Archivi tag: Fotovoltaico

Apple, la mela del web è sempre più verde

apple_sostenibilitaMolto bene Apple, bene Google e Facebook, dietro la lavagna Microsoft, Twitter e soprattutto Amazon. Questa la classifica che emerge dal rapporto redatto da Greenpeace, intitolato “Clicking Clean: How Companies are Building the Green Internet”, che analizza le misure adottate dalle web companies in tema di sostenibilità ambientale.

 

Ebbene, la mela di Cupertino è nettamente la più virtuosa grazie ai servizi iCloud e iTunes, alimentati con il 100% di energie rinnovabili, ma anche grazie all’impianto fotovoltaico privato più grande degli Usa, che fornisce elettricità ai propri data center nella Carolina del Nord.

 

“Apple è l’azienda più innovativa e determinata nel raggiungere l’obiettivo del 100% di energia rinnovabile”, si legge nel rapporto.
Dopo la mela, la classifica redatta dal rapporto vede Facebook e Google, anch’esse sulla buona strada verso un’alimentazione dei propri data center rinnovabile al 100%, seguite da Yahoo!.

Giudizio negativo su Microsoft, più impegnata ad acquistare certificati verdi che a cambiare le fonti di approvvigionamento energetico.

Tra le altre grandi aziende, male anche eBay, che ”si alimenta prevalentemente a carbone”, mentre Ibm e a Twitter non forniscono informazioni sulle proprie politiche ambientali. Fanalino di coda Amazon, alimentata solo per il 15% con energie rinnovabili.

 

[foto da effettoterra.org]

Da Israele ecco il fotovoltaico autopulente

ShowImage.ashx_.jpg.pagespeed.ce.n1TLrk2k6hUn impianto solare di circa 20 ettari, che ogni sera viene pulito grazie al lavoro di 100 “robot” che spazzolano e smacchiano centinaia di pannelli.

È quanto avviene nel parco fotovoltaico Kibbutz Ketura, controllato congiuntamente da Siemens ed Arava Power, che genera ogni anno 9 milioni di chilowattora e che rappresenta la prima centrale al mondo a vantare un sistema di pulizia automatica dei pannelli solari.

Nonostante la recente scoperta del giacimento di gas naturale Leviathan, Israele continua dunque la propria ricerca anche nel campo delle rinnovabili.

La mancanza di pulizia è uno dei principali ostacoli all’adozione su larga scala della tecnologia fotovoltaica in Israele. La maggioranza degli impianti è ubicata in zone desertiche che, se da un lato garantiscono eccellenti condizioni di irraggiamento, dall’altro sottopongono i pannelli a un vero assedio da parte di sabbia e polvere, che possono ridurne l’efficienza sino al 35%.

“A causa dell’ingente spesa per la pulizia e le grandi quantità d’acqua utilizzate, i moduli di Ketura vengono puliti solo circa nove volte l’anno”, ha spiegato Eran Meller, CEO di Ecoppia, la società che ha realizzato i robot spazzini. “Inoltre la pulitura manuale richiedere fino a cinque giorni”.

I robot invece, usando un getto d’aria, spingono la sporcizia via dai pannelli man mano che procedono lungo la struttura. Ogni unità è in grado di coprire circa 100 metri quadrati di pannelli al minuto, risparmiando così acqua e tempo allo stesso tempo.

[foto da impreseambiente]

Fotovoltaico, alla scoperta dei mercati emergenti

 

fotovoltaico.jpg22Primo Sudafrica, secondo Turchia e terzo Messico. Questo il podio dei mercati fotovoltaici emergenti secondo il rapporto intitolato IHS Emerging Solar PV Markets Tracker redatto dalla società di analisi IHS Technology.

La ricerca ha analizzato lo scenario mondiale nei primi 3 mesi del 2014 valutandolo secondo quattro parametri: clima macroeconomico, potenziale dimensione del mercato, maturità della pipeline e redditività del progetto.

Il risultato è sorprendente soprattutto per il Messico, che entra nei primi tre posti per la prima volta, mentre per Sudafrica e Turchia si tratta di una conferma. Dietro a loro troviamo Israele al quarto posto e la Svizzera al quinto. Lo studio, tuttavia, sottolinea che nonostante stia notevolmente crescendo l’appeal di questi mercati, esistono ancora elementi di rischio piuttosto consistenti come la poca capacità delle reti di trasmissione di aggiungere in modo affidabile una maggiore potenza di generazione rinnovabile e la natura imprevedibile dei regimi di sostegno.

[foto da goodnews.eu]

Londra, per il Big Ben scocca l’ora del solare?

7686Big_BenInstallare moduli fotovoltaici sull’orologio più famoso del mondo, coibentando il palazzo del Parlamento con lana di pecora per isolarlo termicamente riducendo al tempo stesso le emissioni inquinanti prodotte.

Questa l’idea nata proprio all’interno del Parlamento inglese a proposito di un restyling energetico del Big Ben.

La scorsa settimana alcuni parlamentari hanno infatti richiesto di affrontare il tema dell’efficienza energetica, che dev’essere migliorata del 34% entro il 2020 per rispettare gli obiettivi fissati dal governo di Sua Maestà. E un parlamentare ha proposto di trasformare il Big Ben in un “orologio solare”.

