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Shell, l’energia solare per estrarre il petrolio

glasspoint-eor-2_310_206Un mega impianto solare per aumentare la produzione di petrolio. È quello che nasce da un accordo recentemente concluso tra la Shell e il sultano dell’Oman, che ha comportato un investimento di oltre 50 milioni di dollari da parte del colosso olandese in una compagnia produttrice di dispositivi a energia solare, la Glasspoint Solar.
Questa installa specchi di alluminio sulla superficie delle aree di estrazione, in modo che questi concentrino la radiazione solare su tubi isolati contenenti acqua. Il vapore in tal modo generato viene poi iniettato poi nei pozzi per estrarre il cosiddetto “heavy crude oil”, ossia il petrolio ad alta viscosità. Un processo che abbatte notevolmente i costi di estrazione, al punto che alla Shell stanno pensando di utilizzare questa tecnologia anche in India e negli USA.

Due Paesi dalle ingenti risorse petrolifere ancora non sfruttate proprio a causa degli ellevati costi di estrazione. Ma ora, questa nuova tecnologia può essere la risposta a tutti i loro problemi. . Il vapore generato dalla radiazione solare potrà, infatti, ridurre il consumo di gas e le emissioni dell’80%. Non solo, perché il basso costo dell’energia solare rischia di rendere più conveniente l’uso di combustibili tradizionali.

[foto da greentechmedia.com]

India, il fotovoltaico al servizio della telefonia mobile

mobile-tower-1L’India chiama, il solare risponde. Il grande Paese asiatico procede a grandi passi nel processo di “solarizzazione” della propria elettricità. L’ultima novità in tal senso è rappresentata dal progetto che prevede, in nove stati, l’installazione di 2.200 torri di comunicazione alimentate esclusivamente con la luce del Sole.

Con questa iniziativa, il governo di Nuova Delhi si propone di rispondere elle esigenze elettriche dei suoi abitanti e, allo stesso tempo, alla crescita impetuosa dell’uso dei telefoni cellulari. Ad oggi, l’India conta circa 815 milioni di utenti e la tecnologia è vista come uno degli strumenti principali per sviluppare le regioni economicamente più svantaggiate.

Non solo, perché è alle viste il progetto Digital India, che ha l’obiettivo di garantire che ogni indiano possieda uno smartphone entro il 2019. Intanto, l’Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni dell’India (TRAI) ha già presentato il suo piano per la conversione del settore telefonico alle rinnovabili. Secondo le linee guida emanate lo scorso anno, il 75% delle torri situate in zone rurali dell’India e il 33%di quelle presenti in aree urbane dovranno presto essere alimentate – almeno in parte – con energie pulite.

 

[foto da monimega.com]

Lanzarote verso il 100% di rinnovabili

wind-turbines-dusk1Lanzarote, l’isola più a nord dell’arcipelago delle Canarie, punta all’obiettivo 100% rinnovabili. In quest’ottica, ha già creato una Commissione di esperti per il Cambiamento del Modello energetico.

“Ci sono le risorse economiche e la volontà politica, quindi ora è il momento di prendere intraprendere il Cambio del Modello Energetico sull’isola, un cambiamento che ci porterà verso una Lanzarote sostenibile al 100%” ha affermato il presidente del Cabildo di Lanzarote, Pedro San Ginés. Tra i punti principali del suo mandato, manco a dirlo, l’aumento delle rinnovabili e il risparmio idrico.

Tra i progetti in cantiere, l’istallazione di tre impianti eolici di Arrecife, Teguise e San Bartolomé  oltre a quello che prevede la realizzazione di una centrale fotovoltaica. Previsto inoltre anche uno stanziamento di fondi per aumentare l’efficienza energetica negli edifici.

In tutto questo, un ruolo fondamentale è quello recitato dal Consorcio del Agua, Inalsa y Eólicas di Lanzarote, che grazie alla propria solidità è Lanzarote in grado di garantire il supporto necessario alle operazioni.

[foto da rinnovabili.it]

La tecnologia aerospaziale al servizio dell’eolico

eolico off shoreSi chiama “ARTES 20” ed è il programma varato dal Technology Strategy Board (TSB) britannico con il contributo dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per promuovere l’uso di tecnologie sviluppate per il settore aerospaziale applicandole ad altri campi, come ad esempio quello dell’energia eolica.

Da ciò che trapela, sembra che il sistema potrà essere applicato sia in fase di costruzione sia in quella di manutenzione degli impianti. E così, Iberdrola Ingenierìa e Elecnor Deimos hanno già avviato il progetto progetto SUMO (Support of Maritime Operations in Offshore Windfarms) che mira a creare un punto di riferimento per la gestione del sistema di parco eolico offshore.

Dalla joint venture tra ESA e TSB nascerà anche un cloud a disposizione dell’iniziativa che favorirà il diffondersi delle notizie e dei dati relativi alle potenzialità e all’andamento dei lavori. Per la prima volta, dunque, si integreranno una serie di strumenti di previsione delle condizioni meteo oceaniche con sistemi originariamente pensati per il settore aerospaziale. Non solo, perché si avrà anche la possibilità di sfruttare immagini satellitari ad alta risoluzione e sistemi per la geolocalizzazione delle persone e degli oggetti.

