Rinnovabili. Oettinger bacchetta l’Italia: siete peggio dell’UE!

La Stampa ha intervistato il Commissario europeo per l’energia Gunter Oettinger chiedendogli il suo punto di vista (cioè quello di Bruxelles) sulle politiche italiane in fatto di rinnovabili. E la diagnosi del commissario appare nelle pagine del quotidiano di Torino sotto il titolo “Non attirate investimenti per l’incertezza delle regole. Come sulle nuove energie”.

Tra le riflessioni di Oettinger una in particolare fa riflettere, soprattutto alla luce della nuova Comunicazione sul futuro delle rinnovabili approvata il 6 giugno dalla Commissione.

Interpellato da La Stampa sulle ricadute delle ultime misure varate dal governo italiano in materia energetica il commissario risponde. “Dico all’Italia la stessa cosa che dico agli altri. Cari stati membri, non cambiate troppo spesso le regole. E se decidete di farlo, agite in modo trasparente, sulla base di un progetto fondato sul dialogo con gli attori del mercato. Tutta l’Europa ha bisogno di investimenti sulle rinnovabili. Ma gli investimenti non arrivano se non c’è uno scenario certo e sicuro. Il problema è tutto qui”.

Parole sacrosante – viene da dire – ma c’è un ‘ma’. Solo quattro giorni fa, in quel di Malta, l’associazione europea delle aziende elettriche, Eurelectric, ha tenuto la sua assemblea annuale. E dall’isola nel Mediterraneo i CEO delle grandi utilities europee hanno rinfacciato a Bruxelles le stesse identiche critiche che Oettinger muove all’Italia.

Già il titolo del summit era abbastanza esplicito: “Politiche contro industria: sullo strapiombo”. Quanto emerso dall’assemblea ha tolto ogni dubbio. Nel comunicato stampa finale si leggono frasi come: “Davanti a politiche conflittuali su rinnovabili, decarbonizzazione ed efficienza energetica, i mercati finanziari sono riluttanti nel rendere disponibili i capitali necessari per assicurare un’energia europea del futuro low-carbon”. Oppure “le incertezze degli indirizzi politici come quelle regolatorie stanno bloccando l’accesso ai capitali”.

In pratica gli operatori elettrici europei rinfacciano a Bruxelles quello che Oettinger rinfaccia all’Italia! Non cambiate troppo spesso le regole, niente investimenti senza certezze … e via dicendo.

Un circolo vizioso e dai toni imbarazzanti che rischia di produrre tanti propositi e pochi investimenti. Un rischio ancor più serio se nella nuova Comunicazione sul futuro delle rinnovabili redatto da Oettinger si trova poi scritto che il documento propone un framework per ispirare dei framework. Per dirla fuori dai denti, come titola una nota dell’European Energy Review: “Tanti scenari nessuna scelta”.

 

[foto da affaires.lapresse.ca]

 

 

 

 

 

 

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