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Un parco eolico per Ikea

 110217-ikea-wLa battuta, un po’ scontata, è se le pale se le sono assemblate da soli o se si sono rivolti agli specialisti della ditta fornitrice. Mi sto riferendo all’Ikea, il gigante svedese dell’arredamento low cost che ha annunciato di aver acquistato un parco eolico nell’Illinois.

Una fattoria del vento che può vantare ben 98 MW di potenza installata, e che rappresenta un ulteriore sviluppo della politica green portata avanti da Ikea. La centrale di Hoopstone si trova a sud di Chicago e, a quanto sembra, sarà completamente operativa dall’anno prossimo.

Secondo gli esperti, una volta a pieno regime sarà in grado di produrre ogni anno fino a 380 GWh di energia elettrica, pari al 165 per cento del totale di energia elettrica consumata dai 38 negozi di Ikea negli USA. La quale ha un programma di investimento nelle rinnovabili pari a circa 2 miliardi di dollari.

“Siamo impegnati nel campo delle energie rinnovabili e gestiamo la nostra attività in modo da minimizzare le emissioni di carbonio, non solo per l’impatto ambientale, ma anche perché è buon senso. Investiamo nelle nostre fonti di energia rinnovabili in modo che possiamo controllare la nostra esposizione alle fluttuazioni dei costi dell’energia elettrica e continuare a fornire un grande valore per i nostri clienti.”ha affermato Rob Olson, chief financial officer di IKEA USA.

 

[foto da rinnovabili.it]

Dall’eolico energia pulita per 15 milioni di italiani

turbineLo scorso febbraio, avevo scritto del momento di crisi che sta attraversando il settore eolico del nostro Paese e del grido di allarme lanciato dall’Associazione Nazionale Energia del Vento (ANEV), assoRinnovabili e Coordinamento FREE.

Ora la stessa ANEV torna a farsi sentire, snocciolando numeri importanti circa l’utilità dell’energia del vento per il nostro Paese. “La sola energia eolica oggi in Italia produce 15 TWh (Terawattora), in grado di coprire i fabbisogni domestici di 15 milioni di persone e di apportare benefici ambientali” si legge in un rapporto redatto dall’Associazione.

Una cifra che corrisponde al risparmio di circa 19 milioni di barili di petrolio, e che permette di evitare l’emissione di circa 10 milioni di CO2. Il dato è stato reso noto a seguito del grido di allarme lanciato dall’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), gli scienziati che studiano il clima per conto delle Nazioni Unite.

Secondo l’ANEV, è necessario puntare sulle rinnovabili per scongiurare il pericolo di calamità naturali dovute al cambiamento climatico.

“I cambiamenti climatici rappresentano il principale pericolo per l’uomo, ma anche per fauna e avifauna e solo grazie alla produzione di energia elettrica da fonti pulite, come l’eolico e al ricorso all’efficienza energetica sarà possibile contrastarli” fanno sapere dall’Associazione.

“I governi di tutto il mondo – conclude l’Anev – sono ancora in tempo per limitare i danni del surriscaldamento climatico, ma senza azioni immediate gli effetti saranno catastrofici e irreparabili”.

[foto da ideegreen.it]

Sei francobolli per celebrare le rinnovabili

Ambiente: sei francobolli per le energie rinnovabiliSei francobolli autoadesivi, ciascuno del valore di 70 centesimi, raccolti in mini-fogli e dedicati alle energie rinnovabili.

Sono quelli che Poste Italiane emette oggi, in concomitanza con l’inizio della primavera, e speriamo che questo significhi davvero l’inizio di une grande stagione per FER di casa nostra.

 

Le immagini, c’era da scommetterci, rappresentano le sei forze capaci di produrre energia: sole, vento, idroelettrico, geotermico, onde e maree e, infine, le biomasse.

Il bollettino illustrativo dell’emissione sarà firmato dall’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini, oggi Direttore generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l’energia del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare.

L’annullo speciale primo giorno di emissione viene apposto a Milano. L’emissione avviene infatti in coincidenza con l’apertura del salone filatelico Milanofi, giunto quest’anno alla XXVII edizione.

 

Il salone del francobollo sarà aperto fino a domenica 23 marzo.

 

[foto da ansa.it]

L’eolico irlandese allarga i confini

???????????????????????????????Collegare i parchi eolici irlandesi alla rete di distribuzione elettrica nazionale britannica. Questo l’obiettivo dell’accordo siglato la settimana scorsa dal primo ministro di Dublino Enda Kenny (il cosiddetto Taoiseach) e David Cameron.

“I due ministri hanno discusso la cooperazione in materia di energia, in particolare il potenziale per l’esportazione di elettricità da fonti rinnovabili dall’Irlanda al Regno Unito”, ha detto un portavoce. “Il Primo Ministro Cameron e il Taoiseach sono d’accordo sul fatto che questo accordo sia molto importante per continuare a lavorare a stretto contatto su questo tema fondamentale.”