Oltre che sulla previsione delle condizioni atmosferiche, la sperimentazione si concentrerà anche sulla misurazione della velocità del vento, dell’altezza e dell’intensità delle onde, della temperatura dell’acqua e della velocità delle correnti.

 

[foto da maxrap.it]

Ricaricare lo smartphone con il mini-idro

20140827001008_0-210x210Seoul è considerata la capitale mondiale dello smartphone. Forse per questo, proprio nella città coreana si è trovato il modo per ricaricare i telefonini degli abitanti in modo ecologico e innovativo, installando stazioni di ricarica alimentate da impianti di mini-idro lungo tutto il corso del fiume artificiale Cheonggyecheon, che attraversa il centro della capitale sudcoreana.

L’idea è della start-up Innomad, ed è stata subito accolta dall’amministrazione comunale impegnata nello sforzo di aumentare l’uso delle rinnovabili. Non a caso, è già iniziato un programma di installazione di impianti con celle a combustibile a idrogeno in ospedali, centri internet e in alcune zone residenziali della città.

Tornando al progetto sviluppato da Innomad, tutte le componenti dell’impianto sono stati forniti da aziende coreane. Secondo gli sviluppatori, le stazioni di mini-idroelettrico saranno in grado di caricare completamente la maggior parte dei dispositivi in 2-3 ore.

Attualmente sono attive cinque stazioni. Va da sé che, se dovessero avere il successo che tutti ci auguriamo, l’amministrazione si è impegnata ad aumentarne il numero. “Le centrali alternative forniranno elettricità soprattutto alle infrastrutture cittadine, compresi gli impianti di depurazione e la metropolitana”, ha spiegato un funzionario, spiegando che Seoul porterà avanti parallelamente un programma per la ricarica solare nel centro cittadino.

[foto da monimega.com]

Il 25% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2020

energie-rinnovabili-e-non-rinnovabili-sorgenia_474_474Entro i prossimi 6 anni, un quarto dell’energia mondiale sarà prodotta da fonti rinnovabili. È quanto afferma l’Agenzia Internazionale dell’Energia all’interno del “’Medium-Term Renewable Energy Market Report”, in cui, oltre a prevedere un aumento del 45% della produzione da FER, si rileva anche come dopo il 2020 la crescita dovrebbe fermarsi e non raggiungere i livelli necessari alla lotta contro il cambiamento climatico.

 

Secondo lo studio, è stato soprattutto il 2013 l’anno che ha registrato un’impennata di produzione da eolico, solare e idrico. E all’interno dei Paesi Ocse, oggi le rinnovabili rappresentano oltre l’80% della nuova produzione da energia.

Al di fuori di tale area, le rinnovabili sono considerate come la più grande fonte di nuova produzione, ma riescono a soddisfare soltanto il 35% del fabbisogno elettrico confermando l’importanza delle fossili.

 

Per quanto riguarda i prossimi investimenti in nuove capacità, fino al 2020 sono stimati in oltre 230 miliardi di dollari l’anno, meno dei circa 250 miliardi del 2013. In crescita anche il mercato dei biocarburanti, anche se a ritmi più lenti.

“Le rinnovabili sono una parte necessaria della sicurezza energetica – dichiara il direttore esecutivo dell’Iea Maria van der Hoeven – Tuttavia, proprio nel momento cui stanno diventando competitive sui costi, in un crescente numero di casi l’incertezza normativa aumenta in mercati chiave. I governi devono valutare più chiaramente i costi tra passato, presente e futuro che stanno calando. In molti casi le rinnovabili non hanno più bisogno di alti livelli di incentivi ma di un contesto di mercato che assicuri un rendimento ragionevole e prevedibile per gli investitori”.

 

[Foto da energiesensibili.it]

Quando l’Africa è più verde che nera

AFRICAL’Africa sub-sahariana si sta imponendo come uno dei mercati mondiali più interessanti nell’ambito delle tecnologie relative alle rinnovabili. Ad affermarlo è uno studio condotto da Bloomberg New Energy Finance, che sottolinea come il fenomeno riguardi principalmente l’eolico su piccola scala, il fotovoltaico e la geotermia.

Secondo la ricerca, ed escludendo i grandi progetti idroelettrici, entro la fine dell’anno l’area potrà contare su nuovi 1,8 GW di capacità rinnovabile. Una cifra pari a quella installata dal 2000 al 2013, a conferma della crescita importante delle FER africane negli ultimissimi anni.

Secondo gli autori del rapporto, inoltre, gli investimenti in energia green sfioreranno i 6 miliardi di dollari, per raggiungere i 7,7 nel 2016. A guidare la classifica dei mercati più attivi il Sud Africa, con 3.9 GW di nuova capacità verde da istallare principalmente eolica, ; il Kenya, con 1.4 GW soprattutto di geotermia ed eolico e l’Etiopia, con quasi 570 MW sempre legati soprattutto allo sfruttamento del vento.

 

[foto da rinews.it]