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Expo mondiale del fotovoltaico nella terra del Sol Levante

fiera-giappone-mod2Si chiude oggi a Tokio la sesta fiera mondiale del fotovoltaico. Inaugurata lo scorso 27 febbraio, ha visto la partecipazione di oltre 1800 espositori e un afflusso di 120mila visitatori provenienti da 65 paesi.

Per gli operatori del settore, è uno degli appuntamenti più importanti a livello mondiale dove è possibile scoprire le soluzioni più innovative in fatto di celle e moduli e le evoluzioni tecnologiche che le caratterizzano.

L’evento si è inserito nell’ambito della settimana dell’energia intelligente giapponese, cha ha preso il via il 19 febbraio, e che si è articolata in otto diverse manifestazioni (Pv Expo, Fc Expo, Pv System Expo, Battery Japan, Enetech Japan, Eco House – Eco Building Expo, Int’l Smart Grid Expo, Wind Expo) e 275 sessioni tra seminari e conferenze, ai quali hanno preso parte rappresentanti del mondo industriale e scientifico provenienti da tutto il mondo.

In Giappone, il tema dello sviluppo delle rinnovabili e delle nuove tariffe relative alle forniture energetiche è particolarmente sentito soprattutto da quando si è verificato l’incidente di Fukushima, che ha comportato un drastico cambiamento delle politiche energetiche nipponiche.

Una situazione a cui guarda con crescente interesse anche il resto del mondo, come testimoniato dai dati fatti registrare dall’Expo di quest’anno, che hanno fatto registrare un aumento dei visitatori di circa il 20%.

[foto da coveme.com]

I tetti di Bologna dall’amianto al solare

tetti_bolognaUna svolta che si può svolta non si può. Mi riferisco al primo progetto esecutivo del PAES, il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile, al via a Bologna a partire da marzo, che si propone di rimuovere l’amianto dai tetti del capoluogo emiliano realizzando al contempo impianti fotovoltaici e migliorando l’isolamento termico degli edifici.

 

Secondo quanto previsto dal Piano, gli interventi interesseranno tanto il patrimonio pubblico quanto quello privato e, a fronte di un investimento di 13,5 milioni di euro, potrebbero portare all’installazione di circa 2,2 megawatt di fotovoltaico, corrispondenti più o meno a 18 mila metri quadri.

 

Un’operazione che, oltre al risparmio energetico e all’autoproduzione di energia, garantisce ai cittadini che vorranno approfittare dell’occasione anche la certificazione della qualità delle aziende aderenti al progetto. Inoltre, il Comune si è già impegnato a mettere in atto azioni di agevolazione e semplificazione amministrativa oltre alla promozione attraverso i propri canali istituzionali ed il sito del PAES.

”Cna e Unindustria – sottolinea l’assessore all’Ambiente Patrizia Gabellini  – hanno raccolto la sfida di tenere insieme un progetto di sviluppo delle fonti rinnovabili e la rimozione di un elemento fortemente inquinante come l’amianto, che è un obbligo di legge, la diffusione dell’energia fotovoltaica e il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici”.

 

 

[foto da indire.it]

Brasile 2014, mondiali sempre più verdi (che oro)

AP090905070000-13907596Dopo Londra 2012 e i mondiali di sci in Val di Fiemme in programma a marzo, anche i campionati mondiali di calcio che si svolgeranno in Brasile nel 2014 si tingono sempre più di verde.

 

Abbiamo già scritto tempo fa di come il mitico Maracanà si sia dotato di una copertura composta da 1500 moduli fotovoltaici per fornire energia all’interno dello stadio.

 

Oggi, torniamo sull’argomento perché la stessa cosa farà lo stadio di Pernambuco, nella città di Recife, che ospiterà quattro partite durante la fase a gironi.

 

Sono stati infatti avviati i lavori per l’installazione di un impianto fotovoltaico da 1 megawatt, il cui completamento è previsto per la prossima estate. Il costo stimato è poco meno di 4 milioni di euro, e la realizzazione è affidata alle società brasiliane Neoenergia e Odebrecht Energia, con la progettazione esecutiva e l’installazione dell’impianto a opera dell’affiliata brasiliana Gehrlicher Solar Ecoluz do Brasil.

