Archivi tag: Gran Bretagna

Gran Bretagna sulle ali dell’eolico

energia-eolica-consumi-vento-gran-bretagnaQuando si dice l’altra faccia della medaglia. L’ondata di maltempo che ha attraversato l’Europa durante le vacanze natalizie ha fatto segnare un nuovo record per il comparto eolico della Gran Bretagna, che ha registrato un notevole aumento della produzione da rinnovabili superando diverse volte il record segnato nel mese di dicembre.

Secondo i dati riportati dalla RenewableUK, la quantità di energia prodotta da eolico ha raggiunto un livello record durante lo scorso dicembre a seguito sia dell’aumento della quantità di vento sia del numero di installazioni.

Nella rete nazionale sono stati immessi circa 2,8 milioni di MWh di energia elettrica, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 5,7 milioni di abitazioni, pari a circa il 10% di quanto necessario alla nazione con un picco giornaliero registrato il 21 dicembre quando con 132.812 MWh generati si è potuto soddisfare il 17% della domanda.

Maf Smith, vice amministratore delegato di RenewableUK, ha dichiarato che ciò rappresenta “risultato eccezionale per l’industria dell’energia eolica britannica”, aggiungendo che questo prova l’affidabilità delle rinnovabili come alternativa alle fonti fossili. “Nel mese di dicembre, abbiamo generato più elettricità dal vento per le case inglesi e per le aziende che durante ogni altro mese a verbale”, ha concluso Smith aggiungendo che il Paese continuerà ad incrementare il parco eolico nazionale per garantire sempre nuova potenza green.

 

[foto da ecoo.it]

Gran Bretagna, le biomasse al posto del carbone

biomasse_sveziaConvertire alcune centrali elettriche a carbone alle biomasse. È il piano messo in atto dal governo britannico, che si è concretizzato la settimana scorsa a Selby con l’apertura di un impianto che produce energia dal pellet, un combustibile ottenuto dalla segatura essiccata.

 

Complessivamente, il progetto promosso da Londra avrà un costo di circa 700 milioni di sterline e coinvolgerà tre dei sei impianti gestiti dalla Drax. Secondo le stime effettuate, entro il 2020 le biomasse potrebbero soddisfare circa il 10% del fabbisogno energetico nazionale.

 

“L’industria del carbone ci ha fornito energia per oltre un secolo e ora vediamo una road map chiara per il nostro futuro” ha affermato il ministro per l’energia Ed Dawey.

 

Ma, come spesso accade, c’è un ma. Alcune associazioni ambientaliste sembrano infatti pensarla in modo diverso e smorzano gli entusiasmi.

“Forse l’Europa dovrebbe guardare in altre direzioni per riuscire a soddisfare i propri obiettivi legati alle fonti rinnovabili piuttosto che bruciare alberi importati dagli Stati Uniti”, ha commentato Scot Quaranda, direttore dell’americana Dogwood Alliance.

 

Questo, poiché gli impianti della Drax si avvalgono di materiale proveniente da Canada e Stati Uniti, e sotto accusa ci sarebbero i sistemi di produzione, raccolta e lavorazione del legno utilizzato per creare il pellet.

Inoltre, sempre secondo gli ambientalisti anglo-americani, va considerata anche la quantità di CO2 derivante dalla raccolta e lavorazione del legno oltre a quella prodotta per trasportare il pallet da un continente all’altro.

 

 

Obiezioni che, a parere di ci scrive, sono sensate e vanno tenute in considerazione. Tuttavia, credo anche che il modo giusto di procedere sia quello di proseguire sulla strada intrapresa, ovviamente migliorandola ove possibile, anziché bloccare qualunque passo avanti in nome di una purezza, anche ideologica, che non produce nessun risultato se non quello di perpetrare lo status quo.

 

[foto da bioenergyitalyblog.it]

Mobilità sostenibile, la Ue carica le BATTERIE

rapporto_EuromobilityFavorire e promuovere la cultura della mobilità sostenibile, creando una rete europea di rifornimento in grado di soddisfare ogni tipi di auto a basso impatto ambientale

È l’obiettivo di BATTERIE, progetto della Unione europea che unisce 14 partner provenienti anche da Gran Bretagna, Irlanda, Spagna e Portogallo. L’iniziativa, in particolare, si focalizza sulla possibile integrazione di biocarburanti e idrogeno con le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici nelle reti internazionali di trasporto intermodale ferroviario, stradale, marittimo e aereo.

Obiettivo finale dei promotori di BATTERIE, la costituzione di progetti pilota per testare tecnologie e nuovi combustibili. Al termine del prossimo anno, saranno comunicati i risultati dell’iniziativa così da diffondere le buone pratiche portate avanti e favorire la conoscenza e la diffusione dei mezzi alternativi di trasporto.

Previsto, infine, anche un sistema web per suggerire al guidatore il modo più conveniente di spostarsi attraverso la rete di distruzione che interessa il progetto.

