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L’eolico ha fatto cento!

14Cento di queste nazioni per l’energia eolica! Grazie all’Islanda, infatti, sono esattamente cento i Paesi del mondo che hanno deciso di sfruttare il vento per produrre energia pulita. A comunicarlo è il Wind Energy World Report 2012, documento redatto dalla World Wind Energy Association, che sottolinea inoltre come nel 2012 l’eolico ha raggiunto gli 282 GW per una produzione totale di 580 TWh, pari più o meno al 3% della domanda mondale di elettricità.

 

Tuttavia, nonostante la continua crescita, lo scorso anno si è registrato il trend di sviluppo più basso da oltre un decennio, anche se il fatturato è stato di circa 60 miliardi di euro. In controtendenza l’off-shore, in crescita di quasi mezzo punto percentuale. Per quanto riguarda la nazioni leader, spiccano su tutti Cina e USA, ognuna delle quali ha installato circa 13 GW di nuove turbine. L’WWEA prevede inoltre una capacità globale di più di 500 GW entro l’anno 2016 che potrebbero passare, con le giuste politiche a 1 TW entro il 2020.

[foto da aseaenergia.it]

L’eolico si fa (auto)strada

052059678-3bf0bbf4-f106-411d-b889-736f45bee5dbA chi non è mai capitato, viaggiando in autostrada, di avvertire l’enorme spostamento d’aria prodotto da un camion in movimento? Ebbene, ora quel vento può essere sfruttato per produrre energia. L’idea è di tre ragazzi veronesi, Giovanni Favalli, Stefano Sciurpa e Gianluca Gennai, che hanno cominciato a testarla presso il casello autostradale di Desenzano qualche anno fa, dove fu posta la prima installazione eolica.

E siccome i risultati sono stati incoraggianti, i tre decidono di proseguire sulla propria strada (anzi, autostrada!), modificando l’impianto originale per incrementare l’energia prodotta, passando dai 9 ai 12 Kwh giornalieri che, considerando prudenzialmente 250 giorni di produzione utile, rappresenta una cifra pari più o meno al consumo energetico di una famiglia italiana.

 

E i tre giovani, che nel frattempo sono diventati soci e hanno fondato la società Atea, si sono appena aggiudicati 250mila euro di investimento da parte di Enel Lab, l’iniziativa promossa da Enel per premiare le start up che operano nel settore della green technology.

 

Ora, in programma c’è la costruzione di turbina molto più potente (9,2 Kw) che sarà installata sempre presso il casello di Desenzano. E se tutto andrà bene, per l’anno prossimo potrebbe sorgere un piccolo parco eolico autostradale con dieci macchine a 50 metri una dall’altra e collegate in rete. E i tre soci non stanno nella pelle: “Dopo ore e ore passate in autostrada, ci sembra di vivere un sogno”.
[foto da repubblica.it]

Eolico e solare per i lampioni cinesi

UGE-Sanya-LED-Street-Lamp-PingQuan-China-537x427Si chiama Sanya Streetlamp ed è l’innovativo lampione sviluppato dall’azienda americana UGE (Urban Green Energy Inc) capace di unire la tecnologia eolica a quella fotovoltaica. E in Cina non si sono lasciati scappare l’occasione, visto che ne sono appena stati installati 120 nella regione di Pinquan.

 

Ognuno degli ‘ibridi’ è dotato di una turbina eolica e due pannelli solari da 280 watt,  ed è in grado di funzionare in modo completamente autonomo rispetto alla rete. L’energia prodotta dalle turbine eoliche e dai pannelli solari viene concentrata e immagazzinata all’interno di un accumulatore posto ai piedi dei singoli lampioni. Il quale, anche in assenza di condizioni climatiche favorevoli, garantisce un’alimentazione sicura per almeno cinque giorni.

E da Pechino fanno sapere che la capitale ne ha ordinati 100 esemplari.

 

 

[foto da inhabitat.com]

Un’alleanza internazionale per lo stoccaggio delle rinnovabili

ImageGenCon il progressivo affermarsi delle rinnovabili, si fa sempre più pressante la necessità di tecnologie capaci di conservare l’energia prodotta per immetterla in rete nel momento del bisogno.

Ed è proprio in quest’ottica che l’International Photovoltaic Equipment Association (IPVEA) e EuPD Research hanno dato vita all’International Battery and Energy Storage Alliance (IBESA), un’organizzazione che si pone l’obiettivo di promuovere la cooperazione internazionale tra le aziende che operano nel settore delle energie pulite.

Il tutto, per sviluppare nuovi sistemi di storage per le rinnovabili da condividere tra tutti gli attori coinvolti.

