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Dall’India all’Inghilterra su un’Ape solare

Kopacka sits along with Rabelli inside a tuk tuk in BangaloreA volte, trovarsi intrappolati nel traffico può far nascere idee rivoluzionarie. È quanto accaduto a Naveen Rabelli, un giovane ingegnere indiano di Bangalore, che stanco della marea di “tuk tuk” che ogni giorno inquinano le strade cittadine, si è messo in testa di costruirne uno elettrico, alimentato solo da energia solare.

L’idea di Naveen è quella di raggiungere l’Inghilterra, per dimostrare al mondo intero che un piccolo team con poche risorse ma molto ingegno è in grado di attraversare il mondo usando solo energia pulita. Così, dopo due anni di lavoro e 6500 dollari di spese, il tuk tuk solare è finalmente pronto ma ora servono almeno 43mial dollari per finanziare l’iniziativa.

 “Stavo portando un amico argentino a un festival di aquiloni qui a Bangalore, e per qualche ragione notato il gran numero di tuk tuk in giro quel giorno”, spiega Rabelli in una e-mail al NY Times. “Erano davvero rumorosi e inquinanti. È stato allora che abbiamo avuto l’idea di trasformarne uno in un mezzo solare-elettrico”.

Il mezzo altro non è che una vecchia Ape Piaggio che, dopo la trasformazione, può percorre fino a 80 km, alla velocità di crociera di 25 miglia orarie. Completare il percorso tra Bangalore e Londra dovrebbe richiedere circa un centinaio di giorni e Raoul Kopacka, un cineasta austriaco, sta progettando di girare documentario della speciale avventura”Sarà un lungo viaggio, ma credo che possa avere un effetto sul mondo intero”, ha dichiarato Rabelli.

 

[foto da in.reuters.com]

Energia marina, in Scozia impianto record

MeyGen-Submits-Final-Consent-Application-for-Phase-1-Tidal-Energy-Project-UKTerminate le vacanze estive (si fa per dire, visto il tempo che ho trovato) torno a scrivere su Energie Rinnovate. E lo faccio riportando la notizia che la Scozia si prepara a realizzare una mega centrale capace di sfruttare l’energia delle maree.

 

Promosso dall’azienda Atlantis Resource, il progetto ha raccolto circa 65 milioni di euro di finanziamenti e prevede la costruzione di un impianto di sfruttamento delle correnti sottomarine da circa 400 MW di potenza.

I primi lavori prenderanno il via entro la fine dell’anno e constano dell’installazione di quattro turbine da 1,5 MW di potenza sui fondali marini nel Pentland Firth, situato fra la costa scozzese e l’isola di Stroma.

 

Entro il 2016, le turbine saranno 61 e provvederanno a soddisfare la domanda di 42mila abitazioni. Tuttavia, sembra che il vero scopo della Altantis sia quello di riuscire ad installare ben 269 unità sottomarine che fornirebbero energia pulita a 175mila famiglie creando anche 100 nuovi posti di lavoro.

 

“Oggi, stiamo assistendo alla trasformazione di un settore”, ha commentato amministratore delegato di Atlantis e direttore del progetto MeyGen, Tim Cornelius. “MeyGen rappresenta uno degli sviluppi delle energie rinnovabili più interessanti e innovativi al mondo, segna il tanto atteso arrivo della generazione energetica dalle maree come un serio giocatore su larga scala nei mercati energetici mondiali”.

 

[foto da subseaworldnews.com]

Eolico europeo con il vento in poppa

Impianto eolicoNon si ferma la crescita del settore eolico europeo. Secondo le previsioni, la capacità installata è infatti destinata ad aumentare ulteriormente di circa 75GW di nuova potenza nel corso dei prossimi 7 anni. Se il dato fosse confermato, si tratterebbe di un incremento del 64% che porterebbe a 192,4 GW la potenza totale della Ue, di cui 23,5 di eolico offshore.

 

I dati sono stati trasmessi dalla European Wind Energy Association (EWEA), che a dispetto della crisi e dell’instabilità normativa in alcuni Stati membri prevede un futuro piuttosto roseo per l’eolico europeo.

Justin Wilkes, vice direttore generale della European Wind Energy Association, ha dichiarato: Un cocktail di incertezza normativa, discussioni in corso a livello europeo di clima ed energia e quadri nazionali in rapida evoluzione hanno contribuito a formare questi nuovi scenari. Tuttavia, mentre in Europa la stabilità del quadro normativo si sta ancora riprendendo, i mercati onshore di Germania, Francia, Regno Unito e Polonia rimarranno mercati chiave per gli impianti eolici”,

L’EWEA prevede inoltre che dal comparto si riescano a produrre 442 TWh di energia, incontrando il 14,9% del consumo di elettricità nel 2020.

[foto da ansa.it]

Le rinnovabili italiane alla conquista di Abu Dhabi

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“La sottoscrizione dell’accordo con il partner di Abu Dhabi rappresenta un importante opportunità di sviluppo in un area geografica di grande interesse come quella degli Emirati Arabi. Siamo convinti che nei prossimi anni i paesi del Medio Oriente saranno un importante mercato per il settore delle energie rinnovabili”.

 

Parola di Matteo Minelli, amministratore delegato della Ecosutek, azienda italiana che ha da poco firmato l’avvio di una joint venture con la Royal Diamond Plus Companies Representation. La neonata società avrà sede in Abu Dhabi e opererà nei paesi del Medio Oriente nel settore delle energie rinnovabili.