 

[foto da greenme.it]

Gran Bretagna, eolico offshore cresciuto dell’80% in un anno

Parco-eolico-offshoreSpira davvero un vento nuovo per quanto riguarda la politica energetica della Gran Bretagna. Cresce infatti notevolmente il contributo delle rinnovabili e in particolar modo dell’eolico, che tra il  giugno 2012 e luglio 2013 ha visto aumentare la capacità installata offshore del 79%, passando da 1,86 GW a 3,3 GW.

A sostenerlo è un rapporto dell’Associazione di categoria RenewablesUk, in cui si afferma anche che il settore è destinato a crescere ulteriormente e in maniera molto più veloce rispetto a quanto non stia facendo a terra.

Calcolando sia la crescita in mare che quella sulla terraferma, l’eolico è complessivamente cresciuto del 40% e oggi vanta una potenza istallata pari a 9.7 GW.

Nel rapporto si sottolinea anche che la metà dei membri di RenewablesUk ha in programma di assumere nuovo personale. A tal proposito Maria McCaffery, amministratore delegato di RenewableUK, ha ricordato che l’industria potrebbe consegnare decine di migliaia di nuovi posti di lavoro, se solo il settore continuasse a godere del sostegno del governo.

“Abbiamo superato un altro record lo scorso anno con la più alta percentuale di eolico  mai installato prima”, ha detto la Mc Caffery“Il settore nel suo complesso ha dimostrato che ha la tenacia giusta per raggiungere una crescita sostanziale. È la prova tangibile della dedizione di migliaia di cittadini britannici, che stanno lavorando senza sosta per produrre energia elettrica da fonti pulite, proprie e ad un costo che possiamo controllare, aumentando la sicurezza energetica del Regno Unito”.

 

[foto da alqamah.it]

Sempre più eolico e solare nel mix energetico della Gran Bretagna

fotovoltaicoUn aumento della produzione da rinnovabili del 30,4% a fronte del 28,4% fatto registrare nello stesso periodo dello scorso anno.

Sono i dati ufficiali relativi al contributo energetico fornito da eolico e solare nei primi tre mesi di quest’anno alla produzione energetica della Gran Bretagna.

Il governo britannico conferma così l’aumento della quota di rinnovabili nel mix nazionale, frutto di una politica energetica sempre più sostenibile. In crescita anche la generazione da nucleare, mentre risulta in discesa la percentuale di energia prodotta da carbone e gas.

In termini complessivi, la produzione da rinnovabili passa dall’11,3% dei primi tre mesi del 2012 al 12,3% del 2013. Un incremento dovuto soprattutto alla crescita di eolico e solare, che hanno compensato la diminuzione della produzione da idroelettrico.

Come dicevamo, in salita anche la quota di energia nucleare, che passa al 18,1% dal 17,2%.. Il carbone, viceversa, scende dal 42% è passata al 41,2% mentre il gas dal 27% al 26,3%.

 

[foto da giornalettismo.com]

Gran Bretagna, una campagna per portare le rinnovabili in campagna

1534662644Quindici milioni di sterline per portare gli impianti per produrre energia rinnovabile in decine e decine di comunità rurali britanniche.

A tanto ammontano i finanziamenti stanziati dal governo di Londra per diffondere la produzione da rinnovabili, soprattutto mini eolico e pompe di calore, su tutto il territorio nazionale.

A loro volta, le comunità rurali sono state invitate a presentare domanda per il finanziamento che, in una prima fase, prevede comunque un’indagine del potenziale energetico green e l’ottenimento  della licenza edilizia.

“La generazione locale può unire le persone, stimolare le economie locali e portare avanti la crescita verde e allo stesso tempo può aiutare a risparmiare sulle bollette energetiche”, ha detto il ministro per il cambiamento climatico Greg Barker.

Il quale ha anche aggiunto che il precedente  Local Energy Assessment Fund  ha contribuito a portare avanti 236 impianti di generazione di energia e progetti di gestione in tutta l’Inghilterra.

Grazie al fondo le comunità potranno beneficiare di una sovvenzione fino a 20.000 sterline per gli studi di fattibilità con la possibilità di richiedere anche un prestito fino a 130.000 sterline per aiutare le applicazioni di fondi per le autorizzazioni ambientali e la pianificazione.

[foto da scotsman.com]

London Array: via libera all’eolico off-shore più grande del mondo

London Array 1_lMartedì scorso è stata finalmente attivata la turbina numero 175, e ora
il London Array può a ben diritto fregiarsi del titolo di parco eolico off-shore più grande del mondo.

L’impianto, che sorge nel nord ovest dell’Inghilterra al largo della Cumbria, ha una potenza installata di 630 MW ed è capace di soddisfare il fabbisogno energetico di circa mezzo milione di abitazioni mentre è stimato in 900 tonnellate all’anno il taglio delle emissioni.

“Questo è il momento più importante della fase di costruzione e il culmine dei due anni di lavori in mare aperto che hanno avuto inizio a marzo del 2011 con l’istallazione della prima piattaforma” ha dichiarato il direttore del progetto London Array Richard Rigg.

