gli esperti, una volta a pieno regime sarà in grado di produrre ogni anno fino a 380 GWh di energia elettrica, pari al 165 per cento del totale di energia elettrica consumata dai 38 negozi di Ikea negli USA. La quale ha un programma di investimento nelle rinnovabili pari a circa 2 miliardi di dollari.

“Siamo impegnati nel campo delle energie rinnovabili e gestiamo la nostra attività in modo da minimizzare le emissioni di carbonio, non solo per l’impatto ambientale, ma anche perché è buon senso. Investiamo nelle nostre fonti di energia rinnovabili in modo che possiamo controllare la nostra esposizione alle fluttuazioni dei costi dell’energia elettrica e continuare a fornire un grande valore per i nostri clienti.”ha affermato Rob Olson, chief financial officer di IKEA USA.

 

[foto da rinnovabili.it]

Solar Impulse, sfida mondiale

1397118803_Solar-Impulse-2-Daylight-Revillard-600x335Non è la prima volta che su Energie Rinnovate di parla di Solar Impulse, l’aereo alimentato esclusivamente dall’energia solare. Dopo aver compiuto diverse trasvolate, tra cui il “coast to coast” degli Stati Uniti, ora si prepara a compiere il giro del mondo.
Proprio la settimana scorsa è stato presentato Solar Impulse 2, monoposto come il suo antenato, che dovrà circumnavigare il pianeta senza l’utilizzo di carburanti.

Un team composto da ben 80 tecnici ha lavorato per costruire un veivolo ancora più performante, da mettere a disposizione dei piloti Bertrand Piccard e André Borschberg.

“La visione non conta nulla se non è sostenuta dall’azione. Con gli 8 record mondiali del Solar Impulse 1, il primo aereo ad energia solare in grado di volare durante la notte, attraversare due continenti e volare attraverso gli Stati Uniti, abbiamo dimostrato che le tecnologie pulite e le energie rinnovabili possono realizzare l’impossibile”, ha affermato Bertrand Piccard, fondatore e Presidente di Solar Impulse. “Adesso dobbiamo andare ancora oltre”, ha aggiunto André Borschberg, co-fondatore e Amministratore Delegato. “Solar Impulse 2 avrà un’autonomia virtualmente illimitata e ora dobbiamo assicurarci che il pilota sia “sostenibile” tanto quanto il suo aereo. Questo è il motivo per cui il volo intorno al mondo sarà un’impresa tanto umana quanto tecnologica”.

 

Solar Impulse 2 dovrà essere in grado di volare per 5 giorni senza sosta, attraversando l’oceano. Ovviamente, l’unica energia su cui potrà contare sarà quella solare, catturata dai pannelli fotovoltaici montati sulle ali.
Tra circa un mese comincereannoi voli di prova e a marzo 2015 Solar Impulse 2 partirà dall’area del Golfo sorvolando in ordine Mar Arabico, India, Birmania, Cina, Oceano Pacifico, Stati Uniti, Oceano Atlantico ed Europa del Sud o Nord d’Africa prima di concludere l’impresa ritornando al punto di partenza.

[foto da wired.it]

Lampedusa e Linosa, isole di sostenibilità

lampedusa-1Due isole meravigliose dal punto di vista naturalistico, che si apprestano a diventare veri e propri esempi di sostenibilità ambientale.

Sto parlando di Lampedusa e Linosa, il cui futuro “green” è stato al centro di un convegno promosso da Emmaus Italia, Legambiente e Libera che si è tenuto la settimana scorsa.

Due territori che, se da un lato risultano essere particolarmente svantaggiati dal proprio isolamento geografico per quanto riguarda approvvigionamento energetico e servizi, dall’altro rappresentano i luoghi ideali per sperimentare nuovi modelli di produzione di energia da fonti rinnovabili.

“Siamo convinti che la sfida della modernità debba passare per l’autosufficienza energetica e la sostenibilità. Una rivoluzione verde che porterà benefici a tutti coloro, abitanti e turisti, che vivono e amano le nostre isole” ha affermato il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini.

In particolare, sono stati tre i progetti presentati al convegno.

Il primo si chiama “Lampedusa Green Bike”, e mira a ridurre l’impatto dei veicoli a motore attraverso l’offerta a turisti e residenti di un servizio aggiuntivo per godere a pieno della permanenza sull’isola.

Il secondo è invece “Smart Island”, che ha l’obiettivodi creare una vera e propria “smart grid isolana” dando vita ad una imprenditorialità diffusa sul territorio e alla formazione di tecnici di alto livello che saranno necessari per gestire la transizione del sistema energetico.

Infine, è stato presentato anche un progetto di raccolta differenziata dei rifiuti  che mira a raggiungere l’obiettivo del 65% di materiale differenziato sulle isole di Lampedusa e Linosa attraverso l’attuazione del modello di raccolta “porta a porta” per ogni frazione merceologica di rifiuto.

