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Gran Bretagna, entro il 2020 centomila case ‘carbon neutral’?

02Trasformare 100mila edifici in case ‘carbon neutral’ nei prossimi anni. È l’obiettivo del governo britannico, che dipende però dal fatto che l’Unione Europea approvi un finanziamento di 10 milioni di euro previsto nell’ambito di “Horizon 2020”.

Energiesprong, questo il nome del progetto che intende replicare quanto avvenuto ad Amsterdam, dove il complesso residenziale Woonwaard è stato completamente riqualificato e dove l’omonimo consorzio ha ricevuto mandato dal governo olandese di trasformare in 10 giorni ben 111.000 case costruite negli anni ’60.

Secondo le prime informazioni, i primi progetti britannici dovrebbero prendere il via entro un anno a Birmingham e nell’Inghilterra meridionale.

Moltissime le soluzioni che potrebbero permettere di raggiungere il traguardo carbon neutral: a partire da una maggiore coibentazione fino all’installazione di pannelli fotovoltaici, di un impianto solare termico con stoccaggio dell’acqua calda, di una pompa di calore e di un sistema di ventilazione meccanica.

Per quanto riguarda gli interni, la ristrutturazione prevede la sostituzione di cucine, elettrodomestici e infissi, arrivando anche a proporre un determinato stile di vita a per risparmiare ulteriore denaro ed energia.
Anche se ambizioso il progetto permetterà al settore edile, uno dei più energivori, di ridurre le proprie emissioni ed i propri consumi, migliorando notevolmente la qualità della vita.

 

[foto da ingegneri.info.it]

Gran Bretagna, via al super eolico offshore

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Una volta a regime, produrrà la cifra record di 402 MW di potenza installata. Sto parlando del parco eolico offshore di Dudgeon, che sorgerà al largo delle coste britanniche del Nolkfolk la cui realizzazione dovrebbe iniziare il prossimo anno per concludersi nel 2017.

Budget stimato, circa un miliardo e mezzo di sterline. A dar vita al super impianto, le compagnie norvegesi Statoil e Statkraft, che hanno confermato come il frutto del loro impegno soddisferà il bisogno energetico di410mila famiglie.

La centrale Dudgeon è al momento il primo di otto progetti “green” sottoposti alla valutazione del governo britannico. Oltra a esso ci sono altri 4 parchi eolici off-shore e tre progetti nel settore delle biomasse.

“Come il posto migliore al mondo per investire in eolica offshore, il Regno Unito sta attirando milioni di sterline di investimenti, il sostegno di centinaia di posti di lavoro verdi locali e rafforzando il suo approvvigionamento energetico con fonti di generazione nazionale. Abbiamo già attirato 34 miliardi di investimenti del settore privato nel settore dell’elettricità rinnovabile dal 2010, con la possibilità di creare circa 37.000 posti di lavoro” ha dichiarato il ministro dell’energia Michael Fallon.

Il Paese ha già circa 4 GW di capacità eolica off-shore installata, ma sta cercando di portare questo valore ad almeno 10 GW entro la fine del decennio come rivelano i piani energetici nazionali.

[foto da greenstyle.it]

Il futuro sostenibile passa anche per il carbone pulito

2041376_TE_CCS_PeterheadChi legge con frequenza questo blog lo sa. Un mondo più sostenibile e ecofriendly non può fare a meno delle tecnologie capaci di rendere il carbone, tutt’oggi la principale fonte di elettricità al mondo, sempre più pulito ed efficiente.

Basti pensare che le previsioni ritenute più attendibili, provenienti dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) dicono che entro il 2035 la domanda mondiale di carbone aumenterà del 65%.

Non solo, perché a conferma che il trend non tocca solo i Paesi emergenti, c’è la notizia che la Germania ha stanziato oltre 60miliardi per la costruzione di 69 centrali elettriche entro il 2020 alimentate per la maggior parte a gas e carbone.

Tra i Paesi industrializzati l’Italia ha una posizione anomala: da un lato è all’avanguardia per quanto riguarda le tecnologie per l’utilizzo pulito e ad alta efficienza del carbone, dall’altro ha un mix energetico eccessivamente sbilanciato a favore del gas, che nel settore termoelettrico rappresenta il 52% del totale contro il 14% del carbone.