Per contro, l’Amministratore delegato della RenewableUk, Maria McCaffery ha chiesto al governo di garantire al progetto il sostegno del Conto Energia che sta per essere attivato. “La Gran Bretagna ha un vero successo da celebrare. ”Il più grande parco eolico offshore operativo del mondo sta generando energia elettrica pulita per le case e le imprese britanniche. Si tratta di una monumentale impresa di ingegneria verde. Per mantenere il vantaggio globale del Regno Unito nell’eolico in mare aperto, è di vitale importanza mantenere questo slancio. Dobbiamo fare in modo che la legislazione, fondamentale per lo sviluppo del settore, il Conto Energia, passi attraverso il Parlamento in questo momento impostando un solido quadro per incoraggiare gli investimenti nelle energie rinnovabili “.

[foto da kentonline.co.uk]

Europa, emissioni in calo (grazie all’Italia)

108614Si sa, uno dei tanti effetti prodotti dalla crisi economica che sta attagliando il mondo occidentale è il calo della produzione industriale. E, con essa, anche delle emissioni inquinanti.

A rivelarlo sono gli esperti della Bloomberg New Energy Finance (BNEF), che hanno pubblicato i dati relativi a circa il 90% dei 12mila impianti continentali del sistema ETS.
Ebbene, rispetto al 2011 si è registrato un calo di 1,79 miliardi di tonnellate, a fronte di un aumento del 13% di produzione energetica da fonti rinnovabili.

Ma, come si diceva, la causa principale del calo risiede nella riduzione della produzione industriale. Ad esempio, settori come quelli di cemento, vetro e acciaio hanno registrato un abbattimento delle emissioni di quasi il 4%, mentre il settore del trasporto aereo ha segnato 55 milioni di tonnellate di emissioni rilasciate durante il suo primo anno nel sistema ETS, sulla base di dati preliminari relativi al 68 per cento del settore.

Per quanto riguarda le singole nazioni, la ‘maglia nera’ va alla Gran Bretagna, che ha visto crescere le emissioni del 4,7%, seguita dalla Francia (3,9%) e dalla Germania (0,5%).
Bene, invece, l’Italia dove i dati parlano di una riduzione del 5,7%.

 

[foto da ecodallecitta.it]

Il tetto solare più grande della Gran Bretagna è targato Bentley

bentley-gt-speed-300x200Per gli appassionati di auto è un nome da pronunciare con rispetto, quasi a bassa voce, e rappresenta un mito per eleganza e prestazioni. Stiamo parlando della Bentley, una delle case automobilistiche più famose al mondo, che ora si appresta a far parlare di sé per ben altri motivi.

Sembra infatti che presso lo stabilimento di Crewe presto sarà costruito il tetto solare fotovoltaico più grande della Gran Bretagna.
Il progetto prevede infatti l’installazione di 20mila moduli, che copriranno quasi 3 ettari e mezzo di spazio e potranno vantare una potenza installata di 5 MWp.

Secondo le stime, l’impianto dovrebbe soddisfare circa il 40% del fabbisogno energetico della fabbrica e, al contempo, permetterebbe la riduzione delle emissioni di CO2 per circa 2.500 tonnellate annue. Durante l’estate e nei periodi di inattività l’energia in eccesso potrà essere immessa nella rete nazionale.

“Il nostro impianto di Crewe è situato in una posizione ideale per generare energia solare e il tetto shed della fabbrica è rivolto a sud con un angolo di 20 gradi” ha dichiarato Michael Straughan, membro del consiglio della Bentley. “I pannelli sapranno ridurre i costi energetici e contribuiranno a garantire che le nostre attività di produzione a Crewe siano efficienti, sostenibili e competitive a livello globale.”

 

[foto da sneakhype.com]

Gran Bretagna, vivere con l’eolico è scontato

Vivere accanto a un impianto eolico non dev’essere proprio il massimo, e così la società britannica Good Energy ha pensato bene di concedere uno sconto in bolletta del 20% a chi abita nei pressi delle grandi pale. Un’iniziativa che, riducendo l’ostilità dei consumatori verso i nuovi impianti, si ripropone di dare nuovo impulso a un mercato un po’ in sofferenza.

L’azienda, che ha lanciato il programma all’inizio dell’anno, ha sancito che avranno diritto allo sconto tutti coloro che vivono a meno di due chilometri dagli impianti che hanno potenza superiore ai 4 MW.

Le tariffe, che in un primo momento riguarderanno solo per la popolazione che vive intorno all’impianto Delabole (9,2 MW), in Cornovaglia, faranno risparmiare ai clienti circa 110 sterline sul conto annuale dell’energia, che in media corrisponde a circa 550 sterline.

Juliet Davenport, chief executive della Good Energy ha dichiarato che il regime includerà circa 400 famiglie che vivono nei pressi della centrale Delabole per poi includere anche i residenti vicini all’impianto di Turriff.

 

Foto da [bbc.co.uk]