 

[foto da viaggi.virgilio.it]

Apple, la mela del web è sempre più verde

apple_sostenibilitaMolto bene Apple, bene Google e Facebook, dietro la lavagna Microsoft, Twitter e soprattutto Amazon. Questa la classifica che emerge dal rapporto redatto da Greenpeace, intitolato “Clicking Clean: How Companies are Building the Green Internet”, che analizza le misure adottate dalle web companies in tema di sostenibilità ambientale.

 

Ebbene, la mela di Cupertino è nettamente la più virtuosa grazie ai servizi iCloud e iTunes, alimentati con il 100% di energie rinnovabili, ma anche grazie all’impianto fotovoltaico privato più grande degli Usa, che fornisce elettricità ai propri data center nella Carolina del Nord.

 

“Apple è l’azienda più innovativa e determinata nel raggiungere l’obiettivo del 100% di energia rinnovabile”, si legge nel rapporto.
Dopo la mela, la classifica redatta dal rapporto vede Facebook e Google, anch’esse sulla buona strada verso un’alimentazione dei propri data center rinnovabile al 100%, seguite da Yahoo!.

Giudizio negativo su Microsoft, più impegnata ad acquistare certificati verdi che a cambiare le fonti di approvvigionamento energetico.

Tra le altre grandi aziende, male anche eBay, che ”si alimenta prevalentemente a carbone”, mentre Ibm e a Twitter non forniscono informazioni sulle proprie politiche ambientali. Fanalino di coda Amazon, alimentata solo per il 15% con energie rinnovabili.

 

[foto da effettoterra.org]

Dall’eolico energia pulita per 15 milioni di italiani

turbineLo scorso febbraio, avevo scritto del momento di crisi che sta attraversando il settore eolico del nostro Paese e del grido di allarme lanciato dall’Associazione Nazionale Energia del Vento (ANEV), assoRinnovabili e Coordinamento FREE.

Ora la stessa ANEV torna a farsi sentire, snocciolando numeri importanti circa l’utilità dell’energia del vento per il nostro Paese. “La sola energia eolica oggi in Italia produce 15 TWh (Terawattora), in grado di coprire i fabbisogni domestici di 15 milioni di persone e di apportare benefici ambientali” si legge in un rapporto redatto dall’Associazione.

Una cifra che corrisponde al risparmio di circa 19 milioni di barili di petrolio, e che permette di evitare l’emissione di circa 10 milioni di CO2. Il dato è stato reso noto a seguito del grido di allarme lanciato dall’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), gli scienziati che studiano il clima per conto delle Nazioni Unite.

Secondo l’ANEV, è necessario puntare sulle rinnovabili per scongiurare il pericolo di calamità naturali dovute al cambiamento climatico.

“I cambiamenti climatici rappresentano il principale pericolo per l’uomo, ma anche per fauna e avifauna e solo grazie alla produzione di energia elettrica da fonti pulite, come l’eolico e al ricorso all’efficienza energetica sarà possibile contrastarli” fanno sapere dall’Associazione.

“I governi di tutto il mondo – conclude l’Anev – sono ancora in tempo per limitare i danni del surriscaldamento climatico, ma senza azioni immediate gli effetti saranno catastrofici e irreparabili”.

[foto da ideegreen.it]

Da Israele ecco il fotovoltaico autopulente

ShowImage.ashx_.jpg.pagespeed.ce.n1TLrk2k6hUn impianto solare di circa 20 ettari, che ogni sera viene pulito grazie al lavoro di 100 “robot” che spazzolano e smacchiano centinaia di pannelli.

È quanto avviene nel parco fotovoltaico Kibbutz Ketura, controllato congiuntamente da Siemens ed Arava Power, che genera ogni anno 9 milioni di chilowattora e che rappresenta la prima centrale al mondo a vantare un sistema di pulizia automatica dei pannelli solari.

Nonostante la recente scoperta del giacimento di gas naturale Leviathan, Israele continua dunque la propria ricerca anche nel campo delle rinnovabili.

La mancanza di pulizia è uno dei principali ostacoli all’adozione su larga scala della tecnologia fotovoltaica in Israele. La maggioranza degli impianti è ubicata in zone desertiche che, se da un lato garantiscono eccellenti condizioni di irraggiamento, dall’altro sottopongono i pannelli a un vero assedio da parte di sabbia e polvere, che possono ridurne l’efficienza sino al 35%.

“A causa dell’ingente spesa per la pulizia e le grandi quantità d’acqua utilizzate, i moduli di Ketura vengono puliti solo circa nove volte l’anno”, ha spiegato Eran Meller, CEO di Ecoppia, la società che ha realizzato i robot spazzini. “Inoltre la pulitura manuale richiedere fino a cinque giorni”.

I robot invece, usando un getto d’aria, spingono la sporcizia via dai pannelli man mano che procedono lungo la struttura. Ogni unità è in grado di coprire circa 100 metri quadrati di pannelli al minuto, risparmiando così acqua e tempo allo stesso tempo.

