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Eolico europeo con il vento in poppa

Impianto eolicoNon si ferma la crescita del settore eolico europeo. Secondo le previsioni, la capacità installata è infatti destinata ad aumentare ulteriormente di circa 75GW di nuova potenza nel corso dei prossimi 7 anni. Se il dato fosse confermato, si tratterebbe di un incremento del 64% che porterebbe a 192,4 GW la potenza totale della Ue, di cui 23,5 di eolico offshore.

 

I dati sono stati trasmessi dalla European Wind Energy Association (EWEA), che a dispetto della crisi e dell’instabilità normativa in alcuni Stati membri prevede un futuro piuttosto roseo per l’eolico europeo.

Justin Wilkes, vice direttore generale della European Wind Energy Association, ha dichiarato: Un cocktail di incertezza normativa, discussioni in corso a livello europeo di clima ed energia e quadri nazionali in rapida evoluzione hanno contribuito a formare questi nuovi scenari. Tuttavia, mentre in Europa la stabilità del quadro normativo si sta ancora riprendendo, i mercati onshore di Germania, Francia, Regno Unito e Polonia rimarranno mercati chiave per gli impianti eolici”,

L’EWEA prevede inoltre che dal comparto si riescano a produrre 442 TWh di energia, incontrando il 14,9% del consumo di elettricità nel 2020.

[foto da ansa.it]

Eolico, l’Italia al settimo posto nel mondo

energia-eolica1Domenica 15 giugno si è celebrata la Giornata mondiale del vento. Un settore, quello eolico, che non sta attraversando un momento felicissimo soprattutto nel nostro Paese, che nonostante sia al settimo posto sul mercato globale ha recentemente visto contrarsi il numero di nuove installazioni.

 

Secondo quanto riportato dal recente studio “Ren 21”, alla fine dello scorso anno l’Italia contava una potenza eolica installata di 8,6 GW, che la pone appunto al settimo posto nel mondo dopo Cina, Usa, Germania, Spagna India e Regno Unito.

Tuttavia, afferma il rapporto, le nuove installazioni sono state di appena 0,4 GW, a fronte degli 1,3 GW aggiunti nel 2012.

 

Un rallentamento che non riguarda solo noi, ma che si è verificato un po’ in tutta Europa anche se il “vecchio continente” continua a detenere la leadership mondiale con 117 GW, pari al 37% della potenza installata nel mondo, contro il 36% dell’Asia.
Sugli scudi soprattutto l’eolico offshore: il 93% della potenza mondiale si trova al largo delle coste europee.
[foto da 100ambiente.it]

Rinnovabili, 6,5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo

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Lo scorso anno, il settore delle rinnovabili ha dato lavoro a 6,5 milioni di persone in tutto il mondo. A darne notizia, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) nel suo rapporto intitolato suo “Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2014”.

Secondo quanto riportato dalla ricerca, solo nel 2013 i posti di lavoro creati dalle FER sono cresciuti di 800mila unità: Con 6,5 milioni di persone direttamente o indirettamente impiegate nelle rinnovabili, il comparto  sta dimostrando di non essere più una nicchia, bensì d’essere divenuto un vero e proprio datore di lavoro a livello mondiale”, ha commentato Adnan Z. Amin, direttore generale di IRENA.

Per quanto riguarda i singoli Paesi, in cima alla classifica dei “datori di lavoro” ci sono Cina, Brasile e Stati Uniti seguiti da India, Germania e il sorprendente Bangladesh,

E l’Italia? Il nostro Paese non viene menzionato dal rapporto IRENA, a conferma che i 190mila occupati del 2012 sono molto probabilmente diminuiti nel corso dello scorso anno. Un dato dovuto soprattutto alla mancata costruzione di grandi impianti.

Passando alle diverse fonti, le maggiori possibilità di impiego sono quelle offerte dal fotovoltaico, seguito da biocarburanti, eolico, biomasse e biogas.