L’anomalia italiana, se da un lato interpella la strategia energetica nazionale, dall’altro indica anche una prospettiva virtuosa che interessa lo scenario globale. Lo sviluppo tecnologico sul carbone pulito e ad alta efficienza, avviato ormai da tempo nel Paese, è infatti una risorsa fondamentale per l’utilizzo di questa fonte tradizionale in modo sempre più sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Il carbone pulito vede un’azienda come Enel impegnata a sviluppare tecnologie innovative come quelle realizzate nella centrale di Civitavecchia, che rispondono sia all’esigenza nazionale di individuare una strada adeguata al riequilibrio del mix energetico sia al bisogno globale di utilizzare il carbone in modo sempre più efficiente e sostenibile.

Per ridurre le emissioni di gas serra da parte delle centrali a carbone, il Gruppo guidato da Francesco Starace è all’avanguardia anche nello sviluppo delle principali tecnologie CCS (cattura e il sequestro della CO2, dall’inglese Carbon Capture and Storage), in sperimentazione nell’impianto pilota a Brindisi e progettate per quello di Porto Tolle.

Si tratta di opportunità che vanno colte per ridurre i costi e accrescere la sicurezza energetica. La disponibilità di un parco termoelettrico efficace ed efficiente potrebbe anche avere risvolti virtuosi anche sull’intero sistema energetico italiano. Cosa ottenibile, per fare due soli esempi, con il potenziamento della mobilità elettrica e la maggiore diffusione delle pompe di calore elettriche.

 

[foto da theengineer.co.uk]

Far crescere le rinnovabili grazie al carbone

enel_civitavecchia_ansaLa crescita e la diffusione a livello globale dell’energia verde passa dall’utilizzo di una delle più antiche fonti fossili. La domanda globale di carbone, infatti, è cresciuta del 55% nell’ultimo decennio. E questo incremento non è dovuto solo alle economie dei Paesi emergenti, alla ricerca di energia abbondante e basso costo, ma anche a quelli dei Paesi dell’Europa che nel mondo vantano da tempo politiche di sviluppo delle FER e i migliori risultati a livello globale in fatto di riduzione delle emissioni clima alteranti.

Costruire la competitività sul binomio carbone e rinnovabili è quanto hanno fatto Paesi come Inghilterra e Germania che in due anni hanno aumentato le loro importazioni della fonte fossile rispettivamente del 31% e del 6%. La Germania in particolare, indiscusso campione europeo delle energie rinnovabili, produce il 47% della sua elettricità con il carbone accompagnando in questo modo lo sviluppo delle FER e il loro progressivo peso nel mix di generazione nazionale.

In Italia, impianti come la centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, offrono già oggi performance di efficienza e sostenibilità sino a qualche tempo fa impensate a livello industriale. E la ricerca scientifica per migliorare gli impianti a carbone sta già costruendo la strada per la prossima generazione di centrali, i cosiddetti impianti termoelettrici Avanzati ultrasupercritici (Advanced USC) caratterizzati da più elevate pressioni e temperature del vapore prodotto in caldaia.

La corsa all’efficienza degli impianti a carbone è quasi passata inosservata rispetto alle attenzioni rivolte allo sviluppo tecnologico di altre fonti energetiche. Ma i risultati ottenuti sono molto significativi per comprendere a pieno il ruolo che la fonte fossile può svolgere nella fase di transizione verso gli scenari di decarbonizzazione disegnati al 2050.

 

[foto d tg24.sky.it]

Gran Bretagna, strada in discesa per la mobilità elettrica

gran-bretagna-nasce-lautostrada-elettrica-L-yUc1FK-175x130Dal 2015 al 2020, il governo della Gran Bretagna stanzierà 500 milioni di sterline per favorire la diffusione dei veicoli elettrici.

A presentare la nuova strategia “ultra-low emissions vehicles” (ULEV) è stato il vice Primo Ministro Nick Clegg, che ha illustrato come il fondo non servirà solo ad aumentare il numero di auto e furgoni elettrici, ma anche quello delle infrastrutture di ricarica.

“Il Regno Unito ha il potenziale per emergere come leader mondiale nello sviluppo, progettazione e produzione di veicoli verdi. Possedere un’auto elettrica non è più un sogno o un inconveniente. I produttori si stanno concentrando su questa nuova tecnologia per aiutare gli automobilisti e rendere i loro spostamenti quotidiani verde e puliti” ha dichiarato Clegg.