Un’iniziativa che si inserisce nell’ambito del Progetto Strategico di Ricerca e Sviluppo dell’Agenzia nazionale brasiliana dell’energia elettrica (Aneel), che intende incentivare lo sviluppo dell’energia solare e che prevede ulteriori investimenti per circa 10 milioni di euro.

 

 

[foto da sport.it]

E l’eolico fece il record del mondo

eolico-brenneroOrmai non ci sono più dubbi. Per le energie rinnovabili, il 2012 è stato un anno da record. Infatti, non solo il comparto del fotovoltaico ha superato la quota dei 100 GW installati nel mondo, ma anche per l’eolico l’anno da poco concluso sarà da ricordare. Il settore, infatti, ha registrato una crescita globale di circa il 20%, trascinato in primis da Asia e Stati Uniti, ma anche l’Europa ha fatto la sua parte.

 

Secondo i dati in possesso Global Wind Energy Council, in tutto il pianeta la potenza installata è arrivata a 282,5 Gigawatt, facendo segnare un più 45 rispetto al 2011.
Un risultato targato soprattutto Cina e USA, ma anche il “vecchio continente” ha fatto segnare un’ottima performance.

 

Le nazioni che più si sono distinte sono state Svezia, Romania, Polonia e anche Italia (il rapporto definisce “sorprendente” la crescita in questi Paesi). In particolare, l’Italia ha aggiunto 1,3 Gigawatt, arrivando a 8,1 e raggiungendo il sesto posto nel mondo con il 2,9% della produzione mondiale.

”L’Europa mantiene invece la sua leadership nelle installazioni offshore con quasi 1,2 Gigawatt installati – si legge nel rapporto – il 90% del totale mondiale. Nel 2012 la Cina è stata l’unico paese non Ue ad aggiungere potenza in questo settore”.

 

[foto da energiafocus.it]

L’edificio più ‘green’ del mondo? A Seattle

SouthArray_bigSi chiama Bullit Center ed è destinato a divenire l’edificio più verde del mondo.

Progettato dalla Miller hull partnership,il palazzo sorge a Seattle estendendosi per 47 mila metri quadri.

I lavori, iniziato nel 2001, sono stati eseguiti all’insegna della massima efficienza energetica possibile e ispirandosi agli standard definiti dal Living Building Challenge, tra i più rigidi al mondo. Dalla posa della prima pietra, dunque, sono state adottate tutte le misure possibili per garantire autosufficienza energetica e rispetto per l’ambiente. A cominciare dalla copertura fotovoltaica, che oltre al tetto ha coperto anche una parte dei costi di costruzione.

Per quanto riguarda il sistema idrico, l’acqua piovana sarà prelevata sul tetto giardino, che serve anche da filtro, e convogliata in un bacino di raccolta sotterraneo per essere poi riutilizzata per l’irrigazione piuttosto che per gli scarichi dei servizi igienici.
L’energia sarà invece fornita al 100% dall’impianto fotovoltaico già funzionante. Inoltre, l’eccellente isolamento dell’edificio consentirà di ridurre le esigenze, mentre il sistema radiante a pavimento faciliterà il mantenimento della giusta temperatura interna.

Infine, tutti i materiali utilizzati provengono esclusivamente da produttori locali, e sono certificati FSC.
Ah già quasi dimenticavo: la collocazione del palazzo è stata studiata anche in funzione dei trasporti pubblici, e sono stati pianificati percorsi pedonali e ciclabili per i suoi abitanti.

