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Arriva il fotovoltaico: il tè non è mai stato così verde

 

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“Fa bene al gusto, fa bene al cuore” recitava un vecchio slogan di una marca di tè.
Ora, parafrasandola, si potrebbe aggiungere anche “fa bene all’ambiente”, ma solo ammesso che sia Williamson Tea.
La prestigiosa casa inglese ha infatti da poco inaugurato il progetto fotovoltaico più grande dell’Africa orientale per portare energia verde e pulita alla piantagione di tè di Changoi, nella contea del Bomet, in Kenya occidentale. A costruire e installare i pannelli la ditta inglese Solarcentury.

 

Una scelta che abbatterà del 30% i costi economici della Williamson Tea, oltre ad abbassare la richiesta di elettricità della rete nazionale e il consumo di diesel adibito alla produzione di energia di riserva.
“In un Paese che gode di irradiazione solare e terreni in abbondanza – ha detto il direttore della sede di Solarcentury in Africa orientale, Dan Davies – il fotovoltaico è la soluzione perfetta e riduce la dipendenza dai combustibili fossili, migliorando, allo stesso tempo, la sicurezza energetica”.

 

“Il parco fotovoltaico di Williamson Tea a Changoi – ha affermato invece Frans van den Heuvel, amministratore delegato di Solarcentury – è un tipico esempio del modo in cui il fotovoltaico e i mercati emergenti in Africa possono aiutare a soddisfare i sempre maggiori fabbisogni di energia delle economie in crescita”.

 

[foto da solarcentury.com]

Primo impianto fotovoltaico in Pakistan. Ed è già record del mondo?

fotovoltaico1Quando si dice partire alla grande. Un paio di settimane fa, infatti, il Pakistan ha inaugurato il primo parco fotovoltaico, che ha iniziato a generare energia sfruttando i primi 100 megawatt per un totale di 1.000 MW da raggiungere entro il 2016.

Dal costo complessivo stimato in oltre 130 milioni di dollari e composto da 400mila moduli, una volta a pieno regime il parco solare di Quaid-e-Azam Solar Parkdovrebbe riuscire a ottenere più del doppio dell’energia prodotta dalparco solare del Mojave in California, attualmente detentore del record di cui avevo scritto a febbraio.

“Tra un anno e mezzo qui si vedrà una distesa di pannelli solari, edifici residenziali e uffici, sarà come vivere in un nuovo mondo” ha dichiarato l’ingegnere  Muhammad Sajid mentre per il primo ministro Nawaz Sharif la mancanza di energia elettrica ha riportato indietro il paese mentre l’intero settore industriale e agricolo hanno sofferto immensamente.”

[foto da freereporter.info]

Ecco il solare: la Casa Bianca diventa più verde

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Sono diventati pienamente operativi i pannelli solari installati sul tetto della Casa Bianca.
A darne notizia, alcuni funzionari dell’amministrazione Obama in concomitanza con l’annuncio del Presidente di una serie di iniziative per promuovere l’energia solare.

Per motivi di sicurezza, i pannelli coprono solo una parte del tetto dell’edificio più famoso di Washington. Tuttavia, l’installazione ha la sua importanza poiché intende mostrare come anche gli edifici storici possono avvalersi dell’energia prodotta dal sole.
In passato, la Casa Bianca ha già avuto pannelli solari: nel 1979 il presidente Jimmy Carter ne aveva fatto installare alcuni che però il suo successore Ronald Reagan aveva fatto smantellare sette anni dopo.

Per quanto riguarda la politica energetica di Obama, il Presidente ha annunciato finanziamenti pari a due miliardi di dollari per misure di risparmio energetico negli edifici del governo e per la formazione di 50mila tecnici esperti in pannelli solari.

[foto da lettera43.it]

Solar Impulse, sfida mondiale

1397118803_Solar-Impulse-2-Daylight-Revillard-600x335Non è la prima volta che su Energie Rinnovate di parla di Solar Impulse, l’aereo alimentato esclusivamente dall’energia solare. Dopo aver compiuto diverse trasvolate, tra cui il “coast to coast” degli Stati Uniti, ora si prepara a compiere il giro del mondo.
Proprio la settimana scorsa è stato presentato Solar Impulse 2, monoposto come il suo antenato, che dovrà circumnavigare il pianeta senza l’utilizzo di carburanti.

Un team composto da ben 80 tecnici ha lavorato per costruire un veivolo ancora più performante, da mettere a disposizione dei piloti Bertrand Piccard e André Borschberg.

“La visione non conta nulla se non è sostenuta dall’azione. Con gli 8 record mondiali del Solar Impulse 1, il primo aereo ad energia solare in grado di volare durante la notte, attraversare due continenti e volare attraverso gli Stati Uniti, abbiamo dimostrato che le tecnologie pulite e le energie rinnovabili possono realizzare l’impossibile”, ha affermato Bertrand Piccard, fondatore e Presidente di Solar Impulse. “Adesso dobbiamo andare ancora oltre”, ha aggiunto André Borschberg, co-fondatore e Amministratore Delegato. “Solar Impulse 2 avrà un’autonomia virtualmente illimitata e ora dobbiamo assicurarci che il pilota sia “sostenibile” tanto quanto il suo aereo. Questo è il motivo per cui il volo intorno al mondo sarà un’impresa tanto umana quanto tecnologica”.