“La crescente domanda di solare fotovoltaico in Cina e in Giappone sta accrescendo l’occupazione nel settore dell’installazione e allentando alcune preoccupazioni in merito all’eccesso di offerta dei moduli”, spiega Rabia Ferroukhi, a capo della divisione, politica e finanza a IRENA e autore principale del rapporto. “Di conseguenza alcuni produttori cinesi stanno creando nuova capacità”. Nell’eolico, ad esempio, Cina e Canada hanno fornito impulsi positivi, mentre le prospettive per gli Stati Uniti rimangono miste, offrendo al contrario grandi opportunità nel settore dei biocarburanti al pari del Brasile.

 

[foto da ecoo.it]

In Arizona la prima torre sia eolica che solare

e6e3acd7dProdurre energia rinnovabile 24 ore al giorno, tutto l’anno, sfruttando sia sole che vento.
È l’idea che ha dato vita vita alla Solar Wind Downdraft Tower, progetto che potrebbe preso vedere la luce nel sud ovest dell’Ariziona.

L’amministrazione di Saint Luis ha infatti l’ok per permettere alla società Solar Wind Energy Tower di relizzare la prima torre solare eolica mai realizzata al mondo.

 

L’azienda dispone ora del terreno, 600 acri di terra proprio al confine con il Messico, e ha sottoscritto con il Comune di Saint Luis un contratto per lo sfruttamento delle risorse idriche necessarie al progetto. Infatti, una torre cilindrica all’interno del sistema crea una corrente d’aria ascendente proprio grazie all’incontro tra acqua e l’aria riscaldata dai raggi solari.
Via via che l’acqua viene introdotta nella parte superiore della torre, viene a contatto con l’aria calda ed evaporando lascia uno strato inferiore più freddo e denso. Ed ecco che si forma la corrente discendente (detta “downdraft”) che precipita in basso alla velocità di 80 chilometri orari e, arrivata in fondo al cilindro, è convogliata all’interno di canali dove sono dislocate delle turbine eoliche; il passaggio del vento nei rotori produce di conseguenza l’energia elettrica.

 

[ foto da theatlantic.com]

Alle Canarie la prima isola eolica 100%

El-Hierro-1-interaSi chiama El Hierro, è l’isola più piccola dell’arcipelago delle Canarie ma, soprattutto, è la prima isola autosufficiente al 100% dal punto di vista energetico grazie all’energia eolica.

Un primato raggiunto grazie ai forti venti che soffiano nella zona, che sono divenuti la risorsa energetica numero uno per i suoi 10mila abitanti. Non a caso, alla fine di giugno termineranno i lavori di installazione di cinque turbine eoliche, che una volta a regime saranno sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di tutti gli abitanti e a far anche funzionare i due impianti di desalinizzazione presenti sull’isola.

Non solo, perché l’impianto sarà dotato anche di un sistema di stoccaggio energetico a pompaggio idrico, per immagazzinare l’energia in eccesso e impiegarla nei momenti in cui la domanda raggiunge il picco. N

El Hierro diventerà quindi il primo territorio al mondo a garantire una fornitura elettrica costante, mixando l’energia eolica e l’acqua e senza alcuna connessione ad una rete elettrica esterna. Inoltre, secondo i piani, entro il 2020 tutte le auto presenti sull’isola saranno elettriche, grazie ad un accordo stipulato con l’alleanza Renault-Nissan.

[foto da travelling.travelresearch.it]

In Africa e Russia il futuro dell’eolico

eolico-300x181Mentre nei mercati sviluppati la crescita dell’eolico sembra essersi fermata, nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo l’energia del vento continua a registrare un notevole successo.

È quanto sostiene una recente ricerca condotta dalla Navigant Research, secondo cui nel 2023 le installazioni eoliche in Africa ed ex Unione Sovietica raggiungeranno i 3350 MW.

