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La tecnologia aerospaziale al servizio dell’eolico

eolico off shoreSi chiama “ARTES 20” ed è il programma varato dal Technology Strategy Board (TSB) britannico con il contributo dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per promuovere l’uso di tecnologie sviluppate per il settore aerospaziale applicandole ad altri campi, come ad esempio quello dell’energia eolica.

Da ciò che trapela, sembra che il sistema potrà essere applicato sia in fase di costruzione sia in quella di manutenzione degli impianti. E così, Iberdrola Ingenierìa e Elecnor Deimos hanno già avviato il progetto progetto SUMO (Support of Maritime Operations in Offshore Windfarms) che mira a creare un punto di riferimento per la gestione del sistema di parco eolico offshore.

Dalla joint venture tra ESA e TSB nascerà anche un cloud a disposizione dell’iniziativa che favorirà il diffondersi delle notizie e dei dati relativi alle potenzialità e all’andamento dei lavori. Per la prima volta, dunque, si integreranno una serie di strumenti di previsione delle condizioni meteo oceaniche con sistemi originariamente pensati per il settore aerospaziale. Non solo, perché si avrà anche la possibilità di sfruttare immagini satellitari ad alta risoluzione e sistemi per la geolocalizzazione delle persone e degli oggetti.

Oltre che sulla previsione delle condizioni atmosferiche, la sperimentazione si concentrerà anche sulla misurazione della velocità del vento, dell’altezza e dell’intensità delle onde, della temperatura dell’acqua e della velocità delle correnti.

 

[foto da maxrap.it]

Quando l’Africa è più verde che nera

AFRICAL’Africa sub-sahariana si sta imponendo come uno dei mercati mondiali più interessanti nell’ambito delle tecnologie relative alle rinnovabili. Ad affermarlo è uno studio condotto da Bloomberg New Energy Finance, che sottolinea come il fenomeno riguardi principalmente l’eolico su piccola scala, il fotovoltaico e la geotermia.

Secondo la ricerca, ed escludendo i grandi progetti idroelettrici, entro la fine dell’anno l’area potrà contare su nuovi 1,8 GW di capacità rinnovabile. Una cifra pari a quella installata dal 2000 al 2013, a conferma della crescita importante delle FER africane negli ultimissimi anni.

Secondo gli autori del rapporto, inoltre, gli investimenti in energia green sfioreranno i 6 miliardi di dollari, per raggiungere i 7,7 nel 2016. A guidare la classifica dei mercati più attivi il Sud Africa, con 3.9 GW di nuova capacità verde da istallare principalmente eolica, ; il Kenya, con 1.4 GW soprattutto di geotermia ed eolico e l’Etiopia, con quasi 570 MW sempre legati soprattutto allo sfruttamento del vento.

 

[foto da rinews.it]

Italia, le piccole centrali all’insegna delle rinnovabili

rinnovabiliIn Italia, attualmente, ci sono circa 485mila piccoli impianti che forniscono il 20% dell’energia nazionale. Ebbene, il 70% di questi produce energia rinnovabile.

 

Ad affermarlo è il Rapporto annuale sul monitoraggio della generazione distribuita pubblicato dall’Autorità per l’energia relativo ai dati del 2012, il quale conferma la tendenza di forte crescita delle cosiddette mini-centrali. A far la parte del leone è il solare, presente in oltre il 30% dei piccoli impianti.

 

Secondo quanto riportato nel Rapporto, particolarmente rilevante appare la crescita degli impianti di piccola taglia, soprattutto fotovoltaici: oltre il 99% degli impianti monitorati per un totale di 482mila, è di piccolissime dimensioni con una capacità di generazione non superiore a 1 MW.
Complessivamente, le “micro-centrali” vantano una capacità produttiva di 15.105 MW, rappresentando il 35,6% della produzione totale. Inoltre, è interessante sottolineare come circa il 40% dell’energia prodotta da generazione distribuita viene autoconsumata mentre il rimanente viene immesso in rete.

 

Un quadro che rende ancor più significativi gli interventi regolatori volti alla promozione dell’integrazione della generazione distribuita nel sistema elettrico, all’innovazione delle modalità di gestione delle reti e allo sviluppo delle smart grids.
[foto da ideegreen.it]

Eolico europeo con il vento in poppa

Impianto eolicoNon si ferma la crescita del settore eolico europeo. Secondo le previsioni, la capacità installata è infatti destinata ad aumentare ulteriormente di circa 75GW di nuova potenza nel corso dei prossimi 7 anni. Se il dato fosse confermato, si tratterebbe di un incremento del 64% che porterebbe a 192,4 GW la potenza totale della Ue, di cui 23,5 di eolico offshore.

 

I dati sono stati trasmessi dalla European Wind Energy Association (EWEA), che a dispetto della crisi e dell’instabilità normativa in alcuni Stati membri prevede un futuro piuttosto roseo per l’eolico europeo.