 

[foto da djc.com]

L’Ecuador festeggia il primo impianto fotovoltaico

7_EcuadorPV_Stone5Brindisi solare per l’Ecuador, dove è finalmente entrata in funzione la prima centrale fotovoltaica. L’impianto, che sorge in una delle aree a più altra radiazione, quella Imbabura, occupa 3 ettari e mezzo di superficie e può vantare 4160 moduli. Paragachi, questo il nome che gli è stato dato, è costato circa 2,2 milioni di dollari, erogati dal Banco del Instituto Ecuatoriano de Seguridad Social, e l’idea è quella di utilizzarne l’energia prodotta per i prossimi 25 anni.

Come dichiarato dal ministro Esteban Albornoz, Paragachi consentirà da un lato di aumentare la produzione da rinnovabili e dall’altro di migliorare la qualità del servizio elettrico di tutta la rete nazionale, diversificandone il mix energetico.

Non solo, perché non emettendo alcuna emissione, la nuova centrale aumenterà i benefici per l’ambiente visto che la sua entrata in funzione comporterà una diminuzione del consumo di carburanti fossili, oltre a creare nuovi posti di lavoro. Il progetto, è stato stimato, riuscirà a far risparmiare al paese circa 2,5 milioni di dollari in combustibili importati ed energia proveniente dal Perù e Colombia.

Oltre all’impianto fotovoltaico il Paese sta realizzando 8 nuove centrali idroelettriche che nei prossimi 4 anni permetteranno di produrre il 93% dell’energia del Paese.

 

[foto da homepower.com]

Spagna, per far la luce ci vuole un albero?

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Si chiama Utree, acronimo di Urban Tree, ed è l’ultima trovata spagnola per ridurre i costi dell’illuminazione pubblica. Opera del giovane architetto Xabier Perez de Arenaza, è una struttura fotovoltaica che ricalca in tutto e per tutto le sembianze di un vero albero dove ogni elemento, dalle radici al tronco fino alle foglie e ai frutti, assolve una diversa funzione.

Dotato di luci a led, può ospitare sui diversi rami elettronici semafori, centraline meteo, orologi, termometri e wi-fi. Il funzionamento è presto spiegato: ogni ‘foglia’ ospita un piccolo pannello solare in cui le celle immagazzinano l’energia durante il giorno per usarla poi nelle ore notturne.

 

Si tratta indubbiamente di un’idea interessante soprattutto dal punto di vista creativo, ma forse un po’ meno per quanto riguarda la sostanza del progetto. Infatti, se è certamente vero che quello dell’illuminazione pubblica è un tema che incide non poco sulle casse delle pubbliche amministrazioni (in Italia, la spesa complessiva è di oltre un miliardo di euro all’anno), è altrettanto vero che esistono già soluzioni tecnologicamente evolute capaci di abbattere i costi e di garantire il massimo rispetto per l’ambiente.

 

E, caso strano, proprio in Italia abbiamo uno dei sistemi più avanzati. Si chiama Archilede High Performance, ed è stato sviluppato da Enel Sole in collaborazione con iGuzzini.

Evoluzione del precedente modello, Archilede High Performance riduce fino all’80% i consumi di energia e le emissioni di CO2, con la possibilità di regolare la luminosità in base alle necessità legate alle condizioni climatiche, del territorio, di visibilità e di traffico. Inoltre, offre una serie di servizi come la videosorveglianza, la comunicazione Wi-Fi e il controllo di monitor informativi a messaggio variabile.

In conclusione, bella l’idea dell’albero, ma in quanto alla sostanza in Italia una soluzione esiste già. E visto che non capita spesso, vale la pena farlo presente.

 

[foto da adnkronos.com]

Italia, il fotovoltaico si mette in luce

fotovoltaico_italiaNel corso del 2012, la produzione di energia fotovoltaica in Italia ha registrato un aumento record di circa il 72%. È quanto affermano i dati provvisori relativi all’anno che si è appena concluso pubblicati da Terna riguardo al settore elettrico nazionale.

Un anno un cui la richiesta complessiva è stata di 325,3 miliardi di kWh, di cui l’87% è stato soddisfatto dalla produzione nazionale e la quota restante dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

In particolare, per quanto riguarda la produzione interna, poco più del 62% è provenuto dal settore termoelettrico, il 13% dall’idroelettrico, il 5,6 dal fotovoltaico, il 4% dall’eolico e l’1,5 dal geotermico.