[foto da impreseambiente]

Italia, il solare costa come il fossile

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“Grid parity” è la parola magica che indica la parità di costo tra il costo dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e quella prodotta da fonti fossili.

 

Ebbene, secondo il rapporto redatto dalla società di consulenza Eclareon, l’Italia è uno dei paesi europei in cui il prezzo dell’energia solare è pressoché identico a quello con cui viene venduta l’elettricità al dettaglio.

 

Punto di riferimento della ricerca, un impianto fotovoltaico da 30 KW installato su un edificio commerciale. Gli analisti di Eclareon hanno provveduto a contabilizzare ogni singola voce che va poi a determinare il costo finale dell’elettricità come l’installazione dell’impianto, la sua manutenzione, l’investimento compiuto e il suo ammortamento. Il tutto prendendo in considerazione sette nazioni diverse: Brasile, Cile, Francia, Germania, Italia, Messico e Spagna.

 

Ebbene, stando ai dati relativi alla seconda metà dello scorso anno, ai primi due posti troviamo proprio Italia e Germania, che grazie ai bassi costi di installazione contrapposti ai costi non proprio contenuti dell’energia in rete hanno raggiunto la grid parity.

[foto da proteck.it]

Fotovoltaico, alla scoperta dei mercati emergenti

 

fotovoltaico.jpg22Primo Sudafrica, secondo Turchia e terzo Messico. Questo il podio dei mercati fotovoltaici emergenti secondo il rapporto intitolato IHS Emerging Solar PV Markets Tracker redatto dalla società di analisi IHS Technology.

La ricerca ha analizzato lo scenario mondiale nei primi 3 mesi del 2014 valutandolo secondo quattro parametri: clima macroeconomico, potenziale dimensione del mercato, maturità della pipeline e redditività del progetto.

Il risultato è sorprendente soprattutto per il Messico, che entra nei primi tre posti per la prima volta, mentre per Sudafrica e Turchia si tratta di una conferma. Dietro a loro troviamo Israele al quarto posto e la Svizzera al quinto. Lo studio, tuttavia, sottolinea che nonostante stia notevolmente crescendo l’appeal di questi mercati, esistono ancora elementi di rischio piuttosto consistenti come la poca capacità delle reti di trasmissione di aggiungere in modo affidabile una maggiore potenza di generazione rinnovabile e la natura imprevedibile dei regimi di sostegno.

[foto da goodnews.eu]

“EnergyMed”, a Napoli il Mediterraneo si tinge di verde

energy-med-640x416Un evento che nel corso degli anni, è divenuto l’appuntamento più importante dedicato alla sostenibilità nell’area del Mediterraneo.

 

È “EnergyMed. La mostra convegno sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica”, in programma a Napoli dal 27 al 29 marzo.

 

Un’esposizione di oltre 8.000 metri quadrati, con un ampio programma congressuale e numerosi eventi speciali costituiscono l’ossatura di una manifestazione i cui temi spaziano dalle rinnovabili al recupero di materia di energia dai rifiuti, fino ai veicoli a basso impatto ambientale e ai servizi.

Tra le principali novità di questa edizione, il contemporaneo svolgimento della prima edizione di Smart City Med, organizzata da Forum PA con l’obiettivo di lanciare un grande forum dell’innovazione dedicato alle smart cities del mezzogiorno e del Mediterraneo.

EnergyMed offre le condizioni ideali per l’aggiornamento professionale e per gli scambi commerciali tra aziende nazionali e straniere, favorendo un processo di internazionalizzazione sempre più proficuo.

 

[foto da infoitaliaspagna.it]

Scozia, l’eolico offshore sulla cresta dell’onda

TYP-420560-4221303-20110916_155847_6F95AD4ADue nuovi mega impianti eolici offshore al largo di Moray Firth. Questo il progetto approvato dal governo scozzese che intende così aumentare ulteriormente la produzione offshore del Paese.

Secondo le prime notizie, uno dei due nuovi parchi potrebbe diventare il terzo impianto più grande del mondo con i suoi 1,8 GW di potenza istallata e 326 turbine eoliche.

Il totale istallato dalle due “new entry” darà energia pulita a un milione di abitazioni e una spinta di 2,5 miliardi di sterline per l’economia scozzese.

“La Scozia ha il potenziale per guidare lo sviluppo di una nuova industria delle energie rinnovabili e soprattutto del vento off-shore in acque più profonde. Le energie rinnovabili offshore rappresentano infatti una grande opportunità per la Scozia. Un’opportunità per costruire nuove industrie e per raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi di riduzione su energie rinnovabili e carbonio”, ha dichiarato il Ministro scozzese dell’Energia in una dichiarazione. “Questi parchi eolici da soli potrebbero generare un valore lordo di circa  2,5 miliardi durante la loro vita e generare fino a 4.600 posti di lavoro durante il periodo di costruzione e fino a 580, una volta in funzione.”

 

[foto da lastampa.it]