“Una forte alleanza industriale di attori internazionali come Ibesa, è di fondamentale importanza al fine di unificare la frammentazione esistente oggi nei mercati dell’accumulo energetico e delle reti intelligenti, oltre ovviamente che per prepararle e posizionarle in modo sostenibile per il futuro” ha spiegato Markus Hoehner, chief executive di EuPD.

Dal canto suo Bryan Ekus, amministratore delegato di IPVEA, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è quello di promuovere il settore fotovoltaico e quello dello stoccaggio fornendo reali benefici alle aziende associate”.

 

[foto da carbontrust.com]

Crollano gli investimenti mondiali nelle rinnovabili

blobDiminuiscono drasticamente gli investimenti nelle energie rinnovabili a livello mondiale. A dare la brutta notizia è un report di Bloomberg, secondo il quale nei primi quattro mesi del 2013 gli investimenti in tecnologie e produzione ‘green’ sarebbe inferiore del 22% rispetto  allo stesso periodo dell’anno scorso.

 

Causa principale, la crisi economica e la conseguente instabilità che stanno attanagliando i paesi occidentali.  A pagare sono soprattutto i progetti su larga scala, come i parchi eolici e solari, che hanno fatto registrare un crollo del 34%.

 

Occorre tuttavia fare le dovute differenze a seconda dei Paesi: in Cina, ad esempio, gli investimenti sono aumentati del 20%, mentre nella vicina India sono diminuiti del 44%, complici anche le restrizioni imposte dal governo. Dati in caduta anche negli USA, dove gli investimenti sono scesi a 4,5 miliardi di dollari, ben il 54% in meno rispetto allo stesso periodo del 2012.

 

E l’Europa? In generale, il vecchio continente ha fatto registrare un -25% ma sotto i riflettori ci sono soprattutto Spagna e Italia, che complice la crisi hanno visto diminuire gli investimenti di oltre il 60%.

 

[foto da rwe.com]

Niente ‘nimby’, siamo irlandesi

wind-farm-390x285Per quanto sia chiaramente un termine anglosassone, sembra proprio che la parola nimby (acronimo di ‘not in my backyard’, cioè ‘non nel mio cortile’) non esista in irlandese.

Ben l’80% della popolazione si è infatti dichiarata favorevole ad avere  un impianto eolico nelle vicinanze della propria abitazione, pur di ricevere in cambio energia pulita e rinnovabile.

A rivelarlo è un sondaggio condotto dalla Irish Wind Energy Association (IWEA), che con questi dati spera di convincere il governo di Dublino a intraprendere politiche capaci di sviluppare ulteriormente il settore dell’eolico.

Un compito non impossibile, visto che gli irlandesi sembrano particolarmente favorevoli all’energia del vento e alle sue potenzialità come illustrato dal rapporto “Best Practice Principles in Community Engagement & Community Commitment”, curato sempre dall’IWEA, in cui vengono infatti elencate le linee guida da seguire per migliorare ancora le prestazioni energetiche del paese.

Parlando alla conferenza annuale Associazione, lo scorso 27 marzo il ministro delle Comunicazioni, Energia e Risorse Naturali, Pat Rabbitte ha dichiarato: “Gli imperativi del cambiamento climatico e della sicurezza energetica richiedono il passaggio alle energie rinnovabili. L’Irlanda ha risorse eoliche abbondanti ed eccellenti che svolgeranno un ruolo centrale nel nostro nuovo mix energetico.”

 

[foto da thejournal.ie]

Portogallo, rinnovabili al 70%

bandiera-portogallo Davvero un record straordinario quello fatto registrare dal Portogallo nei primi tre mesi del 2013. Secondo l’operatore energetico REN infatti, e grazie a condizioni meteo particolarmente favorevoli, ben il 70% della produzione di energia è avvenuta utilizzando fonti rinnovabili.

In particolare, l’idroelettrico è aumentato del 312%, raggiungendo il 32% del totale del consumo, ed anche l’eolico è salito del 60%, fornendo il 27% del consumo complessivo.
Con l’aumento delle rinnovabili, sono di pari passo diminuite le emissioni di carbonio dal momento che la generazione proveniente da centrali a carbone e a gas è scesa rispettivamente del 29 e del 44% rispetto al primo trimestre del 2012.

Inoltre, complice la crisi economica, nello stesso periodo si è anche registrato un calo della domanda energetica seppure contenuto: se nel 2012 il consumo era sceso del 6%, in questo primo scorcio di 2013 è sceso soltanto dello 0,4%.