Justin Wilkes, vice direttore generale della European Wind Energy Association, ha dichiarato: Un cocktail di incertezza normativa, discussioni in corso a livello europeo di clima ed energia e quadri nazionali in rapida evoluzione hanno contribuito a formare questi nuovi scenari. Tuttavia, mentre in Europa la stabilità del quadro normativo si sta ancora riprendendo, i mercati onshore di Germania, Francia, Regno Unito e Polonia rimarranno mercati chiave per gli impianti eolici”,

L’EWEA prevede inoltre che dal comparto si riescano a produrre 442 TWh di energia, incontrando il 14,9% del consumo di elettricità nel 2020.

[foto da ansa.it]

Eolico, l’Italia al settimo posto nel mondo

energia-eolica1Domenica 15 giugno si è celebrata la Giornata mondiale del vento. Un settore, quello eolico, che non sta attraversando un momento felicissimo soprattutto nel nostro Paese, che nonostante sia al settimo posto sul mercato globale ha recentemente visto contrarsi il numero di nuove installazioni.

 

Secondo quanto riportato dal recente studio “Ren 21”, alla fine dello scorso anno l’Italia contava una potenza eolica installata di 8,6 GW, che la pone appunto al settimo posto nel mondo dopo Cina, Usa, Germania, Spagna India e Regno Unito.

Tuttavia, afferma il rapporto, le nuove installazioni sono state di appena 0,4 GW, a fronte degli 1,3 GW aggiunti nel 2012.

 

Un rallentamento che non riguarda solo noi, ma che si è verificato un po’ in tutta Europa anche se il “vecchio continente” continua a detenere la leadership mondiale con 117 GW, pari al 37% della potenza installata nel mondo, contro il 36% dell’Asia.
Sugli scudi soprattutto l’eolico offshore: il 93% della potenza mondiale si trova al largo delle coste europee.
[foto da 100ambiente.it]

Rinnovabili, 6,5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo

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Lo scorso anno, il settore delle rinnovabili ha dato lavoro a 6,5 milioni di persone in tutto il mondo. A darne notizia, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) nel suo rapporto intitolato suo “Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2014”.

Secondo quanto riportato dalla ricerca, solo nel 2013 i posti di lavoro creati dalle FER sono cresciuti di 800mila unità: Con 6,5 milioni di persone direttamente o indirettamente impiegate nelle rinnovabili, il comparto  sta dimostrando di non essere più una nicchia, bensì d’essere divenuto un vero e proprio datore di lavoro a livello mondiale”, ha commentato Adnan Z. Amin, direttore generale di IRENA.

Per quanto riguarda i singoli Paesi, in cima alla classifica dei “datori di lavoro” ci sono Cina, Brasile e Stati Uniti seguiti da India, Germania e il sorprendente Bangladesh,

E l’Italia? Il nostro Paese non viene menzionato dal rapporto IRENA, a conferma che i 190mila occupati del 2012 sono molto probabilmente diminuiti nel corso dello scorso anno. Un dato dovuto soprattutto alla mancata costruzione di grandi impianti.

Passando alle diverse fonti, le maggiori possibilità di impiego sono quelle offerte dal fotovoltaico, seguito da biocarburanti, eolico, biomasse e biogas.

“La crescente domanda di solare fotovoltaico in Cina e in Giappone sta accrescendo l’occupazione nel settore dell’installazione e allentando alcune preoccupazioni in merito all’eccesso di offerta dei moduli”, spiega Rabia Ferroukhi, a capo della divisione, politica e finanza a IRENA e autore principale del rapporto. “Di conseguenza alcuni produttori cinesi stanno creando nuova capacità”. Nell’eolico, ad esempio, Cina e Canada hanno fornito impulsi positivi, mentre le prospettive per gli Stati Uniti rimangono miste, offrendo al contrario grandi opportunità nel settore dei biocarburanti al pari del Brasile.

 

[foto da ecoo.it]

In Arizona la prima torre sia eolica che solare

e6e3acd7dProdurre energia rinnovabile 24 ore al giorno, tutto l’anno, sfruttando sia sole che vento.
È l’idea che ha dato vita vita alla Solar Wind Downdraft Tower, progetto che potrebbe preso vedere la luce nel sud ovest dell’Ariziona.

L’amministrazione di Saint Luis ha infatti l’ok per permettere alla società Solar Wind Energy Tower di relizzare la prima torre solare eolica mai realizzata al mondo.

 

L’azienda dispone ora del terreno, 600 acri di terra proprio al confine con il Messico, e ha sottoscritto con il Comune di Saint Luis un contratto per lo sfruttamento delle risorse idriche necessarie al progetto. Infatti, una torre cilindrica all’interno del sistema crea una corrente d’aria ascendente proprio grazie all’incontro tra acqua e l’aria riscaldata dai raggi solari.
Via via che l’acqua viene introdotta nella parte superiore della torre, viene a contatto con l’aria calda ed evaporando lascia uno strato inferiore più freddo e denso. Ed ecco che si forma la corrente discendente (detta “downdraft”) che precipita in basso alla velocità di 80 chilometri orari e, arrivata in fondo al cilindro, è convogliata all’interno di canali dove sono dislocate delle turbine eoliche; il passaggio del vento nei rotori produce di conseguenza l’energia elettrica.

 

[ foto da theatlantic.com]