 

Solar Impulse 2 dovrà essere in grado di volare per 5 giorni senza sosta, attraversando l’oceano. Ovviamente, l’unica energia su cui potrà contare sarà quella solare, catturata dai pannelli fotovoltaici montati sulle ali.
Tra circa un mese comincereannoi voli di prova e a marzo 2015 Solar Impulse 2 partirà dall’area del Golfo sorvolando in ordine Mar Arabico, India, Birmania, Cina, Oceano Pacifico, Stati Uniti, Oceano Atlantico ed Europa del Sud o Nord d’Africa prima di concludere l’impresa ritornando al punto di partenza.

[foto da wired.it]

Apple, la mela del web è sempre più verde

apple_sostenibilitaMolto bene Apple, bene Google e Facebook, dietro la lavagna Microsoft, Twitter e soprattutto Amazon. Questa la classifica che emerge dal rapporto redatto da Greenpeace, intitolato “Clicking Clean: How Companies are Building the Green Internet”, che analizza le misure adottate dalle web companies in tema di sostenibilità ambientale.

 

Ebbene, la mela di Cupertino è nettamente la più virtuosa grazie ai servizi iCloud e iTunes, alimentati con il 100% di energie rinnovabili, ma anche grazie all’impianto fotovoltaico privato più grande degli Usa, che fornisce elettricità ai propri data center nella Carolina del Nord.

 

“Apple è l’azienda più innovativa e determinata nel raggiungere l’obiettivo del 100% di energia rinnovabile”, si legge nel rapporto.
Dopo la mela, la classifica redatta dal rapporto vede Facebook e Google, anch’esse sulla buona strada verso un’alimentazione dei propri data center rinnovabile al 100%, seguite da Yahoo!.

Giudizio negativo su Microsoft, più impegnata ad acquistare certificati verdi che a cambiare le fonti di approvvigionamento energetico.

Tra le altre grandi aziende, male anche eBay, che ”si alimenta prevalentemente a carbone”, mentre Ibm e a Twitter non forniscono informazioni sulle proprie politiche ambientali. Fanalino di coda Amazon, alimentata solo per il 15% con energie rinnovabili.

 

[foto da effettoterra.org]

Da Israele ecco il fotovoltaico autopulente

ShowImage.ashx_.jpg.pagespeed.ce.n1TLrk2k6hUn impianto solare di circa 20 ettari, che ogni sera viene pulito grazie al lavoro di 100 “robot” che spazzolano e smacchiano centinaia di pannelli.

È quanto avviene nel parco fotovoltaico Kibbutz Ketura, controllato congiuntamente da Siemens ed Arava Power, che genera ogni anno 9 milioni di chilowattora e che rappresenta la prima centrale al mondo a vantare un sistema di pulizia automatica dei pannelli solari.

Nonostante la recente scoperta del giacimento di gas naturale Leviathan, Israele continua dunque la propria ricerca anche nel campo delle rinnovabili.

La mancanza di pulizia è uno dei principali ostacoli all’adozione su larga scala della tecnologia fotovoltaica in Israele. La maggioranza degli impianti è ubicata in zone desertiche che, se da un lato garantiscono eccellenti condizioni di irraggiamento, dall’altro sottopongono i pannelli a un vero assedio da parte di sabbia e polvere, che possono ridurne l’efficienza sino al 35%.

“A causa dell’ingente spesa per la pulizia e le grandi quantità d’acqua utilizzate, i moduli di Ketura vengono puliti solo circa nove volte l’anno”, ha spiegato Eran Meller, CEO di Ecoppia, la società che ha realizzato i robot spazzini. “Inoltre la pulitura manuale richiedere fino a cinque giorni”.

I robot invece, usando un getto d’aria, spingono la sporcizia via dai pannelli man mano che procedono lungo la struttura. Ogni unità è in grado di coprire circa 100 metri quadrati di pannelli al minuto, risparmiando così acqua e tempo allo stesso tempo.

[foto da impreseambiente]

Fotovoltaico, alla scoperta dei mercati emergenti

 

fotovoltaico.jpg22Primo Sudafrica, secondo Turchia e terzo Messico. Questo il podio dei mercati fotovoltaici emergenti secondo il rapporto intitolato IHS Emerging Solar PV Markets Tracker redatto dalla società di analisi IHS Technology.

La ricerca ha analizzato lo scenario mondiale nei primi 3 mesi del 2014 valutandolo secondo quattro parametri: clima macroeconomico, potenziale dimensione del mercato, maturità della pipeline e redditività del progetto.

Il risultato è sorprendente soprattutto per il Messico, che entra nei primi tre posti per la prima volta, mentre per Sudafrica e Turchia si tratta di una conferma. Dietro a loro troviamo Israele al quarto posto e la Svizzera al quinto. Lo studio, tuttavia, sottolinea che nonostante stia notevolmente crescendo l’appeal di questi mercati, esistono ancora elementi di rischio piuttosto consistenti come la poca capacità delle reti di trasmissione di aggiungere in modo affidabile una maggiore potenza di generazione rinnovabile e la natura imprevedibile dei regimi di sostegno.

[foto da goodnews.eu]