Una notizia che è stata ben accolta soprattutto dalla Element Power, a cui è stato affidato l’incarico relativo la progetto Greenwire, una centrale eolica che sarà realizzata nel centro dell’Irlanda con lo scopo di fornire annualmente circa 10 TWh di elettricità pulita.

Non a caso Mike O’Neill, chief executive di Element Power, ha già invitato i due governi a predisporre nel minor tempo possible un Inter-Governmental Agreement (IGA) che permetterebbe le importazioni di energia prodotta da fonti rinnovabili.

[foto da rinnovabili.it]

Tour Eiffel, il primo piano diventa un modello di efficienza energetica

imagesContinua la trasformazione dei grandi monumenti europei all’insegna della cultura dell’ambiente e della sostenibilità.

Così, se appena mercoledì scorso vi ho raccontato la possibile “svolta solare” del Big Ben di Londra, oggi basta attraversare la Manica per vedere cosa sta accadendo alla costruzione più celebre di Parigi.

Tra pochi mesi, infatti, sarà completato il progetto di trasformazione del primo piano della Tour Eiffel che diventerà non solo un polo di attrazione turistica, ma anche in un autentico modello di sostenibilità e di efficienza energetica.

I lavoro hanno preso il via nel 2012, e il loro costo è stimato in circa 25 milioni di euro.

Un’iniziativa quanto mai appropriata. Basti pensare che l’ultima operazione di restyling dei 5mila metri quadrati che compongono il primo piano della torre più famosa del mondo risale nientemeno al 1980.  Ora, il progetto di Moatti-Rivière Architecture  prevede l’inserimento di nuovi negozi, spazi espositivi e ristoranti, tutti rigorosamente all’insegna della massima efficienza energetica e sostenibilità.

Quando si tratta di concludere lavori del genere, le date sono sempre incerte. Tuttavia, almeno ad oggi, il completamento dell’opera è previsto per fine agosto. Tra le tante tecnologie ecofriendly applicate, quelle capaci di sfruttare solare ed eolico, oltre a un sistema per il recupero delle acque piovane. Il sistema di illuminazione, manco a dirlo, sarà invece rigorosamente a Led.

[foto da tafter.it]

Europa, crescono le rinnovabili

bioenergy-italia-300x236Una crescita lenta ma costante, che fa ben sperare per il raggiungimento dell’ormai celebre obiettivo “20-20-20”.

È quella delle rinnovabili europee, che dovrebbero appunto raggiungere il 20% della generazione complessiva entro il 2020.

 

A dirlo sono i recenti dati pubblicati da Eurostat, secondo i quali nel 2012 la percentuale totale registrata nel vecchio continente è stata del 14,1%.
Stando allo studio, Svezia Bulgaria ed Estonia hanno già raggiunto i propri obiettivi, mentre i Paesi dove è maggiormente aumentato il ricorso alle FER sono stati sempre la Svezia (passata dal 38,7% del 2004 al 51% del 2012), la Danimarca (dal 14,5% al 26%), l’Austria (dal 22,7% al 32,1%), e la Grecia (dal 7,2% al 15,1%).

 

Buona anche la performance dell’Italia, che dal 5,7% è passata al 13,5%. In particolare, per il Belpaese è stato un crescendo visto che nel 2007 si è toccato il 6,5%, nel 2010 il 10,6% e nel 2012, appunto, il 13,5%.

 

In termini assoluti, il primato spetta come detto alla Svezia che ha raggiunto il proprio obiettivo con ben otto anni di anticipo, seguita dalla Lettonia (al 35,8%), dalla Finlandia (34,3%) e dell’Austria.

 

In coda alla classifica troviamo invece Malta (1,4%), Lussemburgo (3,1%), Gran Bretagna (4,2%) e Olanda (4,5%).

 

[foto da rivistainnovare.com]

USA, vai col vento

Erste-Windkraftanlage-in-den-USA-wird-noch-heuer-ausgeliefert_fullscreenIl settore eolico continua a migliorare se stesso, dimostrando una volta di più tutte le proprie potenzialità. Dopo quanto avvenuto in Gran Bretagna in dicembre, quando è stato toccato il record di produzione, oggi la notizia viene dagli Stati Uniti, dove per la prima volta la produzione ha toccato il 4% della rete elettrica nazionale riuscendo negli ultimi 5 anni a coprire il 30% di tutta la generazione.

Addirittura in alcuni Stati, come l’Iowa e il South Dakota, l’energia eolica supera il 25% della produzione totale. E sono proprio queste cifre che che hanno fatto salire la fonte al quinto posto nella classifica nazionale dei produttori di energia da fonte eolica secondo quanto riferito dall’Energy Information Administration (EIA).

Ma a recitare la parte del leone è stato il Texas, che con l’eolico ha prodotto oltre 36 milioni di megawattora sufficienti per 3,3 milioni di case.

Tanto per dare un’idea di quello di cui stiamo parlando, basti pensare che l’energia del vento ha alimentato oltre 15 milioni di abitazioni, un totale equivalente al numero di famiglie di Arkansas, Colorado, Georgia, Kansas, Nebraska, Nevada e Ohio.