[foto da fotovoltaicoblog.it]

Italia, dall’eolico energia per oltre 5 milioni famiglie

 

ENERGIA: AGLI ITALIANI PIACE EOLICO, 80% DICE SI'L’eolico si conferma un settore in grande crescita in tutto il mondo, e l’Italia non fa eccezione. Lo scorso anno, l’energia prodotta dal vento ha soddisfatto il fabbisogno di 5 milioni e 200mila famiglie e, in percentuale, ha rappresentato il 4,6% della produzione nazionale.

 

In termini di potenza installata, questa è aumentata di circa 1.800 MW e ha superato gli 8mila 700 MW totali. A recitare la parte del leone è soprattutto il meridione, e in particolare l’Appennino che attraversa Puglia, Campania e Basilicata.
Bene anche le isole maggiori, in particolare per i piccoli impianti fino a 200 kW, anche se la regione che può vantare il primato del ‘mini-eolico’ è la Puglia.

 

Per quanto riguarda i benefici in termini ambientali, si calcola che la potenza eolica installata eviti ogni anno emissioni per circa 7,8 milioni di tonnellate di CO2. Inoltre, secondo l’Anev (Associazione nazionale energia del vento), il settore sta offrendo lavoro a circa 40mila persone, con una crescita media annuale di circa 5000 posti. Infine, per quanto riguarda le stime future, si calcola che se entro il 2020 si raggiungerà una potenza installata di 16.200 MW, l’eolico potrà dare energia a circa 12 milioni di famiglie e lavoro a 66mila persone.

 

[foto da ansa.it]

 

Washington, l’importanza capitale dell’eolico

??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Importante decisione presa dall’amministrazione della capitale degli Stati Uniti, che conferma il proprio impegno per una politica energetica sempre più ‘green oriented’.
Attraverso un comunicato ufficiale, Washington DC ha infatti annunciato che presto tutte le agenzie governative all’interno del territorio cittadino dovranno usare il 100% di energia eolica per soddisfare il proprio fabbisogno energetico.

Una decisione sancita dal contratto firmato dal Dipartimento dei Servizi generali del Distretto di Columbia con la Washington Gas Energy Services (WGES). In base all’accordo, inizialmente almeno il 50% della domanda di elettricità sarà coperta da un parco eolico che sorge a nord della città. In un secondo momento, la percentuale sarà portata al 100%.

Stando ai dati forniti dallo stesso WGES, una volta completata l’operazione sarà possibile abbattere le emissioni di CO2 equivalenti a quelle prodotte ogni anno da 61mila automobili.

Il nuovo accordo si inserisce all’interno di un più vasto piano varato dall’amministrazione  cittadina all’insegna della sostenibilità, con l’obiettivo di incrementare la produzione da FER e ridurre i gas serra: un piano che ha già cominciato a dare i propri frutti, visto che quella di Washington è una delle principali aree metropolitane ad aver sviluppato posti di lavoro grazie alla green economy e detiene una leadership indiscussa per quanto riguarda le certificazioni edilizie verdi.

 

[foto da rinnovabili.it]

USA, l’eolico ha fatto il boom

usa-leolico-tocca-i-50-gw-L-qa21HnNumeri da record per l’eolico made in USA. Secondo i dati diffusi dall’AWEA (American Association of Wind Energy), nel 2012 gli Stati Uniti hanno aggiunto alla potenza installata 13 nuovi GW, di cui oltre 8 negli ultimi 4 mesi, raggiungendo un totale di oltre 60 GW. Cifre confermate anche dal Global Wind Energy Council.

Lo Stato più attivo nell’ultimo terzo dell’anno si è rivelato il Texas, in testa alla particolare classifica, con quasi 1,3 GW, seguito da California, Kansas, Oklahoma e Iowa.
Primi quattro posti confermati anche per quanto riguarda i dati sull’intero anno, che vedono primo il Texas con 1.826 GW, poi California (1.656 MW), Kansas (1.440 MW) e Oklahoma (1.127 MW).

In generale, le nuove turbine hanno avuto una potenza media installata di 1,92 MW, a fronte di 4.414 rotori totali. Inoltre, sempre secondo quanto diffuso dall’AWEA, nel corso del secondo semestre sono state istallate componenti di 16 differenti produttori, con potenze comprese tra 750 kW e 3,6 MW, mentre per l’intero anno i dati fanno riferimento a 25 diversi produttori di turbine.

In sostanza, il principale dato che emerge è che l’eolico è stata la fonte rinnovabile che più è aumentata all’interno del mix energetico statunitense, raggiungendo il 42% della potenza installata.

Allo stato attuale, l’energia prodotta dal vento è divenuta sufficiente a soddisfare il fabbisogno quotidiano di circa 15 milioni di famiglie, evitando al tempo stesso l’uso di 320 milioni di barili di petrolio e l’emissione di 95,9 milioni di tonnellate di CO2.

 

 

[foto da paperblog.com]