In base all’accordo, la Ecosuntek parteciperà a iniziative di investimento con un’offerta integrata di servizi e attività per la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili.

Inoltre, offrirà anche servizi per la definizione del modello societario e della struttura finanziaria più idonea e per la gestione dei rapporti con i diversi operatori internazionali che entrino in contatto con la rete, anche avvalendosi del supporto della citata costituenda joint venture con sede in Abu Dhabi.

[foto da zeroemission.eu]

Mix tra rinnovabili, l’esempio italiano

???????????????????????????????L’Italia rappresenta un ottimo esempio di integrazione tra le rinnovabili e di flessibilità dei mercati. È ciò che emerge dal rapporto “The Power of Transformation: Wind, Sun and the Economics of Flexible Power Systems”, redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), che esamina l’affidabilità dei sistemi di alimentazione in presenza di massicce dosi di energia prodotta da fonti rinnovabili.

In sostanza, negli ultimi anni soprattutto l’eolico e il fotovoltaico hanno conosciuto una notevole crescita anche dal punto di vista tecnologico. Tuttavia, il fatto che siano due fonti “variabili” per definizione solleva qualche dubbio sulla affidabilità dei sistemi di alimentazione. Ed è proprio per questo che l’IEA ha deciso di dar vita alla ricerca citata qualche riga più su.

In generale, possiamo dire che la difficoltà di aumentare la quota di produzione variabile in un sistema energetico dipende principalmente da due fattori: i vincoli che le condizioni meteorologiche e quelle solari hanno sul territorio e le caratteristiche della domanda di energia elettrica del sistema. In Italia è di grande aiuto l’attività di Metering satellitare del GSE – richiamata anche nel Rapporto presentato dal Direttore esecutivo dell’IEAMaria van der Hoeven – che consente di prevedere con due giorni di anticipo e con ristretti margini di errore, la quantità di energia rinnovabile che sarà immessa in rete.

Un sistema che, l’anno scorso, ha permesso di svolgere previsioni per 590mila impianti a fonti rinnovabili, per una potenza pari a circa 25 GW.

 “Il positivo aumento di produzione da fonti rinnovabili non programmabili, parte decisiva del processo di decarbonizzazione – ha osservato il Vice Ministro De Vincenti – pone comunque all’orizzonte la necessità di interventi rilevanti per il bilanciamento e la stabilità della rete elettrica, ovvero una sfida notevole per gli attori del sistema quali i gestori di rete e i regolatori”.

[foto da rinnovabili.it]

Dagli USA, la panchina solare che ricarica lo smartphone

m_7g5i“I cellulari di oggi non si limitano a fare telefonate, perché  allora le nostre panchine dovrebbero essere solo posti a sedere?”. Così Martin J. Walsh, sindaco di Boston, ha voluto presentare Soofas, la  panchina intelligente ed ecofriendly capace di ricaricare tablet e cellulari grazie all’energia solare.

 

Il dispositivo è stato inventato dal Changing Environments, spinoff del MIT Media Lab  co-fondato da tre giovani donne, è pronto ora ad invadere i parchi della capitale del Massachusetts.

 

Dotata di un modulo fotovoltaico, una batteria e due porte USB per la ricarica gratuita dei dispositivi mobili, questa innovativa “panchina solare” è anche in grado di collegarsi in modalità wireless ad internet. Ciò le permette di caricare le informazioni ambientali basate sulla posizione, come ad esempio i dati sulla qualità dell’aria e i livelli di rumorosità.

 

Le prime 12 panchine intelligenti sono già state istallate  la scorsa settimana al Titus Sparrow Park, al Boston Common, e al Rose Kennedy Greenway, che si vanno a sommare a quelle presenti presso il campus del Babson College e del MIT, mentre ulteriori postazioni potranno essere scelte direttamente dai residenti.

 

Il progetto ha colpito anche il Presidente Obama, quando a metà giugno è stato presentato in anteprima durante la White House Maker Faire, l’evento alla Casa Bianca per la celebrazione della “rinascita del settore manifatturiero americano”.

 

 

[foto da ticinonews.it]

Un mare di energia per l’Europa

onda_mareSecondo le stime dell’European Ocean Energy Association, in Europa l’energia generata dal mare raggiungerà una potenza installata di circa 3,6 GW entro il 2020 e 188 GW entro il 2050. Quello dello sfruttamento dell’energia marina rappresenta ‘uno dei punti prioritari del Piano d’azione redatto dalla commissione Europea per lo sviluppo della cosiddetta ‘Blue economy”, con il duplice obiettivo di rilanciare in maniera sostenibile la crescita e di creare nuovi posti di lavoro.

 

Una politica che sembra favorire particolarmente l’Italia, che con i suoi 8mila chilometri di costa è uno dei Paesi più in grado di cogliere i vantaggi di questa fonte di energia.

In Italia lo sfruttamento energetico di onde, correnti e maree si è sviluppato soltanto negli ultimi anni. Vari sistemi messi a punto nel nostro Paese hanno ormai raggiunto una maturità scientifica e tecnologica che, nel breve periodo, li renderà competitivi sui mercati.

 

”L’elaborazione di una strategia in grado di stimolare l’energia blu è uno degli obiettivi per il rilancio dell’economia e dell’occupazione in Europa – dice il commissario dell’Enea, Giovanni Lelli – Produrre energia dal mare attraverso tecnologie avanzate che utilizzino in maniera sostenibile le risorse marine richiede lo sviluppo di sinergie tra mondo delle imprese e centri di ricerca”.

 

[foto da meteoam.it]