L’investimento deciso dal governo di Londra renderà dunque più semplice acquistare e ricaricare un veicolo elettrico senza aver paura di scaricare la batteria. Non solo, perché secondo i suoi promotori si tratta di un importante passo volto a produrre un cambiamento culturale secondo cui guidare un’auto elettrica sarà ugualmente semplice come guidarne una a benzina. E per incentivarne l’uso ancora di più, i green drivers saranno esentati dal pagamento della tassa di circolazione.

 

[foto da paperblog.it]

Gran Bretagna sulle ali dell’eolico

energia-eolica-consumi-vento-gran-bretagnaQuando si dice l’altra faccia della medaglia. L’ondata di maltempo che ha attraversato l’Europa durante le vacanze natalizie ha fatto segnare un nuovo record per il comparto eolico della Gran Bretagna, che ha registrato un notevole aumento della produzione da rinnovabili superando diverse volte il record segnato nel mese di dicembre.

Secondo i dati riportati dalla RenewableUK, la quantità di energia prodotta da eolico ha raggiunto un livello record durante lo scorso dicembre a seguito sia dell’aumento della quantità di vento sia del numero di installazioni.

Nella rete nazionale sono stati immessi circa 2,8 milioni di MWh di energia elettrica, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 5,7 milioni di abitazioni, pari a circa il 10% di quanto necessario alla nazione con un picco giornaliero registrato il 21 dicembre quando con 132.812 MWh generati si è potuto soddisfare il 17% della domanda.

Maf Smith, vice amministratore delegato di RenewableUK, ha dichiarato che ciò rappresenta “risultato eccezionale per l’industria dell’energia eolica britannica”, aggiungendo che questo prova l’affidabilità delle rinnovabili come alternativa alle fonti fossili. “Nel mese di dicembre, abbiamo generato più elettricità dal vento per le case inglesi e per le aziende che durante ogni altro mese a verbale”, ha concluso Smith aggiungendo che il Paese continuerà ad incrementare il parco eolico nazionale per garantire sempre nuova potenza green.

 

[foto da ecoo.it]

Gran Bretagna, le biomasse al posto del carbone

biomasse_sveziaConvertire alcune centrali elettriche a carbone alle biomasse. È il piano messo in atto dal governo britannico, che si è concretizzato la settimana scorsa a Selby con l’apertura di un impianto che produce energia dal pellet, un combustibile ottenuto dalla segatura essiccata.

 

Complessivamente, il progetto promosso da Londra avrà un costo di circa 700 milioni di sterline e coinvolgerà tre dei sei impianti gestiti dalla Drax. Secondo le stime effettuate, entro il 2020 le biomasse potrebbero soddisfare circa il 10% del fabbisogno energetico nazionale.

 

“L’industria del carbone ci ha fornito energia per oltre un secolo e ora vediamo una road map chiara per il nostro futuro” ha affermato il ministro per l’energia Ed Dawey.

 

Ma, come spesso accade, c’è un ma. Alcune associazioni ambientaliste sembrano infatti pensarla in modo diverso e smorzano gli entusiasmi.

“Forse l’Europa dovrebbe guardare in altre direzioni per riuscire a soddisfare i propri obiettivi legati alle fonti rinnovabili piuttosto che bruciare alberi importati dagli Stati Uniti”, ha commentato Scot Quaranda, direttore dell’americana Dogwood Alliance.

 

Questo, poiché gli impianti della Drax si avvalgono di materiale proveniente da Canada e Stati Uniti, e sotto accusa ci sarebbero i sistemi di produzione, raccolta e lavorazione del legno utilizzato per creare il pellet.

Inoltre, sempre secondo gli ambientalisti anglo-americani, va considerata anche la quantità di CO2 derivante dalla raccolta e lavorazione del legno oltre a quella prodotta per trasportare il pallet da un continente all’altro.

 

 

Obiezioni che, a parere di ci scrive, sono sensate e vanno tenute in considerazione. Tuttavia, credo anche che il modo giusto di procedere sia quello di proseguire sulla strada intrapresa, ovviamente migliorandola ove possibile, anziché bloccare qualunque passo avanti in nome di una purezza, anche ideologica, che non produce nessun risultato se non quello di perpetrare lo status quo.

 

[foto da bioenergyitalyblog.it]