A quanto si legge nel rapporto, il settore si sta sviluppando grazie a un notevole sostegno da parte delle autorità politiche unito alla crescente domanda di energia e alla richiesta di diversificazione energetica.

“Mentre la crescita nei mercati consolidati è rallentata negli ultimi anni, la domanda di eolico in Africa e nell’ex Unione Sovietica, così come nei paesi dell’Asia-Pacifico di sviluppo è in crescita, ha dichiarato Feng Zhao, direttore della ricerca di Navigant Research. Le opportunità derivanti in queste regioni contribuiranno a ridurre l’esposizione dei produttori di apparecchiature originali dagli alti e bassi dei mercati eolici tradizionali, rendendo l’energia eolica una delle principali fonti di energia nel contesto globale”.

Questo, nonostante diverse nazioni dell’ex Unione Sovietica siano abbondantemente ricche di combustibili fossili. Tuttavia, molte di loro hanno fissato obiettivi di sviluppo dell’energia rinnovabile per ridurre la loro dipendenza dagli idrocarburi (petrolio, gas e carbone) e la loro esposizione alle fluttuazioni dei mercati energetici globali.

 

[foto da economiaweb]

Italia, le rinnovabili nel 100% dei comuni

rinnovabili_gseOltre 700mila impianti per la produzione di energia rinnovabile diffusi in tutti gli 8054 comuni italiani. È la fotografia scattata dal rapporto “Comuni rinnovabili” redatto quest’anno da Legambiente, presentato in occasione della manifestazione Solarexpo.

 

Secondo il rapporto, è aumentata la diffusione di tutte le fonti e gli impianti hanno coperto quasi il 33% dei consumi elettrici. Il rapporto individua inoltre in 8 comuni del Trentino i luoghi simbolo di questo nuovo scenario energetico, mentre sono 29 i comuni rinnovabili al 100%.

Per quanto riguarda le diverse fonti, il solare è la più diffusa mentre l’eolico si trova in 628 comuni per una potenza installata di 8.650 Megawatt (MW), pari al fabbisogno o di oltre 5 milioni e mezzo di famiglie. I comuni con mini-idroelettrico (impianti fino a 3 MW) sono 1123 per una potenza totale installata di 1.323 MW (fabbisogno di oltre 1,8 milioni di famiglie).

Per la geotermia sono 372 comuni, soprattutto in Toscana. Per le bioenergie i comuni sono 1.529. “I risultati raggiunti dalle rinnovabili nel nostro Paese erano inimmaginabili solo 10 anni fa – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – Ora però non dobbiamo fermarci, perché la crisi economica può trovare risposta” attraverso questo modello. Secondo Legambiente “con scelte lungimiranti si può arrivare nel 2020 a 250 mila occupati nelle energie pulite e a 600 mila nel comparto dell’efficienza e della riqualificazione in edilizia”. Per questo, conclude Zanchini, “a governo e Autorità per l’energia chiediamo di aprire la strada all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”

 

[foto da riqualificazioneenergetica.info]

Una slitta eolica per circumnavigare la Groenlandia

accionantartida-001495-750x380A 19 anni attraversò sugli sci i tre ghiacciai più grandi d’Islanda. Oggi, lo spagnolo Ramón Larramendi si prepara a compiere un’altra impresa straordinaria: circumnavigare la Groenlandia a bordo del primo veicolo eolico progettato per l’esplorazione scientifica.

Una sorta di slitta dotata di vele, per trasformare l’energia del vento in forza motrice. All’interno, il veicolo ospita un vero e proprio laboratorio per raccogliere dati e campioni. Una soluzione che facilita il lavoro scientifico nei territori polari, evitando ingenti investimenti infrastrutturali.