“Queste idee saranno ora discusse, riviste e le priorità saranno selezionate dal Team Ambiente attraverso un programma di iniziative da sviluppare nei prossimi mesi”, ha affermato un portavoce della Camera dei Comuni.

Non solo, perché come dicevo all’inizio il programma non si limita all’installazione di moduli fotovoltaici, ma prevede anche l’isolamento di Westmister con lana di pecora per ridurre la dispersione di calore.

“Il progetto assicurerà che il tetto rimanga funzionale per altri 150 anni, e ci darà l’opportunità di migliorare le nostre valutazioni di prestazione ambientale e di sicurezza antincendio”, ha detto il portavoce riferendosi alle particolari caratteristiche ignifughe e impermeabili della lana.

[foto da photo-dictionary.com]

Fotovoltaico, addio alla leadership europea

 

operai-rinnovabili--3-Dev’essere il destino dell’Europa quello di conquistare una supremazia per poi perderla inesorabilmente. Così, se nel corso del tempo lo abbiamo visto accadere dal punto di vista politico-economico, oggi assistiamo allo stesso fenomeno per quanto riguarda la leadership del mercato fotovoltaico.

Secondo l’Osservatorio per le energie rinnovabili infatti, i dati non sembrano lasciare dubbi, lo scettro del comando è passato ai Paesi extra-europei, in primis la Cina.

E, per una volta, si può dire che la causa non vada ricercata nella crisi economica che ha devastato il vecchio continente, quanto proprio in un autentico boom registrato fuori dai confino europei, grazie al quale la capacità fotovoltaica installata a livello globale nel 2013 ha raggiunto i 33,7 GW.

Dopo la Cina, che come detto recita la parte del leone, con 8,6 GW solari allacciati alla rete lo scorso anno, troviamo Giappone (6,3 GW) e USA (4,2 GW). L’Europa dunque arranca, e se la Germania ne resta la leader indiscussa, l’Italia fa decisamene più fatica: lo scorso anno la capacità installata è stata di 1,26 GW, dimezzando il volume di affari rispetto all’anno precendente.

“I dati dell’Osservatorio dimostrano che l’Europa e con essa l’Italia stanno perdendo competitività. La perdita di mercato del fotovoltaico italiano – ha affermato Marco Tronchetti Provera, presidente della Fondazione Silvio Tronchetti Provera – impone al Paese di rispondere tempestivamente attraverso investimenti in nuove tecnologie per trovare soluzioni sempre più efficienti e competitive e capaci di ridurre i costi.”

 

[foto da affaritaliani.it]

Solar Coin, l’energia solare paga

NewMockGold_1280x960Una moneta per ogni megawatt prodotto di energia solare. Questa l’idea di base di Solar Coin, la nuova moneta digitale nata per promuovere la produzione da fotovoltaico.

In sostanza chiunque possieda un impianto FV, dopo aver fatto certificare la propria produzione, può ottenere Solar Coins che poi potrà scambiare, spendere o commerciare nel circuito economico.

Un ulteriore guadagno, che va ad aggiungersi ad incentivi statali o riduzioni fiscali. La nuova moneta potrà essere usata per effettuare operazioni commerciali con tutti i siti che ne esporranno il logo. Complessivamente, la massa monetaria è stata fissata in circa 100 miliardi di SolarCoin, equivalenti a 97500 TWh di energia prodotta.

In realtà, i margini di crescita sono ancora molto ampi visto che parliamo un valore pari a circa 900 volte l’energia fotovoltaica prodotta in tutto il mondo nel 2013.
Il dato che mi interessa sottolineare che è il fatto che si possa guadagnare facendo qualcosa in cui si crede potrebbe rendere questa valuta più appealing di altre monete digitali alternative.

Intanto, a prescindere da come andrà a finire, Solar Coin ha dato vita ad una nuova idea di moneta, basata sullenergia reale del sole invece che sul valore convenzionale dell’oro.

 

[foto da solarcoin.org]

Marocco, pronti 11 miliardi per eolico e solare

newsletter01-12Diventare un grande esportatore di energie pulite entro il 2020, riducendo al tempo stesso il consumo di combustibili fossili.

È l’obiettivo del Marocco, che si è dichiarato pronto a investire 11 miliardi di dollari in questo progetto, soprattutto nei settori di eolico e solare.

Come si apprende da fonti marocchine, nel sud e nell’est del Paese sono stati programmati diversi  progetti rinnovabili in grado di trasformare la nazione da importatrice a esportatrice di energia verde da qui a 10 anni. Ad oggi, petrolio e derivati per Rabat hanno un costo che si aggira intorno ai 13 miliardi di dollari l’anno.
Secondo quanto affermato da fonti governative, grazie ai nuovi progetti saranno installati circa 9 GW, con un aumento del 20% rispetto alla corrente produzione e con un apporto di energia termica superiore del 42%.

Ciò garantirà un surplus di elettricità e di energia che potrà essere venduta ad altri Paesi vicini, in particolare Europa e Africa.

Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione Salaheldin Mizwar  ha informato che Rabat ha ricevuto il sostegno finanziario, politico e tecnico necessario per la realizzazione di tali progetti strategici. Non ci sono problemi di finanziamento perché alcuni Stati e gruppi finanziari internazionali e regionali stanno sostenendo il progetto di energia solare in Marocco”.

[foto da maroccoggi.it]