Oltre al significativo aumento registrato dal PV, notevole anche l’incremento della produzione eolica (+34%) mentre sono risultate in calo le altre rinnovabili (idroelettrico -8,2%, termoelettrico – 6,3% e geotermico -1,4%).

Più in generale, complice la crisi, nel 2012 la domanda elettrica complessiva del Paese è calata di poco meno del 3% rispetto al 2011 (quando invece era cresciuta considerevolmente). Un dato ancor più significativo se inserito in un arco temporale più ampio: si tratta infatti del calo più consistente da inizio secolo dopo quello del 2009. A contribuire a questa diminuzione, rivela il gestore di rete, sono stati, a livello regionale, soprattutto la Sardegna (-10,3%) e la macroarea del Nord-Ovest composta da Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta (-7,7%).

 

[foto da mondoeco.it]

La Francia dichiara la guerra del Sole?

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Sono Pazzi Questi Francesi? È quanto viene ironicamente da chiedersi dopo aver ascoltato le proposte del ministro dell’ecologia e dell’ambiente transalpino Delphine Batho per rilanciare il settore fotovoltaico francese.

Madame Batho ha infatti individuato due direttrici da seguire per ridare un po’ di ossigeno a un settore attualmente in sofferenza.

La prima è quella di aumentare la capacità installata sul suolo francese portandola a mille Megawatt entro la fine del 2013. E fin qui, niente di particolarmente sorprendente (a parte il fatto di raddoppiare l’obiettivo, che fino a oggi era di 500 Megawatt all’anno).

Ma è il soprattutto secondo punto a lasciare piuttosto perplessi: la Batho propone infatti una sorta di “patriottismo ecologico”, volto a instaurare una sorta di protezionismo che si tradurrebbe in un bonus sul prezzo di acquisto dell’energia elettrica fino al 10% per i moduli fotovoltaici prodotti in Europa.

Una vera e propria dichiarazione di guerra che individua nella Cina il suo destinatario. Ma questa volta la spocchia francese, figlia di una grandeur ormai ricordo dei tempi passati, rischia davvero di sbattere contro un muro. Anzi, visto il nemico che si è scelto, contro una muraglia. Perché i cinesi, c’è da esserne certi, non si faranno certo mettere paura da una simile possibilità (ammesso che si concretizzi) e sapranno reagire da par loro, mettendo in campo tutta la loro potenza. Secondo gli esperti del settore, infatti, sono già pronti a produrre in perdita pur di eliminare la concorrenza.

Dunque, in bocca al lupo cara Francia! Ma una politica energetica seria e sostenibile a livello europeo è un’altra cosa.

[foto da tentonhammer.com]

Sempre di più, il fotovoltaico parla tedesco

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Ennesimo record fatto registrare dalla Germania, che si conferma la regina mondiale del fotovoltaico. Il 2012 si è infatti chiuso con ben 7,6 GW di nuova capacità fotovoltaica istallata, superando di 100 MW i risultati del 2011 e di 200 MW quelli del 2010.
Tutto ciò, nonostante i tagli al settore che il governo di Berlino ha operato a partire dal quarto quadrimestre, che tuttavia non hanno impedito una crescita straordinaria soprattutto nei primi nove mesi dello scorso anno.

Il traguardo raggiunto è tuttavia piuttosto distante dalle speranze del Governo (2,5-3,5 GW) che sperava in incentivi meno generosi per trattenere la rapida crescita del settore e dunque anche il peso dei sussidi statali sulle bollette dei consumatori. Le tariffe concesse agli impianti fotovoltaici sono state tagliate del 2,5 per cento ogni mese tra l’1 novembre 2012 e il 31 Gennaio 2013. In nuovi calcoli effettuati dal ministero dell’ambiente prospettano per l’anno in corso una nuova capacità solare compresa tra 3,5 e 4 GW.

 

[foto da rockenergy.it]