Si tratta del frutto di un lavoro lungo 14 anni, che nel corso del tempo ha subito diverse modifiche per rendere le prestazioni sempre più performanti. E sembra proprio che il risultato sia ottimo, visto che il prototipo attuale riesce a muoversi già con venti compresi tra i 6 e i 60 chilometri orari e le vele di cui è dotato sono capaci di sfruttare anche venti in direzione contraria a quella di marcia. In condizioni ottimali di vento la slitta solare può viaggiare senza problemi fino a 50 chilometri all’ora.

Alla spedizione, un viaggio di circa 5.000 chilometri, parteciperanno anche i due spagnoli Manuel Olivera ed Eusebio Beamonte, la danese Karen Moe e il groenlandese Bojsen Hugo Svensson. Durante la spedizione, che durerà 45 giorni, saranno prelevati diversi campioni per analizzare il livello di inquinamento e misurare la radioattività  nei pressi delle ex basi militari dismesse.

[foto da tierraspolares.es]

In Marocco l’eolico più grande dell’Africa

TYP-259982-556312-20100701_133510_9DBA299DQuesto inverno avevo scritto di come il Marocco si apprestasse a compiere importanti investimenti nel settore delle rinnovabili.
Ebbene, il governo di Rabat ha annunciato che presto il Paese potrà vantare il parco eolico più grande di tutta l’Africa, rubando così lo “scettro” all’Etiopia.

Entro il prossimo autunno infatti, i 300 MW di potenza istallata della centrale Tarfaya saranno pronti a immettere nella rete nazionale l’energia erogata sfruttando i venti della zona. Il Marocco si conferma così come uno dei mercati africani più interessanti per quanto riguarda lo sviluppo delle FER.

Per quanto riguarda l’impianto di Tarfaya, il progetto prevede un totale di 131 turbine posizionate su un’area di circa 10mila ettari complessivi. I tecnici prevedono che la piena operatività si avrà per la fine di ottobre, mentre al momento sono state installate 88 turbine di cui 44 già collegate alla rete elettrica nazionale.

Il valore complessivo dell’investimento è di 690 milioni di dollari, mentre si calcola che una volta a regime la centrale abbatterà le emissioni inquinanti di circa 900mila tonnellate.

Grazie all’unione con il parco eolico di Akhfennir, che ha una capacità istallata di 100 MW, e alla centrale Foum el Oued (50 MW), sarà possibile sfruttare i forti venti che soffiano nella zona. Un prezioso contributo al raggiungimento degli obiettivi energetici nazionali, che prevedono di raggiungere il 42% di produzione energetica da rinnovabili entro il 2020.

 

[foto da lastampa.it]

Un parco eolico per Ikea

 110217-ikea-wLa battuta, un po’ scontata, è se le pale se le sono assemblate da soli o se si sono rivolti agli specialisti della ditta fornitrice. Mi sto riferendo all’Ikea, il gigante svedese dell’arredamento low cost che ha annunciato di aver acquistato un parco eolico nell’Illinois.

Una fattoria del vento che può vantare ben 98 MW di potenza installata, e che rappresenta un ulteriore sviluppo della politica green portata avanti da Ikea. La centrale di Hoopstone si trova a sud di Chicago e, a quanto sembra, sarà completamente operativa dall’anno prossimo.

Secondo gli esperti, una volta a pieno regime sarà in grado di produrre ogni anno fino a 380 GWh di energia elettrica, pari al 165 per cento del totale di energia elettrica consumata dai 38 negozi di Ikea negli USA. La quale ha un programma di investimento nelle rinnovabili pari a circa 2 miliardi di dollari.

“Siamo impegnati nel campo delle energie rinnovabili e gestiamo la nostra attività in modo da minimizzare le emissioni di carbonio, non solo per l’impatto ambientale, ma anche perché è buon senso. Investiamo nelle nostre fonti di energia rinnovabili in modo che possiamo controllare la nostra esposizione alle fluttuazioni dei costi dell’energia elettrica e continuare a fornire un grande valore per i nostri clienti.”ha affermato Rob Olson, chief financial officer di IKEA USA.

 

[foto da rinnovabili.it]