“L’energia eolica continua a farsi strada come importante contributo al mix di potenza degli Stati Uniti”, ha detto Elizabeth Salerno, vice Presidente del settore dati e analisi per l’American Wind Energy Association. “L’elettricità generata da fonte eolica è più che triplicata dal 2008, non solo grazie alla significativa crescita di nuovi progetti eolici, ma anche grazie all’innovazione tecnologica che ha portato ad avere a disposizione turbine eoliche più produttive tenendo anche conto che in totale le rinnovabili forniscono circa il 13% dell’elettricità del paese”.

E, se il buongiorno si vede dal mattino, anche per il 2014 i risultati non dovrebbero mancare.  Già in questi primi mesi, gli States hanno infatti 12mila Mw di progetti eolici in costruzione.

 

[foto da it.leitwind.com]

Marocco, pronti 11 miliardi per eolico e solare

newsletter01-12Diventare un grande esportatore di energie pulite entro il 2020, riducendo al tempo stesso il consumo di combustibili fossili.

È l’obiettivo del Marocco, che si è dichiarato pronto a investire 11 miliardi di dollari in questo progetto, soprattutto nei settori di eolico e solare.

Come si apprende da fonti marocchine, nel sud e nell’est del Paese sono stati programmati diversi  progetti rinnovabili in grado di trasformare la nazione da importatrice a esportatrice di energia verde da qui a 10 anni. Ad oggi, petrolio e derivati per Rabat hanno un costo che si aggira intorno ai 13 miliardi di dollari l’anno.
Secondo quanto affermato da fonti governative, grazie ai nuovi progetti saranno installati circa 9 GW, con un aumento del 20% rispetto alla corrente produzione e con un apporto di energia termica superiore del 42%.

Ciò garantirà un surplus di elettricità e di energia che potrà essere venduta ad altri Paesi vicini, in particolare Europa e Africa.

Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione Salaheldin Mizwar  ha informato che Rabat ha ricevuto il sostegno finanziario, politico e tecnico necessario per la realizzazione di tali progetti strategici. Non ci sono problemi di finanziamento perché alcuni Stati e gruppi finanziari internazionali e regionali stanno sostenendo il progetto di energia solare in Marocco”.

[foto da maroccoggi.it]

Eolico offshore, Deutschland über alles?

7768-primo_Parco_eolico__offshoreQuadruplicare la capacità installata di eolico offshore, raggiungendo almeno gli 1,5 GW di potenza e imprimendo una notevole accelerazione per raggiungere gli obiettivi “green” del Paese.

Sto parlando della Germania, che sta puntando sull’eolico forte anche della recente pubblicazione del rapporto del GWEC, che ha eletto l’energia del vento uno dei settori rinnovabili più promettente per il prossimo futuro.

Una sorta di “balzo in avanti” che dovrebbe diventare operativo il prima possibile, in modo da rafforzare il mix energetico nazionale senza produrre emissioni inquinanti.

In particolare, dovrebbero essere 6 i nuovi parchi eolici offshore tra cui il Global Tech I, l’EnBW Energie Baden-Wuerttemberg AG e il  Baltic 2 che saranno avviati già  nel corso di quest’anno.

Altri impianti, invece, richiedono l’esecuzione di alcuni lavori che non potranno essere terminati prima del 2015.  Le aree prescelte, manco a dirlo, si trovano realizzati nel mare del Nord e nel Mar Baltico, dove le correnti d’aria soffiano costantemente permettendo ai rotori di lavorare e generare energia elettrica in maniera pressoché continua.

 

[foto da manfredonianews]

Fukushima, dal 2040 solo rinnovabili

AJ201311110055MDa sinonimo di disastro nucleare a quello di energia pulita e rinnovabile. È il destino di Fukushima, nel 2011 teatro di un terremoto e di uno tsunami che hanno causato il peggior incidente nucleare degli ultimi anni.

Entro il 2040, infatti, il territorio sarà alimentato esclusivamente da energie rinnovabili.  Un risultato che verrà raggiunto attraverso diverse iniziative di generazione distribuita messe in atto nella provincia dalle comunità locali.

“Il governo locale, come la prefettura di Fukushima o il governo metropolitano di Tokyo sono molto più attivi è più progressisti rispetto al governo nazionale”, ha spiegato Tetsunari Iida, direttore dell’Istituto per le politiche energetiche sostenibili in Giappone, in polemica con il primo ministro Shinzo Abe che ha manifestato l’intenzione di riavviare nel medio termine tutti i reattori del Paese.

Ad oggi, la provincia di Fukushima è servita da rinnovabili per il 22% del proprio fabbisogno. Proprio lo scorso novembre, è stata allacciata alla rete la prima turbina eolica off shore da 2 MW al largo delle sue coste mentre ad oggi sono in fase di progettazione altri due aerogeneratori da 7 MW . “Fukushima sta andando verso il futuro passo dopo passo”, ha concluso Sato. “E l’eolico galleggiate è simbolo di un tale futuro.

 

[foto da rinnovabili.it]